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	<title>Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura &#187; Mostre 2017</title>
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	<description>Palazzo Ducale Genova</description>
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		<title>Fractal 2017</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Dec 2017 20:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi 2017]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/12/logofractal.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="logofractal" style="margin-bottom:10px;" />22, 23, 29 e 30 dicembre 2017<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/12/logofractal.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="logofractal" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">22, 23, 29 e 30 dicembre 2017</font><br />
Sala Dogana<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">
FRACTAL #1 #2 #3 e #4<br />
electronic nights by Duplex Ride<br />
inizio ore 21<br />
ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/12/fractal12.jpg" alt="fractal12" width="345" height="240" class="alignleft size-full wp-image-41834" /><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/12/fractal34.jpg" alt="fractal34" width="345" height="240" class="alignright size-full wp-image-41837" /></p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<strong>Venerdì 22 dicembre ore 21</strong><br />
&nbsp;<br />
ANDROMACA<br />
&#8220;AndromacA&#8221; (Stefano Bertoli e Antonella Suella) nasce alla fine del 2006 come progetto di lettronica/sperimentale basata sull&#8217;uso della voce soprano tipico della contemporanea e non solo<br />
e sull&#8217;uso di softwares e macchine analogiche a sostituire l&#8217;intero impianto orchestrale.<br />
I richiami sono sicuramente all&#8217;elettronica colta del Novecento e alla musica concreta, ma anche generi considerati &#8220;meno puri&#8221;, come l&#8217;elettronica di base industriale. Importante caratteristica è dare molto spazio a improvvisazioni o quasi improvvisazioni (su palinsesto).<br />
&nbsp;<br />
<strong>DEBASER</strong><br />
La musica di Debaser si contraddistingue per una parte melodica contratta ed essenziale,<br />
samples vocali in cui le voci si confondono in echi e riverberi fino a perdere il loro significato originale e sottofondi sonori articolati.<br />
Le trame ritmiche si susseguono in strutture verticali in continua mutazione e, attraverso accostamenti spontanei e istintivi, le sequenze si ricompongono fino a dare unità e coesione ai brani.<br />
Per la parte visiva Debaser si avvale della collaborazione di Guido Lotti che utilizzando immagini e video scaricati dal Web affianca e rimonta le sequenze in una sorta di assemblaggio.<br />
I segni dispersi nella rete, come object trouvé, sono manipolati e ricomposti in differenti forme e significati.<br />
&nbsp;<br />
<strong>NIGREDO</strong><br />
Nigredo è il termine latino che significa colore nero o nerezza, denota in alchimia la fase al Nero della Grande Opera, cioè il passo iniziale, il primo momento nel percorso di creazione della pietra filosofale, quello della putrefazione e decomposizione.<br />
Allo stesso modo l’approccio del progetto musicale ricerca una propria metamorfosi evolutiva partendo dai composti umili e basilari della terra, emulando il suono del suo profondo</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p><strong>Sabato 23 dicembre ore 21</strong><br />
&nbsp;<br />
<strong>VALERIO VISCONTI</strong><br />
Synth analogici, noise, kick drums. Un progetto solista che guarda al futuro, e sempre alla ricerca di nuove fonti sonore.  Compositore per pianoforte sin da bambino, Valerio Visconti da quasi 10 anni  crea e compone anche musica elettronica.<br />
In questo periodo ha attraversato diversi generi, mantenendo sempre una sua propria identità sonora, caratterizzata da suoni profondi, ruvidi, meccanici, ispirati prima dall&#8217;industrial e dal noise, poi dall&#8217;IDM e dall&#8217;ambient-drone.<br />
Nel 2016 la sua ultima release per Noise Praise Records di Londra, &#8220;Blauer Regen&#8221;, un EP che ha riscontrato molto interesse nella critica d’oltremanica.<br />
Molto ricca la sua attività live prima in Italia e poi in Inghilterra, dove insieme ad altri musicisti ha ricreato nuove colonne solore per film storici, suonandole poi dal vivo durante le proiezioni dei film in una serie di concerti, sia a Genova che a Londra.<br />
LINKS:<br />
<a href="http://bit.do/valeriovisconti" rel="noopener" target="_blank">http://bit.do/valeriovisconti</a><br />
&nbsp;<br />
VIDEO &#8211; LIVE:<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=Wad9HZIirm8" rel="noopener" target="_blank">https://www.youtube.com/watch?v=Wad9HZIirm8</a><br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=LreiIYLVmto" rel="noopener" target="_blank">https://www.youtube.com/watch?v=LreiIYLVmto</a><br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=_3zvJ8MeSfs" rel="noopener" target="_blank">https://www.youtube.com/watch?v=_3zvJ8MeSfs</a><br />
&nbsp;<br />
VIDEO &#8211; PROJECTS:<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=cERRmRfKRQ8" rel="noopener" target="_blank">https://www.youtube.com/watch?v=cERRmRfKRQ8</a><br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=h9fHp65RaPk" rel="noopener" target="_blank">https://www.youtube.com/watch?v=h9fHp65RaPk</a><br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=VF9Qkt89u30" rel="noopener" target="_blank">https://www.youtube.com/watch?v=VF9Qkt89u30</a><br />
&nbsp;<br />
<strong>GEDRON</strong><br />
Gedron presenterà un live denso di sfumature e ritmi, utilizzando sia synth analogici che digitali<br />
nonchè drums ultilizzate in presa diretta.<br />
Il tutto impreziosito dalla voce di Patrizia Paita (da Varese). La proposta di brani si snoderà tra tematiche dark ambient  e nella direzione recente di tumultose cavalcate ritmiche &#8220;techno abstract&#8221;. Alla ricerca di una &#8220;catarsi&#8221;oscura, ossessiva e rituale.<br />
&nbsp;<br />
<strong>CULT OF TERRORISM</strong><br />
Cult of Terrorism è il progetto ambient/soundscape di Joshua Pettinicchio,<br />
già frontman della band crossover/mathcore Under The Bed.<br />
Dopo aver suonato dal vivo con artisti come Thisquietarmy, Valerio Orlandini, Lili Refrain<br />
e Petrolio, firma con l&#8217;etichetta Diodrone e pubblica &#8216;Il Freddo di Quel Che Esiste&#8217;,<br />
prima tape con il supporto di Bad Girl e Le Cose Bianche.<br />
Armato di groovebox, campionatore e microfono, Cult of Terrorism esplora atmosfere cupe, sospese e rarefatte, aspettando che il Freddo finisca.<br />
<a href="https://diodrone.bandcamp.com/album/il-freddo-di-quel-che-esiste" rel="noopener" target="_blank">https://diodrone.bandcamp.com/album/il-freddo-di-quel-che-esiste</a></p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p><strong>Venerdì 29 dicembre ore 21</strong><br />
&nbsp;<br />
<b>MODUS</b><br />
Massimo Pegoraro sviluppa in Modus un suo personale universo sonoro.<br />
Le sue composizioni elettroniche, ricche di estrosi arrangiamenti ed avanguardia tecnica, toccano diferenti generi, dal down-tempo sinfonico alla techno aereo-spaziale, dalla Concrete Musique fino ai Garage breaks piu` implacabili.  Fra techno e natura, casualita e sequencer, ritmi decisi e voci parlate!<br />
Questo e&#8217; sostanzialmente MODUS, classe 1981, da sempre dedito alla ricerca ed allo studio in ambito musicologico. La sua musica si muove tra differenti forme e stili, incentrati in una sorta di elettronica sacrale ed estremamente narrativa.<br />
L&#8217;amore per gli strumenti elettronici e la curiosita` nello scoprire nuovi mondi compositivi sono le fondamenta del suo percorso sonoro che vuole riprodurre in ogni performance.<br />
Remixato da Hieroglyphic Being nel suo &#8220;Adderf Arreug&#8221; EP su Marmo Music, Modus lancia lo scorso settembre l`album di debutto per Wo Land, &#8220;Quattro&#8221;.<br />
&nbsp;<br />
<b>ZSP (Davide Bruzzi e Andrea Cappellari)</b><br />
Davide Bruzzi, chitarrista eclettico fra rock, progressive e psichedelia elettronica, votato all’esplorazione del linguaggio solistico e alla costante ricerca di ogni prelibatezza anticonvenzionale nel panorama musicale rock metal odierno.<br />
Attualmente suona chitarre e tastiere per Il Segno del Comando, scrive per il Zena Soundscape Project, e in passato ha contribuito ai dischi di Egida Aurea, Ritual of Rebirth e Ballo delle castagne.<br />
Per questa collaborazione con Duplex Ride presenterà uno spettacolo di improvvisazione e sovrancisioni fra Echoplex, chitarra 7 corde e sintetizzatore.<br />
Alla batteria elettronica Andrea Cappellari<br />
&nbsp;<br />
<b>&gt; J-GST</b><br />
Il progetto J-GST è nato dalle sperimentazioni del bassista genovese Giacomo Gastaldi<br />
nell&#8217; ambito della musica elettronica pura, influenzato da compositori, artisti e band contemporanee, da Karlheinz Stockhausen a Merzbow, dai Sunn O))) agli Ordo Rosarius Equilibrio, dai der Blutharsch, agli Atrium Carceri, dagli Einsturzende Neubauten ai Bohren &amp; Der Club Of Gore.<br />
Nei brani infatti si può trovare un mix di ambientazioni tipicamente industrial, suoni e rumori acidi,<br />
passaggi drone/dark ambient e minimalistici e inserimenti di strumenti folk come chitarre e mandolini</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p><strong>Sabato 30 dicembre ore 21</strong></p>
<p><b>MASS PROD</b><br />
Live set audiovisivo ispirato al suo ultimo album Earquake.<br />
&#8220;Massprod e’ il boss della Wo Land, etichetta collegata alla Marmo Music.<br />
Il suo album e’ un solido prodotto di industrial-techno dalle scansioni metalliche su cui giostra un synth dispettoso:  lo sciolto funk di “Membrane”, le atmosfere space-filmiche di ”Loculo”, l’anfetaminica frenesia di “Cimice”, le slabbrature di “Spazio Taglio” e il successivo catafascio di “Lupi&#8221;, la ambient fluorescente di &#8220;Perdido Key”, tutto e’ decisamente molto buono, un florilegio dalle possibilità’ di applicazione del techno suono.<br />
(dalla recensione di Stefano Isidoro Bianchi, Blow Up).<br />
&nbsp;<br />
<b>N.O.S.</b><br />
N.O.S. e&#8217; formato da Marco Cacciamani, Claudio Ferrari e Riccardo Canessa, che, tra le rispettive diverse passioni artistiche, qui condividono quella che hanno in comune: la musica eletttronica.<br />
Essenzialmente improvvisate, le loro performances sono integrate con videoproiezioni curate da Gianriccardo Scheri  ed aperte ad interventi di ospiti.<br />
Si definiscono un gruppo d&#8217;improvvisazione elettrotecnica, i cui diversi incontri in studio e i concerti dal novembre 2008 hanno finora fruttato 3 CD autoprodotti. http://www.soundcloud.com/nos_it<br />
&nbsp;<br />
<b>LIDIA GIUSTO</b><br />
“Fare archeologia industriale richiede uno sguardo attento e uno spirito critico riguardo i fenomeni storici ed economici che hanno attraversato gli ultimi due secoli. L’archeologia industriale, oggi, risulta essere molto vicina a noi ma allo stesso tempo ci appare leggendaria e irrecuperabile. Vibrante di un’intensa nostalgia”. &#8211; Eugenio Battisti.<br />
“Il sole sta bagnando lentamente le bianche facciate; di quando in quando si sentono i colpi di campana ritmici e cristallini delle chiese, e le fucine, tutte le fucine della città, le fucine nere, le fucine silenziose durante la notte, cominciano a cantare.” &#8211; Azorin, Un’elegia, da Los Pueblos.<br />
Lidia Giusto (1984) fotografa utilizzando come mezzo di espressione un obiettivo, puntato sui chiaro scuri, sui pieni e sui vuoti, sulle forme e sugli spazi. Dedita alla fotografia dell’archeologia urbana e dell’industriale abbandonato, che la portano a viaggiare in Italia e all’estero, Lidia incentra la sua ricerca sulla contrapposizione tra la presenza e l’assenza, che traduce poi in un bianco e nero ad alta densità.<br />
Dove l’ombra è intesa come assenza di luce e la luce come assenza di ombra, come tempo trascorso, ma mai perduto, immortalato in quell’attimo in cui una linea netta traccia il confine tra il chiaro e lo scuro oppure si scioglie, laddove assenza e presenza si confondono. Un dogma di vita, insomma, che si traducein immagini pulite, intense, assolute. Dice di sé: “La macchina fotografica è il prolungamento della mia mente, l’estensione del pensiero e dell’interiorità, che passando attraverso un obiettivo diventa inquadratura ed immagine”. Inizia a fotografare da adolescente, avvicinandosi fin da subito al tema degli abbandoni industriali e civili.<br />
Ha partecipato ed esposto a numerose mostre e concorsi, personali e collettive, in Italia e all’estero.</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p><b>Duplex Ride</b> è un’associazione culturale interessata ad ogni forma d&#8217;arte, che propone principalmente eventi di musica elettronica e videoproiezione.<br />
Duplex Ride è un&#8217;idea in movimento, è arte collettiva, è ricerca elettronica, è sperimentazione in tutte le sue forme, dalla pittura, alla fotografia, alla scrittura.</p>
<p>mail: dplxride@gmail.com<br />
sito: http://duplexridegenova.wordpress.com<br />
news: www.facebook.com/Duplexride<br />
video live: www.youtube.com/DuplexRide<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

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<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Claudio Cargiolli</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Dec 2017 12:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/12/Cargiolli.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Cargiolli" style="margin-bottom:10px;" />16 dicembre - 7 gennaio 2018<br />
Sala Liguria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/12/Cargiolli.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Cargiolli" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"> <font style="color:#c20606">All&#8217;ombra del Parnaso</font><br />
16 dicembre 2017 &#8211; 7 gennaio 2018<br />
Sala Liguria</h3>
<h4 style="text-align: right">da lunedì a venerdì, ore 9-19<br />sabato e domenica, ore 10-13 e 15-19<br />Ingresso libero</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Inaugurazione sabato 16 dicembre 2017, ore 17</font></h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: left">C. Cargiolli, <em>Casa e zenobia</em>, olio su tela tavola, 2017</h5>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Un pittore ispirato, incline al racconto di luoghi e anime imperturbabili, in cui stupisce la maniacale perfezione che esibisce nella cura dei dettagli, indizi infinitesimali, come parti di un misterioso, seducente, pulviscolo. Cargiolli dipinge con l&#8217;anima di un sognatore in perenne viaggio fra le stelle e la testa di un abile matematico che sperimenta ogni volta soluzioni sempre più complicate e ardite.<br />
Un pittore dei prodigi, dunque, capace di affascinare per la tecnica ricercata nella raffigurazione di scene germinate all&#8217;interno del proprio teatro immaginifico.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Claudio Cargiolli nasce a Ponzanello nel 1952, piccolo borgo nei pressi di Fosdinovo (Massa Carrara). Ha frequentato il Liceo  Artistico e poi in seguito l&#8217;Accademia di Belle Arti di Carrara, città dove vive e lavora. Fin dall&#8217;inizio curioso, libero, privilegia l&#8217;immaginazione e la fantasia, lontano da ogni concessione alle mode, ma sempre attento e rigoroso nel ricercare la buona pittura e nello sperimentare le antiche tecniche e gli artifici pittorici a lui più congeniali. Giovanissimo partecipa dal 1968 in poi a numerose rassegne di pittura. La sua prima mostra personale si colloca nel 1971, presso la galleria Fillungo di Lucca, curata dal critico e storico dell&#8217;arte Pier Carlo Santini, che lo seguirà per molti anni nella sua ricerca artistica. Con queste precoci esperienze, continua il suo percorso fino a diplomarsi all&#8217;Accademia nel 1974. Dal 1983 e negli anni a seguire, Cargiolli riesce ad assegnare ordine alle sue visioni e forma ai suoi sogni, la pittura prende a consolidarsi proprio nella misura in cui i volumi, le forme e gli oggetti, si collocano sulla tela in un racconto fantastico. Gli accostamenti al limite dell&#8217;incongruenza fra scene, visioni e descrizioni diverse, concorrono alla costruzione di una realtà metafisica, soffusa di poesia, irreale e tuttavia rasserenante, pur nella sua impossibilità. Tale processo di ricerca e lavoro si incrementa e si concretizza dalla seconda metà degli anni &#8217;80; da quel periodo inizia, infatti, la collaborazione con la galleria Forni di Bologna e il ciclo di esposizioni di alto prestigio in Italia e all&#8217;Estero. Da segnalare fra le numerose mostre personali e partecipazioni collettive, le antologiche svoltesi a Palazzo Ducale di Massa e Palazzo Ducale di Urbino.<br />
&nbsp;<br />
Hanno scritto di lui: D. Ambrosio. M.A. Baitello, R. Bavastro, F. Basile, F. Battolini, L. Bernardi, M. Bertozzi, O. Biagioni, A. Bosica, D. carlesi, G.M. Carli, M. cattafesta, M. Corradini, O. De Bernardi, M. Di Capua, A. Dragone, R. Fabrizio, G. Faccenda, R. Farroni, T.Forni, D. Garofalo, G.Gigliotti, C. Giumelli, W. Gorni, P. Levi, R. Magrini, N. Micieli, A. Mistrangelo, C. Orlando, T. Paloscia, E. Prayer, M. Rocchi, U. Russo, P.C. Santini,G. Scalco, V. Sgarbi, L. Strozzieri, R. Tabozzi, R. Valerio, G. Zaza.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Light painting. Gli spazi emotivi della luce</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/light-painting-gli-spazi-emotivi-della-luce/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 17:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/lighit_paint.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="lighit_paint" style="margin-bottom:10px;" />30 novembre - 17 dicembre 2017<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/lighit_paint.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="lighit_paint" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">dal 30 novembre al 17 dicembre 2017</font><br />
Sala Dogana<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">
a cura di Liliana Iadeluca e Alberto Terrile<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 30 novembre, ore 18<br />
Orario: mar-dom, ore 15-20<br />
Ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<p>Giovedì 30 novembre alle ore 18 in Sala Dogana a Palazzo Ducale inaugura la mostra LIGHT PAINTING &#8211; Gli spazi emotivi della luce, progetto espositivo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti a cura di Liliana Iadeluca e Alberto Terrile.<br />
&nbsp;<br />
Il light painting ossia &#8216;Disegnare con la luce&#8217; è a tutti gli effetti una forma d’arte che scaturisce da una tecnica fotografica utilizzando un tempo di posa molto lungo per impressionare tracce e segni luminosi. Possiamo quindi “dipingere nell’aria”  utilizzando una sorgente luminosa, proprio come se fosse un pennello e creare immagini spettacolari su una tela immaginaria. Le sorgenti luminose possono essere di forme e colori diversi per ottenere risultati di volta in volta unici e incredibili. Si possono quindi creare ritratti personalizzati, oppure illuminare spazi interni o esterni in un modo effimero, o molto più semplicemente usare una o più sorgenti luminose con forme e stili diversi per formare trame luminose. Tutto ciò viene creato per mezzo di questa tecnica particolare utilizzando la macchina fotografica come strumento creativo e gli scatti risultanti non sono ritoccati con programmi di fotoritocco (ad es.Photoshop), ma restituiscono esattamente ciò che la luce ha impresso durante il lungo tempo di esposizione. Per ottenere i migliori risultati il light painting deve essere eseguito nell’oscurità sia in interno, sia in esterno.<br />
Il Light- painting però ha origini scientifiche;  già nel 1889 i francesi Etienne-Jules Marey e Georges Demeny impressero scie luminose in un’immagine fotografica per il programma di ricerca che doveva portare alla creazione della &#8216;Station Physiologique&#8217;  nata nel 1882 nel Bois de Boulogne. Hanno sviluppato diverse tecniche fotografiche per studiare con la luce il movimento umano e persino quello dei cavalli. Esistono foto in cui possiamo vedere una scia di lampadine ad incandescenza attaccate al corpo del Demeny mentre si muove di fronte alla fotocamera.<br />
Altri esperimenti scientifici li troviamo nel 1914 quando Frank Gilbreth (USA) sistema delle piccole lampadine alle maniche del personale per controllare il processo di lavoro utilizzando la lunga esposizione, con l’obbiettivo  di ottenere una mappa di movimenti dei lavoratori.<br />
Nel tempo il Light Painting è passato da esperimento scientifico ad una vera e  propria forma d’arte. Del secolo scorso ci rimangono parecchie testimonianze come, ad esempio, quelle di  Man Ray e Gjon Mili (che immortalò Pablo Picasso in una serie di meravigliosi segni luminosi).<br />
In seguito molti altri artisti si sono cimentati con tecniche sempre più evolute creando immagini entusiasmanti utilizzando la pellicola e dovendo attendere il tempo dello sviluppo e della stampa per verificarne i risultati.<br />
Con le nuove tecnologie e l’avvento del digitale nella fotografia, coloro che ‘dipingono con la luce’ si sono moltiplicati, fino a formare una vera e propria corrente che attira artisti da tutto il mondo.<br />
Da qualche anno il light painting è “entrato” all’Accademia Ligustica di Belle Arti praticato in sinergia da Alberto Terrile (fotografo e docente di Fotografia Digitale e Analogica) e Liliana Iadeluca (light designer e docente di Illuminotecnica).<br />
Insieme hanno creato eventi dedicati a questa innovativa forma d’arte, coinvolgendo numerosi studenti e facendo scoprire loro una nuova frontiera della fotografia e della luce.<br />
&nbsp;<br />
Light painting is a form of art based on the use of long exposure photography to capture light traces and trails. It is just like painting in the air: using a source of light as though it was a brush, stunning images are created on an imaginary canvas. Light sources of all shapes and colours can produce astonishing, unique results. They may be used to personalise a portrait, or to fleetingly illuminate an indoor or an outdoor space: more simply, they can be used to conjure up light patterns of all shapes and styles.<br />
Light painters use their camera as a creative tool. Their shots are not adjusted via some photo editing software: they accurately show light effects as captured with long exposure. In order to produce the best results, light painting needs almost total darkness.<br />
Light painting has its roots in scientific research. In 1889, Etienne-Jules Marey and Georges Demeny captured light trails in a photo image while working on the project that led to the creation of the “Station Physiologique” at the Bois de Boulogne in 1882. They developed a set of light photo techniques to study the movement of human bodies, or of  horses. In some of these photos, you can see Demeny moving in front of the camera with incandescent bulbs fastened to his body.<br />
Other experiments followed in 1914, when the American Frank Gilbreth attached small bulbs to the sleeves of his workers to trace the movements of their hands: he used long exposure to map and study their actions at work.<br />
In the following years, light painting became a veritable form of art, as witnessed by the works of Man Ray and Gjon Mili (who immortalised Pablo Picasso in a series of wonderful luminous signs). Many other artists later experimented with advanced techniques of light painting using photographic film: images had to be developed and printed for the results to be visible.<br />
With the advent of new technologies and digital photography, light painting has boomed, and is now attracting artists worldwide. At Genoa College of Fine Arts, Prof. Alberto Terrile (photographer and photography teacher) and Prof. Liliana Iadeluca (light designer and light design teacher) have cooperated to organise light painting events, and encourage their students to fully discover the aesthetic potential of this novel art form.</p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

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<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Etherea</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Nov 2017 15:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/Etherea.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Etherea" style="margin-bottom:10px;" />18-25 novembre 2017<br />
Chiesa di Sant'Agostino e Loggia degli Abati di Palazzo Ducale]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/Etherea.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Etherea" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Universo digitale<br /><em>Il medium è il messaggio</em></font><br />
18-25 novembre 2017<br />
Chiesa di Sant&#8217;Agostino e<br />Loggia degli Abati di Palazzo Ducale</h3>
<h4 style="text-align: right">A cura di <font style="color:#c20606">Viana Conti, Derrick De Kerchove, Virginia Monteverde</font><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/Invito-Etherea-ok.pdf">Guarda qui il programma completo</a><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>Sabato 18 novembre alle 16.30 nella Chiesa di Sant&#8217;Agostino, piazza Renato Negri a Genova, Art Commission in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Museo di Sant&#8217;Agostino presenta la prima edizione della Rassegna d&#8217;Arte Contemporanea Multimediale <font style="color:#c20606">ETHEREA – Universo Digitale “il medium è il messaggio”</font> ideata e curata da  Virginia Monteverde con  Viana Conti e  Derrick De Kerckhove.<br />
Ad aprire la rassegna sarà il sociologo e mass-mediologo Derrick De Kerckhove, teorico dell&#8217;Intelligenza connettiva, allievo e collaboratore di Marshall McLuhan, che parlerà del rapporto tra arte e nuove tecnologie.<br />
Il critico d&#8217;arte  Viana Conti ci introdurrà poi nell&#8217; ”universo digitale” dei sette artisti della mostra: Peter Aershmann, Stefano Cagol, Alexander Hahn, Georgette Maag, Roberto Rossini, Sara Tirelli, Christian Zanotto.<br />
<font style="color:#c20606">L&#8217;inaugurazione proseguirà  alle 19.00 a Palazzo Ducale, Loggia degli Abati, seconda sede della rassegna</font>.<br />
&nbsp;<br />
Viana Conti nel suo testo di presentazione della mostra scrive:<br />
Con la mostra ETHEREA – Universo Digitale – “il medium è il messaggio”  si scrive a Genova un capitolo della Storia dell’Arte a partire dalla <em>Storia dell’Intelligenza dei Media</em>. Il titolo stesso della rassegna che annuncia la <em>Digitalità dell’Universo</em> estetico-creativo a cui si fa riferimento e la <em>Centralità Multimediale del Messaggio</em> che gli artisti presenti hanno formalizzato in opera, chiama in causa i profeti ineludibili di questa ricerca internazionale: Marshall  McLuhan e Derrick de Kerckhove.<br />
Uno dei nodi di riflessione della rassegna, è quello del confronto tra l’idea di collettività, elaborata da Levy, e quella di connettività, elaborata da de Kerckhove, da cui scaturirebbe una terza dimensione collettivo/connettiva costituita da un’interconnessione dei frammenti della rete tale da produrre inesplorati artefatti cognitivi. Quanto si riscontra nelle opere in mostra di sette artisti internazionali, paradigmatici relativamente alla problematica di partenza, risponde alle condizioni di connettività, come accesso allargato a informazione e conoscenza, di ipertestualità, come accesso simultaneo a livelli transcategoriali di comunicazione, di interattività, come possibilità di intervenire su un portato epistemico già codificato.<br />
Questa mostra, vista nel suo insieme, si trasforma in un dispiegato scenario di schermi accesi, di video animazioni su monitor o in proiezione che, osservati, non mancano di interconnettersi con la sensibilità emotiva, intellettiva, cognitiva, dello spettatore, in cui ha messo in moto curiosità, domande, riflessioni, risposte. Come in un anello di Moebius, il paesaggio esterno degli schermi entra in quello subliminale dell’osservatore che, a sua volta, proietta all’esterno, tramite le sue reazioni, il suo paesaggio interiore.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4><font style="color:#c20606">Altri progetti della Rassegna:<br />
&nbsp;<br />
<em>Progetto per Giovani Artisti</em><br />
The Mind’s Zone of  Vision</font><br />
Realizzato in collaborazione con la Galleria d&#8217;Arte Moderna di Nervi, Museo di Palazzo Reale, Museo di Sant&#8217;Agostino e la Galleria Primo Piano di Palazzo Grillo, che all&#8217;interno dei propri spazi ospiteranno le  proposte video di quattro giovani artisti:  Giorgia Ghione, Christian Masuero, Annalisa Pisoni Cimelli, Eli Zwimpfer.<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><br />
<em>Arte e realtà aumentata</em><br />
Just an illusion</font><br />
Grazie alla tecnologia della realtà aumentata,  in tre piazze del centro cittadino, Matteotti, San Lorenzo e Negri,  saranno installate virtualmente le sculture degli artisti<br />
Fabrizio Dieci, Maurizio Nazzaretto e Günter Stangelmayer<br />
Realizzazione a cura di LightBoX &#8211; Grand Tour<br />
&nbsp;<br />
Una serie di appuntamenti legati al tema del multimediale, completeranno il programma della prima edizione della Rassegna d&#8217; Arte Contemporanea Multimediale Etherea.<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606">martedì 21 ore 18.30 &#8211; Palazzo Ducale, Loggia degli Abati<br />
UN’ORA D’ARTE</font><br />
<em>L’Universo digitale di Peter Aerschmann</em>  &#8211; a cura di Bettina Bush<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606">mercoledì 22 ore 16.30  &#8211; Chiesa di Sant’Agostino<br />
Progetto giovani di musica multimediale<br />
EXTRA SENSUS FINIS</font><br />
Performance multimediale interattiva sinestetica per luce e suono a cura del Collettivo Genov16. Opere di E. Bardi, F. Cauglia, F. de Bord, N.P. Pisanu. Con la partecipazione di G. Biagi, L. de la Fuente, G. Gilardon, M.Traverso.<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606">giovedì 23 ore 18.30  &#8211; Palazzo Ducale, Loggia degli Abati<br />
PROGETTARE PER IL MULTIMEDIALE</font>  &#8211; a cura dell’ Arch. Nicola Canessa<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606">venerdì 24 ore17.00  &#8211; Chiesa di Sant’Agostino<br />
ETHEREA SOLIDALE &#8211; MODA E MULTIMEDIALE</font><br />
Sfilata Sarsì &#8211; Fatto con le mani  a cura di Virginia Grozio, Sound Design di e con Paolo Tarsi<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606">sabato 25 ore 19.00  &#8211; Palazzo Ducale, Loggia degli Abati<br />
SOUND WAVES</font><br />
Electronic live set di Armenia e Mongiovì  a cura di Duplex Ride<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p>Per approfondimenti, testi critici completi e dettagli rassegna consultare il sito di ART Commission Events <a href="www.artcommissionevents.com">nella sezione ETHEREA</a></h4>
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		<title>Io qui sottoscritto. Testamenti di Grandi Italiani</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Nov 2017 17:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ornella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/mostra.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mostra" style="margin-bottom:10px;" />16 novembre - 10 dicembre 2017<br />
Sala Liguria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/mostra.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mostra" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">dal 16 novembre al 10 dicembre 2017</font><br />
Sala Liguria<br />
Mostra a cura del <br />Consiglio Nazionale del Notariato<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">Ingresso libero, tutti i giorni dalle ore 10 alle 19</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>La mostra “Io qui sottoscritto. Testamenti di grandi italiani”, promossa dal Consiglio Nazionale del Notariato, dalla Fondazione Italiana del Notariato e dal Consiglio Notarile di Genova e Chiavari, intende raccontare i volti umani di personaggi noti principalmente per le loro virtù pubbliche, attraverso un itinerario inedito: la lettura del testamento.<br />
Ogni testo rivela infatti, non solo la situazione familiare ed economica, ma soprattutto l’animo, le scelte morali, civili, le propensioni e il carattere dell’autore, regalando ai visitatori una piacevole ed esclusiva opportunità di approfondimento. Negli studi notarili si conservano e formano ogni giorno, documenti che raccontano le storie, le difficoltà, i lasciti morali, filosofici e politici, le scelte economiche di milioni di cittadini. Il Notariato ha così deciso di condividere con il grande pubblico le memorie più intime e intense di grandi personaggi che hanno fatto la storia del nostro Paese: un patrimonio culturale conservato negli Archivi e nei Musei d’Italia, che difficilmente è possibile visionare.<br />
Ospitata per la prima volta nel 2012 presso l’Archivio Storico Capitolino in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, la mostra è stata riproposta con grande successo in diverse città (Mantova, Milano, Modena, Piacenza, Roma, Torino e Berlino).<br />
&nbsp;<br />
Presso la Sala Liguria di Palazzo Ducale sarà possibile visionare i testamenti di Alessandro Manzoni, Gioachino Belli, Alfonso La Marmora, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso conte di Cavour, Giuseppe Verdi, Giuseppe Zanardelli, Giovanni Verga, Antonio Fogazzaro, Eduardo Scarpetta, Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio, Giovanni Agnelli Senior, Luigi Pirandello, Grazia Deledda, Enrico Caruso, Lina Cavalieri, Guglielmo Marconi, Enrico De Nicola, Alcide De Gasperi, Papa Giovanni XXIII, Ettore Petrolini, Papa Paolo VI, Enzo Ferrari, Odoardo Focherini e Giorgio Ambrosoli.<br />
Uno spazio particolare avranno infine i testamenti di illustri personaggi molto legati alla città di Genova: Cristoforo Colombo, Niccolò Paganini, Maria Brignole Sale, Duchessa di Galliera e Gilberto Govi.<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Eventi Collaterali alla mostra:<br />
21 novembre 2017 &#8211; <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/piero-boccardo-3/" title="Piero Boccardo">Piero Boccardo, Musei e Testamenti, il caso delle sorelle Brignole Sale</a><br />
6 dicembre 2017 &#8211; <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/maria-teresa-morasso/" title="Maria Teresa Morasso"> Maria Teresa Morasso, Dal ’500 al ’900 la scrittura racconta. Colombo, Paganini, Duchessa di Galliera, Govi visti attraverso l’analisi grafologica dei loro manoscritti</a></h4>
]]></content:encoded>
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		<title>Passione Cura Amore</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Nov 2017 13:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ornella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/ghirotti.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="ghirotti" style="margin-bottom:10px;" />16 novembre - 10 dicembre 2017<br />
Ducale Spazio Aperto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/ghirotti.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="ghirotti" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right">Mostra fotografica<br />
Associazione Gigi Ghirotti<br /><font style="color:#c20606">dal 16 novembre al 10 dicembre 2017</font><br />
Ducale Spazio Aperto &#8211; Cortile Maggiore<br />
foto di Pier Carlo Arena</h3>
<h4 style="text-align: right">Ingresso libero<br />dal lunedì al venerdì ore 14-19<br />sabato e domenica ore 10-19</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>In mezzo al dolore e alla sofferenza, innegabili, nascono tanti momenti inaspettati di gioia di vivere, di affetto, di amicizie, anche di allegria. Queste immagini, meglio delle parole, dimostrano come la PASSIONE per il proprio servizio e la CURA attenta e competente per ogni persona malata sono naturalmente, causa e conseguenza dell&#8217;AMORE che inevitabilmente ci avvolge e ci spinge verso l&#8217;altro. </h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>L&#8217;Associazione Gigi Ghirotti onlus Genova, presente da più di 30 anni nel territorio genovese, si occupa di Cure Palliative: cioè dell&#8217;attenzione al malato, più che alla malattia, per preservare e migliorare la qualità di vita, curando i sintomi, soprattutto, ma non solo, il dolore.<br />
www.gigighirotti.it &#8211; associazione[at]gigighirotti-genova.it</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/ghirottiloghi.jpg" rel="lightbox[41222]"><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/ghirottiloghi.jpg" alt="ghirottiloghi" width="345" height="36" class="alignnone size-full wp-image-41226" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Climasensibile</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 17:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/climasensibile.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="climasensibile" style="margin-bottom:10px;" />10 - 26 novembre 2017<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/climasensibile.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="climasensibile" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">dal 10 al 26 novembre 2017</font><br />
Sala Dogana<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">
di Anto. Milotta / Zlatolin Donchev<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 10 novembre, ore 18<br />
Orario: mar-dom, ore 15-20<br />
Ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<p>Venerdì 10 novembre alle ore 18 in Sala Dogana a Palazzo Ducale inaugura la mostra Climasensibile, progetto espositivo di Anto. Milotta e Zlatolin Donchev.<br />
Climasensibile mette in relazione una serie di installazioni create negli ultimi tre anni, evidenziando l’approccio alla ricerca che caratterizza il collettivo. I progetti selezionati propongono un’indagine multidimensionale nel sondare i diversi strati della realtà circostante, e rivelano la propria poetica nelle impronte di una presenza invisibile.<br />
 Suoni e video diventano sculture che saturano e modificano lo spazio.<br />
&nbsp;<br />
Lavori in mostra:<br />
&nbsp;</p>
<p>P.P.P.<br />
Installazione audio, dimensioni variabili, 2015-2017.<br />
Audio (01:00min., mono); lastra di marmo incisa 35x15x3cm., lastra di marmo incisa 47x15x3cm., asta microfono, custodia microfono zeppelin modificata, cavo, speaker, player.<br />
&nbsp;</p>
<p>MONUMENTVM<br />
Installazione video, dimensioni variabili, 2015.<br />
Video (HD 1080p, colore, audio 2.1, 19 min); 20 oggetti readymade.<br />
&nbsp;</p>
<p>ANTENNAE<br />
Installazione audio-video, dimensioni variabili, 2017.<br />
Video (30 min, HD 1080p, b/n e colore, stereo);<br />
Antenna VLF artigianale Ø 1 m.; Scultura/struttura di sostegno ingombro complessivo 100x100x57; Struttura/schermo con telo di retro-proiezione, corda nera, 200x112x5cm; Scultura con speaker integrato, ingombro complessivo 100 x 100 x 100 cm, amplificatore, cavo audio;<br />
videoproiettore, 2 speaker, 2 cover in pvc, corda nera, 2 amplificatori.<br />
Si ringrazia per il supporto tecnico il Museo di arte contemporanea Villa Croce di Genova.<br />
&nbsp;<br />
Anto. Milotta (Alcamo, 1984) e Zlatolin Donchev (Pechino, 1990) vivono e lavorano tra Sofia e Genova. Hanno studiato arti visive in diverse accademie italiane ed estere, ritrovandosi  uccessivamente a frequentare il corso specialistico all&#8217;Accademia di Belle Arti di Genova. Il loro  percorso condiviso inizia nel 2014, quando l’Accademia Ligustica li seleziona per la residenza The sound identity of places, organizzata dall&#8217;Accademia di Belle Arti di Perugia. Questa esperienza svela una poetica parallela nella loro pratica artistica, stimolandoli a lavorare in una direzione comune. Negli ultimi anni hanno partecipato a diverse mostre collettive, tra cui Parabola ad ArtVerona i8-spazi indipendenti; Visao expandida alla Biennale di Curitiba, Brasile, e  Paesaggio in movimento, Saluzzo.<br />
Tra le mostre personali:<br />
Naturally Artificial al Museo d&#8217;arte contemporanea Villa Croce, Genova;<br />
Antennae alla Tenuta la favola, Val di Noto (SR).<br />
Tra i riconoscimenti:<br />
vincitori della residenza Fully_Grounding &#8211; BridgeArt; vincitori del premio Matteo Olivero; segnalati per il V premio MERU Art*Science.</p>
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p><b>Approfondimento critico</b><br />
&nbsp;</p>
<p>Massimo Palazzi: (prima domanda)<br />
Anto Milotta: Penso che qui ci sia una lettura interessante del lavoro e di alcuni punti importanti per il tipo di ricerca che stiamo conducendo, ma la complessità della domanda richiede una sintesi, esige la scelta di una direzione.<br />
Zlatolin Donchev: Quale connessione tra materia e tempo? Poi: tecnologia e natura, quale interfaccia possibile tra materiale e immateriale?<br />
AM: Sono attratto dall’idea che paradossalmente quando raggiungi la consapevolezza che qualcosa si può fare hai creato perfettamente quella cosa prima ancora che essa trovi il tempo di essere realizzata.<br />
Il pensiero è la scintilla che attiva la gigantesca macchina del processo di realizzazione e proprio in questo legame sottile tra immaginazione ed esistenza sta il contatto tra natura e tecnologia.<br />
ZD: Porterei il discorso ancora oltre. Credo che le idee non siano cose che avvengono dentro di noi: noi siamo dei canali che permettono a queste idee di entrare nel mondo materiale, siamo i mezzi del loro fluire, ma anche le macchine che le realizzano. Il punto di connessione tra il mondo etereo in cui circolano le idee e il mondo reale siamo noi. Sta a noi raggiungere certe sensibilità per accordarci un certo tipo di pensiero in modo da offrire i canali più adatti a questo tipo di energie.<br />
AM: E’ questa l’idea alla base di Antennae. In questo senso la figura che balla intorno all’antenna è una metafora anche abbastanza spicciola di un’idea più alta.<br />
ZD: Una chiave di lettura utile per capire la dinamica del film è considerare quell’antenna una specie di totem che non è altro che uno strumento per comunicare con un aldilà.<br />
&nbsp;</p>
<p>MP: (seconda domanda)<br />
AM: Mi viene subito in mente il lavoro PPP. Quando abbiamo iniziato a ragionare sull’uso dell’audio, la cosa che più ci ha affascinato è stata l’idea di un qualcosa che andasse oltre ai confini materiali dell’oggetto e dello spazio, che avesse la capacità di attraversare la materia e farsi sentire, aggiungendo alle informazioni visive un altro canale diverso e complementare. La stessa frase, estratta dal film Teorema ( P.P. Pasolini, 1968) rivendica il diritto di una libertà personale che è quella della Proprietà Privata cui allude la targa in marmo con le iniziali di Pasolini. In questi termini il lavoro diventa politico,parla di confini, di possibilità, di anarchia. Rispetto ad esso Monumentum segna un passo successivo del nostro approcciarci all’ascolto e mostra tutte quelle componenti che impediscono l’ascolto di un luogo per quello che è. La dinamica del Kaos si traduce in un’idea di progresso di sovrabbondanza, il cimitero è un luogo costruito a misura degli uomini più ancora di una casa. Paradossalmente in quel luogo dove vorresti poter ascoltare qualcosa, l’ascolto diventa utopia. Da un lato l’anarchia del suono lo fa arrivare dove non vorresti trovarlo, ma dall’altra ti impedisce di ottenere quello che cerchi ed è qui che nasce l’idea della composizione, di andare oltre a ciò che sei in grado di ascoltare.<br />
ZD: Puntualizzo che l’audio è una sorgente di energie che ha bisogno di una materia, in questo caso l’aria, per essere trasmesso, per arrivare alle persone, mentre le onde elettromagnetiche sono energie che non hanno materia e attraversano tutto, acqua, atmosfera eccetera. In quest’ottica Antennae è il passo successivo rispetto a questo messaggio che viaggia al di là dell’audio attraverso la fisicità di un luogo. Al di là della proprietà privata ci sono gli spazi condivisi… con Antennae scopriamo un mondo fluido in cui non importano i concetti umani di limite, confine e spazio chiuso. Non c’è neanche una dimensione personale interiore, perché queste onde attraversano anche noi, ci passano informazioni e probabilmente ci cambiano. Il nostro sguardo è sempre più rivolto verso il medium più che il messaggio. Forse davvero il medium diventa il messaggio, se ha senso rileggere McLuhan ai tempi dell’antropocene.<br />
&nbsp;</p>
<p>MP: (terza domanda)<br />
ZD: Abbiamo un ragazzo indiano evidentemente abituato a ballare i suoi ritmi tradizionali, ma cosa succede quando ha nelle orecchie i suoni delle antenne? Risponde in maniera genuina ascoltando<br />
inizialmente i tamburi, poi si abbandona naturalmente a questo mondo ignoto che per lui ha connotazioni diverse rispetto alle nostre. E non c’è risposta migliore del suo corpo che danza, perché nessuna informazione verbale sul nostro lavoro in Sicilia avrebbe potuto arrivargli così direttamente come il suono attraverso le cuffie. Nel momento in cui gli abbiamo dato la possibilità di esprimere quello che sentiva, finalmente ha capito cosa stavamo facendo, tanto che poi ha deciso di seguirci in diverse tappe del progetto.<br />
AM: Ci sono riflessioni interessanti anche in merito al background musicale che ti permette di definire oggi cosa è musica e cosa non lo è e chi si occupa di musica contemporanea ascolterebbe questi suoni in maniera diversa da un ascoltatore qualsiasi. Ma qual è il senso di costruire una macchina che permette di captare questi suoni? Ce lo siamo chiesti anche noi e la cosa che ci ha colpito di più è stata che a differenza di chi, come noi, avrebbe potuto leggere questo fenomeno con un approccio critico, l’unico che si è avvicinato istintivamente è stato un contadino indiano, un factotum, i cui occhi erano pieni di luce. A lui questo faceva risuonare qualcosa che altri non sentivano. Quando abbiamo visto la sua attenzione durante le prove ci è apparsa un’immagine perfetta per Antennae: volevamo fare un totem e abbiamo trovato questa figura ancestrale con un’energia spontanea. Tornando all’Ayahuasca, e alla questione energetica legata al nostro lavoro, ogni tipo di esperienza ultra-sensoriale va a stimolare qualcosa dentro di noi suggerendo l’esistenza di una connessione con qualcosa di più alto che non sei abituato a sentire solo perché le tue orecchie non hanno la capacità di sentire, ma che il tuo corpo sente eccome. Come hanno dimostrato ultimamente i tre premi Nobel della medicina rispetto al meccanismo<br />
che collega il moto della Terra e l’orologio biologico dei viventi, siamo tutti perfettamente connessi in un unico enorme meccanismo: avere la capacità di fare esperienza di tale continuità richiede un’attenzione, un’apertura, una libertà e un’ingenuità particolari.<br />
&nbsp;</p>
<p>MP: (quarta domanda)<br />
AM: Perché no? Penso che c’è tanto di romantico in ciò che facciamo anche se la forma rimane rigida, contenuta in schemi determinati. In PPP il materiale impiegato diventa forma. Tu hai parlato della polvere come di un’enorme scultura, anche in Monumentum tutto questo è palese nell’ascolto della complessità della natura che cambia nel corso del tempo.<br />
ZD: A me viene in mente che se in un dipinto romantico c’è una figura che contempla la natura, in Monumentum è il microfono che contempla la natura ma c’è anche la camera che riprende il microfono e, retrocedendo ulteriormente, dietro la camera ci siamo noi, e poi ancora, chi c’è dietro di noi? Forse in questa profondità di dimensioni, che svela i diversi strati della realtà inquadrata e porta a perdersi nella complessità dell’ambiente, c’è qualcosa di romantico. Soprattutto in Monumentum ritorna il discorso della natura e dell’entropia intesa come principio fondamentale e fondante contro cui si batte il principio vitale, che nonostante tutto nasce dentro di noi e permette a un sistema, a una macchina, di combattere il degrado della materia utilizzando le diverse energie dell’ambiente in cui prospera. Il nostro principio vitale combatte ma è destinato comunque a morire. Ma cosa muore? È questa forse la domanda fondamentale di Monumentum, muore la materia umana certo e si disfano le sue costruzioni, ma un principio vitale si manifesta attraverso la piante, le radici ed è proprio lo scontro di questi opposti che si<br />
fa oggetto del nostro discorso.<br />
&nbsp;<br />
MP: (quinta domanda)<br />
ZD: Questi tre lavori per noi rappresentano un ciclo che si chiude con questa mostra, che assume una forma completa che ci permette di vedere in primis noi stessi e scoprire che comunque stiamo<br />
percorrendo istintivamente una strada che ci accorgiamo era già tracciata. I tre lavori segnano il percorso di un’evoluzione tecnica, implicano un elemento artificiale sempre più complesso. Inoltre, Antennae non è solo la conseguenza di un primo passo fatto con Monumentum e PPP ma è anche la chiave di lettura di PPP e Monumentum. In questo senso chiude il girotondo di un ciclo che aiuta noi stessi a comprendere i nostri interessi attraverso un sistema di connessioni.<br />
AM: Mi accorgo che l’idea che tiene insieme tutto il nostro lavoro è questa dialettica di naturale e artificiale che diventa un passaggio inevitabile, in cui il ruolo della tecnologia che non è sterile e freddo ma diventa davvero un mezzo che ci dà la possibilità di leggere la contemporaneità e l’ambiente circostante nell’accezione più ampia del termine. Non si può parlare di immateriale a proposito dell’uso di immagini digitali e onde sonore perché c’è un lavoro fisico necessario alla realizzazione di quello che facciamo, in termini di elaborazione dell’immagine e composizione di materiali raccolti con registrazioni sul campo, ma anche attinti agli archivi open-source disponibili online.<br />
&nbsp;<br />
Testo redatto trascrivendo un’intervista di Massimo Palazzi agli artisti, registrata a Genova il 6/8/2017<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

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<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Picasso</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 08:30:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/picasso_hp.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="picasso_hp" style="margin-bottom:10px;" />10 novembre 2017 - 6 maggio 2018<br />
Appartamento del Doge]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/picasso_hp.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="picasso_hp" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/pica.jpg" alt="pica" width="1250" height="678" class="alignleft size-full wp-image-41230" /></p>
<div class="threecol-two">
<h3>PICASSO<br />
Capolavori del Museo Picasso, Parigi</h3>
<p></p>
<h4><b>10 novembre 2017 &#8211; 6 maggio 2018</b></h4>
<h4 style="line-height:18pt">
<p>Geniale, ribelle, passionale, ludico, ironico: Pablo Picasso è tutto questo e molto di più.<br />
È l’artista che più profondamente ha segnato l’arte del Novecento, rivoluzionandone il metodo e i canoni estetici. Lui, che ancora adolescente possedeva già una eccezionale maestria tecnica, nella sua lunga e instancabile ricerca artistica giunse ad abbandonare i virtuosismi, in favore di un’arte diretta, energica e vitale.</p>
<p>La mostra presenta una selezione di opere provenienti dal Musée Picasso di Parigi, suddivise in sezioni tematiche, che permettono di ripercorrere la straordinaria avventura umana e creativa dell’artista.<br />
Da quelle d’ispirazione africana dei primissimi anni del Novecento sino alle più mediterranee bagnanti e ai celebri ritratti di donna degli anni Trenta e Cinquanta: la mostra fa emergere la poetica di Picasso in tutta la sua travolgente bellezza.<br />
Si tratta in particolare di opere che Picasso ha sempre tenuto con sé nel corso degli anni e dei suoi trasferimenti, che lo hanno accompagnato: tracce evidenti del profondo legame arte-vita che lo ha contraddistinto. In esposizione anche numerose fotografie, che lo ritraggono accanto alle opere nei suoi diversi atélier, che furono in realtà delle vere e proprie officine creative, dagli esordi parigini del Bateau-Lavoir fino alle mas, le grandi case nella campagna provenzale in cui decise di trascorrere gli ultimi anni.<br />
Una mostra articolata che mette in luce le radici mediterranee e la profonda vitalità della sua arte, per scoprire il suo sguardo sulla realtà, passionale, mai banale, mai uguale a sé stesso.<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Picasso-Méditerranée : Un&#8217;iniziativa del Musée national Picasso-Paris <br />
«Picasso-Mediterraneo» è un evento culturale internazionale che ha luogo dalla primavera 2017 alla primavera 2019. Più di sessanta istituzioni hanno immaginato una serie de mostre sull’opera «ostinatamente mediterranea» di Pablo Picasso. Su iniziativa del Musée national Picasso-Paris, questo percorso nel lavoro dell’artista e nei luoghi che l’hanno ispirato presenta una nuova esperienza culturale, dedicata a rinsaldare i legami da entrambe le parti del Mediterraneo.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h3>PICASSO<br />
Masterpieces from the Musée Picasso, Paris<br /></h3>
<h4><b>10 November 2017 – 6 May 2018</b></h4>
<h4 style="line-height:17pt;text-align:justify">
Brilliant, rebellious, passionate, playful, ironic – Pablo Picasso was all of these things and much more.<br />
He was the artist who left the deepest mark on twentieth-century art, revolutionizing its methods and aesthetic canons. Even as an adolescent he already possessed an exceptional mastery of technique. Then in his long and tireless artistic quest he left mere virtuosity behind, seeking instead to create art that was direct, energetic and dynamic.<br />
The exhibition presents a selection of works from Paris’s Musée Picasso that have been divided into thematic sections, thus allowing the visitor to retrace the artist&#8217;s extraordinary artistic and human adventure.<br />
Ranging from his early nineteenth-century African-inspired works to his more Mediterranean bathers and the celebrated portraits of women he made in the thirties and fifties, the exhibition reveals Picasso&#8217;s poetics in all its overwhelming beauty.<br />
In particular, these are works that Picasso always kept with him over the years as he moved constantly from place to place. They were part of his everyday life, tangible signs of the deep-seated connection between art and life that was his hallmark. The exhibition also displays numerous photographs depicting him alongside his works. We see him in some of his many ateliers, which were in actual fact more like creative workshops, from his Parisian beginnings in the Bateau-Lavoir to the various mas, the large farmhouses so typical of the Provençal countryside where he chose to spend the last years of his life.<br />
This organically structured exhibition highlights the Mediterranean roots and profound vitality of Picasso’s art, giving an insight into his way of looking at reality – passionate, never banal and constantly breaking new ground.<br />
</h4>
<p>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/1-318/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/16-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/2-319/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/3-315/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/31-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/4-294/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/41-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/5-257/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/51-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/6-204/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/7-160/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/8-143/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/9-111/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/10-186/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/101-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/11-155/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/111-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="11" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/12-131/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/121-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="12" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/13-109/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/131-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="13" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/14-93/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/141-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="14" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/15-81/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/151-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="15" /></a>
<br />
</div><br />
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Appartamento del doge,</strong></p>
<h4>Palazzo Ducale<br />
piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606"><strong>Orari </strong></font><br />
Lunedì: 11:30 &#8211; 19:30<br />
Da Martedì a Giovedì: 9:30 &#8211; 19:30<br />
Venerdì: 9:30 &#8211; 22:00<br />
Sabato e Domenica: 9:30 &#8211; 19:30<br />
La biglietteria chiude un&#8217;ora prima<br />
<strong>25 dicembre chiusa</strong><br />
<strong>Aperture straordinarie</strong><br />
1 novembre, 8 dicembre, 26 dicembre, 1 gennaio, 6 gennaio, 1 aprile, 2 aprile, 25 aprile, 1 maggio: dalle 9.30 alle 19.30<br />
31 dicembre dalle 09.30 alle 2 (ultimo ingresso ore 1)<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606">6 maggio: dalle 9.30 alle 24 &#8211; la biglietteria chiude alle 23 </font><br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><strong>Biglietteria</strong></font><br />
Intero con audioguida 13 €<br />
Ridotto con audioguida 11 €<br />
Gruppi (sabato e domenica) 13 €<br />
Gruppi (dal lunedì al venerdì) 11 €<br />
Scuole (inclusa prevendita) 6 €<br />
Ridotto giovani fino ai 26 anni(ogni venerdì dalle 14 alle 21) 5€<br />
Congiunto con mostra &#8220;<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/" title="André Kertész">André Kertész</a>&#8220;: intero 17 € &#8211; ridotto 15 €<br />
&nbsp;<br />
Presentando il biglietto della mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/" title="Antonio Ligabue">Antonio Ligabue</a> o della mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/">André Kertész. Un grande maestro della fotografia del Novecento</a>, si ha diritto a un ingresso ridotto a 11€<br />
&nbsp;<br />
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&nbsp;<br />
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Singoli 3 € Gruppi 3 € (a persona)<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><strong>Info e prenotazioni</strong></font><br />
tel +39 0109280010<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><strong>Prenotazioni scuole </strong></font><br />
tel +39 0108171604<br />
prenotazioniscuole@palazzoducale.genova.it<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><strong>Opening Hours</strong></font><br />
Monday: 11.30 am &#8211; 7.30 pm<br />
Tuesday to Thursday: 9.30 am &#8211; 7.30 pm<br />
Friday: 9.30 am &#8211; 10.00 pm<br />
Saturday and Sunday: 9.30 &#8211; 7.30 pm<br />
Last admission one hour before closing time<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><strong>Admission</strong></font><br />
Adults with audioguide 13 €<br />
Concessions with audioguide 11 €<br />
Groups (Saturday and Sunday) 13 €<br />
Groups (Tuesday to Thursday) 11 €<br />
School Groups (including presale) 6 €<br />
Visitors up to 26 years old(Friday from 2 to 9 pm) 5€<br />
&nbsp;<br />
<strong>Presale fee</strong><br />
Individual 3 €Groups 3 € (per person)<br />
&nbsp;<br />
<strong>Info and booking</strong><br />
tel +39 0109280010<br />
&nbsp;<br />
<strong>School reservations</strong><br />
tel +39 0108171604<br />
prenotazioniscuole@palazzoducale.genova.it<br />
&nbsp;</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a></h4>
</div></p>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/intorno-a-picasso/">Intorno a Picasso</a><br />
<i>Una serie di incontri dedicati a temi e artisti della mostra, a cura di Anna Orlando</i><br />
&nbsp;<br />
11 dicembre 2017<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/marco-di-capua-2/" title="">Guernica Picasso tra arte e impegno civile</a><br />
27 novembre 2017<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/francesca-castellani-2/" title="">Les Demoiselles d&#8217;Avignon. Picasso verso le avanguardie</a><br />
20 novembre 2017<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/anna-orlando-3/" title="">Le déjeuner sur l&#8217;herbe. Picasso tra passato, presente e futuro</a></p>
</h4>
</div>
</div></p>
<p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/loghipicasso.jpg" alt="picasso_top" width="1250" class="aligncenter size-full wp-image-41108" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Raimondo La Magna. Una scoperta</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/raimondo-la-magna-una-scoperta/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 07:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/quadroPORTOx-sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="quadroPORTOx sito" style="margin-bottom:10px;" />28 ottobre - 12 novembre 2017<br />
Sala Liguria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/quadroPORTOx-sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="quadroPORTOx sito" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">dal 28 ottobre al 12 novembre 2017</font><br />
Sala Liguria<br />
mostra a cura di<br />Luciano Caprile</h3>
<h4 style="text-align: right"><a href="http://www.raimondolamagna.it/">Consulta il sito della mostra</a></h4>
<h4 style="text-align: right">Ingresso libero, tutti i giorni dalle ore 9 alle 19<br />venerdì dalle ore 9 alle 21</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Arte come sofferenza, arte come intima scarnificazione, arte come lettura impietosa di sé e del proprio tempo. Per Raimondo La Magna il tardo approdo alla pittura è maturato dopo un lungo percorso di studio e di ricerca da riversare nella precedente attività di cartellonista e quindi di restauratore tramite la continua sperimentazione di pigmenti, di colori e di materiali che sembravano scaturiti dall’inconscio o da quella parte che viene di solito tenuta a bada dalla ragione perché foriera di ricorrenti dubbi e di strazi interiori. Seguendo tale iter ( nutrito anche di cultura poetica da riflettersi in particolare nel nome di Eugenio Montale ) egli è pervenuto a una pittura di pudica ostensione e quasi di impietosa espiazione. Tanto da indurlo a distruggere certi dipinti col pretesto della loro inadeguatezza; invece venivano probabilmente eliminati per cancellare il peso costante e insopportabile di qualche dolorosa memoria che li accompagnava. E di cui forse si sentiva complice o colpevole. Non è agevole entrare nel merito di certe logiche che hanno indotto grandi maestri a immolarsi nelle loro opere, a subirne il sinistro fascino o la reiterata denuncia.<br />
La mostra di Palazzo Ducale permette pertanto al visitatore di entrare nello spirito e nel gesto di un artista che ha scelto di esibire certe contraddizioni e certi strazi che non solo appartenevano a lui ma che appartengono a tutti noi dal momento che ci accompagnano nella vita di tutti i giorni. Lo ha fatto avvalendosi di allegorie che chiamano in causa non solo la figura umana ma anche la natura morta e certi mirabili scorci della nostra città. In tal modo ogni elemento rappresentato sulla carta, sulla tela o sulla faesite si traduce con lui in palpitante allusione esistenziale, in momento di critica riflessione. La Magna non mima semplicemente la vita nella descrizione o nell’interpretazione di un elemento d’occasione ma trasforma il gesto in momento di critica riflessione e di maggior conoscenza di se stessi.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Art as suffering, art as the intimate stripping of flesh, art as a harsh reading of oneself and of one&#8217;s time. For Raimondo La Magna the late arrival to painting matured after a long course of study and research that reversed in the previous activity of poster designing and so as a restorer through the constant experimentation of pigments, of colours and of materials that seemed sprung from the subconscious or from the part of the brain that reason controls as it heralds recurring doubts and interior torment. Following this path (also nourished by poetic culture that reflects in particular in the name of Eugenio Montale) he reached a painting technique of modest ostentation and almost of ruthless atonement. Such as to push him to destroy certain paintings with the justification of their inadequacy; instead they were probably destroyed to cancel the constant and unbearable weight of some painful memory that accompanied them. And of which he felt accomplice or guilty. It is not easy to enter within certain reasons that induced the old masters to sacrifice themselves in their work, to undergo their allure or the reiterate denunciation.<br />
The exhibition of Palazzo Ducale therefore permits the visitor to enter within the spirit and the movement of an artist that chose to show certain contradictions and certain torments that weren&#8217;t only his but belong to all of us from the moment that they accompany us in everyday life. He did it by using allegories that recall not only the human figure but also still life and certain incredible views of the city. In such a way every element represented on paper, on canvas or on hardboard translates with him in a pulsing existential allusion, in a moment of critical reflection. La Magna doesn&#8217;t simply imitate life in the description or in the interpretation of an element of opportunity but transforms the gesture in a moment of critical reflection and of a greater knowledge on oneself.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Monitoraggi 5</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 16:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre - Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/monitoraggi5.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="monitoraggi5" style="margin-bottom:10px;" />19 ottobre - 5 novembre 2017<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/monitoraggi5.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="monitoraggi5" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">dal 19 ottobre al 5 novembre 2017</font><br />
Sala Dogana<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">
Inaugurazione 19 ottobre, ore 18<br />
Orario: mar-dom, ore 15-20<br />
Ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
Giovedì 19 ottobre alle ore 18 a Sala Dogana a Palazzo Ducale inaugura la mostra “Monitoraggi 5”. Il progetto espositivo del Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell&#8217;Arte dell&#8217;Accademia Ligustica, giunto alla sua quinta edizione, ritorna a Sala  Dogana proponendo cinque lavori site-specific.  </p>
<p>Selezionati per la loro qualità e per il loro interesse dalla commissione composta da Simona Barbera, Alessandro Fabbris, Alessandra Gagliano Candela, Emilia Marasco, Cesare Viel fra i numerosi presentati dai giovani artisti, i progetti di BS5 (Vittoria Carrieri, Elisa Lollini, Matilde Mele, Sara Taverna, Carolina Tonini), Fabio Bergaglio e Arianna Maestrale, Arianna Spanò, Marco Tonnicchi Bonfilio, Adele Zunino sperimentano  in un’ottica personale media diversi, dall&#8217;installazione, alla fotografia, alla performance, al video. Indagini e memorie di esperienze personali, tracce di eventi performativi, ricerche sulla percezione, riflessioni sulla contemporaneità delineano negli ambienti di Sala Dogana un flusso continuo, offrendo uno sguardo originale sul mondo.</p>
<p>In questa edizione, inoltre, BLART, il blog d’arte sviluppato dagli studenti di Progettazione Artistica per l&#8217;Impresa sotto la guida di Emilia Marasco, presenterà  backstage e suggestioni critiche sui progetti e sugli artisti in mostra.<br />
Monitoraggi 5 si propone quindi come la testimonianza della vivacità creativa dei giovani artisti dell&#8217;Accademia e segna una tappa importante nella collaborazione tra l&#8217;Accademia Ligustica e Sala Dogana, ormai al suo secondo anno.<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rubaldo Merello</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 07:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ornella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/07/merello.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="merello" style="margin-bottom:10px;" />6 ottobre 2017 – 4 febbraio 2018<br />
Sottoporticato

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/07/merello.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="merello" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/merello_top1.jpg" alt="merello_top" width="1229" height="623" class="aligncenter size-full wp-image-40588" /><br />
<div class="threecol-two">
<h2>Rubaldo Merello tra divisionismo e simbolismo<br />
Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza<br />
<b>6 ottobre 2017 – 4 febbraio 2018</b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h4>A oltre quarant’anni dalla Mostra di Rubaldo Merello che, curata da Gianfranco Bruno in collaborazione con Franco Sborgi, diede avvio alla rilettura dell’opera di uno tra i più interessanti e originali pittori liguri del Novecento e a quasi trent’anni dall’esposizione che lo stesso Bruno organizzò all’Accademia Ligustica e al Palazzo della Permanente di Milano, dando risalto a un’esperienza a lungo sottovalutata o interpretata come fenomeno di carattere locale, questa mostra propone una nuova ricognizione critica della sua peculiare vicenda artistica e umana.<br />
La mostra non si configura come una retrospettiva ma intende ricostruire la produzione di Merello mettendola direttamente a confronto con alcune testimonianze significative del contesto culturale in cui essa maturò e che, in larga parte connotato dalle esperienze divisioniste e simboliste, finì per caratterizzare trent’anni di vita artistica italiana, tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e la Grande Guerra.<br />
Lungo il percorso della mostra, le opere di Merello – dipinti soprattutto, ma anche una consistente selezione della sua opera grafica e buona parte della sua attività plastica ancora rintracciabile – dialogano con quelle degli artisti che egli ebbe modo di conoscere alle Promotrici e in altre occasioni espositive o che ebbe l’opportunità di incontrare: da Giovanni Segantini a Gaetano Previati, dal 1901 presente a Lavagna; da Plinio Nomellini, che si trasferì a Genova nel 1890 e vi rimase fino al 1902, a Giuseppe Pellizza, anche lui residente per alcuni mesi a Genova, dove  le sue opere vennero esposte negli anni successivi. Vittore Grubicy, Emilio Longoni, Angelo Morbelli e Galileo Chini aggiungono ulteriori tasselli a questo contesto artistico, mentre Guido Cinotti, Filiberto Minozzi, Benvenuto Benvenuti e Adriano Baracchini-Caputi fecero parte, con Merello, della scuderia di artisti che Alberto Grubicy presentò a Parigi nel 1907 al Salon des Peintres Divisionnistes Italiens.<br />
Nel suo volontario isolamento sul monte di Portofino, concentrandosi ossessivamente sugli stessi angoli di paesaggio, Merello finì con elaborare una propria visione introspettiva della natura che, tangente alle contemporanee esperienze internazionali postimpressioniste e fauve, trovò pure riscontri con le ricerche di altri artisti liguri, da Antonio Discovolo a Domenico Guerello<br />
&nbsp;<br />
A cura di Matteo Fochessati e Gianni Franzone</p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
5 ottobre 2017, ore 18, l&#8217;inaugurazione<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/1-302/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/2-303/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/3-299/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/31-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/4-279/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/41-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/5-242/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/51-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/6-195/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/61-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/7-153/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/8-138/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/9-106/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/10-180/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/11-149/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/111-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="11" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/12-125/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/12-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="12" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/13-104/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/13-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="13" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/14-88/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/14-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="14" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/15-77/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/15-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="15" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/16-68/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/16-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="16" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/17-58/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/17-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="17" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/18-48/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/18-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="18" /></a>
</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p>5 ottobre 2017, ore 11.30, la conferenza stampa<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/1-301/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/2-302/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/3-298/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/4-278/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/5-241/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/6-194/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
</p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/01-206/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/01-150x150.gif" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/02-203/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/02-150x150.gif" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/03-200/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/03-150x150.gif" class="attachment-thumbnail" alt="03" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/04-181/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/04-150x150.gif" class="attachment-thumbnail" alt="04" /></a>
</p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
I visitatori sono tenuti a lasciare all&#8217;ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all&#8217;interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a><br />
</div><br />
</div><br />
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><strong>Sottoporticato</strong><br />
Palazzo Ducale<br />
piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>La mostra<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello-la-vita/" title="Rubaldo Merello. La vita">Rubaldo Merello. La vita</a><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello-il-suo-tempo/" title="Rubaldo Merello. Il suo tempo"> Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza</a><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello-il-paesaggio/" title="Rubaldo Merello. Il paesaggio">Le vedute fotografiche di Alfred Noack</a><br />
</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606">Orari:</font><br />
dal martedì al venerdì 10-13 e 15-19<br />
sabato e domenica 10-19; chiuso il lunedì<br />
La biglietteria chiude un&#8217;ora prima<br />
<font style="color:#c20606">Apertura straordinaria lunedì 29 gennaio e orario continuato per tutti i giorni dalle 10 alle 19 fino a domenica 4 febbraio.</font></p>
</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606">Speciale Visite Guidate</font><br />
29 dicembre, ore 19<br />
1 gennaio, ore 15.30<br />
5 gennaio, ore 19<br />
A cura dell&#8217;Associazione Genova in&#8230; mostra!<br />
Costo 16€,compreso biglietto di ingresso<br />
Prenotazioni: info@genovainmostra.it &#8211; 3703289126</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606">Biglietti:<br /></font><br />
intero 10€<br />
ridotto 8€<br />
ridotto giovani under 27 martedì &#8211; venerdì pomeriggio (dalle ore 15) 5€<br />
scuole 4€<br />
bambini/ragazzi da 6 a 18 anni 4€<br />
tariffa famiglia 1 adulto + 1 bambino 12€<br />
<a href="http://www.vivaticket.it/ita/event/rubaldo-merello-tra-divisionismo-e-simbolismo/103396">Prenota su Vivaticket</a><br />
&nbsp;<br />
Per la prenotazioni gruppi adulti prenotazioni@palazzoducale.genova.it<br />
&nbsp;<br />
</h4>
</div></p>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello-2/" title="Proposte educative – Rubaldo Merello">Proposte educative intorno alla mostra</a><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/prenotazioni/" title="Dedicato agli insegnanti">Presentazione della mostra per gli insegnanti</a></h4>
</div>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/intorno-merello/">Intorno a Merello</a><br />
<i>Una serie di incontri dedicati a temi e artisti della mostra, a cura di Matteo Fochessati e Gianni Franzone</i><br />
&nbsp;<br />
19 gennaio 2018<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/caterina-olcese-spingardi/" title="">Dal &#8220;motivo&#8221; alla &#8220;visione&#8221;.<br />
Gaetano Previati, la Liguria e Merello</a><br />
12 gennaio 2018<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/sergio-rebora-e-aurora-scotti-tosini/" title="">Milano capitale del divisionismo 1891 – 1906</a><br />
5 dicembre 2017<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/francesca-cagianelli/" title="">Alberto Grubicy e il sogno di un divisionismo internazionale</a><br />
28 novembre 2017<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/giulio-sommariva/" title="">Marine e paesaggi della Riviera Ligure<br />
nelle collezioni dell’Accademia Ligustica</a><br />
14 novembre 2017<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/elisabetta-papone/" title="">Il fascino della luce.<br />
La Riviera ligure nella fotografia di fine Ottocento</a><br />
</h4>
</div>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello-hotel-convenzionati/" title="Rubaldo Merello - Hotel convenzionati">Hotel convenzionati</a><br />
</h4>
</div>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/loghi_merello.jpg" alt="Layout 1" width="1130" height="122" class="alignleft size-full wp-image-41438" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rubaldo Merello. Il suo tempo</title>
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		<comments>http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello-il-suo-tempo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2017 13:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/merello_top1.jpg" alt="merello_top" width="1229" height="623" class="aligncenter size-full wp-image-40588" /></p>
<div class="threecol-two">
<h2>Rubaldo Merello tra divisionismo e simbolismo<br />
Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza<br />
<b>6 ottobre 2017 – 4 febbraio 2018</b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2><font style="color:#c20606">Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza</font></h2>
<h4><font style="color:#c20606">Grubicy e il mito di Segantini</font><br />
Con la prematura scomparsa di Giovanni Segantini, morto il 28 settembre 1899 sul ghiacciaio dello Schafberg e seppellito nel piccolo cimitero di Maloja, nasce il mito del maestro della montagna, pioniere delle ricerche divisioniste e autore di suggestivi paesaggi alpestri che ispirarono le ricerche di numerosi artisti.<br />
Suo mentore era stato il gallerista e critico d’arte Vittore Grubicy che, dopo aver introdotto in Italia le teorie relative alla scomposizione della luce e del colore, iniziò lui stesso, verso il 1884, ad applicare tale dottrina estetica a una ricerca pittorica influenzata dalle coeve ricerche olandesi e ispirata da un acceso sentimento empatico con la natura.<br />
Il fratello Alberto Grubicy svolse un’instancabile attività espositiva in Italia e all’estero per promuovere le ricerche divisioniste, incluse quelle delle più giovani generazioni.<br />
Dopo aver esposto nel 1901, in occasione della rassegna di pittura organizzata a Genova presso lo studio del fotografo Rossi, tre opere di Segantini, organizzò infatti a Parigi nel 1907 il <em>Salon des Peintres Divisionnistes Italiens</em>, al quale partecipò anche Rubaldo Merello, presente pure a due sue successive mostre: nel 1911 al Museo Segantini di Sankt Moritz e nel 1921 al Museo del Paesaggio di Pallanza.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4><font style="color:#c20606">Previati e il paesaggio ligure</font><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/Previati.jpg" rel="lightbox[40557]"><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/Previati-300x223.jpg" alt="Previati" width="300" height="223" class="alignleft size-medium wp-image-40610" /></a><br />
Fu nel 1901 che Gaetano Previati iniziò a soggiornare con regolarità a Lavagna, dove si traferì stabilmente nel 1918, per morirvi infine due anni più tardi.<br />
Lontano dal frastuono della metropoli milanese, i lunghi periodi trascorsi nel paese della Riviera di levante furono per lui momenti di grande tranquillità interiore che favorirono una rinnovata felicità creativa. Grazie a «un più intimo contatto con la natura nell’aria aperta», i suoi colori divennero più chiari e liberi, più squillanti e smaglianti; una luce nuova invase le sue tele. I paesaggi di Previati non sono descrittivi, sono “paesaggi ideali” nel senso di</p>
<blockquote><p> «vere e proprie visioni impregnate di un lirismo che trova un riscontro effettivo nella poesia decadente»</p></blockquote>
<p>E se anche Merello si distacca progressivamente da una visione naturalistica del paesaggio, caricandola di suggestioni simboliche sempre più forti, in realtà non rinuncia mai del tutto al contatto con il dato reale, laddove invece Previati tende a distaccarsene, soprattutto nelle opere più impegnative, come <em>Tramonto in Liguria</em> del 1912.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4><font style="color:#c20606">Il mare di Nomellini</font><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/merello01.jpg" rel="lightbox[40557]"><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/merello01-300x259.jpg" alt="merello01" width="300" height="259" class="alignleft size-medium wp-image-40560" /></a><br />
Dopo gli esordi in Toscana &#8211; dove fu allievo di Giovanni Fattori &#8211; Plinio Nomellini si trasferì a Genova nel 1890, in un’epoca in cui il suo progressivo distacco nei confronti della tradizione realista e la sua emergente vocazione internazionale (nel 1889 aveva partecipato all’Esposizione Universale di Parigi) coincisero con una fase culturalmente molto vivace nel capoluogo ligure, come attestato nel 1892 dalla contestuale pubblicazione del capolavoro verista <em>La bocca del lupo</em> di Remigio Zena e dell’articolo <em>L’arte nuova</em>, in cui il critico Mario Morasso salutò la diffusione in Liguria delle tendenze divisionista e simbolista.<br />
Entrato nel vivo del dibattito culturale e politico della città &#8211; nel 1894 fu arrestato per associazione anarchica, recluso nel carcere di Sant’Andrea e successivamente scagionato grazie al sostegno degli amici pittori guidati da Telemaco Signorini &#8211; Nomellini introdusse a Genova un divisionismo non ortodosso attraverso alcuni dipinti di vibrante impegno sociale e ideologico. Inoltre il sodalizio umano e artistico con Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, che lo mise in contatto con il gruppo di artisti vicino a Merello, contribuì a caricare la sua ricerca pittorica di valenze simboliste, come esemplificato dalla sua panica rappresentazione della natura.<br />
Figura di spicco della vita artistica del capoluogo ligure e costantemente presente alle <em>Promotrici</em>, Nomellini nel 1890 invitò a Genova Giuseppe Pellizza, che in novembre si iscrisse ai corsi dell’Accademia Ligustica. Fondamentale appare infine la sua influenza sulla ricerca pittorica di Merello, che da lui traspose la pennellata filamentosa, i tagli scorciati delle inquadrature, la vibrante e accesa tavolozza cromatica, ma anche una predominante tensione simbolista nella rielaborazione del paesaggio.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4><font style="color:#c20606">Pellizza da Volpedo. Verso il paesaggio interiore</font><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/merello04.jpg" rel="lightbox[40557]"><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/merello04-300x209.jpg" alt="merello04" width="300" height="209" class="alignleft size-medium wp-image-40563" /></a><br />
Pur avendo partecipato nel 1907 al <em>Salon des Peintres Divisionnistes Italiens</em> di Parigi, i dipinti di Merello – definiti «vibranti» dalla critica del tempo &#8211; rispecchiano una progressiva assunzione della tecnica “divisa” come mezzo di resa espressiva e simbolica della luce. Recensendo la sua mostra postuma del 1926, Carlo Carrà scrisse infatti che Merello intendeva con la sua pittura «spingere gli effetti luminosi al limite estremo».<br />
Un esempio significativo in tale ambito fu rappresentato dalla svolta pittorica che Giuseppe Pellizza imboccò nei primi anni del Novecento: la pulsante e misteriosa atmosfera de <em>Il roveto</em> o le struggenti vibrazioni cromatiche di <em>Nubi di sera sul Curone</em> emanano infatti un senso evocativo della natura. Si tratta di un&#8217;impostazione estetica che si ritrova pure nell’universo pittorico di Merello, le cui vedute &#8211; improntate da una progressiva liberazione da rigorosi precetti cromatici e stilistici &#8211; invitano a penetrare idealmente nel paesaggio: per raccoglierne &#8211; nel superamento di una rappresentazione fedele &#8211; l’essenza più nascosta e per restituire, nonostante l’assenza di figure, l’arcano legame tra uomo e natura.</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello-il-suo-tempo/merello04/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/merello04-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="merello04" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
</div><br />
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/">La mostra</a><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello-la-vita/" title="Rubaldo Merello. La vita">Rubaldo Merello. La vita</a><br />
Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello-il-paesaggio/" title="Rubaldo Merello. Il paesaggio">Le vedute fotografiche di Alfred Noack</a></h4>
</div>
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<h4><strong>Sottoporticato</strong><br />
Palazzo Ducale<br />
piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova</h4>
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<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606">Orari</font>:<br />
dal martedì al venerdì 10-13 e 15-19<br />
sabato e domenica 10-19; chiuso il lunedì<br />
La biglietteria chiude un&#8217;ora prima<br />
<strong>Aperture straordinarie</strong><br />
1 novembre, 8 dicembre, 26 dicembre, 1 gennaio, 6 gennaio: dalle 10 alle 19</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606">Biglietti</font>:<br />
intero 10€<br />
ridotto 8€<br />
ridotto speciale 5€<br />
scuole 4€</h4>
</div></p>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello-hotel-convenzionati/" title="Rubaldo Merello - Hotel convenzionati">Hotel convenzionati</a><br />
</h4>
</div>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/01-206/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/01-150x150.gif" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/02-203/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/02-150x150.gif" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/04-181/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/04-150x150.gif" class="attachment-thumbnail" alt="04" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Rubaldo Merello. La vita</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Oct 2017 13:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/merello_top1.jpg" alt="merello_top" width="1229" height="623" class="aligncenter size-full wp-image-40588" /></p>
<div class="threecol-two">
<h2>Rubaldo Merello tra divisionismo e simbolismo<br />
Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza<br />
<b>6 ottobre 2017 – 4 febbraio 2018</b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2><font style="color:#c20606">Rubaldo Merello. La vita</font></h2>
<p><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/merello_bio.jpg" rel="lightbox[40545]"><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/merello_bio-174x300.jpg" alt="merello_bio" width="174" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-40550" /></a></p>
<h4>Rubaldo Angelo Merello nasce il 16 luglio 1872 a Montespluga, frazione del comune di Isolato Valtellina (Sondrio), dove il padre, funzionario di dogana, era stato distaccato.<br />
Nel 1881 si trasferisce con la famiglia a Genova. Qui  nel 1889, compiuti gli studi classici, si iscrive all’Accademia Ligustica, frequentandone i corsi sino al 1893. Nel 1913 sarà nominato Accademico di merito per la classe di pittura.<br />
Nel 1894 condivide uno studio a Nervi con Pietro Albino e Edoardo De Albertis, dedicandosi alla scultura e al disegno, e partecipa a Milano all’Esposizione Triennale di Brera con il gesso per il monumento funerario Finis.<br />
Nel 1906 partecipa per la prima volta alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti di Genova con quattro dipinti e la sua pittura inizia a risentire anche l’influenza di Giuseppe Pellizza. Nello stesso anno si trasferisce a San Fruttuoso, ospite del parroco Massimo Mortola, risiedendo inizialmente nella Torre Doria.<br />
Sempre nel 1906, attraverso Paolo de Gaufridy, entra in contatto con il gallerista Alberto Grubicy, che nel 1907 lo invita a partecipare al <em>Salon des Peintres Divisionnistes Italiens</em> da lui organizzato a Parigi: Merello vi espone sei dipinti, tra i quali <em>Studio di mare. La scogliera</em>, che Grubicy donerà in seguito alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Lo stesso anno presenta alla Promotrice due tele, <em>Montefino</em> e <em>Marina</em>, provenienti dalla collezione di Pietro Guastavino.<br />
Nel 1908 il Comune di Genova acquista con i fondi della donazione Brignole Sale De Ferrari il suo dipinto San Fruttuoso di Camogli, datato 1907.<br />
Nel 1909 tiene una mostra personale al Circolo Artistico Tunnel di Genova.<br />
Nel 1911 espone alla rassegna Gemälde Ausstellung Italianischer Divisionisten organizzata da Alberto Grubicy presso il Museo Segantini di Sankt Moritz.<br />
Nonostante le ricorrenti visite a San Fruttuoso dei critici d’arte Mario Maria Martini e de Gaufridy, del Nobel per la letteratura Gerhart Hauptmann, dell’avvocato Agostino Virgilio, suo collezionista e membro della Promotrice, e degli amici artisti Eugenio Baroni, Pietro Albino e Eugenio Olivari, sono questi per Merello anni di isolamento nel romitaggio del borgo marinaro.<br />
Nel 1913 suo figlio muore di difterite a causa di un tardivo intervento medico. Il luttuoso evento, che sconvolge la mente della moglie, segnerà profondamente il pittore il quale, alla fine dello stesso anno, decide di trasferirsi con la famiglia a Portofino, dove tra il 1914 e il 1919 torna a dedicarsi alla scultura, realizzando pure una serie di studi per monumenti funebri e disegni di soggetto religioso e mitologico.<br />
Nel 1914 tiene una mostra personale alla Promotrice di Genova.<br />
Nel 1915 illustra il poema <em>Le nozze dei centauri</em> di Sem Benelli, suo estimatore e amico, nel cui Castello di Zoagli, tra gli altri, il critico d’arte Enrico Sacchetti, il quale così ricorderà le sue tante manie: </p>
<blockquote><p>«la mania dell’Arte, la mania della teosofia, la mania della persecuzione (è inutile aggiungere che era un misantropo)»</p></blockquote>
<p>Nel 1918 si trasferisce a Santa Margherita Ligure e nel 1919 termina la statua del <em>Dolore</em> per il cimitero di Camogli, che fu rimossa dopo la metà degli anni cinquanta.<br />
Nonostante la sua pittura appaia ormai profondamente distaccata dalla lezione divisionista, Merello partecipa nel 1921 all’Esposizione dei Divisionisti Italiani presso il Museo del Paesaggio di Pallanza: alla mostra, organizzata ancora da Alberto Grubicy, partecipano anche Gaetano Previati, Carlo Fornara, Adriano Baracchini-Caputi, Guido Cinotti, Leonardo Dudreville, Cesare Maggi, Filiberto Minozzi, Carlo Prada e gli scultori Libero Andreotti, Giuseppe Grandi e Paolo Troubetzkoy.<br />
Lo stesso anno Sem Benelli lo invita a esporre alla Fiorentina Primaverile, ma Merello muore improvvisamente il 31 gennaio 1922 ed è seppellito nel cimitero di Portofino.<br />
La sua esposizione personale all’interno della Fiorentina Primaverile, organizzata dalla Società delle Belle Arti di Firenze presieduta da Sem Benelli, inaugura postuma nel luglio del 1922: tutte le opere di Merello provengono dalla raccolta del collezionista Alfredo Giannoni di Novara. </h4>
</div><br />
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/">La mostra</a><br />
Rubaldo Merello. La vita<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello-il-suo-tempo/" title="Rubaldo Merello. Il suo tempo">Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza</i></a><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello-il-paesaggio/" title="Rubaldo Merello. Il paesaggio">Le vedute fotografiche di Alfred Noack</i></a></h4>
</div>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>Sottoporticato</h4>
<p>Palazzo Ducale<br />
piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova<br />
</div>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606">Orari</font>:<br />
dal martedì al venerdì 10-13 e 15-19<br />
sabato e domenica 10-19; chiuso il lunedì<br />
La biglietteria chiude un&#8217;ora prima<br />
<strong>Aperture straordinarie</strong><br />
1 novembre, 8 dicembre, 26 dicembre, 1 gennaio, 6 gennaio: dalle 10 alle 19</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606">Biglietti</font>:<br />
intero 10€<br />
ridotto 8€<br />
ridotto speciale 5€<br />
scuole 4€</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello-hotel-convenzionati/" title="Rubaldo Merello - Hotel convenzionati">Hotel convenzionati</a><br />
</h4>
</div></p>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/01-206/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/01-150x150.gif" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/02-203/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/02-150x150.gif" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/03-200/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/03-150x150.gif" class="attachment-thumbnail" alt="03" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/04-181/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/10/04-150x150.gif" class="attachment-thumbnail" alt="04" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>A-MARE</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/marco-nereo-rotelli/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Sep 2017 08:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/09/MARCO-NEREO-ROTELLI-bassa_1.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Portrait Marco Nereo Rotelli" style="margin-bottom:10px;" />12 - 18 settembre 2017<br />
Ducale Spazio Aperto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/09/MARCO-NEREO-ROTELLI-bassa_1.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Portrait Marco Nereo Rotelli" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Marco Nereo Rotelli</font><br />
dal 12 al 18 settembre 2017<br />
Ducale Spazio Aperto<br />
ore 10-19</h3>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Un filo (azzurro) unisce tutta la ricerca artistica di Marco Nereo Rotelli, artista veneziano che ha reso visibile un incredibile intreccio tra media differenti, dalla pittura alla scultura, dalle grandi installazioni luminose urbane alle miniature. È sempre sulle &#8220;differenze&#8221; che si aggancia l&#8217;arte e la creatività di Rotelli, sul suo essere artista lavorando inequivocabilmente sulla parola.</p>
<p>Come ricorda Achille Bonito Oliva &#8220;nel verso giusto si muove la parola nell&#8217;isola delle poesie, col vento di molte lingue ed un unico respiro. Marco Nereo Rotelli si fa Eolo che soffia in tutte le direzioni, nelle molte etnie di un&#8217;eco che assume sempre in cadenza il ritmo di una parola in rivolta, rivolta a molteplici mari&#8221;.</p>
<p>Rotelli nel suo perpetuo gioco creativo ben descritto da Serena Mormino, che presenta la mostra A-MARE a Palazzo Ducale di Genova nel Ducale Spazio Aperto,  opera fra segno e di/segno e scende in campo con la sua arte in difesa di valori necessari all&#8217;uomo. Segno questo di un&#8217;attenzione etica oltre che estetica.</p>
<p>Indotto dall&#8217;amicizia con Gemma Malerba presidente di Unitalsi Ligure, Marco ha pensato a un pro/getto nel senso che qui come non mai e percepibile una proiezione verso l&#8217;altro, verso chi soffre, verso chi non può che ricevere amore per poter vivere.</p>
<p>Non si tratta di opere recuperate ma di creazioni indotte dalla riflessione sul mare della vita, ecco allora ben cento e una piccole opere ove fluiscono linguaggi minori, quei linguaggi  trattati nella società digitalIzzata come relitti e riscattati dall&#8217;artista in difesa delle identità.</p>
<p>Tema questo sul quale Marco si e già precedentemente impegnato con importanti mostre, come quella realizzata prima a Parigi nell&#8217;Espace culturel Louis Vuitton e poi alla 53° Biennale di Venezia con &#8220;Save the poetry&#8221;. Ecco allora che questa nuova tappa della sua ricerca è un prezioso appuntamento per scoprire un intarsio stilistico tra segni che accoglie in sé nuova vita.</p>
<p>Non potevano certo mancare in una mostra di Marco Nereo Rotelli i poeti. Con gesto di solidarietà e condivisone al progetto saranno presenti ad inaugurare la mostra Jean Portante e Loretto Rafanelli che apriranno la serata con un <em>reading</em> poetico accompagnato dalla musica di Gianluca Littera, il più importante Harmonicista italiano che ha composto un pezzo inedito dedicato al respiro del mare.<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Siamo l’Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali, che tanti conoscono per i treni bianchi sui quali viaggiano, insieme alla speranza e alla fede, i nostri volontari con gli ammalati.<br />
Pochi sanno che, anche quando il pellegrinaggio è terminato, noi continuiamo a camminare con loro, perché da 114 anni U.N.I.T.A.L.S.I. prende per mano chi ha bisogno.<br />
Al centro della nostra storia c’è la carità, operativa e creativa, degli oltre centomila aderenti che cercano di vivere il Vangelo nella quotidianità, offrendo, ciascuno secondo le proprie possibilità, un impegno per dare sollievo e speranza a chi si rivolge a noi.<br />
Come diceva Madre Teresa di Calcutta</p>
<blockquote><p>Non possiamo sempre fare grandi cose nella vita, ma possiamo fare piccole cose con grande amore</p></blockquote>
<p>I progetti di U.N.I.T.A.L.S.I. sono realtà che i volontari portano costantemente avanti grazie all’aiuto economico di chi ci sostiene nelle nostre attività di raccolte fondi.<br />
Uno dei più importanti progetti che U.N.I.T.A.L.S.I. ha realizzato è il “Progetto Bambini” che offre interventi di sostegno alle famiglie con bambini affetti da varie patologie, costretti a lasciare la propria casa per sottoporsi a cure presso l’Istituto Gaslini di Genova. Per realizzare questo progetto, dal 2006, l’U.N.I.T.A.L.S.I. di Genova gestisce tre appartamenti adiacenti all’ospedale, completamente ristrutturati in base alle esigenze degli ospiti, dove, tutto l’anno, vengono accolte le famiglie dei bambini ricoverati.<br />
Altro importante Progetto è quello “Giovani”, per far vivere ai ragazzi l’importantissima esperienza formativa del volontariato a Lourdes e far conoscere loro i nostri cinque valori: Amore, Fede, Speranza, Gioia e Servizio.<br />
Partendo proprio da questi valori, che contraddistinguono la nostra associazione, è nata nel 2015, ed è tutt’ora in corso, la Campagna denominata #doniamocoloreallavita, in cui abbiamo abbinato a ciascuno di essi un colore, Rosso-Amore, Blu-Fede, Verde-Speranza, Giallo-Gioia, Viola-Servizio, e organizzato eventi che li pongono al centro dei nostri progetti.<br />
“A-MARE” nasce dalla generosissima donazione di 101 quadri realizzati, appositamente per noi, da Marco Nereo Rotelli che, in queste opere, ha unito i vivaci colori di pesci e di oniriche creature marine a un progetto d’amore per i meno fortunati.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Cement Heroes</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/cement-heroes/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 16:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre - Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/09/cement.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="cement" style="margin-bottom:10px;" />dal 7 al 24 settembre 2017<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/09/cement.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="cement" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Dal 7 al 24 settembre 2017</font><br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">Inaugurazione 7 settembre 2017, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Orario: mar-dom ore 15-20<br />
Ingresso libero<br />
&nbsp;<br />
Progetto di Melkio &#038; Yuri Segalerba<br />
</font><br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
What is a hero?<br />
It’s something that saves you&#8230;<br />
&nbsp;<br />
Palazzi infiniti dei quartieri popolari, zone abbandonate e ambienti post-industriali.<br />
Colate di grigio su cumuli di persone annientano la personalità, la fantasia, la speranza.<br />
Ma finalmente qualcuno è arrivato per salvarci.<br />
Sono gli eroi di Cemento, guerrieri robot dai poteri speciali forgiati da un’immaginazione che, nonostante tutto, sopravvive e ci tiene vivi.Le foto di Yuri Segalerba, in giro per il mondo, cercando luoghi abbandonati ed aree esageratamente popolari sono state rivisitate dalla fantasia di Melkio, decostruendole.<br />
Una rivincita ideale dell’uomo e della sua creatività sul tentativo sistematico di soffocamento da parte della società odierna.<br />
&nbsp;<br />
About the project<br />
&nbsp;<br />
di Melkio<br />
‘L’inizio dell’amicizia con Yuri si perde nei meandri del tempo che fu. Non saprei definire il rapporto che ho con lui, fatto di piccoli momenti intensi intervallati da lunghi silenzi;ma di certo posso dire che è una delle persone più importanti della mia vita, nonostante la distanza.<br />
Oltre l’amicizia però c’è anche il rispetto del suo lavoro.<br />
Sono affascinato dalle atmosfere delle sue foto: malinconiche, tristi ma contemporaneamente, fredde e senza emozioni. Scatti di un occhio riflessivo, più profondo di quello che vorrebbe dare a vedere.<br />
Per questo il desiderio di “far qualcosa assieme” era forte ma non riuscivo a trovare un punto d’incontro, tra due modi di esprimersi (i nostri)apparentemente inconciliabili.<br />
&nbsp;<br />
Poi, come spesso accade, l’idea arriva per caso, quando meno te l’aspetti.<br />
Così una foto postata un giorno qualsiasi su facebook diede inizio a cement heroes: un’ altra avventura da vivere, di nuovo, assieme’.<br />
&nbsp;<br />
di Yuri Segalerba<br />
‘Con Melkio ci conosciamo ormai da una vita. Ci siamo incontrati per via di una passione condivisa e siamo cresciuti insieme. I nostri interessi si sono evoluti in parallelo, anche quando le nostre vite ed i nostri impegni ci hanno tenuto lontano. Ed ogni volta, come succede tra 2 veri amici, rincontrarsi richiede il tempo di un abbraccio per far si che il rapporto riparta da dove si era interrotto. Il progetto CEMENT HEROES è nato casualmente, con rapidità, entusiasmo e spontaneità, 3 elementi che a mio avviso caratterizzano la personalità di Melkio. Ho pubblicato una foto che avevo scattato ad un palazzo durante una mia mostra a Parigi e dopo 20 secondi mi arriva una notifica che Melkio ha commentato con una foto. Lì ho incontrato il primo Robot del nostro esercito. Gli altri sono nati con la stessa velocità, e la cosa che mi ha sempre colpito è che le foto dove prima vedevo solo edifici, dopo essere passate attraverso la fantasia di Melkio non mi sembrano più le stesse. Ora quando scendo in strada armato di macchina fotografica le periferie non sembrano più così fredde. Da dietro le finestre dei palazzi gli occhietti di teneri robot mi sorridono e mi distraggono dalle forme architettoniche chiedendomi di portarli davanti all’immaginazione di Melkio’.</p>
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/ZYr7qFLRLHk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cement-heroes/01-205/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/09/01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cement-heroes/02-202/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/09/02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cement-heroes/03-199/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/09/03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="03" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cement-heroes/04-180/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/09/04-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="04" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cement-heroes/05-168/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/09/05-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="05" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cement-heroes/06-143/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/09/06-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="06" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/09/cement_big.jpg" alt="cement_big" width="679" height="858" class="alignleft size-full wp-image-39898" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Lei. Vivian Maier</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 06:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/07/LEI-VIVIAN-MAIER_Cinzia-Ghigliano_copertina.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="LEI-VIVIAN-MAIER_Cinzia-Ghigliano_copertina" style="margin-bottom:10px;" />28 luglio - 8 ottobre 2017<br />
Atrio
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/07/LEI-VIVIAN-MAIER_Cinzia-Ghigliano_copertina.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="LEI-VIVIAN-MAIER_Cinzia-Ghigliano_copertina" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Dal 28 luglio all&#8217;8 ottobre 2017</font><br />
Corridoio del Munizioniere,<br />
ingresso da piazza Matteotti</h3>
<h4 style="text-align: right">
di Cinzia Ghigliano<br />
&nbsp;<br />
Ingresso libero<br />
</font><br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
In occasione della mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/vivian-maier/" title="Vivian Maier"><em><strong>Vivian Maier. Una fotografa ritrovata </strong></em></a> e in continuità con le iniziative del Premio Andersen, che quest’anno si è svolto a maggio nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale, in esposizione le riproduzioni delle tavole del libro <em><strong>Lei. Vivian Maier</strong></em> di Cinzia Ghigliano (Orecchio acerbo editore), vincitore del Premio Andersen 2016 al miglior libro “fatto ad arte”.<br />
&#8220;Vivian era misteriosa. Portava camicie da uomo, imprecava in francese, conosceva a memoria tutti i racconti di O. Henry, camminava come un uccello. E così, come un trampoliere dalle lunghe gambe, ha attraversato il suo tempo fotografandolo&#8221;. Un diario. Il diario di Vivian Maier. Scritto non con la penna ma con la macchina fotografica, la sua inseparabile Rolleiflex. Sempre al collo, sempre sul cuore.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
Una collaborazione Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Andersen – la rivista e il premio dei libri per ragazzi, Orecchio acerbo editore<br />
&nbsp;<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<em>Tra le poche fumettiste italiane, Cinzia Ghigliano ha collaborato con importanti testate, da Linus a Il corriere dei Piccoli, esplorando anche l’illustrazione, in particolare nell’editoria per ragazzi. Negli ultimi anni si è molto concentrata sulla pittura, allestendo mostre itineranti dedicate alla interpretazione pittorica della Poesia (“Se parole e suoni fossero colori” -dedicata  ai testi di Fabrizio De Andrè- e “Tradurre con il colore” -dedicata all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters- interpretazione pittorica delle voci di quattro grandi traduttori, Cesare Pavese, Fernanda Pivano, Beppe Fenoglio e Fabrizio De André). Quando non disegna o dipinge, Cinzia insegna illustrazione e fumetto presso l’Accademia Pictor di Torino e presso il Corso di Illustrazione dello IED, l’Istituto Europeo di Design di Torino. </em><br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un mondo nuovo</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/un-mondo-nuovo/</link>
		<comments>http://www1.palazzoducale.genova.it/un-mondo-nuovo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 16:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=38740</guid>
		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/mondonuovo.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mondonuovo" style="margin-bottom:10px;" />30 giugno - 16 luglio 2017<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/mondonuovo.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mondonuovo" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Dal 30 giugno al 16 luglio 2017</font><br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">Inaugurazione 30 giugno 2017, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Progetto di Niccolò Pizzorno<br />
&nbsp;<br />
Orario: dal martedì alla domenica ore 15-20<br />
Ingresso libero<br />
</font><br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
Tenui sfumature acquarellate, chiaroscuri esasperati e catacombali, inappagabili invenzioni visive, giochi di specchi citazionistici e divertiti accentuano le dinamiche sequenze d’azione di Un mondo nuovo, originale e innovativa graphic novel del giovane illustratore e fumettista Niccolò Pizzorno, edita dalla casa editrice palermitana I Buoni cugini editori. Genova &#8211; città decostruita dal gioco dell’horror &#8211; è invasa da un’inarrestabile orda di zombi. Una tenace eroina dai capelli rossi, aiutata da un’impercettibile costellazione di sopravvissuti, combatte una guerra individuale e, allo stesso tempo, collettiva. I voraci cadaveri barcollanti sono spinti, come da tradizione, da una fame inestinguibile di carne umana, ma la causa scatenante di questa incontrollabile epidemia non è più una formula magica che legittima un rito di magia nera, una droga futuribile, un virus sfuggito da un laboratorio oppure un ceppo batterico sconosciuto. Il colpevole di questa tremenda invasione è il mugugno, onomatopeica voce che indica il brontolio caratteristico dei genovesi. Si sa come talvolta il lamentarsi porti all’assenza di dialogo, alla mancanza di scambi – sociali, culturali, amicali, sentimentali &#8211; tra gli esseri umani, alla rinuncia a una presa di posizione o a una spinta al cambiamento. Il giovane autore ha voluto racchiudere in un anima di carta la protesta splatter verso questo atteggiamento mentale autodistruttivo, portatore di uno status conservativo atto a demolire ogni prospettiva futura.<br />
La storia raccontata nella graphic novel supera le barriere cartacee per divenire un percorso sonoro, fotografico, artistico, teatrale e multimediale che impegna il corpo e la mente. Lo spettatore può finalmente provare a calarsi nelle atmosfere del fumetto in compagnia del collettivo d’artisti genovesi PLUR41, dalla cui collaborazione con Ama – Associazione Abitanti della Maddalena nacque Un mondo nuovo, costruttivo evento che ebbe il merito di ospitare il nucleo originario di questa straordinaria storia a fumetti, da cui l’autore Niccolò Pizzorno prese affettuosamente in prestito il titolo dello stesso per descrivere una storia che ha l’ambizione di trasmettere una scossa elettrizzante e necessaria.<br />
Glauco Piccione<br />
&nbsp;<br />
Programma delle attività previste<br />
&nbsp;<br />
>>> venerdì 30 giugno | h18<br />
in compagnia di PLUR41, vernissage e performance sonora video teatrale<br />
&nbsp;<br />
>>> domenica 2 luglio | h16 &#8211; h18<br />
workshop fotografico I VOLTI DI UN MONDO NUOVO<br />
&nbsp;<br />
>>> domenica 9 luglio<br />
h16 – h18<br />
workshop fotografico I VOLTI DI UN MONDO NUOVO<br />
h18 – h19.30<br />
workshop olistico L&#8217;ARTE E IL MOVIMENTO, la percezione dei sensi attraverso il movimento corporeo<br />
&nbsp;<br />
>>> venerdì 14 luglio<br />
presentazione di UN MONDO NUOVO con l’autore Niccolò Pizzorno, coordina Glauco Piccione<br />
&nbsp;<br />
>>> domenica 16 Luglio | h18 &#8211; h19.30<br />
workshop olistico L&#8217;ARTE E IL MOVIMENTO, la percezione dei sensi attraverso il movimento corporeo<br />
&nbsp;<br />
Artisti coinvolti<br />
Gruppo PLUR41<br />
Renato REC e Anomalo DJ<br />
Giulio de Paoli, Daniela Vescovo, Pino Costaro &#8211; Fotografi<br />
Giuliogol e Drina A12 &#8211; Muralisti<br />
Niccolò Pizzorno &#8211; Illustratore<br />
&nbsp;<br />
> Presentazione di UN MONDO NUOVO a cura dell&#8217;Autore Niccolò Pizzorno e Glauco Piccione &#8211; Direttore artistico della rivista Segnali di confine<br />
&nbsp;<br />
> Workshop olistico L&#8217;ARTE E IL MOVIMENTO la percezione dei sensi attraverso il movimento corporeo, a cura di Paola Fava Counselor e cintura nera di judo 2dan<br />
&nbsp;<br />
> Workshop fotografico I VOLTI DI UN MONDO NUOVO a cura di Giulio de Paoli, Daniela Vescovo, Pino Costaro<br />
&nbsp;<br />
> performance Teatrale al Vernissage a cura della Compagnia Filò &#8211; Gloria Maranatti e Nicoletta Vaccamorta<br />
&nbsp;<br />
> Video installazione<br />
con fotografie di Giulio de Paoli, Daniela Vescovo, Pino Costaro elaborate da Giuliogol e Drina A12 &#8211; montaggio di Fabio Giovinazzo<br />
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<iframe width="853" height="480" src="https://www.youtube.com/embed/zrj2xkcRmyQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/mondonuovo_big.jpg" alt="mondonuovo_big" width="750" height="1126" class="alignleft size-full wp-image-38743" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Musica Ribelle</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jun 2017 16:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/Logo-Musica-Ribelle.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Logo-Musica-Ribelle" style="margin-bottom:10px;" />Dal 24 giugno al 6 luglio 2017 Ducale Spazio Aperto Inaugurazione 23 giugno 2017, ore 18 &#160; promossa dalla Fondazione Cento Fiori e dal Circolo degli Artisti &#160; Orario: dal martedì alla domenica ore 10,00/12,00 – 16,00/19,00 Ingresso libero La mostra “Musica Ribelle&#8221; è composta da tredici dipinti realizzati da Albert Barreda, Felix Diaz, Roberto &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/Logo-Musica-Ribelle.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Logo-Musica-Ribelle" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Dal 24 giugno al 6 luglio 2017</font><br />
Ducale Spazio Aperto</h3>
<h4 style="text-align: right">Inaugurazione 23 giugno 2017, ore 18<br />
&nbsp;<br />
promossa dalla Fondazione Cento Fiori e dal Circolo degli Artisti<br />
&nbsp;<br />
Orario: dal martedì alla domenica ore 10,00/12,00 – 16,00/19,00<br />
Ingresso libero<br />
</font><br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
La mostra “Musica Ribelle&#8221; è composta da tredici dipinti realizzati da Albert Barreda, Felix Diaz, Roberto Gaiezza, Sandro Lorenzini, Giacomo Lusso, Giorgio Moiso, Stefano Pachì, Aldo Pagliaro, Carlo Pizzichini, Arturo Santillo, Beppe Schiavetta, Carlo Sipsz e Carlo Toby.<br />
Il tema assegnato è l&#8217;interpretazione di canzoni legate ad avvenimenti storici che hanno cambiato il mondo.<br />
Questi avvenimenti coprono un arco di tempo che inizia con la lotta contro lo schiavismo in America e si conclude con la caduta del muro di Berlino, passando per Spagna, Italia, Cuba, 	Vietnam, Cile, Portogallo.<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Biennale Le Latitudini dell&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jun 2017 12:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/biennale_latitudini_2017.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="biennale_latitudini_2017" style="margin-bottom:10px;" />16 luglio - 19 agosto 2017<br />
Munizioniere<br />
3° edizione Germania e Italia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/biennale_latitudini_2017.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="biennale_latitudini_2017" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">3° edizione<br /></font><br />
<strong>Germania e Italia</strong><br />
16 luglio – 19 agosto 2017<br />
Orario: da martedì a domenica (compreso il 15 agosto) dalle 16.00 alle 19.30 chiuso  il lunedì;</p>
<p>Munizioniere<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right;color:#c20606">
inaugurazione: sabato 15 luglio ore 18.00<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p>&nbsp;</p>
<h4>
<strong>a cura di Virginia Monteverde</strong></p>
<p><strong>presentazione critica a cura di Carmelo Strano</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabato 15 luglio 2017 alle 18.00, </strong>a Palazzo Ducale a Genova, nelle Sale del Munizioniere, sarà inaugurata la terza edizione della Biennale d&#8217;arte contemporanea &#8220;Le Latitudini dell&#8217;Arte “ promossa da Art Commission in collaborazione con Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura.</p>
<p>La rassegna, ideata e curata da Virginia Monteverde, quest&#8217;anno presentata da Carmelo Strano, è nata come interscambio artistico-culturale tra l&#8217;Italia e gli altri Paesi Europei. Per l&#8217;edizione del 2015, Paese ospite è stata l&#8217;Ungheria. Quella stessa rassegna il 9 agosto prossimo sarà presentata a Budapest, nel prestigioso  Palazzo Vigado.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa terza edizione 2017 mette al centro della Biennale il rapporto culturale e artistico fra Italia e Germania, entrambe quest’anno protagoniste assolute dell’arte contemporanea, tra la 57. Biennale di Venezia (dove il padiglione tedesco ha vinto il Leone d&#8217;Oro) e la quattordicesima edizione di Documenta a Kassel.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questa terza edizione della Biennale Le Latitudini dell’Arte,  Genova propone, fino al 19 agosto, sessantuno artisti che operano e hanno operato nei due Paesi. Ciò con la collaborazione di gallerie, musei e fondazioni italiane ed estere.</p>
<p>La rassegna si avvale della collaborazione di curatori, critici, galleristi e artisti i cui lavori offrono un ampio e sintomatico panorama di molteplici linguaggi visivi, sicché i visitatori godranno di un impatto stimolante ed efficace non solamente sull’arte dei due Paesi protagonisti, ma, indirettamente, dell’intera Europa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mostra si completa con un catalogo pubblicato da De Ferrari Editore (Genova).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em></p>
<blockquote><p>“È proprio vero che l’arte ha una geografia tutta sua. Il concetto scientifico si può esaurire nel singolare: la latitudine. Per contro, l’arte consente addirittura a ciascun autore la propria latitudine. Oggi più che mai. </p></blockquote>
<p> </em>[…]  dal testo di Carmelo Strano, catalogo della Biennale Le Latitudini dell&#8217;arte – Germania e Italia.<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<p><strong>ARTISTI </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GERMANIA:</strong>Josef Albers, Karin Andersen, Benjamin Bergmann, Joseph Beuys, Andreas Burger, Esther Burger, Martin Disler, Giulio Frigo, Jacob Ganslmeier, Claudio Gobbi, Hans Hermann, Friederike Just, Jan Kuck, Alessandro Lupi, Tillman Meyer-Faje, Natasha Moschini, Ben Patterson, Fried Rosenstock, Andrea Salvino, Michael Schmidt, Pavel Schmidt, Sophie Schmidt, Niels Schubert, Claudius Schulze, Daniele Sigalot, Nina Staehli, Günter Stangelmayer, Wolfgang Tillmans, Gunther Uecker, Claudia Wieser, Eli Zwimpfers.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ITALIA:</strong> Matthew Attard, Matteo Basilè, Carla Bedini, Mats Bergquist, Silvia Berton, Stefano Bigazzi,</p>
<p>Gregorio Botta, Vincenzo Cabiati, Virginia Cafiero, Stefano Cagol, Alessandra Calò, Francesco Candeloro, Tiziana Cera Rosco, Gianluca Chiodi, Roberto De Luca, Giorgia Fincato, Armida Gandini, Mauro Ghiglione, Lory Ginedumont, Francesca Guffanti, Davide La Rocca, Carmen Mitrotta, Veronica Montanino, Giuseppe Negro, Antonio Pedretti, Stefania Pennacchio, Davide Puma, Massimo Sacchetti, Christian Zanotto, Stefano Mario Zatti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GALLERIE/MUSEI/FONDAZIONI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fondazione Rocco Guglielmo (Catanzaro), Guidi&amp;Schoen (Genova), Galleria Michela Rizzo (Venezia), VisionQuesT 4rosso (Genova), Red Stamp Art Gallery (Amsterdam), Breed Art Studios (Amsterdam), C|E Contemporary (Milano), Atipographia (Arzignano, Vicenza), MAG (Como e Kyoto), Spazio46 di Palazzo Ducale (Genova), Unimediamodern (Genova), Mact/Cact Arte Contemporanea Ticino (Bellinzona), Fondazione Remotti (Camogli), C+N CANEPANERI (Milano), Galleria Ca’ di Fra’ (Milano), Castello Gamba Arte moderna e contemporanea Valle D&#8217;Aosta, Bernheimer Contemporary (Berlino), GALERIE SCHACHER &#8211; Raum fur Kunst (Stoccarda), SHAREVOLUTION contemporary art (Genova), Museo d’arte contemporanea Villa Croce (Genova), Grossetti Arte Contemporanea (Milano)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le Latitudini dell&#8217;Arte – Germania e Italia</strong> si avvale del patrocinio del Comune di Genova, della Regione Liguria e del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania di Milano, e della collaborazione e supporto del Goethe Institut Genoa e ART Commission Events.<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/ban_biennale171.jpg" alt="ban_biennale17" width="900" height="109" class="aligncenter size-full wp-image-38902" /><br />
&nbsp;<br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/ban_biennale17_sp.jpg" alt="ban_biennale17_sp" width="900" height="171" class="aligncenter size-full wp-image-38903" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Vivian Maier</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jun 2017 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/maier_hp.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="maier_hp" style="margin-bottom:10px;" />23 giugno - 8 ottobre 2017<br />
Loggia degli Abati]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/maier_hp.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="maier_hp" style="margin-bottom:10px;" /><p><img class="size-full wp-image-24367 aligncenter" src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/7.New-York-10-settembre-1955.jpg" alt="Vivian Maier" width="1250" /><br />
&nbsp;<br />
<div class="threecol-two">
<h2>Vivian Maier<br />Una fotografa ritrovata</h2>
<h4>Loggia degli Abati di Palazzo Ducale<br />
23 giugno &#8211; 8 ottobre 2017</h4>
<h4>Vivian Maier era un nome pressoché sconosciuto fino ad una decina di anni fa. Sarebbe rimasto presente probabilmente solo nel ricordo dei bambini che aveva accudito come tata negli anni Cinquanta e Sessanta, tra Chicago e New York. E invece, grazie ad una fortunata serie di coincidenze, oggi è uno dei nomi più celebrati e amati della fotografia contemporanea.<br />
Palazzo Ducale ospita nella Loggia degli Abati la retrospettiva dedicata a Vivian Maier, con oltre 120 fotografie in bianco e nero, una selezione di immagini a colori e alcuni filmati in super8 che mostrano come la Maier si avvicinasse ai suoi soggetti. E’ infatti questo uno dei tratti peculiari della sua fotografia: uno sguardo partecipe e distaccato al tempo stesso, a volte discreto, altre volte dissacrante. Un approccio sensibile e curioso, attento ai dettagli, alle imperfezioni, capace di documentare il reale restando nell’ombra. Era un’autodidatta, e le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate mentre era in vita, la maggior parte dei rullini non sono mai stati sviluppati. Oggi proprio quelle fotografie costituiscono il racconto di un’epoca, un ritratto (non in posa) dell’America del dopoguerra. I soggetti sono bambini, anziani, lavoratori, donne: persone che Vivian Maier incontrava per la strada e immortalava con la sua inseparabile Rolleiflex, sapendo restare nascosta pur stando in mezzo alla gente.<br />
Ciò che affascina maggiormente della sua storia è la scelta di tenere per sé le sue fotografie, di non mostrarle né condividerle con gli altri. Era un’artista continuamente all’opera, ma soltanto raramente sviluppava i suoi negativi, essendo forse più interessata all’atto stesso della fotografia che non al suo prodotto, tantomeno al commercio. Come se già solo il fare fotografia bastasse, o meglio, bastasse a lei stessa.<br />
Nel 2007 John Maloof, allora agente immobiliare, ritrovò i migliaia di negativi della Maier stipati dentro scatoloni confiscati e messi in vendita all’asta. Da allora non smetterà di cercare materiale sulla misteriosa fotografa, arrivando ad archiviare oltre 15.000 negativi e 3.000 stampe.<br />
La mostra di Palazzo Ducale offre l’occasione di conoscere una parte di questo immenso archivio, lasciando ammirare l’enigma di una donna misteriosa, tata di mestiere e fotografa per vocazione. </h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal    ">
<h4>Hanno diritto al biglietto ridotto di 8 euro: Touring Club Italiano, Arci, FeltrinelliCard, Abbonati Teatro Carlo Felice, Abbonati Teatro Stabile di Genova, Amici dei Musei e di Palazzo Ducale, Teatro della Tosse Card, Card dei Musei di Genova, Possessori del biglietto di ingresso ai Musei di Strada Nuova, Dipendenti IREN con accompagnatore, possessori cartoline sconto alberghi genovesi, abbonati annuali AMT, Soci Fondazione Ansaldo, Partecipanti Grandi Convegni muniti di badge nominativo, possessori biglietto mostra Modigliani (per la durata della mostra Modigliani), disabili, insegnanti, giovani dai 19 fino a 27 anni compiuti con documento e/o tesserino universitario, gruppi da 15 a 25 persone<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Ridotto speciale € 3,00 per scuole e minori di 18 anni<br />
Ridotto speciale ogni venerdì € 5,00 per giovani dai 19 ai 27 anni; ridotto tesserati CUS, tutti i giorni feriali dalle 14.00<br />
Gratuito per minori di 6 anni, accompagnatori di persone disabili, membri ICOM, giornalisti accreditati dall’ufficio stampa, guide turistiche, due insegnanti per scolaresca, 1 accompagnatore per gruppo di adulti</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal    ">
<h4><font style="color:#c20606"><b>Prenotazioni:</b></font><br />
€ 1,50 per i biglietti: intero, ridotto, gruppi<br />
€ 1,00 per i biglietti: ridotto speciale scuole, minori di anni 18, tesserati CUS<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><b>Visite guidate:</b></font><br />
€ 100,00 gruppi<br />
€ 120,00 in lingua straniera<br />
€ 80,00 scuole<br />
<h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a></h4>
</div><br />
</div> </p>
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><a href="http://www.mostravivianmaier.it/">www.mostravivianmaier.it</a></h4>
</div><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606"><strong>Date</strong></font><br />
23 giugno – 8 ottobre 2017<br />
<strong>Sede</strong><br />
Loggia degli Abati<br />
Palazzo Ducale<br />
Piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova</h4>
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606"><strong>Orario</strong></font><br />
da martedì a domenica 10/19; lunedì chiuso. <br />
La biglietteria chiude un’ora prima.<br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606"><strong>Biglietto</strong></font><br />
Open € 12,00<br />
Intero € 10,00<br />
Ridotto € 8,00</h4>
</div><br />
</div>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Inaugurazione:</p>

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/vivian-maier/1-297/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/14-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/vivian-maier/2-298/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/24-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/vivian-maier/3-293/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/33-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/vivian-maier/4-277/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/vivian-maier/5-240/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/vivian-maier/6-193/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/vivian-maier/7-152/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/vivian-maier/8-137/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/vivian-maier/9-105/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/vivian-maier/10-179/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/06/10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>

<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Mai voltarsi</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 16:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/maivoltarsi.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="maivoltarsi" style="margin-bottom:10px;" />8 - 25 giugno 2017<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/maivoltarsi.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="maivoltarsi" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Dal 8 al 25 giugno 2017</font><br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">Inaugurazione 8 giugno 2017, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Progetto di Tommaso Vergano<br />
&nbsp;<br />
Orario: dal martedì alla domenica ore 15-20<br />
Ingresso libero<br />
</font><br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
&#8216;Mai Voltarsi&#8217; è una mostra interattiva che racconta attraverso immagini e suoni il viaggio dell&#8217;eroe, quel percorso attraverso i dodici archetipi che ogni essere umano compie semplicemente vivendo.<br />
Le tematiche di base, riconosciute dalle più disparate culture, sono raccontate da installazioni video che permettono allo spettatore non solo di entrare in relazione con il punto di vista dell&#8217;artista, ma anche di potersi confrontare con pensieri e suggestioni completamente personali.<br />
Il percorso espositivo vuole essere un viaggio attraverso i cambiamenti e le trasformazioni interiori diventando quindi uno strumento in grado di stimolare un processo di autocritica derivato dall&#8217;esperienza artistica.<br />
&nbsp;<br />
Autore<br />
<b>Tommaso Vergano</b>, Genova 1993, è un giovane fotografo e artista italiano.<br />
Diplomato al Liceo Artistico e successivamente in Fotografia presso l&#8217;Istituto Italiano di Fotografia di Milano.<br />
Nella fotografia di Still life e nell&#8217;installazione video, generi a cui si dedica, fa convivere le sue passioni: quella per gli oggetti, l&#8217;arte contemporanea, il bricolage.<br />
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/mai-voltarsi/01-201/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/012-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/mai-voltarsi/02-198/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/022-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/mai-voltarsi/03-195/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/032-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="03" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Stagioni, la mostra</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/stagioni-la-mostra/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 May 2017 08:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/incroci.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="incroci" style="margin-bottom:10px;" />19 maggio - 4 giugno 2017<br />
Ducale Spazio Aperto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/incroci.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="incroci" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Figure Urbane</font><br />
dal 20 maggio al 4 giugno 2017<br />
Ducale Spazio Aperto</h3>
<h4 style="text-align: right">Orari dal martedì al venerdì, dalle ore 12.30 alle ore 19.30<br />sabato e domenica dalle 10.30 alle 19.30</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Venerdì 19 maggio alle ore 18 a Ducale Spazio Aperto si inaugurerà l&#8217;esposizione Stagioni, la mostra. Figure urbane,  curata da Alessandra Gagliano Candela, che  presenta una trentina tra le opere  eseguite per la rivista Stagioni nei suoi tre anni di vita da  Andrea Dagnino, Nicola Montera, Federico Fazzini.  I quadri di Dagnino, i disegni di Montera e le fotografie di Fazzini  ribaltano  lo sguardo sui temi affrontati nella pubblicazione dal punto di vista dell&#8217;arte,  restituendo il senso di un percorso nel quale l&#8217;arte non ha soltanto reso visibili i temi e le ricerche affrontati, ma ha illuminato le soglie della post-modernità.<br />
La mostra testimonia infatti l&#8217;importanza che  la rivista ha fin dall&#8217;inizio attribuito  alle immagini: la copertina del primo numero è stata progettata da Andrea Dagnino, pittore e promotore della presenza dell&#8217;arte visiva al suo interno, che ha ideato anche le undici copertine successive,  molte delle quali sono costituite  da quadri dipinti appositamente e che compaiono in questa mostra. </p>
<p>Nel procedere delle pubblicazioni, è nata anche la rubrica “Arte e Stagioni, Stagioni nell&#8217;Arte”, curata da Alessandra Gagliano Candela, che sviluppa il tema di ogni rivista in relazione all&#8217;arte visiva, tra passato e presente. Si è unito poi Nicola Montera, con i disegni, che in ogni numero hanno sviluppato le possibili declinazioni ed interpretazioni dei temi. I disegni più significativi di Montera sono   esposti in mostra, anche quello selezionato per l&#8217;Annuale dell&#8217;Associazione Autori di Immagini di Milano. Infine, le fotografie di Federico Fazzini hanno occupato le pagine centrali della rivista e sono  anch&#8217;esse esposte.</p>
<p>Stagioni, la mostra. Figure urbane è l&#8217;occasione per conoscere da un punto di vista privilegiato il percorso di questa rivista, nella quale gli artisti hanno contribuito in maniera significativa all&#8217;approfondimento di una riflessione importante per la nostra società. Un punto fisso che si colloca tra la fine del primo ciclo di pubblicazione e l&#8217;inizio del secondo.</p>
<p>Stagioni è la rivista di Liberi/e Forti, associazione genovese nata nel 2012 per iniziativa di un gruppo di amici desiderosi di reagire alla crisi che pareva (e pare ancora) insinuarsi in ogni interstizio della quotidianità, passando dal piano economico a quello culturale, una rivista trimestrale che esce ad ogni solstizio ed equinozio, proponendo ad ogni numero un tema espresso con una parola. Il percorso è organizzato in passaggi di tre numeri, i  “trittici”.<br />
Liberi/e Forti scommette sulle relazioni, sull’apertura all’altro e sul ritorno alla capacità di desiderare: risorse personali che possono e devono diventare virtù civiche.<br />
Si è trovato un punto di sintesi delle  riflessioni nella “generatività”, energia che attraversa tutte le persone le quali, nel misurarsi con la libertà, comprendono che questa non risiede in una adolescenziale possibilità di “fare quello che ci pare”, ma nell’imparare a illuminare di senso e desiderio ciò che la realtà ci pone davanti e ci chiede di fare. La generatività è dunque la capacità delle persone che, saldamente ancorate alla realtà, accettano  di dare vita a qualcosa – figli, imprese, progetti, iniziative &#8211; che nel dare corpo ad un desiderio realizzano la persona e generano un’eccedenza che si riversa su chi sta intorno, sulla comunità. </p>
<p>La mostra è accompagnata da un  catalogo con introduzione di Raffaele Caruso, coordinatore della redazione e testo critico di Alessandra Gagliano Candela.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Un continuo movimento</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/un-continuo-movimento-di-alessio-ursida/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 May 2017 16:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/movimento.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="movimento" style="margin-bottom:10px;" />11 - 28 maggio 2017<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/movimento.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="movimento" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Dal 11 al 28 maggio 2017</font><br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">Inaugurazione 11 maggio 2017, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Progetto di Alessio Ursida<br />
&nbsp;<br />
Orario: dal lunedì alla domenica ore 14-20<br />
Ingresso libero<br />
</font><br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
UN CONTINUO MOVIMENTO è il titolo della mostra che verrà inaugurata in Sala Dogana a Palazzo Ducale giovedì 11 maggio alle ore 18 e che sarà visibile fino al 28 maggio.<br />
La mostra racconta di un viaggio, in cinquantadue immagini, che attraversa tre metropoli europee ed una città: Parigi-Berlino-Londra e Genova.<br />
Un progetto di street photography con il quale  Alessio Ursida ha ripreso soggetti in situazioni reali e spontanee ed in luoghi pubblici per raccontare, tramite la fotografia, il continuo movimento che caratterizza le città, confrontandole tra di loro, con uno spaccato di Genova, che rispecchia le grandi metropoli europee.<br />
La fotografia di strada permette una visione della società contemporanea, così come viene  vissuta dall’uomo e ci racconta  le relazioni che ogni essere umano costruisce con il proprio simile e con l’ambiente che lo circonda.<br />
Il progetto “Un continuo movimento” è nato alla conclusione di alcuni viaggi fatti da Alessio durante questi anni, captando situazioni e volti di persone che vivono le città: attimi unici, sguardi concentrati sul cammino, dettagli di angoli di strada dove le persone si confondono con le altre, dove il luogo diventa dialogo e condivisione di esperienze, istanti dove geometria, luce e  composizione sintetizzano gli sguardi e i pensieri.<br />
Dopo le forti esperienze di Haiti, Alessio Ursida ritorna alle sue prime passioni, la fotografia di strada ed il bianco e nero, con le quali riesce a cogliere con grande sensibilità ed empatia gli aspetti meno scontati del vivere di tutti i giorni.<br />
&nbsp;<br />
<b>Alessio Ursida</b><br />
Note biografiche <a href="http://www.alessioursida.com/about">www.alessioursida.com/about</a></p>
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/un-continuo-movimento-di-alessio-ursida/01-199/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/un-continuo-movimento-di-alessio-ursida/02-196/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/un-continuo-movimento-di-alessio-ursida/03-193/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="03" /></a>
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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/un-continuo-movimento-di-alessio-ursida/07-124/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/05/07-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="07" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<item>
		<title>XI Premio &#8220;Sergio Fedriani&#8221; 2017</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/xi-premio-sergio-fedriani-2017/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Apr 2017 10:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/04/Fedriani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Fedriani" style="margin-bottom:10px;" />29 aprile - 4 maggio 2017<br />
Ducale Spazio Aperto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/04/Fedriani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Fedriani" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Dal 29 aprile al 4 maggio 2017</font><br />
Ducale Spazio Aperto</h3>
<h4 style="text-align: right">La premiazione avverrà, in concomitanza<br />con l’inaugurazione della mostra,il 28 aprile 2017 alle ore 18 nello stesso spazio</font><br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Per ricordare il pittore, illustratore, incisore, scenografo e umorista genovese Sergio Fedriani (1949-2006), illustre esponente della figurazione poetica e surreale, l’Associazione culturale a lui intitolata propone annualmente un concorso per giovani artisti, volto a segnalare personalità emergenti nei campi della produzione figurativa fantastica.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Il concorso di opere figurative per giovani artisti <em>La vita è sogno</em>, decima edizione del Premio “Sergio Fedriani”, organizzato dall’omonima Associazione in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e con i patrocini del Comune di Genova e dell’Associazione Autori di Immagini, si è concluso dopo lo spoglio degli elaborati inviati da tutta Italia.<br />
&amp;nbsp:<br />
La Giuria, presieduta dal giornalista e critico Luca Raffaelli e composta dall’illustratrice Alessandra Scandella, dal gallerista editore Eduardo Simone, dalla funzionaria dell’Ufficio Cultura e Città del Comune di Genova Gianna Caviglia, dal Presidente dell’associazione Chiara Fedriani e dai soci Gigio Curto e Cristina Ivaldi, con segretario senza diritto di voto Ferruccio Giromini, esaminando le opere selezionate (40 per 32 autori finalisti), ha così deliberato l’assegnazione dei riconoscimenti:<br />
&nbsp;<br />
1° Premio (Euro 1500) a DAVIDE ABBATI di Milano con l’opera “Falsa partenza”<br />
2° Premio (Euro 1000) a JESSICA ANTONINI di Foligno (PG) con l’opera “Desiderio in una scia”<br />
3° Premio (Euro 500) a LETIZIA DEPEDRI di Trento con l’opera “Verso altre stelle”<br />
&nbsp;<br />
I premi in denaro sono messi a disposizione dall’Associazione culturale “Sergio Fedriani”.<br />
&nbsp;<br />
Considerato l’alto livello di molti elaborati pervenuti, quest’anno la Giuria ha inoltre ritenuto di segnalare altre 12 opere, raccolte sotto il motto <em>Voglia di Partir Tutto l’Anno</em>: “Il viaggio” di Elisa BALDISSERA da Torino, “False partenze” di Claudia BERNARDI da Milano, “Dasvidania” di Samuele GAUDIO da Cesano Boscone (MI), “Navigare lontano” di Maddalena GERLI da Milano, , “Migrazioni” di Matilde MARTINELLI da Pieve Ligure (GE), “Migrazione di massa” di Niccolò MASINI da Genova, “Ricordo alle origini” e “Fuga dalla città” di Lilia MICELI da Grugliasco (TO), “Non mi occorre altro” di Francesca MORETTI da Legnano (MI), “Il simbolo della partenza è lo zaino…” e “Partire con l’immaginazione” di Silvia STECHER da Bogliasco (GE), “Partirò con te” di Elisa VIGNALI da Sala Baganza (PR).<br />
&nbsp;<br />
In mostra e in catalogo saranno presenti le opere di Sergio Fedriani, dei premiati e dei segnalati già citati e dei finalisti Simone ALFARONE, Viviana BARONI, Federica BORELLA, Silvia BRUSTOLIN, Pietro CANEPA, Ambra CASSIBBA, Arianna D’AGOSTINO, Elisa D’ARIENZO, Laura DE ALEXANDRIS, Marina DE SANTIS, Tommaso DI SPIGNA, Mattia DISTASO, Edoardo FERRARIO, Giacomo FUMAGALLI, Miriam GARINO, Serena GIANOLI, Chiara GIUDICE, Alessandra GUERRESCHI, Serena MABILIA, Stefano MAESTRELLI, Mattia MAGNANO, Elena MANAZZA, Giuliana MARIGLIANO, Roberto MELIS, Caterina MONTANARI, Kevin NIGGELER, Lucio PASSALACQUA, Simona PASQUA, Andrea POZZESSERE, Stefano PULLANO, Valentina REDIVO, Diletta RICCI, Alessandro RIPANE, Stella RIVOLO, Fabio SACCO, Raffaele SALZILLO, Anna SANDRI, Mattia SANSEVERINO, Elena SCILINGUO, Giulia TARTER, Chiara VALDAMBRINI, Elisa VIGNALI, Xiaoqi XU, Camilla ZAZA.<br />
&nbsp;<br />
La mostra, a ingresso gratuito, resterà aperta dal 29 aprile al 14 maggio, lunedì esclusi, dalle ore 16.00 alle 19.00.</b><br />
&nbsp;<br />
<a href="http://www.sergiofedriani.com">www.sergiofedriani.com</a></h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Edoardo Mazzino (1917-1988)</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/edoardo-mazzino-1917-1988/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Apr 2017 16:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=37863</guid>
		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/04/mazzino.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mazzino" style="margin-bottom:10px;" />22 aprile - 7 maggio 2017<br />
Sala Liguria
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/04/mazzino.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mazzino" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">La conservazione dei monumenti e la difesa del paesaggio in Liguria</font><br />
&nbsp;<br />
Sala Liguria<br />
dal 23 aprile al <s>7 maggio</s> prorogata al 14 maggio 2017</h3>
<h4 style="text-align: right"><b>Orario</b><br />
orario: lun-ven, ore 9-19<br />
sabato domenica e 25 aprile, ore 15-18.30</h4>
<p>&nbsp;<br />
<b>inaugurazione 22 aprile ore 18</b><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>
<b>Il perché di una mostra</b><br />
La mostra presenta, nel centenario della nascita, Edoardo Mazzino e la sua attività di architetto presso la Soprintendenza dei Monumenti della Liguria dal 1950 al 1974 attraverso la documentazione conservata nell’archivio di famiglia.<br />
L’obiettivo è di far conoscere il suo lavoro svolto con passione e dedizione per lo studio e il restauro di un centinaio di edifici nel difficile periodo della ricostruzione post-bellica e in quello successivo.<br />
Edoardo Mazzino ha cercato di contrastare fermamente l’incontrollato sviluppo urbanistico a scapito delle risorse naturali e paesaggistiche, al punto di essere allontanato da Genova e trasferito alla Soprintendenza di Venezia per avere ritenuto l’insediamento del gassificatore di Panigaglia nel golfo della Spezia “un’operazione a costo globale negativo”, con il quale si sono “degradati i valori di una zona naturalistica intatta, … inquinate le aree, … distrutti valori paesaggistici di grandissimo interesse”.<br />
Ha considerato “sia un paesaggio che un monumento come valori di un organismo che vive nella storia con i suoi problemi, i suoi tempi e con le sue cadenze positive o negative”.<br />
Il suo metodo di lavoro, infatti, “riusciva sempre a trarre dai segni dell’uomo sulla terra la forza di testimonianza viva degli avvenimenti e il suo esercizio interpretativo su quei segni era tale da riconoscerli nelle loro forme civili o religiose, nei castelli, nelle chiese o nelle povere case contadine, dandogli la possibilità di costituirsi un personalissimo testo non di cose scritte ma costruite pietra su pietra”.<br />
L’esposizione intende far conoscere la sua ricerca attraverso i disegni, gli schizzi e le annotazioni grafiche, utilizzati come strumento di analisi, di sintesi e di rappresentazione dell’architettura e del paesaggio.<br />
Gli studi sul centro storico di Genova, considerato nei suoi “valori artistici e ambientali”, negli aspetti culturali e sociali, e nelle “possibilità di tutela e valorizzazione” hanno posto le basi per lo sviluppo delle indagini successive che hanno condotto al riconoscimento mondiale dell’Unesco del sistema urbanistico e edilizio genovese.<br />
Temi di ricerca innovativi emergono nei testi e nell’insegnamento universitario sulla tutela delle bellezze naturali, sulla teoria, analisi e tecniche di restauro dei monumenti, che, a suo giudizio, non possono essere disgiunti dalla lettura del paesaggio naturale e trasformato dall’uomo, dai criteri d’inserimento delle opere nel paesaggio e dai problemi concernenti la situazione del monumento e la sua tutela.<br />
L&#8217;iniziativa è stata voluta e curata dalle figlie di Edoardo Mazzino, Francesca, Emilia e Lorenza, con la collaborazione di Giovanna Rotondi Terminiello e Donatella Morozzo.<br />
L&#8217;allestimento è a cura dello Studio Architettura Milani e di Guido Rosato.<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Märchenbilder</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Apr 2017 16:00:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/ioan.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="ioan" style="margin-bottom:10px;" />14 - 30 aprile 2017<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/ioan.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="ioan" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">progetto di Fulvio Ioan</i></font><br />
&nbsp;<br />
Sala Dogana<br />
dal 14 al 30 aprile 2017 </h3>
<h4 style="text-align: right"><b>Orario</b><br />
dal martedì alla domenica ore 15-20&nbsp;<br />
Inaugurazione 14 aprile, ore 18</h4>
<p>&nbsp;<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
Dal prossimo 14 aprile Sala Dogana ospiterà Märchenbilder, una mostra personale di Fulvio Ioan.<br />
La ricerca dell’artista si è sviluppata nel tempo attraverso la rielaborazione,l’invenzione e la citazione di immagini attorno alle tematiche della fiaba e dell’apocalisse.<br />
Si tratta di due argomenti apparentemente lontani, ma in realtà affini, perché intesi,la prima (la fiaba) come percorso di trasformazione, di riconoscimento di sé e della propria collocazione nel mondo; la seconda (l’apocalisse) come momento di transizione verso un futuro radicalmente rigenerato.<br />
La mostra riunisce incisioni e dipinti realizzati negli ultimi anni, in un allestimento che mira a rimarcare, al di là della diversità dei procedimenti e degli esiti, l’intima coerenza del lavoro, di cui le singole prove costituiscono i frammenti, a loro volta scomponibili, come illustra l’installazione centrale, dove da una stessa tavola vengono enucleati brani differenti.<br />
Così, ai lavori calcografici (Finimondo, Tzunami, La mia città di notte), dove figure riprese dall’iconografia medievale si inseriscono in contesti contemporanei, composti secondo modalità che uniscono all’ironia del grottesco una pervasiva tensione drammatica, si accostano xilografie (I Fiori, Märchenbilder #1 e #2) realizzate con l’elaborata tecnica della stampa policromatica Nishiki-E, appresa dal maestro Ligustro, modulate su immagini e tonalità di sorvegliata armonia fiabesca.<br />
Completano il quadro le più recenti opere pittoriche, nelle quali &#8211; sullo sfondo di una quinta animata da un vivace concerto di colore &#8211; campeggiano i personaggi dello Struwwelpeter (Pierino Porcospino), protagonista delle catastrofiche filastrocche ottocentesche di Heinrich Hofmann e di Hans mein Igel (Gian Porcospino), ripreso dai Fratelli Grimm, emblemi di vicende esistenziali contrastate e di fuoriuscita da<br />
una logica di marginalità.<br />
Accompagna la mostra un catalogo edito da R. Melegari, con testi di Sandro Ricaldone e di Bruno Smolarz.<br />
&nbsp;<br />
<b>Fulvio Ioan</b> nato ad Imperia nel 1987 vive e lavora tra Genova e Imperia. Dopo aver conseguito il diploma di perito chimico, conclude il ciclo di studi universitari con due lauree specialistiche al corso di Pittura e Decorazione presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.<br />
Dal 2009 al 2014 è stato allievo del noto Maestro Giovanni Berio Ligustro. Fa parte dell&#8217;associazione Incisori Liguri e dell&#8217;associazione Incisori Contemporanei.<br />
Insegna Tecniche dell&#8217;Incisione e Anatomia dell&#8217;Immagine presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Sanremo e collabora con l&#8217;Accademia Ligustica di Genova.<br />
Partecipa a mostre in spazi privati e pubblici nazionali ed internazionali tra cui si ricordano: Biblioteca civica L. Lagorio, Imperia. Palazzo Ducale, Liguria spazio aperto, Genova. Archivio<br />
centrale dello stato, Roma. Laboratoro papè, Imperia. Fuxian exlibiris society Shanghai, Cina. Mieska biblioteka publiczna w gliwicach, Gliwice, Polonia. Palazzo Sturm, museo Remondini,Bassano del Grappa, Italia. MaCN museo di arte contemporanea e del novecento Villa Renatico Martini, Mossumano Terme. Raccolta civica fondazione Bertarelli, Milano. Intrattiene discussioni e contatti con artisti, intellettuali e studiosi, parte della sua produzione fa parte di collezioni private nazionali ed internazionali.<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Disordini imperativi</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 08:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/disordini.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="disordini" style="margin-bottom:10px;" />6 - 9 aprile 2017<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/disordini.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="disordini" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">collettiva nell&#8217;ambito de<br />
<i>La Storia in Piazza</i></font><br />
&nbsp;<br />
Sala Dogana<br />
dal 6 al 9 aprile</h3>
<h4 style="text-align: right"><b>Orario</b><br />
ore 10-20</h4>
<p>&nbsp;<br />
<a href="http://62.101.86.34/storia/" target="_blank">www.lastoriainpiazza.it</a><br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<i>&#8220;Dire imperi è dire imperio, esercizio di potere: i giovani artisti liguri chiamati a esprimere l&#8217;argomento con le armi del disegno fisso e in movimento hanno messo in campo i conflitti di potere, le situazioni in cui si verificano squilibri e soperchierie, sofferenze e insofferenze, involuzioni e rivoluzioni – l&#8217;eterna e ritornante alternanza tra Ordine e Disordine. Qualsiasi azione d&#8217;imperio instaura un ordine su un disordine precedente e cova in sé nuovi disordini pronti a imporre altri possibili ordini. E, nondimeno, un compito dell&#8217;arte non è suggerire disordini fecondi?&#8221;</i><br />
Ferruccio Giromini<br />
&nbsp;<br />
La collettiva DISORDINI IMPERATIVI è il risultato della selezione, attraverso una call per giovani artisti liguri under 35, finalizzata all’esposizione di illustrazioni e immagini animate nell’ambito dell’edizione 2017 de La Storia in Piazza. Il festival principale di storia in Italia e fra i più importanti d&#8217;Europa, curato da Donald Sassoon, Emeritus Professor of Comparative European History School of History Queen Mary, University of London, è dedicato quest’anno al tema degli Imperi, da quelli più antichi e celebri fino ai contemporanei e trasversali imperi senza terra.<br />
&nbsp;<br />
In relazione al tema è stata richiesta un’azione artistica specifica di interpretazione del potere in tutte le sue possibili forme, attraverso la realizzazione di tavole illustrate, a fumetti, o storie animate, a rappresentare cose e fatti corrispondenti o meno a una realtà.<br />
&nbsp;<br />
La Giuria, composta dagli esperti Ferruccio Giromini, Silvana Ghersetti, Andrea Piccardo, ha selezionato otto progetti artistici di altrettanti autori che saranno in mostra negli spazi di Sala Dogana dal 6 al 9 aprile, nell’ambito degli eventi de La Storia in Piazza che propone un fitto programma di lezioni, incontri e conferenze, laboratori, mostre, spettacoli e presentazioni.<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<b>ARTISTI IN MOSTRA</b><br />
Alice Acella, Labadanzky, Letizia Iannaccone, Luca Marcenaro, Niccolò Pizzorno, Elisa Rocca, Francesca Smith, Francesca Tradii.<br />
&nbsp;<br />
Saranno inoltre esposte in Sala le tavole della mini storia ‘ROCCIA vs CARNE’ dell’artista guest star Tommaso Di Spigna aka Spugna, uno dei nomi più interessanti emersi nell’ultima ondata del fumetto italiano, autore tra l’altro del volume ‘Una brutta storia’ (Grrrz Comic Art Books, 2014).</p>
<p>&nbsp;<br />
<b>Alice Acella</b> &#8211; Genova, 1992<br />
Si è formata in ambito artistico, presso la Facoltà di Architettura e l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. I suoi video e installazioni pubbliche nascono dall’interesse per la scenografia, le diverse tecniche dell’animazione digitale e l’architettura, in un costante dialogo tra la tecnologia contemporanea e la ricerca storica.</p>
<p>&nbsp;<br />
<b>Letizia Iannaccone</b><br />
E’ un’illustratrice e autrice che vive e lavora a Genova. Collabora con editori italiani e stranieri, riviste di settore, brand e librerie.<br />
Tra le sue collaborazioni è possibile trovare:<br />
Einaudi edizioni (It), Giunti edizioni (It), Seuil jeunesse (Fr), Anorak Mag (Uk), Emergency (It), Le palle (Torino-It), Libreria l’albero delle lettere (Genova-It), Libreria tiritera (Milano-It).<br />
www.letiziaiannaccone.com</p>
<p>&nbsp;<br />
<b>LABADANzky</b><br />
L&#8217;approccio al campo dell’arte Relazionale, unita alle metodologie espressive della Street Art e “sitespecific”, ha ispirato la produzione seriale di oggetti “estranianti” che, creati utilizzando elementi e materiali tipici del contesto cittadino, vengono collocate per le vie, a spezzare l’uniformità ambientale e concettuale del tessuto urbano, sollecitando nel fruitore interrogativi di varia natura.<br />
In un processo di &#8220;osmosi&#8221; culturale con il territorio urbano, le caratteristiche del linguaggio e delle modalità espressive di LABADANzky si sono plasmate da un’installazione all’altra, fino a creare l’attuale stile espressivo, caratterizzato da esseri robotici di grandi dimensioni (da scala umana in su).<br />
A fianco di queste produzioni ci sono poi sculture di più piccole dimensioni, stampe e dipinti,con umanoidi meccanici in rappresentazioni chiaramente influenzate dalle più diverse suggestioni culturali,conformemente alla cifra stilistica sopra descritta.</p>
<p>&nbsp;<br />
<b>Luca Marcenaro</b> &#8211; Genova, 1987<br />
E’ un illustratore, grafico e serigrafo.<br />
Ha collaborato con diverse realtà musicali realizzando grafiche, copertine e locandine per gruppi ed etichette indipendenti.<br />
Il suo libro illustrato “VerdePrato” è in pubblicazione per Barometz edizioni.<br />
www.lmarcenaro.com</p>
<p>&nbsp;<br />
<b>Niccolò Pizzorno</b> &#8211; Tiglieto, 1983<br />
Si occupa di illustrazione e tecniche calcografiche: acquaforte, acquatinta,puntasecca.<br />
A Genova dal ‘95 si laurea all&#8217;Accademia Ligustica di Belle Arti e frequenta la Scuola Chiavarese del Fumetto.<br />
Illustra vari volumi per la casa editrice I Buoni Cugini Editori, in particolare la collana Luigi Natoli pubblica con la stessa casa editrice la Graphic Novel ‘UN MONDO NUOVO’,ambientata interamente a Genova. Insieme con un gruppo di artisti di diverse discipline crea il collettivo PLUR col quale organizza eventi a carattere sociale, agendo prevalentemente sulle periferie cittadine.</p>
<p>&nbsp;<br />
<b>Elisa Rocca</b> &#8211; Genova, 1982<br />
Nata a, nonostante il suo percorso tutt’altro che artistico (ha conseguito la maturità scientifica e un diploma in scienze e tecniche grafologiche) ha sempre dedicato il suo tempo all’arte, dalla pittura alla musica. Nel 2012 ha cambiato radicalmente la sua vita iscrivendosi all’Accademia Ligustica di Belle Arti e dedicandosi interamente a ciò che le interessa: l’illustrazione e la fotografia. Dal 2014 ha iniziato a lavorare come assistente presso il TPW (Toscana Photographic Workshop) affiancando fotografi e grafici di fama internazionale, quali ad esempio Anders Petersen, Rena Effendi, Andrea Pistolesi e Teun Van Der Heijden. Nel 2013 la sua foto della collana “Antisofia”, disegnata da Fontana, viene pubblicata sul catalogo Phillips di New York e poco dopo inaugura la sua prima mostra personale presso la Galleria Capoverso di Genova, che ha come oggetto un mix di fotografia e pittura.</p>
<p>&nbsp;<br />
<b>Francesca Smith</b> &#8211; Chiavari, 1991<br />
Vive tutta l’adolescenza a Sestri Levante dove sin da piccola le sue giornate casalinghe sono cadenzate da vecchi vinili di opere liriche che la madre custodisce come gli oggetti più preziosi che possa possedere insieme ai libri. Proprio la passione trasmessa dalla madre per l’Opera e il percorso intrapreso negli studi classici fanno si che Francesca s’innamori del teatro in tutte le sue accezioni e s’iscriva al corso di scenografia teatrale presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova diplomandosi a pieni voti. Durante gli studi accademici sperimenta ed impara nuove tecniche rimanendo affascinata soprattutto dal mondo del cinema d’animazione d’artista, creando piccoli “haiku” rigorosamente fatti a mano e al ritorno alla “lentezza” con la tecnica d’incisione della xilografia trovando, con queste due nuove tecniche, il mezzo espressivo più affine alla propria emotività. </p>
<p>&nbsp;<br />
<b>Francesca Tradii</b><br />
Nasce in Emilia ma vive a Genova da dieci anni.<br />
Frequenta il corso di scenografia teatrale all&#8217;Accademia Ligustica. Solo il penultimo anno riscopre la passione infantile per il cinema d&#8217;animazione grazie al maestro Paolo Bonfiglio, di cui diventa assistente a partire dalla partecipazione al festival Documentaria di Noto (CT). Realizza diversi cortometraggi sperimentando tecniche e linguaggi differenti, rigorosamente a mano, dei quali cura autonomamente anche la colonna sonora. Dopo la produzione di alcuni videoclip (Claudia Pisani, Mapuche) scopre il mondo del  Vjing, nonché il gusto per l&#8217;esibizione live e la collaborazione con conoscitori di altri linguaggi, artistici e non. Il lavoro recentemente svolto ad Amburgo durante lo Stamp Festival, consacra definitivamente la necessità di essere parte di un processo creativo collettivo, a discapito della rivendicazione delle capacità del singolo e della sterile noia individualista.</p>
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Remo A. Borzini, Santa Miseria</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Mar 2017 14:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/santa_miseria.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="santa_miseria" style="margin-bottom:10px;" />18 marzo - 2 aprile 2017<br />
Spazio Aperto
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/santa_miseria.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="santa_miseria" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">dal 18 marzo al 2 aprile 2017<br /></font><br />
Spazio Aperto</h3>
<h4 style="text-align: right">Inaugurazione 17 marzo, ore 17.30<br />
&nbsp;<br />
Mostra a cura di <strong>Milly Coda</strong>, <strong>Giuliano Galletta</strong> e <strong>Sandro Ricaldone</strong><br />
&nbsp;<br />
Orari: dal martedì alla domenica ore 15.30-19, domenica ore 10.00-12.30 / 15.30-19.00<br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>
<em>Nel vicolo<br />
più buio di una tomba<br />
più lungo di una cantilena<br />
gli stracci della miseria<br />
Qui non è d’obbligo morire<br />
per uscire dalla vita<br />
Santa miseria<br />
battesimo a viatico da sempre<br />
consacra la nostra pazienza<br />
</em><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
Se dipingere significasse semplicemente imbrigliare in un quadro l’ombra di un mondo esteriore o, di converso, filtrare la realtà attraverso l’invenzione, sia decorativa che tragica, metafisica   addirittura sarcastica, ebbene anche io in quel mezzo metro di spazio culturale che mi è concesso (o che ho usurpato) potrei dire che a dipingere ho cominciato assai presto. E che ne hanno fatto le spese i muri imbiancati della cucina di casa che, ancora bambino, affrescavo con maggior disinvoltura di un Kline o di un Levee, utilizzando tozzi di carbonella.<br />
Dai muri di cucina la mia pittura si trasferì sui fondi di scatole di cartone che il merciaio sottocasa mi regalava. E non ebbi più bisogno di pescare nella carbonaia pezzi di torba perché mio padre mi regalò una minuscola scatola di acquerelli, quindi di colori veri. E da allora i colori e i pennelli non li ho più abbandonati. So di avere il vizio del segno, l’ossessione dei colori ma solo perché segno e colori mi aiutano a mettere in luce (una luce disintegrata, da acquario) gli impulsi, i suggerimenti e persino le “bestemmie” della mia poesia.<br />
Un sillabario forse anche monotono: i soliti personaggi, lo squallore dei fondali, la “santa miseria” di chi soffre in silenzio. Ma è ciò che vedo, ciò che sento. E non voglio caricare di intenzioni ciò che mi riesce di fare.<br />
Qualcuno mi dice che cerco riparo in una costante focalità malinconica, corretta da una vena d’ironia. Ma &#8211; mi chiedo – è forse un delitto essere “vegetariano” in arte? E il gioco dell’ironia è veramente il labirinto più insidioso?<br />
&nbsp;<br />
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rizoma/rizoma2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/rizoma2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="rizoma2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rizoma/rizoma1/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/rizoma1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="rizoma1" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Modigliani</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Mar 2017 09:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Modì]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/modigliani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="modigliani" style="margin-bottom:10px;" />16 marzo - <s>16 luglio</s> 13 luglio 2017<br />
Appartamento del Doge]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/modigliani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="modigliani" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/modigliani2.jpg" alt="modigliani" width="1230" height="750" class="aligncenter size-full wp-image-37337" /></p>
<div class="threecol-two">
<h1>Modigliani<br />
<b>16 marzo &#8211; <s>16 luglio 2017</s> 13 luglio 2017</b></h1>
<h3>CHIUSURA ANTICIPATA</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>COMUNICATO STAMPA</h3>
<h4>
<i>Palazzo Ducale prende atto dell&#8217;iniziativa della Procura di Genova, alla quale ha fornito come doveroso la massima collaborazione. In conseguenza del procedimento in corso e indipendentemente dalle sue evoluzioni e da come si concluderà, Palazzo Ducale  ha subito consistenti danni d’immagine e materiali (e rischia di subirne ulteriori) e si configura esclusivamente come parte lesa. Palazzo Ducale rimarca di non avere organizzato direttamente la mostra avendone commissionato la realizzazione e la selezione delle opere, a un partner di prestigio nazionale e internazionale come MondoMostre Skira con cui, da anni, ha avviato una consolidata e importante collaborazione a partire dalle mostre “Frida Kahlo”  e “Da Van Gogh a Picasso. Capolavori dal Museo di Detroit”, quarta mostra italiana per numero di visitatori nel 2016. MondoMostre Skira ha scelto un curatore, Rudy Chiappini, per oltre 20 anni direttore del Museo d&#8217; Arte di Lugano, curatore riconosciuto di mostre di respiro internazionale, tra cui anche su Modigliani, e mai in alcun modo discusso dalla comunità scientifica. Per questo Palazzo Ducale  ritiene di aver operato con i tradizionali criteri di prudenza e di attenzione sia con l’individuazione di un partner di grande esperienza internazionale (nei confronti del quale e del suo presidente Massimo Vitta Zelman, alla luce della positiva esperienza maturata negli anni, non può che esprimere piena fiducia) sia accettando una curatela  scientificamente riconosciuta. Palazzo Ducale conferma la propria fiducia nella magistratura e si riserva di tutelare in ogni sede i propri diritti e la propria immagine.<br />
Palazzo Ducale e MondoMostre Skira, a fronte degli accertamenti investigativi ancora in corso, scelgono autonomamente per rispetto del pubblico e dei visitatori di anticipare di tre giorni la conclusione della mostra che pertanto da oggi non sarà più visitabile.<br />
</i></h4>
<h4>
<i>Palazzo Ducale has been acknowledged by the District  Attorney’s Office of Genoa about the inquiry on some of Modigliani’s artworks, and has been making all reasonable efforts to cooperate. Due to the ongoing procedure and regardless of its outcome, Palazzo Ducale has been suffering serious economic and public image damages (and may suffer more in the future) and considers itself exclusively as the injured party. Palazzo Ducale wishes to  highlight not to be the direct organizer of the exhibition, having commissioned its production and the selection of the artworks to Mondo Mostre Skira, a nationally and internationally esteemed partner, Palazzo Ducale has been working with for years on great exhibitions like “Frida Kahlo”, “Da Van Gogh a Picasso. Capolavori dal Museo di Detroit” (fourth exhibition in the range in Italy for number of visitors in 2016).<br />
Mondo Mostre Skira did choose  Rudy Chiappini as main curator of the exhibition:  he had been the director of the Museum of Art in Lugano for  over 20 years. He is a respected curator of international exhibitions, including some on Modigliani, and  was never called into question by the  scientific community. For this reason Palazzo Ducale believes to have acted following all its usual criteria of care, both by choosing a partner of a remarkable international experience (whose President Massimo Vitta Zelman we deeply trust, after working together successfully for many years) and by sharing the decision of MondoMostreSkira to appoint  a serious and acknowledged curator as Rudy Chiappini.<br />
Palazzo Ducale confirms its own trust in the judges and will seek legal protection for its rights and public  image.<br />
Due to ongoing investigation on 21 artworks on display, Palazzo Ducale and Mondo Mostre Skira have decided to close the Modigliani exhibition in advance out of respect for all visitors. Thus, the show cannot be visited any longer.</i></h4>
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<h4>Chi ha già acquistato il biglietto o è in possesso della prenotazione (per i giorni 14-15-16 luglio) può scrivere a rfasan[@]momoskira.it per il rimborso</h4>
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<h4>È indubbio che la fortuna di Modigliani iniziò il giorno dopo la sua morte. E che in vita, non ebbe mai quel consenso e riconoscimento del suo stile che aveva sempre cercato. Se gli scatti di collera, le liti, le ubriacature e le altrettante gentilezze, la sua aura di ebreo italiano colto, dai bei modi e dal grande <em>charme</em>, erano diventati il suo marchio tra artisti, collezionisti e amici parigini, erano anche il segnale di una ricerca e di un’intensità protratta allo stremo.<br />
Avrebbe potuto forse condurre un’esistenza appena più decente se avesse seguito la moda e i consigli del suo agente Zborowski, poeta e mercante di origini polacche, che lo spingeva a ritrarre paesaggi. Ma la sua indagine si è sempre concentra di più sulla figura umana, nel tentativo di cogliere il carattere profondo dei suoi soggetti.<br />
La mostra, allestita nell’appartamento del Doge di Palazzo Ducale, si propone di illustrare il percorso creativo di Amedeo Modigliani affrontando le principali componenti della sua carriera breve e feconda. Attraverso una trentina di dipinti provenienti da importanti musei come il Musée de l’Orangerie e il Musée National Picasso di Parigi, il Koninklijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa, il Fitzwilliam Museum di Cambridge, la Pinacoteca di Brera e da prestigiose collezioni europee e americane, oltre ad altrettanti disegni, si intende mettere in risalto il grande valore della sua ricerca in quel clima assolutamente unico creatosi nella Parigi d’inizio Novecento.<br />
Modigliani testimonia infatti l’effervescenza dell’ambiente artistico e culturale di quegli anni, dove convivono e si incontrano grandi mecenati e mercanti come Paul Alexandre, Paul Guillaume e Léopold Zborowsky, accanto a scrittori come Max Jacob, Jean Cocteau, Guillaume Apollinaire, e ad artisti come Diego Rivera, Henri Laurens, Léopold Survage, Juan Gris, Pablo Picasso, protagonisti di un’irripetibile stagione di rinnovamento della pittura.<br />La sua pittura è di una qualità estrema, introversa, introspettiva, concentrata soprattutto sul ritratto.</p>
<blockquote><p>Per lavorare ho bisogno di un essere vivo, di vedermelo davanti. L&#8217;astrazione mi affatica, mi uccide ed è come un vicolo cieco</p></blockquote>
<p>I suoi modelli preferiti non a caso sono i colleghi pittori, i letterati e gli intellettuali, gli amici più intimi, le persone che condividono il suo mondo. Egli introduce per primo uno stretto rapporto psicologico con il soggetto che ritrae, per poi avviarsi progressivamente verso una purezza e una eleganza assolute: i volti tendono a una essenzialità formale fino ad allora mai vista.<br />
Oltre ai ritratti la mostra rivolge un&#8217;attenzione particolare anche ai celebri <em>Nudi</em> e ai disegni: il <em>Nudo accovacciato</em> di Anversa e il <em>Nudo disteso (ritratto di Celine Howard)</em> sono tra i capolavori che è possibile ammirare, oltre a una ricca esposizione di studi, disegni, acquarelli, tempere. Su tutti spiccano <em>Le Cariatidi</em>, figure di donne accovacciate con le bracce levate, dalle forme opulente e tondeggianti, ricche di rimandi all&#8217;arte primitiva, greca, etrusca, frutto di una profonda ricerca sulla bellezza ideale, in cui il sensuale si mischia allo ieratico, l&#8217;audace alla grazia, la dolcezza al mistero.</h4>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=ZvRU3bLAzUk&#038;w=560&#038;h=315]<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
</div><br />
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<strong>Appartamento del doge,</strong><br />
Palazzo Ducale<br />
piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova<br />
</div><br />
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<strong><a href="http://www.modiglianigenova.it/">Acquista il biglietto online su<br />
www.modiglianigenova.it</a></strong><br />
</div><br />
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<strong>Info e prenotazioni gruppi</strong><br />
tel. 0109280010<br />
<a href="http://www.modiglianigenova.it">www.modiglianigenova.it</a><br />
<strong>Gruppi Scolastici</strong><br />
biglietto 6 euro<br />
tel. 0108171604<br />
email. prenotazioniscuole@palazzoducale.genova.it<br />
</div></p>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Orari</strong><br />
da lunedì a domenica 9.30 &#8211; 19.30<br />
venerdì 9.30 &#8211; 22.00<br />
la biglietteria chiude un&#8217;ora prima<br />
<b>La mostra sarà aperta lunedì 24 aprile, martedì 25 aprile, lunedì 1° maggio e venerdì 2 giugno</b><br />
<strong>Biglietti</strong><br />
Intero con audioguida*: € 13,00<br />
Ridotto con audioguida*: € 11,00<br />
L&#8217;ingresso ridotto comprende: Amici dei Musei e di Palazzo Ducale, Abbonati Teatro Stabile di Genova, Abbonati Teatro Carlo Felice, Possessori del biglietto dei Musei di Strada Nuova di Genova, Giovani dai 14 fino a 26 anni con documento e/o tesserino universitario, Abbonati annuali AMT, Possessori del biglietto del film su Modigliani – Circuito Cinema Genova (dal 20 al 31 marzo), Possessori dei biglietti Erwitt e Cartier Bresson, portatori di handicap, insegnanti con tessera ministeriale o documenti attestante lo stato in servizio, Dipendenti IREN con accompagnatore<br />
Ridotto famiglia: € 15 (biglietto famiglia composta da almeno 1 adulto e un ragazzo fino a 14 anni non compiuti).<br />
Venerdì per i Giovani: € 5 (giovani fino a 26 anni compiuti, dalle 15 alle 21)<br />
Lunedì per gli Studenti con tessera CUS: € 5 (giovani fino a 26 anni compiuti)<br />
Bambini: € 5 (bambini dai 6 ai 14 anni non compiuti)<br />
Scuole: € 4<br />
Omaggio (senza audioguida, acquistabile a € 3): bambini fino a 6 anni non compiuti; giornalisti con tesserino ODG previamente accreditati presso l’Ufficio Stampa che provvederà a fornire una lista di accrediti, guide turistiche con patentino; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); soci ICOM; un accompagnatore per disabile.<br />
&nbsp;<br />
* Le audioguide, incluse nel prezzo del biglietto, sono rivolte esclusivamente ai visitatori singoli.<br />
&nbsp;<br />
Diritti di prenotazione e prevendita:<br />
Singoli: € 3,00<br />
Gruppi: € 3,00 per persona<br />
Scuole: € 2,00 per persona<br />
&nbsp;<br />
</div>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a><br />
</div><br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/1-268/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/18-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/2-267/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/28-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/3-265/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/38-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/4-252/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/46-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/5-228/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/55-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/6-190/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/65-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/7-151/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/73-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/8-136/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/82-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/9-104/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/91-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/10-178/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/11-148/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/111-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="11" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/12-124/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/121-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="12" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/13-103/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/131-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="13" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/14-87/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/141-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="14" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/15-76/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/151-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="15" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/16-67/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/161-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="16" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/modigliani-2/17-57/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/171-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="17" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/banda-loghi-fondi-chiari-1024x305.jpg" alt="banda loghi fondi chiari" width="960" height="285" class="alignnone size-large wp-image-37312" /></p>
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		<title>Afriche. Immagini e voci</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 17:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="245" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/13-Proverbi-africani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="13 Proverbi africani" style="margin-bottom:10px;" />15 marzo - 17 aprile 2017<br />
Sala Liguria<br />
mostra fotografica a cura di Marco Aime]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="245" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/13-Proverbi-africani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="13 Proverbi africani" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Afriche. Immagini e voci</font><br />
mostra fotografica<br />a cura di Marco Aime<br />
&nbsp;<br />
Sala Liguria<br />
dal 15 marzo al 17 aprile</h3>
<h4 style="text-align: right"> <b>Orario</b><br />
dal lunedì al venerdì: 9-19<br />
sabato e domenica:11-19</h4>
<p>&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>
<blockquote><p><em>Noi parliamo coi proverbi, chi è intelligente capirà</em></p></blockquote>
<p>Una mostra di parole e immagini, in cui tradizionali proverbi africani accompagnano scatti fotografici realizzati da Marco Aime in Mali, Ghana, Benin, Malawi, Tanzania, Congo e Algeria.<br />
I proverbi esprimono quelli che, in modo un po’ denigratorio, chiamiamo “luoghi comuni”, ma che in realtà rappresentano, almeno in linea di massima, dei pensieri condivisi da gran parte della società che li ha creati. Bisogna quindi leggerli come tali, come voci che percorrono le comunità nello spazio e nel tempo, tramandandosi di generazione in generazione, sintetizzando in una battuta quella che dovrebbe essere l’opinione dominante della comunità stessa sull’argomento in questione.<br />
Il proverbio è sintesi, semplifica la realtà e il ragionamento, talvolta banalizzandoli, ma contestualizzandoli sempre nella tradizione, come a dire: <em>si è sempre fatto così, continuiamo a farlo</em>.<br />
In Africa gli anziani parlano spesso per proverbi, soprattutto nei contesti collettivi in cui la parola assume una valenza importante: pronunciare in un consiglio o in un’assemblea un certo proverbio significa ricordare agli altri la norma da rispettare, la tradizione. Si tratta di un “linguaggio mascherato”, caratterizzato da una una forte valenza narrativa e da una carica metaforica quasi teatrale, che colpisce l’uditorio e arricchisce il racconto, soprattutto in un contesto collettivo.<br />
Marco Aime presenta una lettura visiva dell&#8217;Africa e delle sue molteplici anime, mescolando antropologia e fotografia, in un racconto suggestivo e poetico.</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/afriche/1-267/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/17-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/afriche/2-266/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/27-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/afriche/3-264/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/37-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/afriche/4-251/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/45-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/afriche/5-227/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/54-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/afriche/6-189/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/64-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Henri Cartier-BressonFotografo</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Mar 2017 09:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ornella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[bresson]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=35495</guid>
		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/hbc-hp.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="hbc-hp" style="margin-bottom:10px;" />11 marzo – 11 giugno 2017<br />
Loggia degli Abati]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/hbc-hp.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="hbc-hp" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/bresson.jpg" alt="modi_top" width="1500"  class="alignleft" /></p>
<div class="threecol-two">
<h1>Henri Cartier-Bresson<br />Fotografo</h1>
<h4>11 marzo &#8211; 11 giugno 2017</h4>
<h4>
140 scatti di Henri Cartier Bresson, in mostra a Palazzo Ducale,  per immergerci nel suo mondo, per scoprire il carico di ricchezza di ogni  sua immagine, testimonianza di un uomo consapevole, dal lucido pensiero, verso la realtà storica e sociologica.<br />
Per Cartier Bresson la tecnica rappresenta solo un mezzo che non deve prevaricare e sconvolgere l’esperienza iniziale, reale momento in cui si decide il significato e la qualità di un’opera.<br />
“Per me, la macchina fotografica è come un block notes, uno strumento a supporto dell&#8217;intuito e della  spontaneità, il padrone del momento che, in termini visivi, domanda e decide nello stesso tempo. Per &#8220;dare un senso&#8221; al mondo, bisogna sentirsi coinvolti in ciò che si inquadra nel mirino. Tale atteggiamento richiede concentrazione, disciplina mentale, sensibilità e un senso della geometria. Solo tramite un utilizzo minimale dei mezzi si può arrivare alla semplicità di espressione”.<br />
Henri Cartier Bresson non torna mai ad inquadrare le sue fotografie, non opera alcuna scelta, le accetta o le scarta. Nient’altro. Lo scatto è per lui il passaggio dall’immaginario al reale. Un passaggio “nervoso”, nel senso di lucido, rapido, caratterizzato dalla padronanza con la quale si lavora, senza farsi travolgere e stravolgere.<br />
I suoi scatti colgono la contemporaneità delle cose e della vita. Le sue fotografie testimoniano la nitidezza e la precisione della sua percezione e l’ordine delle forme.<br />
 “Fotografare, è riconoscere un fatto nello stesso attimo ed in una frazione di secondo e organizzare con rigore le forme percepite visivamente che esprimono questo fatto e lo significano. E’ mettere sulla stessa linea di mira la mente, lo sguardo e il cuore”.<br />
La mostra <strong>Henri Cartier Bresson Fotografo</strong>, curata da <strong>Denis Curti</strong>, è promossa da <strong>Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura</strong> in collaborazione con la <strong>Fondazione Henri Cartier-Bresson</strong> e <strong>Magnum Photos Parigi</strong> e organizzata da <strong>Civita Mostre</strong>.<br />
</h4>
</div>
<div class="threecol-one last">
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Date</strong><br />
11 marzo &#8211; 11 giugno 2017<br />
<strong>Sede</strong><br />
Loggia degli Abati<br />
Palazzo Ducale<br />
Piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova<br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Orario</strong><br />
da martedì a domenica 10/19; lunedì chiuso. <br />
La biglietteria chiude un’ora prima.<br />
<b>La mostra sarà straordinariamente aperta lunedì 17 e 24 aprile, il 25 aprile,  il 1° maggio e il 2 giugno</b><br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Biglietto</strong><br />
Open € 12,00<br />
Intero € 10,00<br />
Ridotto € 8,00 Touring Club Italiano, Arci, FeltrinelliCard, Abbonati Teatro Carlo Felice, Abbonati Teatro Stabile di Genova, Amici dei Musei e di Palazzo Ducale, Teatro della Tosse Card, Card dei Musei di Genova, Possessori del biglietto di ingresso ai Musei di Strada Nuova, Dipendenti IREN con accompagnatore, possessori cartoline sconto alberghi genovesi, abbonati annuali AMT, Soci Fondazione Ansaldo, Partecipanti Grandi Convegni muniti di badge nominativo, possessori biglietto mostra Modigliani, disabili, insegnanti, giovani dai 19 fino a 27 anni compiuti con documento e/o tesserino universitario, gruppi da 15 a 25 persone<br />
Ridotto speciale € 3,00 per scuole e minori di 18 anni<br />
Ridotto speciale ogni venerdì € 5,00 per giovani dai 19 ai 27 anni; ridotto tesserati CUS, tutti i giorni feriali dalle 14.00<br />
Gratuito per minori di 6 anni, accompagnatori di persone disabili, membri ICOM, giornalisti accreditati dall’ufficio stampa, guide turistiche, due insegnanti per scolaresca, 1 accompagnatore per gruppo di adulti<br />
&nbsp;<br />
<b>Biglietto integrato</b> con la mostra “ELLIOTT ERWITT – Kolor” (Sottoporticato di Palazzo Ducale, 11 Febbraio – 16 Luglio 2017):<br />
€ 15,00 intero<br />
€ 5,00 cumulativo speciale scuole e giovani fino a 18 anni<br />
&nbsp;<br />
<b>Prenotazioni:</b><br />
€ 1,50 per i biglietti: intero, ridotto, gruppi<br />
€ 1,00 per i biglietti: ridotto speciale scuole, minori di anni 18, tesserati CUS<br />
&nbsp;<br />
<b>Visite guidate:</b><br />
€ 100,00 gruppi<br />
€ 120,00 in lingua straniera<br />
€ 80,00 scuole</p>
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a><br />
</div><br />
</div>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/1-264/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/14-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/2-263/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/24-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/3-261/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/34-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/4-248/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/42-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/5-225/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/52-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/6-187/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/62-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/7-149/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/71-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/1-265/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/15-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/2-264/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/25-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/3-262/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/35-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/4-249/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/43-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/5-226/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/53-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/6-188/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/63-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/7-150/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/72-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/henri-cartier-bressonfotografo/8-135/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/81-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Rizoma</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 17:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/rizoma.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="rizoma" style="margin-bottom:10px;" />10 - 26 marzo 2017<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/rizoma.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="rizoma" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">dal 10 al 26 marzo 2017<br /></font><br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">progetto di Joel Cathcart<br />
Inaugurazione 10 marzo, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Orari: dal martedì alla domenica ore 15-20<br />
&nbsp;<br />
<a href="http://unwaltz.wordpress.com">unwaltz.wordpress.com</a></h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Rizoma è un&#8217;esplorazione del paesaggio post-industriale in declino, in cui la nostra concezione rigida dello spazio urbano si scontra con l&#8217;ostinazione ciclica della natura: fiere forme geometriche si disintegrano lentamente in mezzo all&#8217;erbaccia, immerse nelle acque alluvionali, segnate dalla pioggia aspra&#8230;<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#000000">Joel Cathcart</font> è un artista poliedrico: compositore, pittore e raffinato autore di canzoni, originario di Belfast, da qualche anno ha scelto Genova come dimora dopo varie peregrinazioni per il mondo. Nel 2013 ha conseguito il suo dottorato in composizione presso la Queen’s University, dove ha studiato con Piers Hellawell. Il suo ultimo album in studio, Flotsam, è stato pubblicato il 22 febbraio 2017. La sua arte è ibrida, un groviglio di stili che unisce influenze sia tradizionali sia sperimentali.</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rizoma/rizoma2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/rizoma2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="rizoma2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/rizoma/rizoma1/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/03/rizoma1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="rizoma1" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		</item>
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		<title>Valigie d&#8217;artista</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 16:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/le-valigie-dellarte_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="le valigie dell&#039;arte_sito" style="margin-bottom:10px;" />18 febbraio - 12 marzo 2017<br />
Ducale Spazio Aperto<br />
mostra a cura di Idea d'arte]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/le-valigie-dellarte_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="le valigie dell&#039;arte_sito" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">dal 18 febbraio al 12 marzo 2017<br /></font><br />
Ducale Spazio Aperto</h3>
<h4 style="text-align: right">Mostra a cura di Idea d&#8217;arte<br />
Inaugurazione 17 febbraio, ore 17<br />
&nbsp;<br />
Orari: lunedì, 15-19<br />
da martedì a domenica, ore 10/13 -14/19</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Le <em>valigie d’artista</em> sono piccoli musei portatili, della propria memoria e di quella collettiva, sono una dichiarazione d&#8217;intenti, un omaggio a maestri e movimenti, una vetrina del proprio gusto, e sono naturalmente un progetto di design… Racchiudono anche una metafora, quella dell’arte come viaggio e dell’artista/progettista come viaggiatore in territori conosciuti e sconosciuti.<br />
Si collegano idealmente e direttamente alle <em>Boite en valise</em> di Marcel Duchamp e quindi al concetto dadaista del <em>ready-made</em>, la decontestualizzazione dell’opera nel gioco di ri-posizionamento, ma sono soprattutto <em>giochi visivi oggettivi</em> alla Munari, seguendo modalità percettive e strutturali.<br />
Dichiarano il loro nomadismo culturale, perché l’arte come ogni altro aspetto della società, deve essere sempre pronta a partire, portandosi però dietro quello che ci identifica e in qualche maniera ci dà sicurezza, quello che Munari ha intuito, come al solito con leggerezza e ironia, e realizzato nelle sue <em>sculture da viaggio</em>.<br />
Ci ricordano anche un vecchio gioco di società, cosa ti porteresti nello spazio, in una isola deserta…a cosa sei veramente legato?</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/valigie-dartista/20170217_165704/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/20170217_165704-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="20170217_165704" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/valigie-dartista/20170217_165709/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/20170217_165709-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="20170217_165709" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/valigie-dartista/20170217_165719/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/20170217_165719-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="20170217_165719" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/valigie-dartista/20170217_171144/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/20170217_171144-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="20170217_171144" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Land of pleasuredi Chiara Scabini &amp; Stefano Pulcini</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/land-of-pleasuredi-chiara-scabini-stefano-pulcini/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2017 17:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/landof.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="landof" style="margin-bottom:10px;" />16 febbraio - 5 marzo 2017<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/landof.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="landof" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">16 febbraio &#8211; 5 marzo 2017<br /></font><br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">
Inaugurazione 16 febbraio, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Orari: dal martedì alla domenica ore 15-20</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4><i>Dicono che i fumatori di marijuana siano spesso pigri. Il loro eterno sognare li porta a fantasticare viaggi, siano questi terreni, come mentali e introiettati nell’immaginario allucinato di un momento. Due giovani artisti innamorati alla scoperta del Golden State, un’opera fotografica ipnotica che cerca lo spettatore disposto al viaggio interiore.</i><br />
&nbsp;<br />
L’America è per tutti la terra delle grandi opportunità e delle grandi contraddizioni; la terra degli stereotipi, delle innovazioni tecnologiche, del melting pot, della musica country, della lobby delle armi.<br />
Ma l’America è, innanzitutto, cinema allo stato puro, un posto dove iniziare tutto con niente, un’inesauribile fonte di creatività, di immagini che scorrono veloci fino quasi a stordirti.<br />
Lo sanno bene Chiara Scabini e Stefano Pulcini, giovani artisti genovesi che raccontano il loro american trip nella mostra fotografica LAND OF PLEASURE in programma dal 16 febbraio al 5 marzo in Sala Dogana a Palazzo Ducale di Genova.<br />
Le fotografie esposte sono state scattate tra New York, California, Nevada e Arizona in un periodo di circa tre mesi di viaggio on the road, di cui un mese trascorso a lavorare in un campo di marijuana (tra le montagne nel nord della California).<br />
Rappresentano la caoticità sregolata dell’esperienza vissuta, influenzata anche dall’utilizzo della sostanza psicotropa.<br />
&nbsp;<br />
&#8220;I soggetti delle nostre fotografie siamo noi ma anche amici, sconosciuti, paesaggi tipici americani e oggetti dalle forme e colori attraenti.&#8221; raccontano gli artisti. &#8220;La mostra inizierà con la serie dei ritratti che raffigurano noi e il resto del gruppo con cui lavoravamo. Sono state scattate l’ultimo giorno di lavoro, in un momento di pausa tra la fine di un’esperienza e l’inizio di un’altra.&#8221;<br />
&nbsp;<br />
L’esposizione si conclude con la serie Every bed I slept with you, un&#8217;interessante progetto che raffigura – in ordine cronologico e in maniera “freddamente analitica” – tutti i letti in cui hanno dormito lungo il loro percorso.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<font color="#000000">Chiara Scabini</font> nasce a Genova nel 1992. Dopo essersi diplomata al liceo scientifico Enrico Fermi, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Genova dove arricchisce la sua passione per la fotografia, l’arte e scopre l’illustrazione digitale. In particolare, segue i corsi di fotografia digitale e analogica tenuti da Alberto Terrile, approfondendo uno stile documentaristico e di diario personale.<br />
Durante il periodo universitario va in Erasmus a Madrid dove frequenta l’Escuela de Diseno Superior per 5 mesi.<br />
Dopo la laurea, si trasferisce a Londra per 4 mesi e, in seguito, compie un viaggio di 3 mesi in California.<br />
Tornata in Italia si trasferisce a Milano dove inizia a lavorare come grafica e fotografa per l’agenzia di comunicazione Cup Studio e come illustratrice per Alessandro Enriquez, stilista del brand di abbigliamento Italian Theory.<br />
&nbsp;<br />
<font color="#000000">Stefano Pulcini</font> nasce a Genova nel 1993. Si diploma all’istituto tecnico Vittorio Emanuele II &#8211; J. Ruffini come grafico pubblicitario scoprendo la passione per l’arte e la fotografia.<br />
Frequenta il corso di Graphic Design all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, dove segue il corso di fotografia analogica e digitale tenuto da Alberto Terrile.<br />
Nel 2016 lavora come grafico/videomaker/fotografo per Goa-Boa Festival. Nello stesso anno fa uno stage al TStudio di Timothy Costa.<br />
Dal 2016 è attivo come videomaker e fotografo freelance e lavora con band musicali come ex-otago, l’ultimodeimieicani e altre realtà genovesi. Collabora anche come videomaker/grafico/fotografo per Yury Magazine.<br />
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/landofpleasure.jpg" alt="landofpleasure" width="800" height="533" class="alignleft size-full wp-image-36604" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Elliott ErwittKolor</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2017 09:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=33278</guid>
		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/erwitt4.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="erwitt" style="margin-bottom:10px;" />11 febbraio - <s>16 luglio</s> 3 settembre 2017<br />
Sottoporticato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/erwitt4.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="erwitt" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/ErwittKolor_4.jpg" alt="Elliott Erwitt" width="1270" class="aligncenter" /></p>
<div class="threecol-two">
<h1>
Elliott Erwitt<br />
Kolor</h1>
<p><b>Sottoporticato<br />11 febbraio &#8211; <s>16 luglio 2017</s> 3 settembre 2017</b></p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>Palazzo Ducale presenta la prima grande retrospettiva di immagini a colori del celebre fotografo Elliott Erwitt.<br />Un evento unico e straordinario. Se i lavori in bianco e nero del grande maestro sono stati esposti in numerose mostre di grande successo all’estero e in Italia, la sua produzione a colori, invece, è completamente inedita. Solo in tempi molto recenti Erwitt ha infatti deciso di affrontare, come un vero e proprio viaggio durato lunghi mesi, il suo immenso archivio a colori; una tecnica che aveva scelto di dedicare solo ai suoi lavori editoriali, istituzionali e pubblicitari: dalla politica al sociale, dall’architettura al cinema e alla moda. Immagini dunque sostanzialmente diverse, sulle quali ha posato uno sguardo critico e contemporaneo a distanza di decenni, che ci fanno conoscere un mondo parallelo altrettanto straordinario.<br />
E’ nato così un percorso sorprendente per l’eleganza compositiva, l’uso del colore, l’ironia, talvolta  la comicità e gli altri poliedrici aspetti che rendono Erwitt un autore amatissimo e inimitabile.<br />
La mostra comprende circa 135 scatti, che Elliott Erwitt ha selezionato personalmente, traendoli dai suoi due grandi progetti a colori, Kolor e The Art of Andrè S. Solidor.<br />
Kolor è il titolo del grande volume retrospettivo per realizzare il quale Erwitt ha rivisitato tutto il suo archivio, con un impegno imponente che attraversa tutta la sua produzione a colori. The Art of André S. Solidor è invece l’esilarante e sottile parodia del mondo dell’arte contemporanea con i suoi controsensi e con le sue assurdità.<br />
Mentre il primo progetto vive di scoperte dei vecchi negativi Kodak, in cui si ritrova il tipico linguaggio di Erwitt, dai ritratti di personaggi famosi alle immagini più ironiche e talvolta irriverenti, nella sezione di André S. Solidor, invece, egli crea un vero e proprio alter ego del maestro, con tanto di autoritratti, che si esprime in una produzione digitale e che non lascia più niente al caso o all’intuizione, come emerge anche in un breve ed esilarante filmato.<br />
André S. Solidor ama il digitale e il photoshop, la nudità gratuita e l’eccentricità fine a se stessa, ma somiglia ad Elliott Erwitt più di quanto non sembri: ironia, metafora e puro divertimento surreale sottendono una seria riflessione sui meccanismi e le assurdità dell’arte contemporanea e del suo mercato.<br />
&nbsp;<br />
Membro dal 1953 della storica agenzia Magnum, fondata tra gli altri da Henri Cartier-Bresson e Robert Capa, Erwitt ha raccontato con piglio giornalistico gli ultimi sessant’anni di storia e di civiltà contemporanea, cogliendo gli aspetti più drammatici ma anche quelli più divertenti della vita che è passata di fronte al suo obiettivo.  </p>
<blockquote><p>Nei momenti più tristi e invernali della vita, quando una nube ti avvolge da settimane, improvvisamente la visione di qualcosa di meraviglioso può cambiare l’aspetto delle cose, il tuo stato d’animo. Il tipo di fotografia che piace a me, quella in cui viene colto l’istante, è molto simile a questo squarcio nelle nuvole. In un lampo, una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal nulla</p></blockquote>
<p>Non a caso è considerato il fotografo della commedia umana.<br />
&nbsp;<br />
Marilyn Monroe, Fidel Castro, Che Guevara, Sophia Loren, Arnold Schwarzenegger, sono solo alcune delle numerose celebrità colte dal suo obiettivo ed esposte in mostra. Su tutte Erwitt posa uno sguardo tagliente e al tempo stesso pieno di empatia, dal quale emerge non soltanto l&#8217;ironia del vivere quotidiano, ma anche la sua complessità.<br />
Con lo stesso atteggiamento d’altra parte Erwitt riserva la sua attenzione a qualsiasi altro soggetto, portando all&#8217;estremo la qualità democratica che è tipica del suo mezzo. Il suo immaginario è infatti popolato in prevalenza da persone comuni, uomini e donne, colte nel mezzo della normalità delle loro vite.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
Il percorso espositivo si conclude con una sezione multimediale che comprende la proiezione di due filmati che documentano la sua lunga carriera di autore e regista televisivo, e una video-collezione di alcune delle delle sue più significative fotografie in bianco e nero.<br />
Alla sua lunga carriera è dedicata l’intervista da cui è tratto un video proiettato in mostra. Un secondo filmato, più breve ed ironico, accompagna inoltre la sezione dedicata ad André S. Solidor.<br />
&nbsp;<br />
La mostra è curata da Biba Giacchetti, con il progetto grafico e di allestimento di Fabrizio Confalonieri.<br />Promossa dal Comune di Genova e dalla Fondazione di Palazzo Ducale, la rassegna è prodotta da Civita Mostre con la collaborazione di SudEst57.<br />
&nbsp;<br />

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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/elliot-erwitt/2-242/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/25-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/elliot-erwitt/3-240/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/35-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/elliot-erwitt/4-231/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/45-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/elliot-erwitt/5-207/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/54-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/elliot-erwitt/6-170/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/61-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/elliot-erwitt/7-136/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/02/7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<br />
</div>
<p><div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<a href="http://mostraerwitt.it/" title="mostraerwitt.it">mostraerwitt.it</a><br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Date</strong><br />
11 febbraio &#8211; <s>16 luglio 2017</s> 3 settembre 2017<br />
<strong>Sede</strong><br />
Palazzo Ducale<br />
Sottoporticato<br />
Piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova<br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Orari</strong><br />
Da martedì a domenica 10 &#8211; 19<br />
La biglietteria chiude un’ora prima<br />
<b>La mostra sarà straordinariamente aperta lunedì 17 e 24 Aprile, martedì 25 aprile,  1 Maggio e venerdì 2 giugno</b></p>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606">Ferragosto al Ducale:<br />visita le mostre Vivian Maier, Elliott Erwitt e il Palazzo con un biglietto super ridotto a 10 euro!</font><br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Biglietti (comprensivi di audioguida)</strong><br />
€ 11,00 intero;<br />
€ 9,00 ridotto: disabili, insegnanti, giovani dai 19  fino a 27 anni compiuti con documento e/o tesserino universitario, gruppi da 15 a 25 persone,e<br />
Convenzionati: Soci Touring Club Italiano, Tesserati Arci, Possessori FeltrinelliCard, Abbonati Teatro Carlo Felice, Abbonati Teatro Stabile di Genova, Amici dei Musei e di Palazzo Ducale, Teatro della Tosse Card, Possessori della Card dei Musei di Genova, Possessori del biglietto di ingresso ai Musei di Strada Nuova, Dipendenti IREN con accompagnatore, Possessori cartoline sconto alberghi genovesi, Abbonati annuali AMT, Soci Fondazione Ansaldo, Partecipanti Grandi Convegni muniti di badge nominativo, Tesserati ACI, Soci FAI e dipendenti BNL.<br />
€ 4,00 ridotto speciale scuole e bambini dai 6 ai 18 anni<br />
Gratuito minori di 6 anni, accompagnatori di persone disabili, giornalisti e guide turistiche, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, membri ICOM<br />
€ 5,00 ridotto speciale ogni venerdì giovani sino a 27 anni; ridotto tesserati CUS tutti i pomeriggi feriali dalle 14.00<br />
&nbsp;<br />
<strong>Diritto di prenotazione</strong><br />
€ 1,50 per i biglietti: intero, ridotto, gruppi<br />
€ 1,00 per i biglietti: ridotto speciale scuole, minori di anni 18, tesserati CUS<br />
&nbsp;<br />
<strong>Visite guidate</strong><br />
€ 100,00 gruppi<br />
€ 70,00 scuole<br />
€ 120,00 in lingua<br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606">Biglietto integrato con la mostra<br />Vivian Maier. Una fotografa ritrovata</font><br />
€18 cumulativo open<br />
€15 cumulativo intero<br />
€12 cumulativo ridotto<br />
€5 cumulativo speciale scuole e giovani fino a 14 anni</h4>
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a><br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
</div><div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Gli anni del &#8217;68. Voci e carte dall&#8217;Archivio dei Movimenti</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 16:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/gli-anni-del-68.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="gli-anni-del-68" style="margin-bottom:10px;" />27 gennaio – 26 febbraio 2017<br />
Loggia degli Abati]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/gli-anni-del-68.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="gli-anni-del-68" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><span style="color: #c20606">27 gennaio &#8211; 26 febbraio 2017</span><br />
Loggia degli Abati</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right">dal martedì al venerdì, ore 15-19<br />
sabato e domenica, ore 10-19<br />
lunedì chiuso</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Curata da Giuliano Galletta, Roberto Rossini, Manlio Calegari e Sandro Ricaldone, la mostra renderà visibile per la prima volta una ricca selezione dei materiali (volantini, opuscoli, manifesti, libri, riviste, fotografie, video, filmati, oggetti) raccolti, ordinati e conservati nell’Archivio dei Movimenti di Genova, nato nel 2009 e che ha sede presso la Biblioteca Berio. L’esposizione cercherà di offrire uno spaccato, inevitabilmente frammentario, di una stagione fondamentale della storia italiana del Novecento. Una stagione che ruota intorno alla data fatidica, per l’appunto il 1968, ma si irradia, tra continuità e discontinuità, rotture e genealogie più o meno mitizzate, sull’intero ventennio 1960-1980.<br />Per questo i curatori hanno pensato di intitolare la mostra, con un piccolo gioco di parole, “gli anni del &#8217;68”. Facendo parlare i documenti e ascoltando le voci dei protagonisti dell’epoca, senza inseguire miraggi di neutralità storica, la mostra proverà a far emergere la capacità del &#8217;68 di esercitare una critica permanente nei confronti della realtà esistente. Questa applicazione infaticabile della critica, pur con tutte le sue contraddizioni e aporie, rese possibile una stagione ricca di lotte e di mobilitazioni “dal basso”, di forme di democrazia diretta e partecipativa.<br />“Il nostro obbiettivo” spiega Bruno Piotti, presidente dell’Associazione “è di favorire l’incontro con un pubblico il più esteso possibile, anche se lontano per esperienza, età o storia personale da quel momento storico, per informarlo, coinvolgerlo e stimolarlo alla discussione nei confronti di quel recente passato. La stagione delle grandi lotte operaie e studentesche ha visto infatti la nascita di movimenti, come il femminismo, che hanno saputo contaminare la sfera personale con quella politica, prefigurando problematiche di ancora oggi attuali”.<br />
&nbsp;<br />
Organizzata dall’Associazione per un Archivio dei Movimenti e dalla Fondazione Palazzo Ducale, con il patrocinio del Comune di Genova e la collaborazione della Biblioteca Berio, della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Liguria e del Municipio Centro-Est.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Per finanziare la mostra l’Associazione no profit ha lanciato una sottoscrizione: chi vuole contribuire può farlo attraverso il <a href="https://www.produzionidalbasso.com/project/gli-anni-del-68-in-mostra-al-palazzo-ducale-di-genova/" target="_blank">crowdfunding</a> o con un bonifico sul conto corrente dell’associazione: Iban T34 K031 2701 4010 0000 0001 197<br />
Info: www.archiviomovimenti.org &#8211; archiviomovimenti@archiviomovimenti.org</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>In occasione della mostra sono in programma diversi eventi collaterali:<br />
&nbsp;<br />
Martedì 31 gennaio, ore 17.30 | Sala del Munizioniere, Palazzo Ducale<br />
<span style="color: #c20606">Voci d&#8217;archivio, la storia pubblica incontra il &#8217;68</span><br />
presentazione del libro di Virginia Niri<br />
partecipano: Adriana Dadà, storica &#8211; Archivio del &#8217;68 di Firenze; Ferdinando Fasce e Francesco Cassata, storici &#8211; Università di Genova<br />
coordina Giuliano Galletta<br />
&nbsp;<br />
Sabato 4 febbraio, ore 17 | Sala Società Ligure di Storia Patria, Palazzo Ducale<br />
<span style="color: #c20606">La scuola come maneggio del sistema</span><br />
presentazione del libro di Antonio Gibelli<br />
Insieme all&#8217;autore partecipano Ferdinando Fasce, storico &#8211; Università di Genova e Antonio De Muro, insegnante e giornalista<br />
&nbsp;<br />
Martedì 7 febbraio, ore 17.30 | Sala Camino, Palazzo Ducale<br />
<span style="color: #c20606">Assemblea. Dalla fabbrica alla società, racconto di una generazione</span><br />
proiezione del documentario di Salvatore Vento<br />
Organizzato dalla Fondazione Diesse, partecipa Gianni Italia &#8211; sindacalista FLM a Genova e ex-segretario generale nazionale Fim-Cisl<br />
Coordina Donatella Alfonso, giornalista<br />
&nbsp;<br />
Venerdì 10 febbraio, ore 21 | Sala del Munizioniere, Palazzo Ducale<br />
<span style="color: #c20606"><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/tano-damico/" title="Tano D’Amico">Volevamo solo cambiare il mondo. Incontro con Tano D&#8217;Amico</a></span><br />
Organizzato dall&#8217;Associazione Culturale 36°Fotogramma<br />
modera l&#8217;incontro Maurizio Garofalo<br />
&nbsp;<br />
Martedì 14 febbraio, ore 17 | Sala del Munizioniere, Palazzo Ducale<br />
<span style="color: #c20606">Biopolitica e femminismo, tavola rotonda</span><br />
partecipano: Tristana Dini, docente di Politca Contemporanea di Napoli; Bia Sarasini, giornalista; Silvia Neonato, giornalista<br />
&nbsp;<br />
Giovedì 16 febbraio, ore 17.30 | Centro Bianchi, piazza De Marini 20r<br />
<span style="color: #c20606">I cattolici e il&#8217;68</span><br />
con Salvatore Vento<br />
&nbsp;<br />
Mercoledì 22 febbraio, ore 16 | Sala Chierici, Biblioteca Berio<br />
<span style="color: #c20606">Un gioco da ragazzi? il lungo &#8217;68 attraverso i lavori di ricercatrici e ricercatori che allora non c&#8217;erano</span><br />
&nbsp;<br />
Venerdì 24 febbraio, ore 17 | Sala San Salvatore, Facoltà di Architettura, piazza Sarzano 9<br />
<span style="color: #c20606">Gli anni del &#8217;68: storia e attualità</span><br />
Partecipano: Luciana Castellina, giornalista e scrittrice; Toni Negri, filosofo e saggista; Guido Viale, saggista<br />
modera l&#8217;incontro Pier Paolo Poggio</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gli-anni-del-68-voci-e-carte-dallarchivio-dei-movimenti/01-182/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/016-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gli-anni-del-68-voci-e-carte-dallarchivio-dei-movimenti/02-179/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/026-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gli-anni-del-68-voci-e-carte-dallarchivio-dei-movimenti/03-177/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/036-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="03" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gli-anni-del-68-voci-e-carte-dallarchivio-dei-movimenti/04-165/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/045-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="04" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gli-anni-del-68-voci-e-carte-dallarchivio-dei-movimenti/05-157/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/055-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="05" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>www.archiviomovimenti.org &#8211; archiviomovimenti@archiviomovimenti.org<br />
Visite guidate e laboratori: niri@arcigenova.it &#8211; 393488510</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Da <i>Il Secolo XIX</i> del 27 febbraio 2018<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gli-anni-del-68-voci-e-carte-dallarchivio-dei-movimenti/28423820_1563043557083797_9040481529123971775_o/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/28423820_1563043557083797_9040481529123971775_o-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Dal Il Secolo XIX del 27 febbraio 2018" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Le bimbe di Terezin</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/le-bimbe-di-terezin/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2017 17:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=35618</guid>
		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/345x240Bimbexsito.jpeg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Layout 1" style="margin-bottom:10px;" />mostra di dipinti di Angelo Ruga<br />
27 gennaio - 19 febbraio 2017<br />
Sala Liguria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/345x240Bimbexsito.jpeg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Layout 1" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">mostra di dipinti di<br />Angelo Ruga</font><br />
27 gennaio &#8211; 19 febbraio 2017<br />
Sala Liguria</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right">Inaugurazione il 26 gennaio, ore 18<br />
Orari di apertura:<br />
lunedì-venerdì, 9-19<br />
sabato e domenica, 11-19<br />
Ingresso libero</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<blockquote><p>Presento una nuova parentesi pittorica dedicata ai bambini di Terezìn, in quel girotondo finale che la ferocia nazista ha proposto al genere umano.<br />A loro, che in una nube di compatta cenere,<br />
viaggiano per sempre in orbita con i satelliti spediti dall’intelligenza umana ho dedicato questi dipinti, affinché la loro voce rimbalzi sulla crosta terrestre e ricordi agli uomini la loro stessa vigliaccheria.</p></blockquote>
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Angelo Ruga nasce a Torino nel 1930. Frequenta il liceo artistico e l’Accademia Albertina negli anni 1948 &#8211; 1957. Compie svariate esperienze pittoriche in Umbria, Lucania e Puglia e in un primo soggiorno ad Albissola (1953 &#8211; 1955) sviluppa sperimentazioni presso alcuni laboratori ceramici nel vivace crogiuolo culturale e internazionale di quegli anni.<br />
Concluso un primo ciclo compositivo figurale, avvia a Torino nel 1957 una progressiva ricerca sensibile all’astrazione, che evolve nel decennio sessanta in monotematiche esperienze pittoriche e intense<br />
dissoluzioni cromatiche. Dopo il ciclo dei personaggi polimaterici degli anni ’70, tornato ad Albissola, prosegue approfondimenti su moduli di astrazione geometrica focalizzando la propria poetica su frammenti spaziali e parvenze naturalistiche nei cicli: Colline (1983 &#8211; 1984), Bimbe di Terezìn giochi(1985-1990), Paesaggi (1990 &#8211; 1999). Nel 1993 si trasferisce in Langa (Clavesana CN) realizzando il sogno di tutta una vita. Muore nel giugno 1999.</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/le-bimbe-di-terezin/01-180/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/014-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/le-bimbe-di-terezin/02-177/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/024-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/le-bimbe-di-terezin/03-175/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/034-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="03" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/le-bimbe-di-terezin/04-164/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/044-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="04" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/le-bimbe-di-terezin/05-156/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/054-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="05" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>M2Young &#8211; Municipio 2 Giovane</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 16:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/m2young.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="m2young" style="margin-bottom:10px;" />25 gennaio - 8 febbraio 2017<br />
Ducale Spazio Aperto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/m2young.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="m2young" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">dal 25 gennaio all&#8217;8 febbraio 2017</font><br />
Ducale Spazio Aperto</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right">
Orario: da lunedì a sabato ore 15-19<br />
&nbsp;<br />
<strong>Inaugurazione: 25 gennaio, ore 17</strong><br />
Ingresso libero<br />
&nbsp;<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
Sampierdarena in versione pop: è così che gli adolescenti del territorio l’hanno descritta, ispirandosi ai padri della Pop Art e scomponendo le strade, le piazze in frammenti significativi moltiplicati in colori fluo. In occasione della mostra su Andy Warhol, Ducale Spazio Aperto ospita le istantanee pop che i ragazzi del Municipio II Centro Ovest hanno raccolto nel loro quartiere. La prospettiva di ognuno ha contribuito a comporre una visione collettiva attraverso il linguaggio dell’arte; lo spazio esterno, esplorato e decifrato insieme, si è trasformato in esperienza interiore, ma condivisa.</h4>
<p>&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		<title>99</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2017 17:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/99.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="99" style="margin-bottom:10px;" />13 - 29 gennaio 2017<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/99.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="99" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">13 &#8211; 29 gennaio 2017</font><br />
Sala Dogana</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right">
Inaugurazione 13 gennaio, ore 18<br />
Orario: martedì &#8211; domenica ore 15-20<br />
Ingresso libero<br />
&nbsp;<br />
Progetto di Silvia Mazzella<br />
&nbsp;<br />
</h4>
<p>&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>
&#8220;Che bella che sei!&#8221;.<br />
Quante volte nella vita ci siamo sentite dire questa frase.<br />
Quante volte abbiamo risposto con un sorriso imbarazzato ed un timido grazie.<br />
&#8220;Che bella che sei!&#8221;. Ma quanta differenza c&#8217;è tra la bellezza ed il sentirsi bella!<br />
Quanto è difficile, oggi, partecipare come individuo alla visione di sé.<br />
Siamo così assaliti da &#8216;immagini di bellezza&#8217; che facciamo fatica a ritrovarla guardandoci allo specchio e a vedere qualcosa di altrettanto bello.<br />
Ho studiato fotografia per tre anni, ed ero così presa dalla ‘finzione’ che può dare un set fotografico che ho perso nel tempo il mio ‘sentirmi bella’ quando mi pongo alla mia immagine riflessa.<br />
Così ho chiesto, attraverso un annuncio sui social, di &#8220;partecipare&#8221; alla propria bellezza, di provare a intraprendere una relazione con la propria immagine attraverso una fotografia.<br />
Si sono presentate 99 &#8220;bellissime&#8221; ragazze, che, davanti ad una fotocamera che le puntava dritta sugli occhi e sul cuore, si sono mostrate in tutto quello che volevano mostrarmi.<br />
Tutte le 99 foto sono state realizzate in casa, con la fotocamera accanto alla finestra e con la sola luce naturale che illuminava i volti delle ragazze. Volevo dare il senso del momento in cui, noi, da sole ci mettiamo davanti ad uno specchio nella nostra intimità. Tutto il percorso con le ragazze è stato naturale, senza costruzioni, come se fossero venute in casa per prendere un semplice caffè e mettersi a confronto con se stesse.<br />
Ad ogni sguardo verso l&#8217;obiettivo hanno combattuto la loro battaglia silenziosa, le mie bellissime guerriere.<br />
Mi hanno mostrato tanto in quei 5 minuti di &#8216;ripresa&#8217;: Emozione, paura, insicurezza, forza e curiosità.<br />
Con il loro coraggio, mi hanno lasciato la loro immagine sul computer, ma nel cuore, mi hanno regalato quel &#8220;sentirsi bella&#8221; che noi tutte avevamo dimenticato.<br />
&#8220;99&#8243; forti, personali, unici esempi di bellezza.<br />
</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4>
<b>Silvia Mazzella</b><br />
Nasce nella sua amata Genova l&#8217;8 ottobre del 1993. Frequenta il liceo artistico Paul Klee e si avvicina al mondo della pittura e del disegno. Continua gli studi presso lo IED di Milano<br />
laureandosi in fotografia nel 2015. Il suo lavoro fotografico è incentrato sul ‘storytelling’ utilizzando come base la fotografia e applicando poi varie tecniche e mezzi come la scrittura, pittura e disegno. E’ attratta da tutto ciò che è storia o che potrebbe diventarlo, dai cartelloni pubblicitari, dai piccoli mercatini dell’usato fuori città, dall’odore della pioggia quando smette di scendere, dal fumo della sigaretta che si disperde nell’aria, dai cassetti chiusi di persone sconosciute, da domande a cui non smetterà mai di trovare una risposta diversa.<br />
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/bella1.jpg" alt="bella1" width="800" height="197" class="alignleft size-full wp-image-35573" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/99/01-176/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/99/02-173/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/99/03-171/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="03" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/99/04-160/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/04-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="04" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/99/05-152/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/01/05-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="05" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>L’universo artistico di Oscar Saccorotti</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/luniverso-artistico-di-oscar-saccorotti/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 10:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/saccorotti_wo.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="saccorotti_wo" style="margin-bottom:10px;" />12 novembre 2016 – 5 novembre  2017<br />
Wolfsoniana - Genova Nervi<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/saccorotti_wo.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="saccorotti_wo" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/saccorotti_wobig-1024x671.jpg" alt="saccorotti_wobig" width="1270" class="alignnone size-large wp-image-34166" /><br />
<div class="threecol-two">
<h1>
L’universo artistico di Oscar Saccorotti<br />
Dipinti, incisioni, arti decorative<br />
</h1>
<p><b>12 novembre 2016 &#8211; <strike>4 giugno</strike> prorogata al 5 novembre 2017</b></p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p>Oltre ai dipinti e alle incisioni, che hanno contribuito alla sua fama presso il grande pubblico, la ricerca di Oscar Saccorotti si articolò attraverso una poliedrica gamma espressiva che costituisce il suo complesso universo artistico, come esemplarmente testimoniato dagli apparati decorativi e dagli  arredi del Pettirosso. La sua abitazione a Megli, sulle alture di Recco, infatti, non rappresentò solo la felice e compiuta applicazione del suo progetto di arte totale, ma anche l’emanazione diretta della sua versatile vena creativa, come puntualmente evidenziato da Federico Zeri in una sua lucida e approfondita nota critica sull’attività dell’artista.<br />
La mostra alla Wolfsoniana &#8211; realizzata, in occasione del trentennale della morte dell’artista, grazie alla collaborazione dell’Archivio Saccorotti e arricchita dalle opere donate dagli eredi al Comune di Genova &#8211; intende documentare i differenti campi di intervento della sua complessiva ricerca, mettendo in evidenza la sua diversificata produzione nell’ambito delle arti decorative: la ceramica, con la quale plasmò vasi e stoviglie di uso comune, ma anche piccole sculture raffiguranti uccelli e anatre; il mosaico, tecnica che condivise con il fratello Fausto; i progetti di interior design, che si concretizzarono nella realizzazione di arredi e pannelli decorativi; la decorazione architettonica di esterni e interni, attività avviata ai primi del Novecento grazie alla collaborazione con Enzo Bifoli; i tessuti, eseguiti principalmente per la MITA di Mario Alberto Ponis, cui fu legato da una sincera e duratura amicizia; la fabbricazione di giocattoli che, dopo le prime realizzazioni eseguite insieme a Fausto nel negozio-abitazione di via Cabella, lo portarono all’invenzione (brevettata) dei suoi celebri aeroplani giocattolo. Proprio queste esili creazioni, assemblate con piume d’uccello e attinenti ad alcuni tra i principali interessi di Saccorotti (la caccia, l’osservazione del mondo naturale e l’aviazione), rappresentano un esempio emblematico del suo ricco universo artistico, caratterizzato da temi ricorrenti ma sempre declinati attraverso differenti attitudini espressive e linguistiche.<br />
Come ebbe a scrivere Zeri, dopo essere stato in visita al Pettirosso, Saccorotti fu “un artista, per il quale la vita, l’arte, la casa, la natura che lo circondava, le parole, le incisioni, i quadri si fondevano in un qualche cosa di unico, in un insieme, per cui io non riuscivo più a staccare la parola di Saccorotti, il suo modo di muoversi, dalle piante che circondavano la casa, la casa che sembrava qualcosa di sorto dal terreno come se avesse delle radici al pari degli olivi, una cosa davvero impressionante. Mi trovai davanti a quella che chiamerei la vita come poesia, la poesia come vita, qualche cosa di assoluto, di assolutamente puro”. </p>
<p>Curata da Matteo Fochessati e Gianni Franzone, la mostra resterà aperta dal 12/11/2016 al 4/06/2017 con il seguente orario:<br />
da novembre a marzo: da martedì a domenica 11.00-17.00; lunedì chiuso;<br />
da aprile a giugno: da martedì a venerdì 11.00-18.00; sabato e domenica 12.00-19.00; lunedì chiuso.<br />
Il 14 dicembre verrà presentato, presso il Munizioniere di Palazzo Ducale, alle ore 17.45, la pubblicazione che accompagna la mostra (Sagep Editori, Genova).<br />
</div></p>
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Date</strong><br />
12 novembre 2016 &#8211; <strike>4 giugno</strike> 5 novembre 2017<br />
<strong>Sede</strong><br />
Wolfsoniana di Nervi<br />
via Serra Gropallo, 4<br />
16167 Genova<br />
&nbsp;<br />
Orario estivo (fino al 31/10/2017):<br />
dal martedì al venerdì 11.00-18.00;<br />
sabato e domenica 12.00-19.00;<br />
lunedì chiuso.<br />
Orari (dal 1/11/2017)<br />
dal martedì alla domenica 11.00-17.00;<br />
lunedì chiuso<br />
</div>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
</div><div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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