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	<title>Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura &#187; Mostre 2018</title>
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	<description>Palazzo Ducale Genova</description>
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		<title>Fractal 2019</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2018 15:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/fractal19.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="fractal19" style="margin-bottom:10px;" />29-30 dicembre 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/fractal19.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="fractal19" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">musica elettronica _ live set con visual<br />
a cura di KONTAMINA &#038; DUPLEX RIDE</font><br />
29-30 dicembre 2018<br />
&nbsp;<br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">
Ingresso libero<br />
Orario: dalle ore 18 alle 23<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
VENERDÌ 29 DICEMBRE<br />
Kontamina showcase<br />
Luca Fucci (Firenze)<br />
Ettore Brancè (Pistoia)<br />
Carlotta Wax Intesa (Prato)<br />
&nbsp;<br />
SABATO 30 DICEMBRE<br />
Duplex Ride showcase<br />
Valerio Visconti<br />
The Ritual Sphinx<br />
Antonio Armènia<br />
Stefano Bertoli<br />
&nbsp;<br />
SABATO 29 DICEMBRE<br />
Luca Fucci<br />
www.lucafucci.com<br />
Luca Fucci è un artista toscano da anni milita in formazioni elettroniche di avanguardia (Interferenze, Crafty Cell, BMT). Nel 2015 l’esigenza di esprimersi individualmente lo porta a pubblicare il suo primo disco strumentale solista “Hidden Scars”: un crossover elettronico di emozioni, in cui sintetizzatori, drum machines e pianoforte sono elementi imprescindibili gli uni dagli altri, attraverso i quali viene plasmato un decadente microcosmo a tinte scure in cui immergersi e perdersi senza pregiudizi. Accolto con grande successo da pubblico e critica, “Hidden Scars” è stato accompagnato da esibizioni live in cui musica e suggestivi visuals si fondono in un unico elemento. L’espressione musicale di Luca Fucci si basa su pianoforti melodici, cupi e gravi che si alternano, incontrano e fondono con l’elettronica delle drum machines, dei synth analogici e modulari, per portare alla luce &#8220;cicatrici nascoste&#8221;.<br />
La attenta ricerca del suoni attraverso le macchine non è esercizio fine a se stesso, ma un mezzo per  dare voce a sensazioni ed emozioni, senza bisogno alcuno di parole. Il 26 Gennaio 2018 viene pubblicato “Live Scars”, una testimonianza audio-video della performance live tenutasi l’8 dicembre 2017 nella live room de“La Fucina Studio”: un viaggio personale ed intenso, tra musica elettronica e visuals. Una esperienza unica nel suo genere. “Live Scars” è disponibile in versione audio sulle principali piattaforme digitali di streaming e download, ed in versione video sul canale Youtube di Luca Fucci.<br />
(https://youtu.be/cLehWMcnCfc)<br />
&nbsp;<br />
ETTORE BRANCE&#8217;<br />
CARLOTTA WAX INTESA<br />
&nbsp;<br />
VALERIO VISCONTI<br />
www.visconti.cc<br />
Synth analogici, noise, kick drums. Un progetto solista che guarda al futuro, e sempre alla ricerca di nuove fonti sonore, senza dimenticare un uso molto personale del pianoforte.<br />
Compositore per pianoforte sin da bambino, Valerio Visconti da più di 10 anni crea e compone anche musica elettronica.<br />
Video di ricerca per l&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia, colonne sonore di app musicali, collaudatore di nuovi dispositivi, un disco a Londra, uno a Milano, e molta altra musica nel suo sito visconti.cc<br />
THE RITUAL SPHYNX</p>
<p>https://theritualsphinx.bandcamp.com/</p>
<p>Ritual Sphinx è un progetto multidisciplinare di Alessandro Bartolena nato nel 2011 come ricerca d&#8217;interazione tra immagine e sonoro. Dopo un percorso iniziale legato alla pittura, è ora strutturato in due filoni simbionti, dove il sonoro è l&#8217;elemento portante:<br />
-Installazioni d&#8217;arte contemporanea<br />
-Musica elettronica sperimentale<br />
La ricerca sonora mira alla costruzione di sonori materici concettuali, costituiti in particolare da suoni elettronici organici, spesso afferenti alla percezione legata al corpo umano.<br />
ARMENIA</p>
<p>http://www.armeniamusic.it/</p>
<p>Armenia, musicista elettronico sperimentale, così si racconta:<br />
&#8220;Come sopra così sotto. Ho capito di essere un infiltrato nel mondo delle macchine e dell&#8217;elettronica. Di base un sovversivo. Vado verso l&#8217;uomo e tutto viene adeguato a questo fine in vari modi e vie. Installo un virus umano e vado al risultato. Allora le macchine, sia software che hardware, cominciano a piegarsi, a scaldarsi e a diventare vive. A volte è sorprendente. Un&#8217;operazione alchemica ai miei occhi. Comanda il Saggio. Sullo sfondo il Bambino e il Catastrofista.&#8221;<br />
Armenia porta con sé il nuovo inquieto album di studio, WE ARE STILL MACHINES, preceduto da LIKE A DERVISH e pubblicato su Bandcamp. &#8220;La nostra vera coscienza può essere, e infatti lo è quasi sempre, completamente assente da tutto ciò che facciamo, pensiamo, vogliamo e immaginiamo &#8230;&#8221;<br />
A &#8220;FRACTAL&#8221; a cura di Duplex Ride, Armenia introduce inoltre il freschissimo progetto di collaborazione con la fotografa professionista Eliana Maffei che ha curato la parte visiva di due nuovi brani e che saranno parte di un nuovo EP in lavorazione: I Need To Go Up e Our Memories.<br />
STEFANO BERTOLI</p>
<p>https://www.facebook.com/stefano.bertoli.666</p>
<p>Landscape elettronici.<br />
&nbsp;<br />
KONTAMINA<br />
Il progetto “Kontamina” nasce dalla volontà di arricchire la proposta artistica e contribuire all’aggregazione di creativi ed artisti in contesti intimi e di sperimentazione.<br />
Liberi da qualunque canone consumistico e commerciale la Kontaminazione può realizzarsi.<br />
direct info: kontamina.arte@gmail.com<br />
DUPLEX RIDE<br />
costituita nel 2010 attorno ad un nucleo di operatori artistici, attivi nei settori della musica elettronica e dell’immagine digitale per mettere in comune le proprie esperienze ed espandere l’area creativa in cui agiscono, per contribuire allo sviluppo culturale del territorio, è un’associazione culturale interessata ad ogni forma d&#8217;arte, che organizza principalmente eventi di musica elettronica e videoproiezione.<br />
E’ un&#8217;idea in movimento, è arte collettiva, è ricerca elettronica, è sperimentazione in tutte le sue forme, dalla pittura, alla fotografia, alla scrittura.<br />
sito web: http://duplexridegenova.wordpress.com</p>
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Quella volta sul ponte</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2018 17:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="311" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-1_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Layout 1" style="margin-bottom:10px;" />14 dicembre - 3 gennaio 2019<br />
Atrio Palazzo Ducale]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="311" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-1_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Layout 1" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right">14 dicembre 2018 &#8211; 3 gennaio 2019<br />
orario 11-19, chiusa il 25 dicembre 2018<br />
mostra nell&#8217;atrio di Palazzo Ducale e<br />
in Ducale Spazio Aperto</h3>
<h4 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Inaugurazione venerdì 14 dicembre, ore 18</font><br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Dopo il crollo del Ponte Morandi il Presidente di Palazzo Ducale si rivolge ai cittadini di Genova chiedendo di esprimere i loro sentimenti attraverso degli scritti. Centinaia di persone, non solo genovesi, hanno risposto alla chiamata che diventa adesso una mostra. <em>Domus</em>, l’iconica rivista di architettura e design, partecipa alla restituzione visiva di queste testimonianze offrendo a Palazzo il <em>concept</em> della mostra, realizzata con il sostegno del Goethe-Institut Genua.<br />
Nella sala Ducale Spazio Aperto saranno esposti tutti i racconti, circa 500 tra scritti e fotografie, mentre nel colonnato del Cortile Maggiore una grande immagine del ponte, al momento della sua inaugurazione, è accostata ad alcune parole significative che emergono dai racconti.<br />
Una selezione di racconti è pubblicata nel libro <font style="color:#c20606">Quella volta sul ponte</font>. I proventi derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti a sostegno della realizzazione della stanza multisensoriale presso la Scuola primaria di Teglia &#8211; sede di un Polo con risorse educative specializzate &#8211; nell’ambito del progetto “Adotta un Polo” del Comune di Genova.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Da un’idea di <font style="color:#c20606">Luca Bizzarri</font><br />
Organizzazione e produzione <font style="color:#c20606">Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura</font><br />
Enti promotori <font style="color:#c20606">Comune di Genova</font>,<font style="color:#c20606"> Regione Liguria</font><br />
Con il sostegno di <font style="color:#c20606">Goethe-Institut Genua</font><br />
Con il supporto di <font style="color:#c20606">Camera di Commercio</font><br />
Concept della mostra <font style="color:#c20606">Domus</font><br />
Progetto grafico <font style="color:#c20606">Gabriella Barresi – Grafica fluida</font></h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Ingresso libero</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/quella-volta-sul-ponte/quella-volta-sul-ponte-5/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/quella-volta-sul-ponte-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="quella volta sul ponte-5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/quella-volta-sul-ponte/quella-volta-sul-ponte-6/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/quella-volta-sul-ponte-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="quella volta sul ponte-6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/quella-volta-sul-ponte/quella-volta-sul-ponte-7/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/quella-volta-sul-ponte-7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="quella volta sul ponte-7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/quella-volta-sul-ponte/quella-volta-sul-ponte-8/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/quella-volta-sul-ponte-8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="quella volta sul ponte-8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/quella-volta-sul-ponte/quella-volta-sul-ponte-1/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/quella-volta-sul-ponte-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="quella volta sul ponte-1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/quella-volta-sul-ponte/quella-volta-sul-ponte-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/quella-volta-sul-ponte-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="quella volta sul ponte-2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/quella-volta-sul-ponte/quella-volta-sul-ponte-3/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/quella-volta-sul-ponte-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="quella volta sul ponte-3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/quella-volta-sul-ponte/quella-volta-sul-ponte-4/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/quella-volta-sul-ponte-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="quella volta sul ponte-4" /></a>
</p>
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		<title>Monitoraggi 6</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 17:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/mon6_tit.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mon6_tit" style="margin-bottom:10px;" />6 - 23 dicembre 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/12/mon6_tit.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mon6_tit" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">progetto espositivo a cura di<br />
Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell&#8217;Arte<br />
Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova</font><br />
6 &#8211; 23 dicembre 2018<br />
&nbsp;<br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">
Ingresso libero<br />
Inaugurazione 6 dicembre, ore 18<br />
Orario: da martedì a domenica, ore 15-20<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
Giovedì 6 dicembre alle ore 18 a Sala Dogana a Palazzo Ducale inaugura la mostra Monitoraggi 6, il progetto espositivo del Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell&#8217;Arte dell&#8217;Accademia Ligustica, giunto alla sua sesta edizione.<br />
Monitoraggi è un progetto che il Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte dell’Accademia ha avviato con la finalità di indagare quello che avviene in Accademia dal punto di vista della ricerca artistica nei diversi livelli dei corsi di laurea.<br />
Selezionati dalla commissione del Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte gli studenti dell’Accademia Ligustica propongono sette progetti site-specific concepiti per gli spazi di Sala Dogana.<br />
Anna Icardi &#038; Mauro Casalino, Elena Grasso, Luca del Torto, Davide Toscano, Valentina Viviano &#038; Giulia Zini, Collettivo PES (Parastoo Dadvar, Elena Grasso, Sadaf Akrad), Filippo Cotella, sperimentano media diversi, articolando una ricerca che include tracce sonore, sculture in resina, supporti e tessuti, video installazioni e disegni di grandi dimensioni.<br />
Monitoraggi è un progetto aperto a tutti gli studenti liberi di presentare e sperimentare ricerche personali senza limiti di tema o linguaggio, uno strumento di osservazione, per i docenti, una selezione dei risultati più interessanti presentata e comunicata con una mostra in uno spazio pubblico come, ormai da diverse edizioni, Sala Dogana, banco di prova per i giovani artisti.<br />
&nbsp;<br />
Info <a href="mailto:comunicazione@accademialigustica.it">comunicazione@accademialigustica.it</a> Tel. 0105601324</p>
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		<title>La tv spezzata. Enzo Tortora</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/enzo-tortora-la-tv-spezzata/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2018 16:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/sito2.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="sito" style="margin-bottom:10px;" />30 novembre 2018 - 20 gennaio 2019<br />
Sala Liguria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/sito2.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="sito" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Ascesa e caduta di un uomo contro</font><br />
mostra in Sala Liguria<br />
30 novembre 2018 &#8211; <s>6 gennaio</s> 2019<br />
PROROGATA AL 20 GENNAIO</h3>
<h4 style="text-align: right">Inaugurazione il 30 novembre, ore 17.45<br />
&nbsp;<br />
da lunedì a venerdì, ore 9-19<br />sabato, domenica e festivi ore 11-19<br />martedì 25 dicembre chiuso<br />Ingresso libero</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Per i novant’anni dalla nascita, a Genova il 30 novembre 1928, Tortora non è soltanto la vittima di un’inchiesta giudiziaria né il recordman di “Portobello”, ma il testimone di un profondo cambiamento della società italiana. In mostra molte dichiarazioni, aforismi e invettive, ma anche consigli di un padre alle figlie. Il suo mondo borghese e conservatore è raffigurato per contrapposti: i versi di John Lennon e Bruce Springsteen, la parole controcorrente di Pier Paolo Pasolini, gli strali fulminanti di Groucho Marx. Risuonerà il rimbombo delle sue provocazioni, dei licenziamenti dalla Rai, delle intuizioni di stile e del fortissimo senso popolare che lo avvicinano a grandi entertainer americani come Ed Sullivan, Johnny Carson, David Letterman, Jimmy Fallon, ben rappresentati in una bandiera americana ricomposta con i loro volti. Un ricordo non può escludere i mondi paralleli a Tortora: in un monitor stralci di grande cinema italiano, da Risi a Lizzani, Rosi e Fellini, la ricostruzione dell’arresto nel 1983, il ritorno in televisione nel 1987. In una cella di prigione, parte dell’allestimento, si potranno leggere, come graffiti, estratti delle lettere che Tortora scrisse alla figlia Silvia, raccolte nel libro <a href="http://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/3178283/cara-silvia">Cara Silvia</a> edito da Marsilio. Infine la versione punk del pappagallo di “Portobello” vuole augurargli un affettuoso buon compleanno.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4><font style="color:#c20606">Il coraggio perbene</font><br />
Questa mostra è un tributo al coraggio. Non alla cronaca. O alla storia di un grande entertainer della televisione. Succede spesso che un artista venga apprezzato lontano dal suo tempo. Enzo Tortora è stato un grande innovatore. Non solo per come ha fatto televisione, ma per come è riuscito a essere moderato<br />
e prendere anche qualche abbaglio senza perdere mai dignità o coerenza professionale. È facile, oggi, farne ancora il simbolo di una stagione di vittime della<br />
macchina giudiziaria. Tortora voleva giustizia, cambiare le storture di un sistema drammaticamente evidenti. Ma rimaneva soprattutto un uomo perbene, conservatore, eppure vicino, nel momento più drammatico della sua esistenza, a idee radicali. Non vedo alcuna contraddizione. Oggi non sarebbe possibile.<br />
Tortora riusciva a essere popolare nel perimetro borghese di buone letture, maniere affabili, convinzioni severe su onestà, corruzione, rispetto per gli  altri. E’ un paradosso, ma ha fatto più denunce, sfide e cambiamenti professionali nei primi trent’anni di carriera che nel tragico decennio successivo, dominato dal fenomeno “Portobello” e dalle infamanti accuse di essere affiliato alla camorra. Se le lettere alle figlie &#8211; conosciamo solo quelle a Silvia, ma ne ha scritte, non meno importanti, anche a Gaia &#8211; e se l’attività di parlamentare a Strasburgo, brevissima, ci restituiscono ogni giorno la memoria di una persona perbene, la lezione televisiva, dove la sobrietà sosteneva un carattere indomito, secondo gli avversari persino irritante, è indimenticabile.<br />
Renato Tortarolo</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Mostra a cura di <font style="color:#c20606">Renato Tortarolo</font>, realizzazione It&#8217;s only Rock by Renato Tortarolo</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/loghi-sito.jpg" alt="Layout 1" width="1230" height="158" class="aligncenter size-full wp-image-48484" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>Conferenza Stampa</h4>
<p>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/enzo-tortora-la-tv-spezzata/tortora-1/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/tortora-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tortora-1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/enzo-tortora-la-tv-spezzata/tortora-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/tortora-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tortora-2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/enzo-tortora-la-tv-spezzata/tortora-3/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/tortora-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tortora-3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/enzo-tortora-la-tv-spezzata/tortora-4/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/tortora-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tortora-4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/enzo-tortora-la-tv-spezzata/tortora-7/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/tortora-7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tortora-7" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>Inaugurazione</h4>

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/enzo-tortora-la-tv-spezzata/tortora-1-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/tortora-11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tortora-1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/enzo-tortora-la-tv-spezzata/tortora-2-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/tortora-21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tortora-2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/enzo-tortora-la-tv-spezzata/tortora-3-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/tortora-31-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tortora-3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/enzo-tortora-la-tv-spezzata/tortora-4-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/tortora-41-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tortora-4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/enzo-tortora-la-tv-spezzata/tortora-5/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/tortora-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tortora-5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/enzo-tortora-la-tv-spezzata/tortora-6/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/tortora-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tortora-6" /></a>

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		<title>Da Monet a Bacon</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2018 09:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/jag_vert.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="jag_vert" style="margin-bottom:10px;" />17 novembre 2018 - 24 marzo 2019<br />
Sottoporticato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/jag_vert.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="jag_vert" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/jag.jpg" alt="jag" width="1200" height="848" class="alignleft size-full wp-image-47621" /><br />
<div class="threecol-two">
<h5 style="text-align: right"></h5>
<h3><font style="color:#c20606">Da Monet a Bacon<br />Capolavori della Johannesburg Art Gallery</font><br />
17 novembre 2018 &#8211; <s>3 marzo</s> prorogata al 24 marzo 2019<br />
Sottoporticato</h3>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Aperta al pubblico nel 1910, la Johannesburg Art Gallery vanta una collezione di altissima qualità dal punto di vista del patrimonio artistico. Palazzo Ducale ha il privilegio di ospitare un nucleo importante di capolavori provenienti da uno dei più significativi musei d’arte del continente africano, offrendo al pubblico un’occasione unica per scoprire e conoscere da vicino una raccolta di opere difficilmente visibile in altre sedi.<br />
L’esposizione presenta oltre sessanta opere, tra olii, acquerelli e grafiche, che portano le firme di alcuni dei principali protagonisti della scena artistica internazionale del XIX e del XX secolo: da Edgar Degas a Dante Gabriel Rossetti, da Jean Baptiste Corot a Alma Tadema, da Vincent Van Gogh a Paul Cezanne, da Pablo Picasso a Francis Bacon, Roy Lichtenstein e Andy Warhol. Senza dimenticare l’arte africana contemporanea, cui è dedicata un’intera sezione della mostra, e che costituisce ai nostri occhi una vera e propria scoperta, l’opportunità per incontrare una realtà pittorica ben poco nota al pubblico europeo.<br />
Suddiviso in sezioni cronologiche e tematiche, il percorso espositivo è un viaggio nella storia dell’arte dalla metà del XIX secolo fino al secondo Novecento, spaziando dall’Europa agli Stati Uniti fino al Sud Africa in un racconto che si sposta tra momenti storici, luoghi e linguaggi artistici diversi.<br />
La mostra, oltre a presentare un’ottima selezione di opere di grandi maestri, consente inoltre di scoprire l’affascinante storia della Johannesburg Art Gallery. Principale protagonista della nascita e della formazione della collezione museale fu Lady Florence Phillips, moglie del magnate dell’industria mineraria Sir Lionel Phillips. Donna dal grande fascino, a sua volta collezionista, convinta che la sua città dovesse avere un museo d’arte, persuase il marito e alcuni magnati dell’industria a investire nel progetto. Già alla sua apertura, il museo presenta una selezione di opere di straordinaria qualità e modernità, un nucleo arricchitosi poi negli anni, grazie a nuove acquisizioni e donazioni.<br />
&nbsp;<br />
A cura di Simona Bartolena,<br />
realizzata da ViDi in collaborazione la Johannesburg Art Gallery<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Inaugurazione</h4>

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/da-monet-a-bacon-2/monet-1/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/monet-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="monet-1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/da-monet-a-bacon-2/monet-2-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/monet-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="monet-2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/da-monet-a-bacon-2/monet-3/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/monet-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="monet-3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/da-monet-a-bacon-2/monet-4/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/monet-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="monet-4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/da-monet-a-bacon-2/monet-5/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/monet-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="monet-5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/da-monet-a-bacon-2/monet-6/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/monet-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="monet-6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/da-monet-a-bacon-2/monet-7/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/monet-7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="monet-7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/da-monet-a-bacon-2/monet-8/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/monet-8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="monet-8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/da-monet-a-bacon-2/monet-9/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/monet-9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="monet-9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/da-monet-a-bacon-2/monet-10/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/monet-10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="monet-10" /></a>

</div><br />
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Sottoporticato,</strong></p>
<h4>Palazzo Ducale<br />
piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova<br />
<a href="https://www.mostrajaggenova.com" target="_blank">www.mostrajaggenova.com</a><br />
</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Orari</strong></p>
<h4><font style="color:#c20606">Da martedì a domenica, ore 10-19.</font> Lunedì chiuso<br />
La biglietteria chiude alle ore 18<br />
&nbsp;<br />
25.12 chiusa<br />
26.12: ore 10 &#8211; 19<br />
31.12: ore 14.30 &#8211; 02.00<br />
<a href="https://www.happyticket.it/genova/rassegne/361-capodanno-2019.htm" target="_blank" rel="external nofollow"><font style="color:#c20606">Capodanno a Palazzo Ducale &#8211; prenota qui</font></a><br />
La biglietteria chiude un’ora prima<br />
&nbsp;<br />
</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Biglietti</strong></p>
<h4>intero: 12 euro, ridotto: 10 euro<br />
Acquisto online su <a href="https://www.vivaticket.it/ita/event/da-monet-a-bacon-capolavori-della-johannesburg-art-gallery/121950">www.vivaticket.it</a>, anche il lunedì (giorno di chiusura della mostra) </h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/hotel-amici-delle-mostre-di-palazzo-ducale/" title="Hotel Amici delle mostre di Palazzo Ducale">Hotel Amici delle mostre di Palazzo Ducale</a></h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a></h4>
</div><br />
</div></p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>9114 Questo sono io</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2018 17:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/9114.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="9114" style="margin-bottom:10px;" />15 novembre - 2 dicembre 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/9114.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="9114" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Fabio Sacco</font><br />
15 novembre &#8211; 2 dicembre 2018<br />
&nbsp;<br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">
Orario: da martedì a domenica, ore 15-20<br />
Ingresso libero<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 15 novembre, ore 18<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
In questa esperienza artistica, l’autore intende sottolineare le ormai prive prospettive future della classe operaia. Attraverso le sue immagini affronta le tematiche essenziali che<br />
costituiscono l’attuale società tra cui il lavoro, la famiglia, la casa&#8230;&#8230;dove il soggetto degli scatti rubati è proprio lui, Fabio Sacco, fotografo per passione, nato e cresciuto a Novi Ligure, dove tuttora vive e lavora.<br />
Una delle finalità della mostra è quella di condurre il visitatore attraverso ogni singolo scatto, in un percorso di identificazione e partecipazione, atto a percepire il senso di desolazione e avvilimento che hanno indotto l’artista alla realizzazione del reportage fotografico.<br />
&nbsp;<br />
L&#8217;artista afferma:<br />
&#8216;Per comprendere a fondo le motivazioni da cui è scaturito il mio progetto è necessario tornare indietro nel tempo di un paio di decadi, a quando il mondo del lavoro fu colpito su ogni fronte, privando la gente di prospettive e degli innegabili diritti sui quali si fonda la nostra Costituzione:<br />
<i>art.1 L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.</i><br />
In realtà si è allontanata sempre più l’età pensionabile e l’ambito lavorativo è stato caratterizzato da infiniti contratti a tempo determinato che non assicurano un futuro concreto a<br />
chi intraprende la strada del mondo del lavoro.<br />
I giovani, ultimata la fase dedicata alla formazione scolastica, si trovano perlopiù ad affrontare una situazione profondamente compromessa, quasi sempre costretti a lavori precari o lontani dal proprio paese di origine, sfidando il destino e cercando all’estero quel riconoscimento e quella possibilità di progettare il futuro lontano dal proprio Paese che oramai non ha più nulla da offrire e dal quale si sentono traditi.<br />
In questa mostra ho voluto rappresentare la giornata lavorativa di un operaio, spogliato dei suoi diritti, con la sua inutile ambizione, la sua routine e le sue riposte speranze.&#8217;</p>
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/9114-questo-sono-io/attachment/114/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/114-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="114" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Gianni Berengo Gardin</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 20:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[architetti genova]]></category>
		<category><![CDATA[Lezioni di architettura]]></category>
		<category><![CDATA[lezioni di architettura 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/Berengo-_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Berengo-_sito" style="margin-bottom:10px;" />7 - 25 novembre 2018<br />
Sala Liguria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/Berengo-_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Berengo-_sito" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right">A colloquio con <font style="color:#c20606">Silvio Ferrari</font><br />
mercoledì 7 novembre 2018, ore 21<br />
Sala del Maggior Consiglio</h3>
<h4 style="text-align: right"><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/bignovember-18.pdf">Scopri qui il programma completo di Big November 4</a> e<br /> <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/11/gianni-berengo.pdf">qui</a> la locandina della mostra</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Attraverso il dialogo con <font style="color:#c20606">Silvio Ferrari</font>, il maestro ligure racconta la propria visione della fotografia come documento narrativo e non come semplice immagine.<br />
&nbsp;</p>
<h4>L&#8217;incontro è realizzato in occasione della mostra <font style="color:#c20606">Gianni Berengo Gardin fotografa Renzo Piano</font>, allestita in Sala Liguria fino al 25 novembre 2018, a cura di Guido Risicato e Lorenzo Trompetto.<br />Nell’ambito della rassegna Big November la mostra di Genova presenta una serie di scatti selezionati da Gianni Berengo Gardin tra i lavori realizzati dallo studio Piano nel periodo che va dal 1979 al 1994. La collaborazione con Renzo Piano inizia nel 1978 e termina nel 2000; il lavoro prodotto documenta tutte le fasi che comportano la realizzazione di un progetto di architettura, dal luogo in cui sorgerà l’opera alla fine del cantiere. Un lavoro particolare quello di Berengo Gardin, diverso dalle rappresentazioni dell’architettura che oggi vediamo sulle riviste o sui siti specializzati, una lettura che coglie tutto ciò che l’opera architettonica conclusa nasconde. La narrazione del cantiere e le sue fasi operative, gli spazi che via via si modificano e il rapporto con gli operai, attori protagonisti di questa scena.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4><font style="color:#c20606">Gianni Berengo Gardin</font> è uno dei più noti ed importanti fotografi italiani. Nato a Santa Margherita Ligure nel 1930, si occupa di fotografia dal 1954. Dopo aver vissuto a Roma, Venezia, Lugano e Parigi. Nel 1965 si stabilisce a Milano e inizia la sua<br />
carriera professionale dedicandosi al reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale.<br />
Ha lavorato con le principali testate della stampa italiana ed estera, con il Touring Club Italiano e con l’Istituto Geografico De Agostini, ma<br />
si è principalmente dedicato alla realizzazione di libri fotografici, pubblicandone oltre 200. Nel 1963 è stato premiato dal World Press Photo.<br />
Nel 1990 è stato invitato d’onore al &#8220;Mois de la Photo&#8221; di Parigi dove ha vinto il Premio Brassai. Ha tenuto circa 200 mostre personali in Italia<br />
e all’estero, e sue immagini fanno parte delle collezioni di diversi musei e fondazioni culturali, tra cui la Calcografia Nazionale di Roma,<br />
il Museum of Modern Art di New York, la Bibliotheque Nationale, la Maison Européenne de la Photographie e la Collection photo FNAC di Parigi. Nel 2015 il consiglio nazionale degli Architetti gli assegna il titolo di architetto Onorario.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>All&#8217;interno di <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/big-november-4/" title="Big November, 4">Big November 4, Architectura et Media</a>, a cura di Fondazione Ordine Architetti PPC di Genova</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/04/fond_ord_arch.jpg" alt="fond_ord_arch" width="120" height="56" class="alignright size-full wp-image-22699" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Achille Funi e Mimì Quilici Buzzacchi</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2018 15:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Ducale]]></category>
		<category><![CDATA[Wolfsoniana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/x-sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="x sito" style="margin-bottom:10px;" />28 ottobre 2018 - 24 marzo 2019<br />
Wolksoniana - Ge Nervi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/x-sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="x sito" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Da Ferrara alla Libia</font><br />
28 ottobre 2018 &#8211; 24 marzo 2019</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right">Wolfsoniana – Musei di Nervi<br />
via Serra Gropallo 4, Genova<br />
&nbsp;<br />
Da martedì a domenica 11.00 – 17.00; lunedì chiuso<br />
www.wolfsoniana.it<br />
tel. 010 3231329; info@wolfsoniana.it, biglietteriawolfsoniana@comune.genova.it</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Curata da Matteo Fochessati e Gianni Franzone e realizzata in collaborazione con l’Archivio Mimì Quilici Buzzacchi di Roma, la mostra presenta le opere di due artisti che, uniti da un profondo rapporto umano e professionale, consolidato alla fine degli anni trenta dalla comune partecipazione al programma di opere pubbliche in Libia, condivisero anche il legame con Ferrara. </p>
<p>Achille Funi (Ferrara 1890 &#8211; Appiano Gentile, Como, 1972) mantenne intensi rapporti con la città natale anche dopo il trasferimento a Milano nel 1906 e vi fu impegnato, tra il 1933 e il 1938, nella decorazione della Sala della Consulta del Palazzo Comunale.<br />
Mimì Buzzacchi (Medole, Mantova, 1903 &#8211; Roma 1990) visse a lungo nel capoluogo estense a seguito del matrimonio, celebrato nel 1929, con il giornalista Nello Quilici, direttore del “Corriere Padano”.<br />
Entrambi furono poi attivi in Libia, chiamati da Italo Balbo, allora governatore della colonia, che costituì in terra africana un “cenacolo” di artisti ferraresi cui fu affidata la decorazione di edifici pubblici e chiese a Tripoli e nei nuovi villaggi agricoli costruiti in prossimità della costa. </p>
<p>Di Funi la mostra presenta un corpus di disegni realizzati negli anni del primo conflitto mondiale, quando l’artista &#8211; partito per il fronte nel 1915 con il Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti insieme a Marinetti, Boccioni, Sant’Elia, Sironi e Bucci, e nominato l’anno seguente ufficiale nel corpo dei bersaglieri &#8211; fu distaccato, in un periodo di frequenti spostamenti, a Caposile, Grave di Papadopopoli e Pesaro. I disegni, esposti un’unica volta a Milano nel marzo del 1997, sono rimasti a lungo nella residenza pesarese della famiglia degli attuali proprietari, cui l’artista stesso li aveva donati. Le opere, nel complesso, rivelano quel cambiamento espressivo che portò Funi a passare da un linguaggio di matrice futurista a forme nitide e precise che di lì a poco connoteranno l’estetica del gruppo di “Novecento”. Sono caratterizzati da un segno grafico duro e da una nuova impostazione espressiva, influenzata dalla coeva svolta primitivista di Carla Carrà, ma ancor più dalle solide volumetrie di Paul Cézanne. </p>
<p>Di Mimì Quilici Buzzacchi si propongono le incisioni raccolte nella cartella Italia Antica e Nuova, pubblicata nel 1939 con prefazione di Ugo Ojetti, in cui l’asciuttezza e il rigore compositivo si fondono con squarci prospettici dinamici in una generale atmosfera misteriosa, rivelando come l’artista avesse correttamente recepito le suggestioni metafisiche di Giorgio de Chirico e le tensioni dell’aeropittura futurista. In mostra sono testimoniati, grazie anche al materiale documentario proveniente dall’archivio dell’artista, i suoi interventi decorativi in Libia, mentre alcuni dipinti di soggetto coloniale, esposti nel 1939 alla Galleria Genova nel capoluogo ligure, restituiscono le impressioni del suo primo soggiorno in Libia nel 1936.</p>
<p>Si ringraziano Antonella Ciullini, Simone e Vieri Quilici, Roberta Miacola. </p>
<p>La mostra si svolge in contemporanea con l’esposizione <font style="color:#c20606">Una donna tra le due guerre. Mimì Quilici Buzzacchi e l’Italia del ‘900: “Vedute del cuore” tra xilografie, litografie ed ex-libris 1923/1969</font>, Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, Collesalvetti, 15 novembre 2018 &#8211; 7 marzo 2019, a cura di Francesca Cagianelli.</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/achille-funi-e-mimi-quilici-buzzacchi/4-376/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/achille-funi-e-mimi-quilici-buzzacchi/5-300/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/achille-funi-e-mimi-quilici-buzzacchi/1-405/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/achille-funi-e-mimi-quilici-buzzacchi/3-402/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/achille-funi-e-mimi-quilici-buzzacchi/2-407/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/achille-funi-e-mimi-quilici-buzzacchi/7-178/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>(Ri)tornare</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2018 16:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/ritornare.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="ritornare" style="margin-bottom:10px;" />25 ottobre - 11 novembre 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/ritornare.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="ritornare" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">progetto di Niccolò Masini,<br />
Giulia Crispiani, Luca Carboni</font><br />
25 ottobre &#8211; 11 novembre 2018<br />
&nbsp;<br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">
Inaugurazione giovedì 25 ottobre, ore 18<br />
Orario: dal martedì alla domenica, ore 15-20<br />
Ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<p>La mostra [Ri]Tornare è una riflessione sul tema del ritorno. Tornare significa avviarsi, essere diretti al luogo da cui si era partiti o da cui ci si era allontanati, rientrare o rimettersi nel luogo da dove si era venuti. Si torna a casa da un viaggio, dopo un&#8217;assenza più o meno lunga, si riprende la propria attività. [Ri]tornare è sinonimo di tornare ma meno comune nell&#8217;uso familiare, enfatizza l&#8217;intervallo di assenza e può implicare una ripetizione. Si ritorna su una questione, o si ritorna in sé. Si ritorna dove si è già stati, spesso con l&#8217;idea di periodicità. Ritornare significa anche restituire, intercalare e riprendere.<br />
Se Giulia Crispiani presenta un trittico-tributo a delle figure fondanti del femminismo italiano, Luca Carboni delinea un campo di ricerca storico/geografica allo scopo di sviluppare una lettura critica della relazione fra la Sardegna, le sue coste e il contesto mediterraneo contemporaneo; i lavori di Niccolò Masini invece investigano la natura stessa del concetto di temporalità, presentati attraverso una dimensione specifica, essi tentano di incorporare esperienze passate e future.<br />
Il tentativo è quello di analizzare il concetto di luogo fisico inteso come estensione dello spazio nell’asse temporale, secondo un’immaginaria cadenza cronologica entro la cui cornice ognuno dei lavori presentati appresta una griglia interpretativa per lo sguardo specifico di ogni singolo artista.<br />
Lo spazio, condizionato sempre più da una dimensione temporale accelerata, è ad oggi dimensione emblematica della capacità stessa di auto-comprensione: «viviamo in un momento in cui il mondo si sperimenta, credo, più che come un grande percorso che si sviluppa nel tempo, come un reticolo che incrocia dei punti e che intreccia la sua matassa» (Foucault, 1994).<br />
Consapevoli che la mobilità sia un privilegio confinato a determinati soggetti e geografie, è necessario porsi delle domande per far sì che l’idea di ritorno risulti scevra di romanticismi: che<br />
cosa spinge ad andarsene e cosa stimola il desiderio di ritorno? In che modi si possono attivare esperienze e competenze, sviluppate in anni di studio e vita in contesti e condizioni differenti<br />
rispetto alle realtà da cui si è partiti e in cui si torna? Benché l’asse del ritorno si sviluppi, idealmente, lungo una direttrice passato-futuro, cosa significa rifiutare questa dualità, e la<br />
conseguente idea di progresso, in favore di una lettura che superi la tentazione di trovare facili<br />
soluzioni in un passato perduto da recuperare, o in un futuro inedito da conquistare?<br />
I lavori degli artisti in mostra, sviluppati lungo tematiche indipendenti e parallele, secondo le diverse pratiche artistiche, si pongono come passo intermedio verso la costruzione di un percorso che possa trovare momenti comuni di inserimento e impegno nelle varie realtà di appartenenza,con uno sguardo al tempo stesso locale e forestiero.<br />
<b>Niccolò Masini</b>, <b>Giulia Crispiani</b> e <b>Luca Carboni</b> sono nati e cresciuti in Italia. Dopo un primo percorso di formazione universitaria, decidono di continuare gli studi all’estero. Si incontrano alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, dove parallelamente completano percorsi separati, ottenendo un diploma di laurea nel 2015. Dopo varie altre esperienze e percorsi di formazione internazionali, più o meno contemporaneamente maturano la decisione di tornare a vivere e lavorare in Italia.<br />
&nbsp;</p>
<p>The exhibition [Ri]tornare is a reflection on the topic of return. To return means to go or come back,as to a former place, position, or state; to revert or recur, as in thought, discourse and so on. We return from a trip, after a more or less long absence, we start again with an activity. We return where we have already been, often with the idea of recurrence. To return means also to give back, to intercalate and start again.<br />
Giulia Crispiani presents a tryptic-tribute to fundamental figures of Italian feminism; Luca Carboni binds together some historic-geographical research topics on Sardinia, in order to materialize some problematic aspects of the Mediterranean contemporaneity—removed yet highly influential; Niccolò Masini&#8217;s works investigate the nature of temporality, as an attempt to materiality itself, they try to physically re-create a dimension where past and future experience are embodied.<br />
The main focus is to analyze the concept of the physical space intended as a continuation of the temporal axe, according to imaginary intervals. Each of the presented works is an interpretation of this interval.<br />
More and more affected by an accelerated temporal dimension, space is today the emblematic dimension for self-understanding.<br />
Keeping in mind that mobility is a privilege confined to specific subjects and geographies, it is necessary to pose some questions, to liberate the act of return from any kind of romanticism: why do we go away in the first place? Where does the desire to return stem from? In which ways can we reactivate experiences and competences, developed during several years of studies and living in different contests and conditions from the reality we have left behind or we go back to?<br />
Despite the axe of return is ideally placed on the vector past–future, what does it mean to reject this duality and the consequential idea of progress, in favor of a reading that would go beyond finding easy solutions in a past to restore or a future to conquer?<br />
The exhibited artworks are developed along independent and parallel thematics, according to the diverse approaches. They want to be an intermediate step towards the construction of a path, where to find communal moments of engagement in the respective places of belonging, through a local-yet-foreign gaze.<br />
Niccolò Masini, Giulia Crispiani and Luca Carboni were born and raised in Italy. After a first academic experience, they decide to continue their studies abroad. They met at the Gerrit Rietveld Academie in Amsterdam, where they followed separate courses but graduated together in 2015.<br />
After various international experiences, they all decided more or less simultaneously to return to live and work in Italy.</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p><u>Niccolò Masini</u> nasce a Genova nel 1989. Il suo percorso artistico prende forma nelle aule dello IED di Milano, laureandosi nel 2011 nei corsi di Illustrazione e Animazione. Incomincia così la propria carriera nel mondo dell’arte visuale. La svolta definitiva la compie però trasferendosi in Olanda, dove frequenta la prestigiosa Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, dalla quale si laureerà nel 2015 con una specializzazione in Audio Visual Arts. Durante il periodo alla Rietveld, ha la possibilità di seguire un programma di scambio internazionale alla RMIT University di Melbourne. Vincitore di numerosi premi, concorsi e residenze internazionali, dal 2015 ha iniziato a dedicarsi alla propria ricerca personale, alla quale affianca lavori su commissione. Praticando in tre continenti, il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale in paesi come Australia, Canada, Argentina, Olanda, Giappone ed Italia. Ad oggi, vive e lavora tra Genova e Montreal.<br />
IL PENSIERO: Le opere di Niccolò Masini si collocano nel reame della narrazione per immagini e dell&#8217;artigianato, ma anche in quello dell’antropologia e poesia. Seguendo una poetica lontana da<br />
un classico susseguirsi del tempo, esse guidano il suo creatore e pubblico attraverso una narrativa estemporanea di metodi, voci, opinioni e prospettive. Mettendo in discussione i ruoli fondamentali e le regole nascoste dentro una definizione odierna del concetto di «cultura», essa trae ispirazione da letteratura, storia, teatro, psicanalisi, e religione. È essenziale conoscere per poter appartenere.<br />
La ricerca visuale di Masini attinge a un flusso creativo che ha radici profonde, un tipo di conoscenza che non può essere trovata unicamente dentro ad un libro. Certe tipologie di apprendimento necessitano di essere vissute, come per afferrare una conoscenza del mondo che si può guadagnare unicamente attraverso l’esperienza, identificandone la forma ed avvicinandosi ad una diversa percezione di noi stessi. Come per diventare parte di un processo che sta all’essenza stessa di quello che siamo in quanto esseri umani, estraniandoci dai preconcetti di tempo e cultura.<br />
&nbsp;</p>
<p><u>Giulia Crispiani</u> è artista e scrittrice, e vive e lavora a Roma dove collabora con la redazione di NERO Editions. Si è diplomata in Disegno Industriale alla Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni (Sapienza, Roma) nel 2009, per poi trasferirsi in Olanda, dove ha completato un BA alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam con specializzazione in Ceramica (2015) e un programma extra curricolare in Art &#038; Research con l’Università di Amsterdam (2014). Nel 2017 ha ottenuto la laurea MA al Dutch Art Institute (Artez, Arnhem). Ha partecipato a progetti indipendenti tra Amsterdam, Beirut, Tehran e partecipato alla mostra Coming Soon alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (2018).<br />
&nbsp;</p>
<p><u>Luca Carboni</u> è un graphic designer, vive e lavora tra Cagliari e Berlino. Nel suo lavoro sviluppa metodi di ricerca storico-geografica e artistica applicati a temi inerenti commistioni fra estetica e politica, intesi come contributo ad una militanza politica. Si è diplomato in Disegno Industriale alla Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni (Sapienza, Roma) nel 2010 per poi trasferirsi nei Paesi Bassi, dove ha completato un BA alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam con specializzazione in Graphic Design (2015) e un MA in Art Praxis presso il Dutch Art Institute (ArtEz, Arnhem) nel 2018. Ha lavorato come stampatore serigrafo in contesti educativi, collaborato e sviluppato progetti di ricerca con diversi artisti sia in Europa (Paesi Bassi, Grecia, Italia) che in Iran e Messico, su temi quali l’autorganizzazione nella modernità capitalista, rendita fondiaria e speculazione, e pratiche di (auto)pubblicazione.<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Paganini Rockstar</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2018 07:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/paganini-hp400.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="paganini-hp400" style="margin-bottom:10px;" />dal 19 ottobre 2018 al 10 marzo 2019<br />Appartamento del Doge]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/paganini-hp400.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="paganini-hp400" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/07/1230x700-Paganini6.jpg" alt="1230x700 - Paganini6" width="1230" height="700" class="alignright size-full wp-image-46769" /><br />
<div class="threecol-two">
<h3>Paganini Rockstar<br />
19 ottobre 2018 &#8211; 10 marzo 2019, Appartamento del Doge di Palazzo Ducale</h3>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Paganini e rockstar sono due parole ardite da accostare, sembrano appartenere a due universi molto distanti tra loro, due storie lontane – nel tempo e nello spazio – che difficilmente possono intrecciarsi.<br />
Eppure Niccolò Paganini, avvolto tutt&#8217;oggi nelle nubi fumose di leggende, luoghi comuni e misteri, è un musicista rock, laddove rock vuol dire rivoluzione.<br />
Ciò che Paganini realizzò, nella prima metà dell&#8217;Ottocento, fu rivoluzionario: non soltanto sfidò, superandoli, i limiti di ciò che fino ad allora si poteva fare con il violino, ma ridefinì il significato stesso dell&#8217;essere musicista.<br />
La scoperta del talento, il virtuosismo, le <em>performance</em>, il look, i tour, la fama, lo scatenamento di fantasie ed entusiasmi del pubblico sono tutti elementi rintracciabili nella vicenda artistica e biografica di Paganini. E, allo stesso tempo, sono tutte storie ricorrenti anche nelle vite delle rockstar di oggi.<br />
Paganini e Hendrix non sono due universi poi così distanti: entrambi furono dei virtuosi, entrambi osannati dalle folle, entrambi legati al proprio strumento – il celebre Cannone e la Fender Stratocaster, considerati in mostra come dei veri e propri oggetti magici – che era di fatto prolungamento della loro anima oltreché del loro corpo.<br />
Le loro storie dunque si intrecciano, ma non solo: la mostra, unendo ai manoscritti originali di Paganini e ai costumi di scena di Hendrix un impianto multimediale di forte impatto, si apre anche alla nostra contemporaneità, chiamando a partecipare le star di oggi.<br />
La <em>performance</em> inedita di <font style="color:#c20606">Roberto Bolle</font>, realizzata in esclusiva sul Capriccio 24, è la chiave di volta della mostra, la resa visiva del concetto stesso di virtuosismo in una sala immersiva molto suggestiva. <font style="color:#c20606">Morgan</font>, <font style="color:#c20606">Salvatore Accardo</font>, <font style="color:#c20606">Gianna Nannini</font> e <font style="color:#c20606">Ivano Fossati</font> sono gli altri testimonial d&#8217;eccezione che arricchiscono il racconto della mostra con i loro contributi video.<br />
Un racconto che stupisce, conduce dietro le quinte di un teatro e da lì mostra la messa in scena dell&#8217;artista, la costruzione del mito.<br />
&nbsp;<br />
La mostra è curata da Roberto Grisley, Raffaele Mellace e Ivano Fossati con l’allestimento di NEO Narrative Environments Opera di Milano</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Informazioni e approfondimenti su <a href="http://paganinirockstar.it/">www.paganinirockstar.it</a></h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=ekiINtOGUh0&amp;w=560&amp;h=315]<br />
&nbsp;<br />
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<h4>
Realizzazione video Paolo Micai Videomaker<br />
Si ringrazia lo speaker Maurizio Modica</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Inaugurazione<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/inpaganini-1/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/inpaganini-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inpaganini-1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/inpaganini-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/inpaganini-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inpaganini-2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/inpaganini-3/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/inpaganini-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inpaganini-3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/inpaganini-4/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/inpaganini-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inpaganini-4" /></a>
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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/inpaganini-6/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/inpaganini-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inpaganini-6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/inpaganini-7/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/inpaganini-7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inpaganini-7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/inpaganini-8/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/inpaganini-8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inpaganini-8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/inpaganini-9/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/inpaganini-9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inpaganini-9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/inpaganini-10/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/inpaganini-10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inpaganini-10" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/inpaganini-11/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/inpaganini-11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inpaganini-11" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/inpaganini-12/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/inpaganini-12-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inpaganini-12" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/inpaganini-13/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/inpaganini-13-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inpaganini-13" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/inpaganini-14/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/inpaganini-14-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inpaganini-14" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>Morgan</h4>

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/morgan-1/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/morgan-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="morgan-1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/morgan-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/morgan-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="morgan-2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/morgan-3/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/morgan-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="morgan-3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/morgan-4/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/morgan-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="morgan-4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/morgan-5/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/morgan-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="morgan-5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/morgan-6/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/morgan-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="morgan-6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/morgan-7/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/morgan-7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="morgan-7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/morgan-8/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/morgan-8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="morgan-8" /></a>

<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Adriano Panatta</h4>
<p>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/panatta-4/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/panatta-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="panatta-4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/panatta-8/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/panatta-8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="panatta-8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/panatta-10/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/panatta-10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="panatta-10" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>Martin Chalfie</h4>
<p>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/martin-chalfie-3/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/martin-chalfie-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="martin chalfie-3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/martin-chalfie-4/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/martin-chalfie-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="martin chalfie-4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/martin-chalfie-5/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/martin-chalfie-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="martin chalfie-5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/martin-chalfie-1/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/martin-chalfie-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="martin chalfie-1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/paganini-rockstar/martin-chalfie-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/martin-chalfie-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="martin chalfie-2" /></a>
<br />
</div><br />
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606"><strong>Orari </strong></font><br />
lunedì, ore 14.30 &#8211; 19.30<br />
da martedì a domenica, ore 9.30 &#8211; 19.30<br />
venerdì, ore 9.30 &#8211; 22<br />
La biglietteria chiude un’ora prima</p>
<p>&nbsp;<br />
</h4>
</div>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606"><strong>Biglietti</strong></font><br />
intero €12, ridotto € 10<br />
<a href="https://www.vivaticket.it/ita/event/paganini-rockstar/116495">Acquista on line</a><br />
<a href="https://www.vivaticket.it/ita/event/abbonamento-paganini-rockstar/122778">Acquista on line biglietto open</a></h4>
</div>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606"><strong>Prenotazioni</strong></font><br />
tel: 0292897734<br />
email: gruppi@vivaticket.com<br /></h4>
</div>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><a href="https://www.c-way.it/pacchetto/paganini-rockstar-la-mostra/">Pacchetto Genova + mostra<br />
Prenotazioni con C-Way<br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/c-way-NEW1.png" alt="c-way-NEW" width="100" height="36" class="alignnone size-full wp-image-48625" /> </a></h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/hotel-amici-delle-mostre-di-palazzo-ducale/" title="Hotel Amici delle mostre di Palazzo Ducale">Hotel Amici delle mostre di Palazzo Ducale</a></h4>
</div></p>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a></h4>
</div>
</div></p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/10/loghi_def_paganini.jpg" alt="Layout 1" width="1230" height="795" class="alignleft size-full wp-image-47952" usemap="#Map1" /></p>
<map name="Map1">
<area shape="rect" coords="667,19,744,123" href="http://www.regione.liguria.it" target="_blank">
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</map>
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		<title>Primule</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/primule/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2018 16:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/primule.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="primule" style="margin-bottom:10px;" />4 - 21 ottobre 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/primule.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="primule" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Silvia Mazzella e Benedetta Boveri</font><br />
4 &#8211; 21 ottobre 2018<br />
&nbsp;<br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">
Inaugurazione 4 ottobre, ore 18<br />
Orario: da martedì a domenica, ore 15-20<br />
Ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<i>Primule vuole essere un racconto.<br />
Primule è Louisa May Alcott, Alda Merini, Rupi Kaur.<br />
È tutto ciò̀ che ci accomuna e a volte ci allontana.<br />
È un dialogo, fatto di fotografia, scrittura e pittura.<br />
Primule è Diane Arbus e Jane Austen.<br />
È fragilità, forza e bellezza.<br />
Vuole essere un racconto fatto di simbologie femminili,<br />
di crepe e macchie, di animo e pelle.<br />
Vuole essere un racconto delicato,<br />
che ti porta a pensare all’infanzia<br />
e<br />
ai fiori che racchiudono il tuo giardino.<br />
</i><br />
&nbsp;</p>
<p>Primule nasce a Genova, davanti ad una birra e una coca-cola zero, nel 2016 dalle fotografe Silvia Mazzella e Benedetta Boveri. Entrambe indagano sulla figura della donna: dalla sua bellezza incorniciata dai dettagli del viso, dalle crepe del suo corpo e dalla sua fragilità. Il nome Primule nasce dal fiore che sboccia per annunciare la primavera che si collega alla figura della Venere nel Botticelli: Il mantello rosso che porge alla dea è decorato con primule, rose e rametti di mirto. Primule diventa il nome della ricerca che raffigura la nascita della donna, nell’età adulta, quando si mette a confronto con se stessa e il mondo che la circonda. L’intento del progetto è quello di unire due fotografie per creare un percorso sulla donna attraverso vari mezzi come: Fotografia, Pittura, Scrittura.<br />
Due giovani fotografe, due visioni sulla donna a confronto, per creare una suggestiva visione della realtà femminile, con tutte le sue simbologie e caratteristiche.<br />
Primule vuole essere un dialogo aperto al pubblico, un diario d’infanzia, di perdita e di rinascita.<br />
La giovane curatrice Virginia Lupo e Sofia Torre, giornalista freelance, hanno accompagnato Primule con i loro testi. Giovanissime e caparbie hanno interpretato Primule con due stili differenti e coinvolgenti. Da una parte lo spettatore è accompagnato alla visione delle immagini dall’altro è invitato a riflettere su alcuni concetti come nel testo ‘ Il diritto di essere una donna che dà fastidio’ di Sofia Torre.<br />
Per rendere la mostra più dinamica e partecipativa, si è deciso di dedicare uno spazio del progetto alla libera interpretazione. Abbiamo selezionato 9 autori che hanno realizzato la propria visione Primule. Dal dipinto ad olio a quello ad acquarello, dalla fotografia sperimentale alle parole scritte nero su bianco. Ogni mezzo ha lo stesso valore e la stessa valenza. Gli autori hanno affrontato il tema della femminilità, riflettendo sull’identità legata all’eredità famigliare e culturale, al taboo, all’iconografia greca, alle osservazioni più intime che prendono forma in maniera sfrontata, delicata e realistica. Autori: Andy Mcfly, Arianna Maestrale, Caterina Lorenzetti, Caterina Scolari, Chiara De Maria, ERRESULLALUNA+ChuliPaquin, Jessica Morichi, Martina Nai Fovino e Tatiana Minelli.<br />
Durante l’esposizione sarà possibile visionare e acquistare il catalogo Primule in 30 copie limitate e firmate dalle autrici.<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<i>Primule wants to be a storytelling.<br />
Primule is Louisa May Alcott, Alda Merini, Rupi Kaur.<br />
It is everything that brings us together and sometimes takes us away.<br />
It is a dialogue, made of photography, writing and painting.<br />
Primule is Diana Arbus and Jane Austin.<br />
It is fragility, strength and beauty.<br />
It wants to be a story made of female symbols,<br />
of cracks and stains, of soul and skin.<br />
It wants to be a delicate story,<br />
that leads you to think about childhood<br />
and<br />
flowers that enclose your garden.</i><br />
&nbsp;<br />
Primule was conceived in Genoa in 2016 by the photographers Silvia Mazzella and Benedetta Boveri. Both investigate the image of woman: from her beauty, framed in the details of her face and by the cracks in her body to her fragility. The title Primule is referred to the flower which blooms announcing the arrival of spring, connected to the figure of Venus in Botticelli:<br />
in the right side of the panting, spring season is approaching on the jagged coast of the island.  The red cloak given to the goddess is decorated with primroses, rose and myrtle branches. Primroses becomes the name of the quest that depicts the birth of a woman, in adulthood, when she is confronted with herself and the world around her. The aim of the project is to combine two pictures in order to create a path through various means, such as photography, painting and writing.<br />
Two young photographers, two visions on the woman in comparison, to create a suggestive vision of the female reality, with all its symbols and characteristics. Primule wants to be a dialogue open to the public, a diary of childhood, loss and rebirth.<br />
The young curator Virginia Lupo and freelance journalist Sofia Torre have accompanied Primule with their writing. Young and determined they have interpreted Primule with two different and involving styles. On one hand the viewer is driven to observe the images and on the other<br />
hand he is invited to think about ideas from the text ‘ Il diritto di essere una donna che dà fastidio’ by Sofia Torre.<br />
Primule intends to be a dynamic and participatory exhibition. For this reason we selected 9 under 30 artists. They realised their own visions on Primule. Ranging from oil painting to watercolour, from experimental photography to words put on paper. Every tool has its own importance. The authors dealt with the theme of femininity, reflecting on cultural and family identity, on taboos, on Greek iconography, on intimate visions which take shape in a powerful, gentle and realistic way. Artists: Andy Mcfly, Arianna Maestrale, Caterina Lorenzetti, Caterina Scolari, Chiara De Maria, ERRESULLALUNA+ChuliPaquin, Jessica Morichi, Martina Nai Fovino e Tatiana Minelli.<br />
During the exhibition you can buy the catalog of Primule in 30 limited copies signed by the artists.<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
Silvia Mazzella, 1993, Genova<br />
Benedetta Boveri, 1992, Genova<br />
Virginia Lupo, 1991, Genova<br />
Sofia Torre, 1991, Bologna<br />
&nbsp;<br />
A cura di / Curated by<br />
Silvia Mazzella<br />
Coordinamento/ Coordination<br />
Virginia Lupo<br />
Fotografie / Photography<br />
Silvia Mazzella<br />
Benedetta Boveri<br />
Testi / Texts<br />
Virginia Lupo<br />
Sofia Torre<br />
Silvia Mazzella<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Intelligenze marine</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Sep 2018 16:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/Gabriele-Buratti-codiuvatore-ambientale-60x80.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Gabriele Buratti codiuvatore ambientale 60x80" style="margin-bottom:10px;" />15 - 25 settembre 2018<br />
Ducale Spazio Aperto<br />
Fuori Salone Nautico, mostra a cura di Virginia Monteverde ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/Gabriele-Buratti-codiuvatore-ambientale-60x80.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Gabriele Buratti codiuvatore ambientale 60x80" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"> <font style="color:#c20606">Ducale Spazio Aperto per<br /> il Fuori Salone Nautico</font><br />
dal 15 al 25 settembre 2018<br />
Sala Ducale Spazio Aperto</h3>
<h4 style="text-align: right">Aperta tutti i giorni dalle 11 alle 13 e dalle 15.30 alle 19<br />Ingresso libero<br />
Inaugurazione il 15 settembre alle 18.30</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>ART Commission Events presenta la mostra <font style="color:#c20606">Intelligenze marine</font> con opere di: Gabriele Buratti, Gregorio Giannotta, Giuseppe La Spada, Alessandra Politi Pagnoni.Diverse le tecniche utilizzate dagli artisti che attraverso la propria arte indagano le bellezze del mare e dei suoi abitanti. Messaggio comune: vivere il mare rispettando le sue regole.<br />
A cura di Virginia Monteverde</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h5>Opera di Gabriele Buratti,<em> codiuvatore ambientale</em></h5>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dichiarazione d&#8217;intenti</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/dichiarazione-dintenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2018 16:00:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/dic_int.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="dic_int" style="margin-bottom:10px;" />13 - 30 settembre 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/dic_int.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="dic_int" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Progetto di Luca Arboccò<br />
a cura di Fabio Vito Lacertosa</font><br />
13 &#8211; 30 settembre 2018<br />
&nbsp;<br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">
Ianugurazione 13 settembre, ore 18<br />
Orari: 15-20 dal martedì alla domenica<br />
Ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<p>Luca Arboccò mette al centro della sua indagine la pittura. Un’indagine arguta ma anche appassionata, colta contemporaneamente da pittore e da studioso.<br />
Se è vero, secondo il pensiero dell’artista genovese, che tutta la storia della pittura è storia dello scarto – nel senso del divario che separa la rappresentazione e l’oggetto di riferimento (sia esso fisico o concettuale) – è anche vero che tutta la storia della pittura, in quanto eterna variazione sul tema della mimesi, finisce per divenire una sorta di enciclopedia di aneddoti sul &#8220;realismo&#8221;, cioè la pubblica sfida sui procedimenti, le tecniche e i segreti per ricreare sulla tela la metafisica della realtà.<br />
&nbsp;<br />
Le opere in mostra negli spazi di Sala Dogana si presenteranno come frutto di una ricerca a metà tra l’evocazione dello stupore e della disillusione, tra tensione e fallimento, in una dialettica della visione che è la sfida di richiudere il campo visivo entro i limiti di una soluzione formale che sia credibile, accettabile, convincente.</p>
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Fulvio Roiter</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Sep 2018 08:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ornella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/roiter_hp.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="roiter_hp" style="margin-bottom:10px;" />8 settembre 2018 - 24 febbraio 2019<br />
Loggia degli Abati]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/roiter_hp.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="roiter_hp" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/12_sito.jpg" alt="12_sito" width="1201" height="815" class="alignnone size-full wp-image-46671" /></p>
<h5 style="text-align: right">Fulvio Roiter, <em>Fondamenta delle Zattere 1965</em> © Fondazione Fulvio Roiter</h5>
<div class="threecol-two">
<h3><font style="color:#c20606">Fulvio Roiter<br />Fotografie 1948-2007</font><br />
8 settembre 2018 &#8211; 24 febbraio 2019, Loggia degli Abati</h3>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>150 fotografie, per la maggior parte vintage, raccontano l’intera vicenda artistica del fotografo veneziano Fulvio Roiter, scomparso il 18 aprile 2016.<br />
L’esposizione, curata da Denis Curti, resa possibile grazie al prezioso contributo della moglie Lou Embo, farà emergere attraverso circa 150 fotografie, la maggior parte vintage, tutta l’ampiezza e l’internazionalità del lavoro di Fulvio Roiter, collocandolo tra i fotografi più significativi dei nostri giorni. Partendo dalle origini e dal caso che hanno determinato i primi approcci di Roiter alla fotografia, nel pieno della stagione neorealista, di cui il fotografo veneziano ha ereditato la finezza compositiva, il percorso racconta gli immaginari inediti e stupefacenti che rappresentano Venezia e la laguna, ma anche i viaggi a New Orleans, Belgio, Portogallo, Andalusia e Brasile. Ne derivano 9 sezioni, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile di Roiter: <em>L’armonia del racconto; Tra stupore e meraviglia: l’Italia a colori; Venezia in bianco e nero: un autoritratto; L’altra Venezia; L’infinita bellezza; Oltre la realtà; Oltre i confini; Omaggio alla natura; L’uomo senza desideri. </em></h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Promossa dalla Regione Liguria, dal Comune di Genova e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, la mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con i Tre Oci, ed è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Anteprima stampa in collaborazione con</h4>
<p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/piccolo.png" alt="piccolo" width="100" height="84" class="alignleft size-full wp-image-47223" />&nbsp;<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/Logo-Brusa_piccolo.png" alt="Logo-Brusa_piccolo" width="100" height="75" class="alignleft size-full wp-image-47224" />&nbsp;<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/calizzano_piccolo1.jpg" alt="calizzano_piccolo" width="97" height="90" class="alignleft size-full wp-image-47227" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/fulvio-roiter-2/conf-roiter-1/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/conf-roiter-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="conf roiter-1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/fulvio-roiter-2/conf-roiter-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/conf-roiter-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="conf roiter-2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/fulvio-roiter-2/conf-roiter-3/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/conf-roiter-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="conf roiter-3" /></a>

<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Inaugurazione</h4>

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/fulvio-roiter-2/inaug-roiter-1/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/inaug-roiter-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inaug roiter-1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/fulvio-roiter-2/inaug-roiter-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/inaug-roiter-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inaug roiter-2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/fulvio-roiter-2/inaug-roiter-3/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/inaug-roiter-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inaug roiter-3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/fulvio-roiter-2/inaug-roiter-4/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/inaug-roiter-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inaug roiter-4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/fulvio-roiter-2/inaug-roiter-5/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/09/inaug-roiter-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inaug roiter-5" /></a>

</div><br />
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Loggia degli Abati,</strong></p>
<h4>Palazzo Ducale<br />
piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova<br />
<a href="http://www.mostrafulvioroiter.it" target="_blank">www.mostrafulvioroiter.it</a><br />
</h4>
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Orari</strong></p>
<h4><font style="color:#c20606">Da martedì a domenica, ore 10-19.</font><br />
Lunedì chiuso<br />
La biglietteria si trova all&#8217;ingresso della mostra, nella Loggia degli Abati, piazza Matteotti 9.<br />
Chiude alle ore 18<br />
&nbsp;<br />
25.12 chiusa<br />
26.12: ore 10 &#8211; 19<br />
31.12: ore 14.30 &#8211; 02.00<br />
La biglietteria chiude un’ora prima</p>
</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Biglietti</strong></p>
<h4>
10€ intero, 8€ ridotto, 5€ ridotto ogni venerdì per giovani dai 15 a 27 anni; ridotto tesserati CUS, tutti i pomeriggi feriali dalle ore 14; 3€ ridotto speciale ridotto speciale scuole e bambini dai 6 ai 14 anni. <br />
<a href="https://www.tosc.it/fulvio-roiter-fotografie-1948-2007-biglietti.html?affiliate=T2C&#038;fun=erdetail&#038;doc=erdetaila&#038;erid=2268524&#038;sort_by=event_datum&#038;sort_direction=asc&#038;xtcr=1&#038;xtmc=roiter&#038;xtnp=1">Acquista on-line il biglietto</a><br />
<a href="https://www.tosc.it/open-fulvio-roiter-fotografie-1948-2007-biglietti.html?affiliate=T2C&#038;fun=erdetail&#038;doc=erdetaila&#038;erid=2268850&#038;sort_by=event_datum&#038;sort_direction=asc&#038;xtcr=2&#038;xtmc=roiter&#038;xtnp=1">Acquista on-line il biglietto Open</a><br />
</div></p>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a></h4>
</div>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ai margini del bianco</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/ai-margini-del-bianco/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2018 14:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/08/pedretti.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="pedretti" style="margin-bottom:10px;" />1 - 23 settembre 2018<br />
Sala Liguria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/08/pedretti.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="pedretti" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Ai margini del bianco<br />
Mostra personale di Antonio Pedretti</font><br />
1 &#8211; 23 settembre 2018<br />
Sala Liguria<br />
&nbsp;<br />
a cura di Angelo Crespi<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">Inaugurazione sabato 1 settembre, ore 18<br />
Orari: da lunedì a venerdì, ore 9-19<br />sabato e domenica ore 11-18<br />
Ingresso libero</font><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>La Società Promotrice delle Belle Arti della Liguria e la galleria MAG di Como presentano da sabato 1 a domenica 23 settembre 2018, la mostra personale del Maestro Antonio Pedretti dal titolo <em>Ai margini del bianco</em>.<br />
All’inaugurazione di sabato 1 settembre alle ore 18 parteciperanno il Maestro Antonio Pedretti e Angelo Crespi, per l’intervento curatoriale.<br />
La galleria MAG è orgogliosa e grata di poter presentare al pubblico ligure in una sede così prestigiosa e centrale, il nuovo progetto artistico del Maestro Antonio Pedretti, artista internazionale e caposcuola del genere paesaggistico, uno dei soggetti artistici più strettamente legate alle fondamenta della cultura occidentali, ma espresse con il suo personale atteggiamento contemporaneo e informale.<br />
&nbsp;<br />
Antonio Pedretti nasce a Gavirate (VA) nel 1950, frequenta la Scuola di pittura del Castello Sforzesco e l’Accademia di Brera, abbandonata nel 1972 perché si sentiva in disaccordo con le correnti artistiche dell’epoca, spazialismo e concettuale in primis, avendo nelle sue corde più intime, il bisogno di far emergere dai suoi dipinti, un’immagine che solletichi i ricordi delle persone.<br />
A 16 anni la sua prima personale alla galleria Ca&#8217; Vegia di Varese e ora dopo più di 50 anni di carriera, il suo curriculum può vantarsi di esposizioni e progetti artistici in alcuni tra i luoghi più celebri di tutto il mondo.<br />
Nello Spazio Liguria all’interno di Palazzo Ducale di Genova, l’artista lombardo, ma ligure di adozione perché da 20 anni vive gran parte dell’anno a Varigotti nel Finalese, presenta un progetto nuovo, o, se vogliamo, l’evoluzione di un concetto già espresso nei sui famosi bianchi.<br />
Come scrive giustamente il curatore Angelo Crespi, « Tutto quello che avviene nella pittura di Pedretti sta dunque ai margini del bianco. I suoi panorami estesi, o le micro vedute, principiano dal bianco e nel bianco sembrano doversi sgretolare; e uno dopo l’altro nella loro approssimazione a un ideale, nel loro approssimarsi, compongono il paese, la patria del pittore. »<br />
Attraverso queste nuove 20 opere, quasi tutte di grandi dimensioni, il Maestro Antonio Pedretti vuole focalizzare l’attenzione del pubblico su tre aspetti fondamentali: I margini, intesi come esterno a qualcosa, ma che in realtà sono centrali alla vita, la tecnica e l’emozione della memoria.<br />
Come scrive nuovamente il curatore Angelo Crespi: « Il termine “margine” porta con sé numerosi significati: dal punto di vista topografico indica la periferia, dal lato esistenziale connota la marginalità di una cosa che non significa, si badi, la sua inutilità, piuttosto lo stare a lato, distaccata, una sorta di sprezzatura etica. Ma il margine può essere considerato anche una soglia da attraversare, un bordo che delimita un campo, un foglio, appunto una tela, un bordo da oltrepassare, e in questo senso si può capire che il margine sia in fin dei conti, almeno in campo geometrico, una semplice linea il cui spessore però non è dato conoscere ».<br />
È periferico ciò che sta intorno a qualcosa di centrale, delle zone marginali, e talvolta viene usato anche come aggettivo negativo, invece il Maestro Pedretti ribalta tutto offrendoci quella che è la periferia della natura, i margini più incontaminati, proprio quei luoghi dove l’essere umano è meno presente e quindi più puri. Nella serie di 12 opere verticali e allestite come una serie di frame cinematografici una accanto all’altra, l’equilibrio di forze della natura è il filo conduttore, dove la morsa della neve scesa dall’alto, si contrappone alla forza ascensionale della rigenerazione della natura e degli alberi.<br />
La morsa della neve non è meno potente della forza della materia, dove la pittura è macerata, rigirata e impastata direttamente sulla tela, che si contrappone alla linearità della carta inserita come se fosse materia pittorica. La pittura è il vero protagonista, la vera pittura, fatta di passione e di carattere, di immagine e di racconto, a volte solo celato che conduce il fruitore a ricordi primitivi e personali.<br />
Salvatore Marsiglione</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/08/pedretti_manifesto.jpg" alt="pedretti_manifesto" width="700" height="1000" class="alignleft size-full wp-image-47139" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Bad Consumers</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/bad-consumers/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 16:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/bad_cons.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="bad_cons" style="margin-bottom:10px;" />12 - 29 luglio 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/bad_cons.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="bad_cons" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Progetto di Paolo Tarsi<br />
a cura di Veronica Grozio</font><br />
12 &#8211; 29 luglio 2018<br />
&nbsp;<br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">
Ianugurazione 12 luglio, ore 18<br />
Orari: 15-20 dal martedì alla domenica<br />
Ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<p>L&#8217;esposizione anticipa l’uscita di A Perfect Cut in the Vacuum, il nuovo album del musicista, compositore e produttore Paolo Tarsi, frutto della collaborazione con figure di primo piano provenienti da formazioni di culto quali Kraftwerk, Tangerine Dream, Neu!, King Crimson, Afterhours, Tuxedomoon, Ulan Bator, Henry Cow, National Health, fino a stretti collaboratori di David Bowie, Brian Eno, Bryan Ferry (Roxy Music) e di band come Radiohead, Faust e Soft Machine.<br />
La mostra, che verrà inaugurata con un live dello stesso musicista, racchiude partiture grafiche del compositore senigalliese così come video-opere, artwork e videoclip realizzati da artisti di fama internazionale per accompagnare la sua musica. Tra questi l’ex Kraftwerk Emil Schult (Elektric Music, Coldplay), Roberto Masotti (Cramps Records, Ecm), Luca Domeneghetti, Emiliano Zucchini, Roberto Rossini e Ahmed Emad Eldin, autore della cover dell’album The Endless River dei Pink Floyd.<br />
&nbsp;<br />
Il Concept<br />
«Si fa presto a dire che la musica su supporto fisico è morta. Continue ristampe, per non parlare poi della rinascita del vinile, ci propongono un’overdose di nuove uscite discografiche in vari formati. Più musica di quanta potremmo mai non solo ascoltare, ma persino prendere in considerazione. Ed è paradossale avere a disposizione – gratuitamente! – un’offerta così ampia in un momento in cui abbiamo perso quasi completamente la capacità di dedicarci all’esperienza dell’ascolto senza fare altro. Perché, se ci si fa caso, il massimo che riusciamo a concederci è un sentire distratto, quasi pornografico, dove i tempi di valutazione di un nuovo brano durano meno di un clic per una preview.<br />
Ed ecco il punto. Non siamo più padroni di niente – si può possedere uno streaming? &#8211; ma semplici utenti di un mercato bulimico che sta sostituendo la qualità con la quantità. Ed è bene chiarirlo una volta per tutte: ciò che in rete è gratuito ha in realtà un prezzo molto alto. Nell’epoca della sharing economy a pagare il conto sono i musicisti stessi, in un quadro ben più ampio che ha colpito duramente estese fasce e varie categorie di lavoratori. Volendoci limitare al nostro settore, accade così che i padroni della rete si impossessano di qualcosa creato da altri, gli artisti, senza condividere equamente con quest’ultimi i propri profitti.<br />
La musica nella sua forma liquida è utilissima se affiancata al formato fisico, quasi inutile e persino dispersiva, per via della sua inconsistenza, se isolata da quest’ultimo. Perché un file nella nostra memoria dura meno di un respiro. Stringere tra le mani un disco vero, vederlo davanti a sé, aiuta invece a ricordare ciò che esso contiene. Certo, non sono mancati passi falsi in questo cammino. Da quando negli anni Ottanta si è deciso di trasferire la musica dal vinile al Cd, si è privilegiato un supporto fragile, venduto inizialmente a un prezzo molto più alto benché gli oneri di produzione fossero minimi rispetto a quelli del vinile. Inoltre la possibilità di scorporare ed estrapolare le singole tracce ha dato impulso al fenomeno della libera condivisione in rete di dati digitali tramite programmi di file sharing come Napster o software open source quali eMule, segnando un punto di non ritorno. È anche vero però che la tecnologia ha introdotto una grande libertà per tutti di esprimersi e l’opportunità di produrre in casa dei progetti in una maniera impensabile fino a non molto tempo fa. Lo si vede non solo nella musica, ma anche nei video e nella fotografia, dove se fino all’altro ieri erano indispensabili attrezzature costose e una certa competenza, oggi ‘basta’ un telefonino. Dal lato inverso, è altrettanto vero come tutto questo abbia generato probabilmente più proposta che richiesta, lasciando molti fruitori quantomeno disorientati.»<br />
dalla prefazione al libro “L’algebra delle lampade” (Ventura, 2018) di Paolo Tarsi<br />
&nbsp;<br />
Biografia<br />
Paolo Tarsi (Senigallia, 1984) è autore di musica elettronica e cameristica, scrive per il teatro e la video-arte lavorando regolarmente con film-maker, gallerie e musei d’arte contemporanea. Dopo gli studi di pianoforte, organo e composizione, nel 2012 consegue il Certificate of Advanced Studies (CAS) in musica elettronica e sound design presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, in collaborazione con il MAXXI di Roma. Si specializza quindi nella composizione con il premio Oscar Luis Bacalov e pubblica l’album “Furniture Music for New Primitives” (Cramps/Rara, 2015), accolto unanimemente dalla critica come uno dei dischi più belli di quell’anno, seguito dall’Ep “Petite Wunderkammer” (Coward, 2016) e “Loops in Cage” (Bau, 2017).<br />
Apprezzato da Rado ‘Bob’ Klose dei Pink Floyd e da Klaus Röder dei Kraftwerk, collabora con il chitarrista Paolo Tofani nel progetto AREA Open Project, con musicisti provenienti dall’avanguardia colta, così come dalla scena elettronica, jazz e rock (Esecutori di Metallo su Carta, Robin “Scanner” Rimbaud, Fauve! Gegen A Rhino, Area International POPular Group, Andrea Tich, Calibro 35, Litfiba, CCCP, CSI, Diaframma).<br />
Le sue composizioni sono state eseguite in luoghi di culto della musica contemporanea come lo Spectrum di New York e ha realizzato musiche per video-opere e installazioni presentate al Musma di Matera, alla Herbert Art Gallery &#038; Museum di Coventry (UK) e all’ultima edizione dell’Athens Digital Arts Festival. Suoi articoli di carattere musicologico sono apparsi su pubblicazioni specialistiche e ha svolto attività di critico musicale per numerose testate (tra cui “Alfabeta 2”, “Artribune” e “Il giornale della musica”). Nel 2018 ha raccolto i suoi scritti in un libro dal titolo “L’algebra delle lampade”, edito da Ventura. Tra il 2014 e il 2015 ha curato la rassegna di musica e arte contemporanea “Contemporary Jukebox”. Attualmente sta ultimando al Farmhouse Studio di Rimini l’atteso ritorno discografico con un doppio album, dal titolo “A Perfect Cut in the Vacuum”, in uscita per la sua nuova etichetta Anitya Records e distribuito da Acanto.<br />
&nbsp;<br />
info Paolo Tarsi<br />
Facebook: @Alisnontarsis / @Algebradellelampade<br />
Twitter: @Alisnontarsis<br />
YouTube: Paolo Tarsi / Alis non tarsis<br />
</h4>
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		<title>Oliviero Toscani. Ladro di felicità²</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2018 08:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ornella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/07/toscani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="toscani" style="margin-bottom:10px;" />6 luglio - 14 ottobre 2018<br />
Sottoporticato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/07/toscani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="toscani" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/07/300x150_COSTA.jpg" alt="300x150_COSTA" width="1200" height="546" class="alignnone size-full wp-image-46519" /></p>
<h3><font style="color:#c20606">mostra fotografica per i 70 anni di Costa Crociere</font></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right">martedì &#8211; domenica, ore 10-20<br />
giovedì, ore 10-22<br />
Ingresso libero<br />
<font style="color:#c20606">sabato 18 agosto la mostra sarà chiusa fino alle ore 15, in rispetto del lutto nazionale proclamato per la tragedia del ponte Morandi</font></h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Costa Crociere festeggia i suoi 70 anni di storia a Genova con un progetto speciale in collaborazione con il celebre fotografo Oliviero Toscani.<br />
La mostra, realizzata con il patrocinio della Regione Liguria, la co-organizzazione del Comune di Genova e in collaborazione con Canon Italia come digital imaging partner, è dedicata alla felicità e raccoglie oltre 150 fotografie &#8220;rubate&#8221; da Oliviero Toscani a bordo di Costa Pacifica, nel corso di una crociera ai Caraibi partita lo scorso 31 marzo, giorno del compleanno di Costa che proprio il 31 marzo del 1948 iniziava il proprio viaggio con la nave &#8220;Anna C.&#8221;.<br />
Scrive Flavio Arensi, curatore della mostra: </p>
<blockquote><p>Non c’è cosa più poetica di un ladro di sguardi, di chi riesce a rapire l’emozione di qualcosa che accade e subito scompare perché chiusa nell’espressività del momento. Così Oliviero Toscani si è mosso fra gli ospiti croceristi, con l’attenzione e il rispetto che si deve a chi è impegnato nel mettere fra parentesi il mondo per godersi in relax la famiglia, gli amici, la compagnia di chi ama. La mostra che ne deriva è un legame di sentimenti, non di sentimentalismi, dove la felicità è nel condividere una relazione. Capace di guardare alle situazioni oltre i ritratti dei protagonisti, Toscani racconta un luogo di intimità, ma lo rende capace di essere qualcosa che travalica le persone e diviene, furtivamente, una possibilità di tutti. Oltre cento fotografie, di cui Toscani è regista e insieme consumatore, sono un viaggio fra le persone ma anche un ideale grammatica della fotografia, perché mette in luce la novità del linguaggio di Toscani che dalla pubblicità alle campagne sociali riesce a rendere il mezzo non una espressione tecnica, ma un pensiero di vita. Ladro sì, ma un ladro che sa sempre dare dignità e fondamento a ogni immagine, perché non basta rappresentare il mondo, ma bisogna anche presentarlo</p></blockquote>
<p>In esposizione anche alcune immagini realizzate dagli ospiti di Costa Pacifica che hanno partecipato a una serie di workshop tematici condotti da Toscani e dai suoi collaboratori durante la loro permanenza a bordo, con il contributo di Canon Academy. Nella prefazione del catalogo, edito da Mondadori Electa, Philippe Daverio propone in questo senso una lettura di Toscani come maestro: </p>
<blockquote><p>Un vero maestro si rivela nella capacità di formare discepoli. Ad Oliviero è capitata questa curiosa avventura: ha messo i piedi sul ponte della Costa Pacifica ed è diventato marinaio subito, anche se nato un po’ di tempo fa a Milano. Ma il marinaio è rimasto comunque l’Oliviero fotografo. Ha contagiato gli ospiti con la sua passione professionale: si sono messi tutti a fotografare. È diventato il loro guru. La vita di bordo infatti, essendo estranea alla vita di tutti i giorni, porta in una dimensione psicologica di assoluta libertà mentale, la più adatta al viaggio non solo fra le acque ma anche nella propria fantasia. E le fotografie dei discepoli si sono così mescolate con quelle del maestro in una curiosa autenticità emotiva: non è affatto facile distinguere a prima vista le une dalle altre. Poi l’occhio critico inizia il suo percorso d’indagine e riscopre le differenze, accomunate però dalla medesima celebrazione della felicità, quella a sua volta contagiosa che ci porta, vedendole, a sorridere da complici.
</p></blockquote>
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/?attachment_id=46362'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/SB_9303-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_SB_9303" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/?attachment_id=46368'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_0171-e1528192865877-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_0171" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/?attachment_id=46369'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_5841-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_5841" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/?attachment_id=46370'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/IMG_6329-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_6329" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/?attachment_id=46366'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/BIS10043-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="BIS10043" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h3>Inaugurazione</h3>
<p>
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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/oliviero-toscani-ladro-di-felicita%c2%b2-2/2-406/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/07/2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
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<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/07/loghi.jpg" alt="loghi" width="1200" height="144" class="alignnone size-full wp-image-46521" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Oretta Cassisi</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jun 2018 15:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/oretta_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="oretta_sito" style="margin-bottom:10px;" />22 - 30 giugno 2018<br />
Ducale Spazio Aperto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/oretta_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="oretta_sito" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"> <font style="color:#c20606">Tutti per uno&#8230;<br />mostra mercato a favore di AIRC</font><br />
22 &#8211; 30 giugno 2018, ore 10-19<br />
Ducale Spazio Aperto</h3>
<h4 style="text-align: right">Inaugurazione 22 giugno 2018, ore 17.30</font><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/oretta02-210x300.jpg" alt="oretta02" width="210" height="300" class="alignright size-medium wp-image-46453" />Oretta Cassisi, nata a Fiume nel 1936, è attiva a Genova. Di formazione pittorica e grafica, l’ artista ha sviluppato una notevole capacità nel collage, negli interventi ad acrilico su fondi di giornale e di carta da imballo, nel ricorso a materiali industriali, impiegati anche nei cantieri edili cittadini.<br />
Il suo immaginario è popolato di cavalli mitologici, templi, colonnati, archivolti, arene che popolano le sue grandi carte, dall’esasperato sviluppo orizzontale o verticale. L’ artista percorre lo skyline delle città d’ arte, prolungandolo nel tempo e nello spazio, quasi fosse, nelle sue mappe dai forti contorni azzurri, rossi e neri, una composizione musicale. Sensibile al segno, al gesto e alla materia, Oretta Cassisi talvolta inserisce nelle sue tecniche miste elementi scritturali.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Buchi neri</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2018 16:00:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/buchi_neri.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="buchi_neri" style="margin-bottom:10px;" />21 giugno - 8 luglio 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/buchi_neri.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="buchi_neri" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Progetto fotografico<br />
di Giancarlo Colloca</font><br />
21 giugno &#8211; 8 luglio 2018<br />
&nbsp;<br />
Sala Dogana</h3>
<h4 style="text-align: right">
Ianugurazione 21 giugno, ore 18<br />
Orari: 15-20 dal martedì alla domenica<br />
Ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<p><i>[ passo.<br />
e nel mio passare, passo per momenti in cui la sagoma del passante, l’altro, si scaglia dritta contro la coda dell’occhio, il mio. l’ombra dell’ignaro diventa un nero nucleo gravitazionale che inesorabilmente attira a sé le mie orbite oculari e in pochi istanti tutto me stesso. tutto fino all’obiettivo che mi porto dietro e che nel suo frapporsi eroico tra la mia e la faccia buia dell’altro, riesce a interrompere la mia deriva inerme verso l’ignoto tizio profondo.<br />
la presenza controluce di un altro mi prende sempre in controtempo, mi smarrisce dalla mia strada per orientarmi ai suoi passi, alle luci verso cui cammina e all’ombra propria, esposta senza riserbo e senza contezza. senza riguardo continua il suo percorso, gli basta un passo per uscire dal mio campo visivo. Un batter d’occhio e scompare oltre l’orizzonte degli eventi, assorbito dal buio.<br />
eccolo. passa. ]</i><br />
&nbsp;<br />
BuchiNeri è un lavoro fotografico che mette a fuoco la presenza umana per le galassie urbane. La comparsa di una sagoma eretta controluce attrae l’occhio e la lente del fotografo con la forza magnetica di un buco nero. La silhouette scura e sinuosa del passante vive del contrasto con le geometrie metropolitane che abita. Essa è espressione di una costante ricerca dell’essere umano e del suo rapporto con la città di cui è anima e definizione.<br />
&nbsp;<br />
<b>Giancarlo Colloca</b> è un artista poliedrico che opera e spesso mescola fotografia, musica, grafica, disegno, pittura, teatro. Nella sua ricerca puramente fotografica c&#8217;è la voglia di percepire il mondo il più a fondo possibile, di farlo suo nei dettagli, di astrarre e decodificarne i sistemi che lo reggono, sia nella quotidianità delle piccole cose che nella diversità della vita che scopre viaggiando.<br />
I suoi scatti cercano l&#8217;anima delle cose e il senso profondo dell’essere umano, raccontandoli attraverso bellezza e bizzarria, emozioni e contraddizioni, spesso filtrate da un&#8217;indispensabile ironia.<br />
Fotografie di Giancarlo Colloca hanno ottenuto premi e copertine di libri e sono state esposte in Italia, Svizzera, Russia, Finlandia, USA, Francia.</p>
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/buchi-neri/05-190/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/05-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="05" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/buchi-neri/04-211/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/04-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="04" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/buchi-neri/03-238/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="03" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/buchi-neri/02-245/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/buchi-neri/01-249/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/06/01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Ut Pictura Poesis</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2018 16:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/ut_p.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="ut_p" style="margin-bottom:10px;" />8 - 21 giugno 2018<br />
Sala Liguria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/ut_p.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="ut_p" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Bruno Liberti e gli amici poeti</font><br />
8 &#8211; 21 giugno 2018<br />
&nbsp;<br />
Sala Liguria</h3>
<h4 style="text-align: right">Orari: da lunedì a venerdì, 10-18<br />
sabato, domenica e festivi 15-18<br />
Ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<p>La mostra prende spunto da uno scritto del poeta e drammaturgo Vico Faggi, dedicato al rapporto trentennale con il pittore. Nel percorso espositivo le poesie di Faggi, e di altre personalità intellettuali vicine al pittore &#8211; quali Luciano Caprile, Silvio Riolfo Marengo, Guido Zavanone, Elio Andriuoli, sono affiancate ad opere di Liberti ad esse ispirate o che hanno esse stesse ispirato i componimenti poetici nel corso del tempo.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<blockquote><p>“Come la pittura, così è la poesia”, scriveva Orazio</p></blockquote>
<p>Con la medesima metafora Vico Faggi (magistrato, poeta, drammaturgo di spicco a Genova negli ultimi 30 anni del secolo scorso ) intitola uno scritto in cui descrive il proprio rapporto con il pittore Bruno Liberti, conosciuto nel 1973 ad una mostra:</p>
<blockquote><p>Mi parve che tra le immagini che egli fissava sulla tela e quelle che andavo vagheggiando nei miei versi ci fosse una fondamentale analogia. In queste immagini (…) c’è il desiderio e l’esigenza di trascenderlo nell’appagante sicurezza della forma definita. Da ciò la plasticità delle figure di Liberti, da una lato, e, dall’altro, l’uso di determinate forme chiuse, di tradizione classico – ellenistica, che ricorrono nella mia poesia.</p></blockquote>
<p>Vico Faggi quindi, come osservato da Maria Teresa Orengo in una recente conferenza dedicata proprio al rapporto tra i due artisti, trovò in Liberti un sodale nel mantenere aperto il solco della tradizione della forma classica, sebbene attualizzata, in anni in cui le arti tendevano ad abbandonarla, puntando alla concettualizzazione e a nuovi strumenti espressivi.<br />
La trentennale relazione fra Faggi e Liberti, fatta di lettere scambiate, lunghe e frequenti telefonate, discussioni in studio, nel tempo coinvolse nel gioco poetico-artistico altre personalità di intellettuali (oltre che altri pittori): giornalisti e critici d’arte, come Luciano Caprile, accompagnatore di gran parte della carriera artistica ed espositiva di Liberti, e Silvio Riolfo Marengo, e naturalmente poeti, quali Guido Zavanone ed Elio Andriuoli.<br />
&nbsp;<br />
La mostra presente vuole offrire un saggio di questo gioco, semplicemente giustapponendo, alle opere di Liberti, le poesie alle quali furono ispirate o, al contrario, furono di ispirazione. Naturalmente il gruppo più cospicuo di opere e poesie è rappresentato da ciò che produsse il rapporto più lungo e profondo, quello fra Faggi e Liberti, ma non mancano testimonianze delle iniziative che coinvolsero tutti gli attori del gioco.<br />
Nel reiterarsi di certi spunti formali, nelle loro varianti, nel loro fissarsi nell’olio o nell’incisione, troveremo l’eco di ciò che accomuna il pittore e il poeta e che la fissità della poesia sulla pagina stampata ci fa dimenticare: il fare, disfare e rifare, quasi infinito, che occorre loro per arrivare ad una creazione ultima.<br />
Pittura e poesia in definitiva si somigliano nel loro farsi e, letteralmente, hanno la propria radice, non solo etimologica, nel “fare”, poiein in greco antico.<br />
“Ut pictura poesis”, infatti, scriveva Orazio.</p>
</h4>
]]></content:encoded>
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		<title>Vanitas</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2018 16:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/04/vanitas.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="vanitas" style="margin-bottom:10px;" />1 - 17 giugno 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/04/vanitas.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="vanitas" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">1 &#8211; 17 giugno 2018</font><br />
Sala Dogana<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">
Esposizione collettiva<br />
a cura di Emiliano Montermini<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 31 maggio, ore 18.30<br />
&nbsp;<br />
Orario: dal martedì alla domenica, ore 10-19<br />
&nbsp;<br />
ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<p>Il Festival B#Side War torna a Genova, con una proposta significativa per la città: a partire dal 31 maggio 2018, presso Sala Dogana a Palazzo Ducale, sarà visitabile la suggestiva mostra Vanitas, parte della quarta edizione della rassegna, che quest’anno, prima di fare tappa nello storico capoluogo ligure, ha toccato città quali Chicago, Kansas City, Windohek e Copenaghen.<br />
&nbsp;<br />
La mostra nasce con la volontà di indagare le rappresentazioni contemporanee dell’iconografia della caducità, attraverso molteplici piani di lettura: la fragilità dell’essere umano &#8211; storicamente oggetto iconografico in tempo di guerra – hanno trovato espressione anticamente nel Memento Mori romano, e poi nella simbologia della Vanitas, alle porte della sanguinosa guerra dei trent’anni. Il XVII secolo è stato l’apice di questa produzione artistica, creando una costellazione di simboli della caducità e dell’impermanenza, quali candele spente, teschi, nature morte. La fragilità dell’esistenza diventa, quindi, un medium per comunicare i pericoli e la tragedia della guerra, ma in un’ottica né violenta, né aggressiva, bensì mistica e riflessiva.<br />
Genova nello stesso secolo stava vivendo l’apice della sua floridità (el siglo de los genoveses) che terminerà, di fatto, con il bombardamento della superba ad opera della marina francese, con i civili che saranno vittime e obiettivi in prima persona del conflitto, in una dimensione terribilmente simile ai conflitti moderni.<br />
La guerra, le sue tragedie e le riflessioni che hanno suggerito all’essere umano sono al centro di questa mostra, che utilizza il medium dell’arte contemporanea per comunicare alle nuove generazioni che cosa abbia significato il conflitto nel passato e cosa significhi ancora ai giorni nostri.<br />
Nel contemporaneo, momento di transizione non privo di violenza, la rappresentazione della fragilità ci restituisce nuovi significati grazie alle opere di artisti internazionali: opere pittoriche, video e installative che si rifanno ad un immaginario fortemente ancorato nella memoria collettiva, esplorando simboli antichi in chiave attuale.<br />
La fugacità dell’esistenza umana, trova dunque nuove rappresentazioni nei materiali di volta in volta impalpabili o pesanti, nei linguaggi intangibili o concreti che la mostra propone, invitando ad una riflessione suggestiva e simbolica sui concetti di memoria e di ricostruzione identitaria (evidenziati anche dal gesto della cancellazione, dalla polvere, dal lento dilavarsi dei contorni).<br />
&nbsp;<br />
La mostra si avvale della collaborazione dell’associazione Riprendiamoci Genova, e si svolge con il patrocinio della città di Genova e dell’Unesco.<br />
&nbsp;<br />
In mostra, opere di:<br />
Nathalie Vanheule (Belgio) Lorenzo Bordonaro (Italia-Portogallo), Coral Woodbury (Stati Uniti), Carola Minicleri (Italia), Boris Beja (Slovenia), Juan Alberto Negroni (Portorico), Angela Loydd (UK), Cosima Montevoci (Italia).<br />
&nbsp;<br />
Per il vernissage, un aperitivo primaverile e il racconto dell&#8217;esperienza degli artisti, giovedì 31 maggio alle ore 18.30 presso la Sala Dogana</p>
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Queeriodicals e Stonewall. The Temple</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2018 14:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="345" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/x-sito1.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="x sito" style="margin-bottom:10px;" />mostre di materiale editoriale e fotografie]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="345" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/x-sito1.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="x sito" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right">26 maggio &#8211; 2 giugno 2018<br />
Sala Liguria<br />
&nbsp;<br />
lunedì &#8211; venerdì, ore 9-19<br />
sabato e domenica, ore 15-18</h3>
<h4 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Inaugurazione 26 maggio, ore 16</font></h4>
<h4 style="text-align: right"><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/Palazzo-Ducale-con-logo-bianco-2-min.pdf">Guarda la locandina</a></h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<blockquote><h4>Una mostra organizzata da Arcigay Genova, in collaborazione con Gloria Viale, Vito Fusco e Luca Locati Luciani. Suddivisa in due sezioni, la mostra presenta fotografie e materiale editoriale, dalle prime pubblicazioni scientifiche del 1870, passando per il periodo di silenzio nazista sino al movimento di liberazione omosessuale del 1969 con i moti di Stonewall.</h4>
</blockquote>
<h4><font style="color:#c20606">Stonewall: The Temple</font><br />
Fotografie di Vito Fusco, mostra a cura di Gloria Viale<br />
<em>Stonewall: The Temple</em> è il progetto fotografico di Vito Fusco, nato per caso durante la settimana precedente al Gay Pride di New York nel 2016. Le immagini sono state scattate nello storico locale omosessuale Stonewall Inn di New York, scenario di importanti battaglie affrontate dal mondo LGBTQ dagli anni &#8217;60 ad oggi.<br />
La storia fotografica si basa principalmente sui ritratti delle persone incontrate nel bar, ritratti che, sempre secondo l&#8217;autore, sono la chiave del lavoro: “Le persone fotografate appartengono a diversi generi sessuali, spesso non chiaramente identificabili dalle foto e questo è uno dei punti fondamentali: la differenza di genere è e deve essere del tutto irrilevante; nelle foto ci sono esseri umani!”.<br />
Partendo da questo punto, ci si potrà immergere nelle immagini e riflettere su un argomento che è molto discusso.<br />
Le 16 immagini esposte sono una selezione di quelle raccolte nel libro fotografico intitolato Stonewall: the Temple, patrocinato da Amnesty International Italia e FIOF, che sarà in vendita il giorno dell&#8217;inaugurazione della mostra.<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606">Vito Fusco</font>, studia fotografia allo IED di Milano, frequenta workshop in Italia e all&#8217;estero con fotografi di fama internazionale e la sua ricerca la porta a dedicarsi alla street photography e alla fotografia documentaria.<br />
Vince numerosi premi e nel 2017 ha la menzione d’onore FIIPA AWARD 2017 nella categoria “Storia” per il progetto <em>Stonewall: The Temple</em>, lo stesso lavoro è rappresentato dall&#8217;agenzia foto giornalistica Parallelo Zero. È il co-fondatore di Arkimedia Lab.<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4><font style="color:#c20606">Queeriodicals, Editoria periodica LGBT dal 1870 ad oggi</font><br />
Materiale proveniente dalla collezione di Luca Locati Luciani, a cura di Anna Lopopolo</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/queeriodicals-e-stonewall-the-temple/cover_book-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/COVER_BOOK1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="© Vito Fusco/ Parallelo Zero" /></a>
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<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<item>
		<title>México. La pittura dei grandi muralisti e gli scatti di vita di Diego Rivera e Frida Kahlo</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/mexico-la-pittura-dei-grandi-muralisti-e-gli-scatti-di-vita-di-diego-rivera-e-frida-kahlo/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 08:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ornella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/messicani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="messicani" style="margin-bottom:10px;" />23 maggio - 9 settembre 2018<br />
Appartamento del Doge
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/messicani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="messicani" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/mexico3.jpg" alt="mexico3" width="1250" height="1658" class="alignnone size-full wp-image-45241" /><br />
<div class="threecol-two">
<h3>México<br />
La pittura dei grandi muralisti e gli scatti di vita di Diego Rivera e Frida Kahlo<br />
23 maggio &#8211; 9 settembre 2018</b><br />
<font style="color:#c20606">sabato 18 agosto la mostra sarà chiusa fino alle ore 15, in rispetto del lutto nazionale proclamato per la tragedia del ponte Morandi</font></h3>
<h4 style="line-height:18pt">
<p>La storia di questa esposizione è assolutamente unica: doveva essere inaugurata il 13 settembre del 1973 a Santiago e le opere erano già giunte nella capitale del Cile. Ma a causa del colpo di stato la mostra fu sospesa e rimase così “pendiente”, per molti anni. Le opere dei grandi muralisti – appartenenti alla collezione di Alvar Carrillo Gil e di sua moglie Carmen Tejero – rischiarono la distruzione, ma infine vennero salvate (arrivando fino ai nostri giorni) grazie al sostegno di commissari, curatori, istituzioni e delle Cancellerie messicana e cilena. Ciò ha permesso, a distanza di oltre 40 anni, di esporle nel 2015 in Cile, nel 2016 in Argentina, nel 2017 in Perù e ora in Italia.<br />
&nbsp;<br />
La mostra presenta circa 70 opere di tre grandi artisti: José Clemente Orozco, Diego Rivera e David Alfaro Siqueiros così famosi da essere chiamati “LOS TRES GRANDES”, figure di spicco della cultura messicana e internazionale. La loro arte rappresenta l’eccellenza della pittura muralista e una delle correnti più importanti del XX secolo a livello internazionale.<br />
La collezione si compone per la quasi totalità, di olii e disegni di grande impegno politico che testimoniano, in modo efficace e coinvolgente, la poetica dei tre maggiori muralisti, emblema della modernità messicana nel mondo. Alle opere esposte si affianca un’ampia documentazione dei murales originali, realizzata con moderne tecnologie di video animazione HD che consentono di ammirare e localizzare le opere principali dei tre muralisti nelle varie città del Messico.<br />
&nbsp;<br />
A corredo della “Mostra Sospesa” sono esposti, inoltre, alcuni documenti storici: un video documentario, gli articoli dei giornali, i telegrammi e le lettere manoscritte di solidarietà e di interscambio culturale che intercorsero tra il Messico e il Cile nel 1973.<br />
Infine, grazie ad una ampia e affascinante raccolta fotografica, la mostra presenta la vicenda artistica e sentimentale di Diego Rivera e Frida Kahlo, che furono protagonisti assoluti di quella stagione artistica e storica.<br />
&nbsp;<br />
La mostra è resa possibile grazie al Museo d’Arte Carrillo Gil con il sostegno dell’Ambasciata del Messico in Italia. Promossa dalla Fondazione di Palazzo Ducale, la rassegna è organizzata da Glocal Project Consulting e Civita Mostre.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;<br />
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=9h8L8h5r4zk&#038;w=560&#038;h=315]<br />
&nbsp;&nbsp;</p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
La conferenza stampa e l&#8217;inaugurazione<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/mexico-la-pittura-dei-grandi-muralisti-e-gli-scatti-di-vita-di-diego-rivera-e-frida-kahlo/1-391/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/18-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/mexico-la-pittura-dei-grandi-muralisti-e-gli-scatti-di-vita-di-diego-rivera-e-frida-kahlo/6-227/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/61-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/mexico-la-pittura-dei-grandi-muralisti-e-gli-scatti-di-vita-di-diego-rivera-e-frida-kahlo/7-175/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/71-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/mexico-la-pittura-dei-grandi-muralisti-e-gli-scatti-di-vita-di-diego-rivera-e-frida-kahlo/3-389/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/39-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/mexico-la-pittura-dei-grandi-muralisti-e-gli-scatti-di-vita-di-diego-rivera-e-frida-kahlo/4-364/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/47-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/mexico-la-pittura-dei-grandi-muralisti-e-gli-scatti-di-vita-di-diego-rivera-e-frida-kahlo/5-297/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/52-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/mexico-la-pittura-dei-grandi-muralisti-e-gli-scatti-di-vita-di-diego-rivera-e-frida-kahlo/6-228/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/62-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/mexico-la-pittura-dei-grandi-muralisti-e-gli-scatti-di-vita-di-diego-rivera-e-frida-kahlo/7-176/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/05/72-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
</p>
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
</div><br />
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Appartamento del doge,</strong></p>
<h4>Palazzo Ducale<br />
piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova<br />
<a href="http://www.mostramexico.it" target="_blank">www.mostramexico.it</a><br />
</h4>
</div></p>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606"><strong>Orari </strong></font><br />
Da martedì a domenica 10.30 – 20<br />
Giovedì 10.30 – 22<br />
Lunedì chiuso<br />
La biglietteria chiude un’ora prima<br />
<font style="color:#c20606">sabato 18 agosto la mostra sarà chiusa fino alle ore 15, in rispetto del lutto nazionale proclamato per la tragedia del ponte Morandi</font><br />
</h4>
</div>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606"><strong>Biglietteria</strong></font><br />
biglietti con audioguida:<br />
intero €12, ridotto € 10,<br />
scuole € 5 + diritto di prenotazione<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><a href="https://ticketone.it/mexico-biglietti.html?affiliate=ITT&#038;doc=artistPages/tickets&#038;fun=artist&#038;action=tickets&#038;kuid=554999">Acquista on line</a></font><br />
&nbsp;<br />
Informazioni: 199.15.11.21<br />
</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><strong>Visite guidate speciali</strong><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/visita-guidata-speciale-mostra-mexico/" title="Visita Guidata Speciale – mostra México">La pittura dei grandi muralisti, Frida Kahlo e le altre donne della Rivoluzione Messicana</a><br />
</h4>
</div></p>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a></h4>
</div>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Approdi</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2018 13:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/04/approdi.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="approdi" style="margin-bottom:10px;" />10 - 27 maggio 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/04/approdi.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="approdi" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">10 &#8211; 27 maggio 2018</font><br />
Sala Dogana<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">
&nbsp;<br />
ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<p>I risultati delle ricerche personali degli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti presentati a conclusione del percorso di formazione triennale o biennale. Un approdo necessario per guardare il viaggio intrapreso e poi ripartire. Uno spaccato della realtà accademica caratterizzata da una molteplicità di possibili percorsi e differenti ambiti di sperimentazione e ricerca.<br />
&nbsp;<br />
The results of the personal research of the students of the Accademia Ligustica di Belle Arti presented at the end of the first and second cycle degree courses. A landfall necessary to look at the journey undertaken, and then starts again. A cross-section of the academic studies characterized by a multiplicity of possible paths and different areas of experimentation and research.</p>
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Filippo Romoli</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi 2018]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/04/WOLFSONIANA-4.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="WOLFSONIANA-4" style="margin-bottom:10px;" />21 aprile - 30 settembre 2018<br />
Wolfsoniana - Genova Parco di Nervi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/04/WOLFSONIANA-4.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="WOLFSONIANA-4" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"> <font style="color:#c20606">FIORI/FLOWERS</font><br />
fino al 30 settembre 2018<br />
Wolfsoniana</h3>
<h4 style="text-align: right">In contemporanea con Euroflora 2018</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Considerato uno tra i principali cartellonisti italiani del Novecento, Filippo Romoli nacque a Savona nel 1901. Nel primo dopoguerra, conseguito il diploma tecnico, si trasferì a Genova, dove risiedette sino alla sua scomparsa avvenuta nel 1969.<br />
Nel 1926 Romoli fu assunto come pittore pubblicitario dalla Società Industrie Grafiche Barabino &amp; Graeve, dedicandosi in particolare alla realizzazione di manifesti turistici o di argomenti correlati. La sua ricerca artistica fu inizialmente connotata da un’adesione stilistica e iconografica alle istanze formali dell’art déco, ma, nel corso degli anni tra le due guerre, sviluppò anche significative tangenze espressive con le ricerche futuriste e con il gusto Novecento. Nel 1932 iniziò la sua collaborazione artistica, protrattasi sino al 1968, con la Società Lazzi-Gran Turismo, per la quale, oltre alle campagne pubblicitarie, disegnò anche il logotipo societario, le divise per gli autisti e le hostess e gli arredi per la sede, inaugurata in piazza De Ferrari nel 1949.<br />
Nel 1936 era intanto passato alla S.A.I.G.A., l’industria grafica che aveva rilevato la Barabino &amp; Graeve e di cui fu dipendente sino agli anni Cinquanta, mantenendo tuttavia con essa un rapporto di collaborazione anche in seguito. Sempre nello stesso anno partecipò alla I Mostra Nazionale del Cartellone e della Grafica Pubblicitaria a Roma.<br />
Nel dopoguerra la sua attività di grafico, sostenuta da significativi riconoscimenti, si intensificò, ampliando la propria gamma linguistica e tematica, come confermato dall’elenco dei suoi principali committenti, tra i quali si possono annoverare gli enti turistici di diverse regioni italiane, le società di navigazione Cosulich, Lauro e Home Lines, la CIT Viaggi, le industrie Gaslini, Negroni, Galbani e l’AVIS (Associazione Italiana Volontari del Sangue).<br />
Fu in questo periodo che Romoli creò i manifesti per la Battaglia di fiori di Ventimiglia, una manifestazione folcloristica, ufficializzata a partire dal 1930 con un regolamento e una cadenza regolare. Ogni edizione dell’evento prevede una sfilata di carri allegorici appositamente costruiti, al termine della quale le ragazze sui carri e il pubblico si lanciano reciprocamente fiori.<br />
I manifesti di Romoli esposti alla Wolfsoniana provengono dal ricco e prezioso fondo che gli eredi dell’artista hanno generosamente offerto in comodato alla Wolfsoniana</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/filippo-romoli/filippo-romoli-ventimiglia-battaglia-di-fiori-1948/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/04/Filippo-Romoli-Ventimiglia.-Battaglia-di-fiori-1948-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Filippo Romoli, Ventimiglia. Battaglia di fiori, 1948" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-box normal    ">
<h4><font style="color:#c20606">Info e orari</font>: Wolfsoniana-Musei di Nervi, via Serra Gropallo 4, 16167 Genova Nervi<br />
tel: 010 32313329 &#8211; www.wolfsoniana.it<br />
orario invernale (da novembre a marzo): martedì-domenica 11-17; lunedì chiuso<br />
orario estivo (da aprile a ottobre): martedì-venerdì 11-18; sabato e domenica 12-19; lunedì chiuso<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606">Ingressi</font>: € 5 intero; € 4 ridotto; € 3 scuole</h4>
</div></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>In un libro. XII Premio &#8220;Sergio Fedriani&#8221; 2018</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/in-un-libro-xii-premio-sergio-fedriani-2018/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2018 07:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/04/xiifedriani.gif" class="attachment-small wp-post-image" alt="xiifedriani" style="margin-bottom:10px;" />21 aprile - 6 maggio 2018<br />
Sala Ducale Spazio Apero]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/04/xiifedriani.gif" class="attachment-small wp-post-image" alt="xiifedriani" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">dal 21 aprile al 6 maggio 2018</font><br />
Sala Ducale Spazio Aperto</h3>
<h4 style="text-align: right">
La premiazione avverrà, in concomitanza<br />
con l&#8217;inaugurazione della mostra<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 20 aprile ore 18<br />
&nbsp;<br />
Orario: ore 16-19, lunedì chiuso<br />
Ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Per ricordare il pittore, illustratore, incisore, scenografo e umorista genovese Sergio Fedriani (1949-2006), illustre esponente della figurazione poetica e surreale, l’Associazione culturale a lui intitolata propone annualmente un concorso per giovani artisti, volto a segnalare personalità emergenti nei campi della produzione figurativa fantastica.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
Il concorso di opere figurative per giovani artisti <em>La vita è sogno</em>, decima edizione del Premio “Sergio Fedriani”, organizzato dall’omonima Associazione in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e con i patrocini del Comune di Genova e dell’Associazione Autori di Immagini, si è concluso dopo lo spoglio degli elaborati inviati da tutta Italia.</p>
<p>I premi in denaro sono messi a disposizione dall’Associazione culturale “Sergio Fedriani”.<br />
&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.sergiofedriani.com">www.sergiofedriani.com</a></p>
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Code War meets Code War</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/code-war-meets-code-war/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2018 13:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/04/codewar.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="codewar" style="margin-bottom:10px;" />19 aprile - 6 maggio 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/04/codewar.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="codewar" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">19 aprile &#8211; 6 maggio 2018</font><br />
Sala Dogana<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">
Esposizione temporanea/live performances<br />
a cura di Francesco Corica<br />
&nbsp;<br />
Orario: ore 15-20<br />
&nbsp;<br />
ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
Light and Video installations: Maya Zignone<br />
Soundscapes: Francesco Corica<br />
Esposizione fotografica a cura Francesco Bartoli Avveduti<br />
&nbsp;<br />
Live Acts:<br />
>>> Giovedì 19 Aprile<br />
[inaugurazione - opening]<br />
ore 21:00 &#8211; 00:00<br />
*Franco (live set)<br />
oversize / code war<br />
&nbsp;<br />
>>> Sabato 5 Maggio<br />
[finissage]<br />
ore 21:00 &#8211; 00:00<br />
*Mach0 (live set)<br />
code war<br />
*Full Ashtray (live set)<br />
[ Franco &#038; Lo.vee]<br />
oversize / code war<br />
&nbsp;<br />
Dal 19 aprile al 6 di maggio, CODE WAR presenta l’esposizione temporanea CODE WAR meets CODE WAR per la prima volta a Sala Dogana.<br />
&nbsp;<br />
CODE WAR è un progetto artistico locale legato allo sviluppo della cultura urbana: reinterpretiamo situazioni e porzioni del territorio per definire nuove forme di arte e intrattenimento sociale. La mostra è una celebrazione del lavoro svolto all’Ex Ospedale Psichiatrico di Quarto ed è frutto del nostro disperato bisogno di ripartire: ripartire da noi, dalla nostra cultura e dal nostro modo di esplorare la realtà nell’era dei new media.<br />
&nbsp;<br />
CODE WAR meets CODE WAR è un contenitore dinamico di performance musicali, interventi artistici e installativi in una dimensione in cui spazi, luci e suoni favoriscono l’interazione tra i partecipanti e ci spingono a riflettere sui significati nascosti delle realtà in cui siamo coinvolti e sul valore delle nostre azioni.<br />
&nbsp;<br />
>>> PROGRAMMA<br />
Maya Zignone presenta tre installazioni al neon, l’installazione video Where are you ed un’installazione sonora. Quest’ultima è la fonte da cui si irradia il soundscape elettronico realizzato da Francesco Corica.<br />
&nbsp;<br />
La luce diventa strumento compositivo in grado di inventare mondi nuovi carichi di tensione e di energia, che trovano nel confronto con lo spettatore una sorta di legame esperienziale tra uomo e spazio. Pensieri e sensi si confrontano con la luce, il buio, i suoni e con uno spazio appena percepito, un luogo-non luogo in continua definizione, in cui addentrarsi solo dopo aver superato il senso di straniamento. Una sorta di simbiosi visuale e concettuale. Osservazione e ricerca sono alla base del suo lavoro, all’interno del quale realizza sempre differenti e più narrazioni che riportano alle dinamiche di un sistema disinteressato alla persona, al rapporto con l’altro e con l’industria della cultura, al confronto con una società schizofrenica.<br />
&nbsp;<br />
L’esposizione prevede la realizzazione di due performances musicali: i live-set prenderanno luogo all’interno della sala, rispettivamente il giorno dell’inaugurazione Giovedì 19 Aprile e della chiusura Sabato 5 Maggio; a partire dalle ore 21, si esibiranno Franco, alias del curatore del progetto CODE WAR (Francesco Corica), Mach0 (Massimiliano Ciranni) e Full Ashtray, il nuovo progetto composto dal duo Franco e Lo.vee (Lorenzo Villa), entrambi dj resident del gruppo OVERSIZE.<br />
&nbsp;<br />
Francesco Bartoli Avveduti presenta l’esposizione fotografica Breve viaggio tra le promesse fantasma. Le parole di Andrea Bàssoli e le foto di Francesco Bartoli Avveduti si intrecciano dando vita a questo quadro sulla situazione in cui versa l&#8217;Ex Ospedale Psichiatrico di Quarto.</p>
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sommosse</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/sommosse/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2018 13:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/sommosse.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="sommosse" style="margin-bottom:10px;" />12 - 15 aprile 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/sommosse.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="sommosse" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">12 &#8211; 15 aprile 2018</font><br />
Sala Dogana<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">
collettiva nell&#8217;ambito de <i>La Storia in Piazza</i><br />
&nbsp;<br />
Orario: da giovedì a domenica, ore 10-19<br />
Live performance: gio 12.04 h21 / sab 14.04 h21.30<br />
&nbsp;<br />
ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<p>La collettiva SOMMOSSE è il risultato della chiamata agli artisti e ai curatori selezionati per la programmazione 2017 di Sala Dogana, finalizzata alla realizzazione di produzioni artistiche nell’ambito della nona edizione de La Storia in Piazza, il festival principale di storia in Italia e fra i più importanti d&#8217;Europa, curato da Luciano Canfora e Franco Cardini, dedicato quest’anno al tema RIVOLUZIONI.<br />
In relazione al tema è stata richiesta un’azione artistica di interpretazione in tutte le sue possibili forme e saranno 11 i progetti artistici di altrettanti autori proposti negli spazi di Sala Dogana, nell’ambito degli eventi de La Storia in Piazza che propone anche quest’anno un fitto programma di lezioni, incontri e conferenze, laboratori, mostre, spettacoli e presentazioni.<br />
Per tutto il periodo de La Storia, in sala Dogana saranno esposte fotografie, illustrazioni, tele, installazioni, video di: Matteo Castiglioni per Forevergreen.fm, Fulvio Ioan, Silvia Mazzella, Melkio, Niccolò Pizzorno, Stefano Pulcini, Chiara Scabini, Alessio Ursida.<br />
Oltre al programma espositivo, l’appuntamento con La Storia in Dogana offre due serate di improvvisazione musicale e performance audio video.<br />
&nbsp;<br />
Giovedì 12.04 | ore 21<br />
&#8216;STAZIONE FINLANDIA&#8217;<br />
improvvisazione elettronica di NOS, racconti per oggetti di Dollworld, visual di Gianriccardo Scheri, grafiche di Stefano Roffo | a cura di Duplex Ride<br />
&nbsp;<br />
Sabato 14.04 | ore 21.30<br />
&#8216;SILENCIO&#8217;<br />
performance video musicale di Andrea Vescovi e Stefano Baldini | a cura di Tommaso Vergano<br />
&nbsp;<br />
@@@ Artista ospite da Berlino il fotografo YURI SEGALERBA con il reportage:<br />
I popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi: sono i governi che dovrebbero aver paura dei popoli &#8211; Rio de Janeiro, 30 giugno 2013<br />
&nbsp;<br />
Matteo Castiglioni per Forevergreen.fm<br />
Matteo Castiglioni (9/5/1993), studente del biennio del corso di musica elettronica del Conservatorio di Milano, si dedica alla ricerca sonora, visiva e audiovisiva.<br />
Legato in modo particolare al filone dell’arte generativa e net-art, dal 2015 a oggi progetta installazioni e opere site specific (tra gli altri) per il palazzo Litta, lo spazio Cobianchi e palazzo Reale a Milano. I suoi ultimi lavori, presentati in occasione della mostra “Your common sense well” alla Camera Oscura di Milano a marzo 2018  si concentrano sull’utilizzo della rete come fonte di informazioni con le quali generare materiali in continuo equilibrio tra realtà e finzione.<br />
Con il duo musicale t.e.s.o. pubblica, tra il 2014 e oggi, quattro album, in parallelo all’attività discografica il duo produce diversi concerti audiovisivi.<br />
Nel 2014 fonda insieme ad altri studenti del conservatorio la laptop Orchestra “1h20nein” con cui produce diversi concerti audiovisivi tra cui un progetto per il conservatorio di Birmingham, il museo del ‘900, la Triennale, l’Auditorium San Fedele e la Fabbrica del Vapore di Milano.<br />
In parallelo a queste attività produce le video-scenografie per le opere liriche “Elisir D’amore” (2017), “Alfred Alfred” (in collaborazione con l’accademia di Brera) (2016), “Amor y odio” (2016), “Cantor Caffè” (2016) e “Shakespeare ‘900” (2017).<br />
Forevergreen.fm è un’impresa culturale creativa nata a Genova nel 2010 con lo scopo di progettare e produrre eventi culturali di musica elettronica con una mirata vocazione di valorizzazione del patrimonio artistico-storico e di rigenerazione urbana.<br />
Electropark è il progetto principale, dal 2012 a Genova sotto la forma di festival di musica elettronica e arti visive in spazi non convenzionali per la musica come musei, teatri, mercati, chiese, sale espositive, e dal 2015 anche a Milano al Teatro Franco Parenti con una rassegna di musica elettronica internazionale per un pubblico seduto.<br />
Forevergreen.fm ha organizzato fino al 2014 il Forevergreen Festival, evento itinerante di musica elettronica in diverse cascine lombarde con lo scopo di avvicinare la musica e l’arte nei processi di riqualificazione degli spazi rurali urbani.<br />
Attualmente Forevergreen.fm gestisce anche una linea di produzione digitale che promuove giovani artisti e producer emergenti del panorama italiano ed è impegnata con amministrazioni pubbliche e altri soggetti operanti sul territorio per divulgare buone pratiche nella progettazione e stimolare  processi di rigenerazione culturale.<br />
&nbsp;<br />
Fulvio Ioan<br />
Artista e ricercatore indipendente, ha conseguito due Lauree specialistiche all&#8217;Accademia Ligustica di Genova in Pittura e Decorazione (2012-2015), per anni è stato allievo ed assistente del Maestro Xilografo Giovanni Berio Ligustro.<br />
Da più di dieci anni, pratica la calcografia e la xilografia su carta e su stoffa, dipinge e lavora per la spontaneità e sincerità dell&#8217;immagine. Il suo lavoro si pone come un tentativo di rinascita dal buio (sociale e culturale); come espressione intima e personale, volta a riaffermare un&#8217;identità di bellezza. Esegue studi e ricerche, scrive articoli sull&#8217;arte e sull&#8217;analisi dell&#8217;immagine, partecipa a simposi e conferenze.<br />
Ha insegnato all&#8217;Accademia di Belle Arti di Sanremo e collabora con l&#8217;Accademia di Belle Arti di<br />
Genova. Intrattiene contatti e lavora con artisti e studiosi in Italia e nel mondo.<br />
Ha partecipato ad alcune mostre tra cui: Sala Dogana a Palazzo Ducale, Genova; Archivio centrale dello Stato, Roma EUR; Fuxian exlibiris society Shanghai, Cina; Mieska biblioteka publiczna w gliwicach, Gliwice, Polonia; Palazzo Sturm, Museo Remondini, Bassano del Grappa, Italia; MaCN museo di arte contemporanea e del novecento Villa Renatico Martini, Mossumano Terme; Raccolta civica fondazione Bertarelli, Milano.<br />
Parte della sua produzione fa parte di collezioni private nazionali ed internazionali.<br />
&nbsp;<br />
Silvia Mazzella<br />
Nasce a Genova l&#8217;8 ottobre 1993.<br />
Frequenta il liceo artistico Paul Klee di Genova e si avvicina al mondo della pittura e del disegno. Continua gli studi presso lo IED di Milano laureandosi in fotografia nel 2015.<br />
Frequenta un anno del biennio di scenografia presso l&#8217;Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e da ottobre 2016 inizia il master di alta formazione dell&#8217;immagine contemporanea presso la Fondazione fotografia Modena.<br />
Il suo lavoro fotografico è incentrato sulla figura della Donna, utilizzando come base la fotografia e applicando poi varie tecniche e mezzi come la scrittura, la pittura e il disegno.<br />
&nbsp;<br />
Melkio<br />
Io, Melkio, Cantastorie un pò clown. Nel disegno sono, non somiglio.<br />
Luca Melchionda, Genova 1984 è da sempre e per tutti Melkio.<br />
Lo stile, sia nel disegno che nella scrittura, è riconoscibile: pochi dettagli, oggetti semplici, sintesi e un immaginario magico, riflessivo ma con chiari accenti al mondo infantile.<br />
“C’è un genere di creatività innocente, bambinesca (nell’accezione positiva del termine ovvero nel suo essere priva del pregiudizio tipico dell’età adulta) nell’approccio artistico di Luca Melchionda.<br />
Melkio, come io l’ho conosciuto e come viene da tutti chiamato, non si muove all’interno di confini definiti, sia dal punto di vista della tecnica che del mezzo narrativo. Disegno, poesia, racconto, fotografia: ecco perché più che di arte parliamo di “mondo”, ossia di un luogo immaginario in cui Luca trova sé stesso, lasciando fluire liberamente idee, parole e visioni.”<br />
picamemag.com<br />
&nbsp;<br />
Niccolò Pizzorno<br />
Nasce a Tiglieto nel 1983. Si occupa di illustrazione e tecniche calcografiche: acquaforte, acquatinta,puntasecca.<br />
A Genova dal ‘95 si laurea all&#8217;Accademia Ligustica di Belle Arti e frequenta la Scuola Chiavarese del Fumetto. Illustra vari volumi per la casa editrice I Buoni Cugini Editori, in particolare la collana Luigi Natoli pubblica con la stessa casa editrice la Graphic Novel ‘UN MONDO NUOVO’,ambientata interamente a Genova. Insieme con un gruppo di artisti di diverse discipline crea il collettivo PLUR col quale organizza eventi a carattere sociale, agendo prevalentemente sulle periferie cittadine.<br />
&nbsp;<br />
Stefano Pulcini<br />
Nasce a Genova nel 1993. Si diploma all’istituto tecnico Vittorio Emanuele II-J. Ruffini come grafico pubblicitario scoprendo la passione per l’arte e la fotografia. Frequenta il corso di Graphic Design all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, dove segue il corso di fotografia analogica e digitale tenuto da Alberto Terrile, diplomandosi con la votazione di 110/110 e lode.<br />
Nel 2016 lavora come grafico/videomaker/fotografo per Goa-Boa Festival. Nello stesso anno fa<br />
uno stage al TStudio di Timothy Costa. Dal 2016 è attivo come videomaker e fotografo freelance e lavora con band musicali come exotago, l’ultimodeimieicani e altre realtà genovesi. Collabora anche come videomaker/grafico/fotografo per Yury Magazine.<br />
Nel 2017 realizza una mostra fotografica e di installazioni sull’esperienza californiana dal titolo<br />
“Land of Pleasure” presso Sala Dogana a Palazzo Ducale.<br />
&nbsp;<br />
Chiara Scabini<br />
Nasce a Genova nel 1992. Dopo essersi diplomata al liceo scientifico Enrico Fermi, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Genova dove arricchisce la sua passione per la fotografia, l’arte e scopre l’illustrazione digitale. In particolare, segue i corsi di fotografia digitale e analogica tenuti da Alberto Terrile, approfondendo uno stile documentaristico e di diario personale.<br />
Durante il periodo universitario va in Erasmus a Madrid dove frequenta l’Escuela de Diseno<br />
Superior per 5 mesi.<br />
Dopo la laurea, si trasferisce a Londra per 4 mesi e, in seguito, compie un viaggio di 3 mesi in<br />
California. Tornata in Italia si trasferisce a Milano dove inizia a lavorare come grafica e fotografa per l’agenzia di comunicazione Cup Studio e come illustratrice per Alessandro Enriquez, stilista del brand di abbigliamento Italian Theory.<br />
Nel 2017 realizza una mostra fotografica e di installazioni presso Sala Dogana a Palazzo<br />
Ducale di Genova dal titolo “Land of Pleasure” sull’esperienza in California.<br />
In seguito vince un bando che le permette precedentemente di seguire un corso di Marketing<br />
Culturale presso la LUISS di Roma e dopo produce un’esperienza lavorativa nell’ambito della comunicazione presso Palazzo Reale di Genova.<br />
&nbsp;<br />
Alessio Ursida<br />
Nasce a Genova  nel giugno 1994. Nel 2010 diventa fotografo ufficiale dei Concerti di musica barocca Musica e Cultura San Torpete. Nel 2012 collabora con il Comitato Unicef di Genova, illustrando con i suoi scatti il volume &#8220;La bellezza rimane&#8221;, diffuso in tutta Italia. Inizia un percorso di collaborazione con l&#8217;Associazione di volontariato Massoero 2000 Onlus e con la rivista Blu Liguria Sagep. Fotografa volentieri gli amici: un suo scatto diventa la copertina del cd  &#8220;Per Gaber&#8221; di Giampiero Alloisio. Sempre nello stesso anno, illustra il Calendario &#8220;Volti della Medina genovese&#8221;. Nel 2013, dopo aver pubblicato alcuni articoli sul Secolo XIX, accompagna con le sue immagini la mostra &#8220;Vico del Sapor Perfetto&#8221; a Palazzo della Borsa, un excursus gastronomico sui sapori della Liguria.<br />
A febbraio 2014 tiene, come docente, corsi di fotografia presso la sua vecchia scuola media. Allestisce una mostra al Coro delle Vigne intitolata &#8220;Andata e Ritorno&#8221;, si tratta di una articolata serie di scatti che realizza durante gli spostamenti in treno ed in autobus.<br />
A settembre, dopo aver passato le selezioni, partecipa al programma televisivo &#8220;Scattastorie&#8221; in onda su Real Time, patrocinato da Samsung Italia. Partecipa alla mostra fotografica realizzata all&#8217;Expo&#8217; Gate di Milano di Samsung. Nel frattempo, frequenta l&#8217;Istituto Italiano di Fotografia a Milano. A gennaio 2015, il suo volto ed i suoi scatti scorrono sulle pareti del Duomo di Milano con le immagini del reportage di Haiti.<br />
Tra giugno 2015 e febbraio 2016 espone la mostra fotografica ‘GLI OCCHI DELLA SPERANZA – impressioni da Haiti’ allo spazio VISIVA a Roma, a Milano presso il Samsung District, presso Arte Fiera Internazionale di Bologna, in Sala Dogana a Palazzo Ducale di Genova.<br />
&nbsp;<br />
NOS<br />
&#8220;Continuavo a udire attorno a me un gran rumore, un rumore composto da molti suoni,<br />
probabilmente il rumore del vecchio mondo che andava in frantumi&#8221;<br />
A. Blok &#8211; 1918<br />
Da questa frase del poeta russo Aleksandr Blok, ricavano ispirazione sonora i NOS (Marco Cacciamani, Claudio Ferrari e Riccardo Canessa) che, tra le rispettive diverse passioni artistiche, qui condividono quella che hanno in comune: la musica elettronica.<br />
Essenzialmente improvvisate, le loro performances sono integrate con videoproiezioni curate da Gianriccardo Scheri  ed aperte ad interventi di ospiti. Si definiscono un gruppo d&#8217;improvvisazione elettrotecnica, i cui diversi incontri in studio e i concerti dal novembre 2008<br />
hanno finora fruttato 3 CD autoprodotti.<br />
Angela Mambelli, video performer dal 1999 nell’ambito del gruppo Fludd, da anni, continuando la collaborazione storica, porta avanti un progetto personale con la sigla “Dollworld”. I suoi piccoli ambienti, ricostruiti con una minuzia che non cade mai nella trappola modellistica, e “arredati” in scena, sotto l’occhio di una microcamera, evocano epoche e situazioni, con un effetto straniante dovuto alla proiezione su monitor e schermi che falsa il rapporto tra uomo e oggetto.<br />
Duplex Ride<br />
L’Associazione Culturale Duplex Ride si è costituita nel 2010 attorno ad un nucleo di operatori artistici, attivi nei settori della musica elettronica e dell’immagine digitale, per mettere in<br />
comune le proprie esperienze ed espandere l’area creativa in cui agiscono, per contribuire allo sviluppo culturale del territorio.<br />
Duplex Ride è un’associazione culturale interessata ad ogni forma d&#8217;arte, che organizza principalmente eventi di musica elettronica e videoproiezione. Duplex Ride è un&#8217;idea in movimento, è arte collettiva, è ricerca elettronica, è sperimentazione in tutte le sue forme, dalla pittura, alla fotografia, alla scrittura.</p>
<p>&nbsp;<br />
Andrea Vescovi e Stefano Baldini, nati a Savona, frequentano rispettivamente l’accademia Naba di Milano e il Dams di Bologna. La loro passione per la musica e per l’utilizzo del video come mezzo di comunicazione principale li ha uniti nel progetto artistico Silencio. La loro ricerca, che viene portata avanti unitamente al percorso di studi, li ha portati a sviluppare un’identità artistica forte, esteticamente elaborata e allo stesso tempo ricca di contenuti e citazioni. Poter frequentare università e spazi stimolanti come Dams e Naba gli ha permesso<br />
di confrontarsi con pareri autorevoli e personalità influenti del mondo dell’arte e dell’insegnamento. Silencio è la sintesi, parziale, della loro esperienza.<br />
&nbsp;<br />
Yuri Segalerba<br />
Genovese trasferitosi a Berlino, trascinato dalla sua passione per zone industriali abbandonate, si occupa di fotografia dal 2009. L’interesse per architettura, archeologia industriale, sociologia e per le minoranze culturali gli danno ispirazione per scegliere le mete dei suoi viaggi, nei quali si avventura per i più reconditi luoghi del pianeta documentando differenti situazioni sociali. Le sue foto sono caratterizzate da simmetrie, forme geometriche e prospettive centrali che tendono ad appiattire il soggetto, dando una sensazione di bidimensionalismo dello stesso. My Point of view è il suo blog fotografico.</p>
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/04/sommosse_ima.jpg" alt="sommosse_ima" width="750" height="1130" class="alignleft size-full wp-image-45315" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Autismi</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2018 16:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/Manifesto-sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Manifesto definitivo Nicolò" style="margin-bottom:10px;" />31 marzo - 7 aprile 2018<br />
Ducale Spazio Aperto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/Manifesto-sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Manifesto definitivo Nicolò" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"> <font style="color:#c20606">Accogliere la diversità<br />Comprendere il disturbo<br />
&nbsp;<br />
Mostra fotografica di Nicolò Metti</font><br />
Ducale Spazio Aperto<br />
31 marzo &#8211; 7 aprile</h3>
<h4 style="text-align: right">Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19<br />ingresso libero</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>L&#8217;autismo è un disturbo del neurosviluppo che può presentarsi in forme molto diverse. La mostra di propone di compiere un percorso visivo attraverso le quotidiane emozioni di quattro ragazzi affetti, mirando a coglierne gli estremi: dalla felicità alla solitudine, dalla solidarietà all&#8217;inclusione, dai limiti alle speranze.<br />
La pesante medaglia in cui consiste la loro sofferenza ha un&#8217;altra faccia: una vita tranquilla e una felicità possibile, verso cui noi siamo in dovere di accompagnarli.<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606">Inaugurazione 31 Marzo</font><br />
<font style="color:#c20606">Ore 15</font> proiezione e dibattito di <font style="color:#c20606">Pita</font> e <font style="color:#c20606">Una Diagnosi: Autismo, 100.000 volti</font> al Altrove &#8211; Teatro della Maddalena. Saranno presenti in sala parte delle due troupe (in cui il fotografo ha svolto il ruolo di sceneggiatore e operatore) e rappresentati delle associazioni coinvolte. Le due opere proiettate hanno ottenuto complessivamente 11 riconoscimenti internazionali.<br />
Ingresso gratuito.<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606">Ore 17</font> Visita guidata gratuita del centro storico che condurrà dal Teatro al Ducale, a cura dell&#8217;ass. Caruggi a Colori.<br />
<font style="color:#c20606">Ore 18</font> Inaugurazione mostra<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/Manifesto-definitivo-Nicolò-ultimo-1.pdf">Guarda la locandina</a></h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>In collaborazione con: Angsa Liguria Onlus, Associazione Philos Accademia Pedagogica, Ass. Guardami negli Occhi di Savona</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4><font style="color:#c20606">Nicolò Metti</font> è un fotografo, videomaker, scrittore, educatore genovese, classe 1989. Dopo aver frequentato diversi corsi in campo artistico ed aver ottenuto una laurea quinquennale in Filosofia, adesso si dedica al videomaking narrativo e commerciale, alla scrittura di articoli e sceneggiature, allo sviluppo di laboratori arteterapeutici e sportivi per persone rientranti nello spettro autistico, ad esempio il Baskin (il basket inclusivo) o i corsi di fotografia.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Genova: rivoluzioni da leggere (tra le righe)</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2018 16:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/MS_BIBL_4-5_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="MS_BIBL_4-5_sito" style="margin-bottom:10px;" />23 marzo - 15 aprile 2018<br />
Loggiato Minore]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/MS_BIBL_4-5_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="MS_BIBL_4-5_sito" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right">Mostra a cura<br /><font style="color:#c20606">dell&#8217;Archivio di Stato di Genova<br />
<em>all&#8217;interno de <a href="http://62.101.86.34/storia/">la storia in piazza 2018</a></em></font><br />
&nbsp;<br />
dal 23 marzo al 15 aprile 2018<br />
Loggiato Minore</h3>
<h4 style="text-align: right">Inaugurazione venerdì 23 marzo, ore 17.15</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<blockquote><p>&#8230;perchè ogni rivoluzione è figlia di un bisogno e madre di un cambiamento&#8230;<br />
&#8230;perché ogni rivoluzione scompone le parti per ricomporle secondo un ordine nuovo&#8230;<br />
&#8230;perché la STORIA stessa, in quanto RACCONTO è rivoluzione di se stessa&#8230;<br />
&#8230;.perché&#8230;<br />
lo storico è separato dal suo oggetto dalla mediazione infinita della tradizione<br />
<font style="color:#c20606">Hans Georg Gadamer</font></p></blockquote>
<p>&nbsp;<br />
I documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Genova rappresentano, pur con le inevitabili lacune provocate dal tempo, un patrimonio unico per lo studio delle vicende politiche, dell’attività commerciale e dell’evoluzione della società di tutto il mondo conosciuto nel Medioevo e nell’età moderna.<br />
Ti appresti ad un viaggio attraverso i primati della storia genovese dei quali è rimasta traccia nei documenti.<br />
Sarai condotto per mano attraverso la prima esperienza di un <font style="color:#c20606">contratto di assicurazione</font>, finalizzato alla necessità di ridurre i fattori di rischio legati all’esercizio dell’attività commerciale già in età medievale.<br />
Incontrerai alcuni esempi di registri dell’archivio <font style="color:#c20606">Casa di San Giorgio (1407-1805)</font>: l’istituzione genovese più conosciuta a livello mondiale nella quale si sono ravvisati, di volta in volta, i connotati di uno Stato, un prototipo delle odierne Società per Azioni, un embrione di banca centrale, una fucina di tecniche finanziarie, entro un perimetro di commistione fra profili di azione pubblica e aree di intervento privato, tuttora attualissimi nella lettura che se ne può fornire.<br />
Attività commerciale e gestione finanziaria e del debito pubblico hanno rappresentato, nei secoli della storia genovese, nodi strategici attorno ai quali si è intessuta la storia delle relazioni diplomatiche della Repubblica, in particolare nel Siglo, con i giovani stati nazionali europei. Il sistema dei <font style="color:#c20606">‘Rolli’</font>, con l’organizzazione pubblico-privata dell’accoglienza delle delegazioni estere ospiti della Repubblica, è una cartina al tornasole della società del tempo e degli indicatori valoriali di riferimento. Potrai conoscere, quindi, gli elenchi dei superbi palazzi, riflesso della ricchezza di personaggi di rilevanza internazionale, dove erano alloggiate le personalità che visitavano la città nel Siglo de los Genoveses.<br />
Nel flusso di eventi e tra gli intrecci, non sempre pacifici, tra personalità e famiglie che hanno connotato la storia della Superba, un momento significativo è rappresentato dalle <font style="color:#c20606">Leges del 1528</font>, emanate sotto la regia di Andrea Doria, finalizzate alla stabilizzazione del potere interno. Grazie ad esse, Genova fu inserita nei circuiti strategici, economici e finanziari del più potente Stato del mondo di allora, l’impero di Carlo V.<br />
Il viaggio approda, da ultimo, a un piccolo cammeo sulla la figura, per certi versi mitologica, del <font style="color:#c20606">Balilla (1747)</font>.<br />
Questi, in un territorio di confine fra leggenda e storia, è divenuto il simbolo della rivolta dell’orgoglio locale contro lo straniero, inaugurando la stagione delle lotte risorgimentali nel corso delle quali tanta parte la Superba scelse di giocare, fino agli esiti unitari.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Credits to:<br />
<font style="color:#c20606">Annalisa Rossi</font>, Direttore Archivio di Stato di Genova<br />
<font style="color:#c20606">Giustina Olgiati</font>, Funzionario Archivista<br />
<font style="color:#c20606">Roberto Santamaria</font>, Funzionario Archivista<br />
<font style="color:#c20606">Roberto Santamaria</font>, Funzionario Archivista<br />
<font style="color:#c20606">Daniele Tinterri</font>, Funzionario Archivista<br /></h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/genova-rivoluzioni-da-leggere-tra-le-righe/2-368/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/210-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
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<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Una storia portoghese 1975-2005</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Mar 2018 09:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/Fausto-Giaccone_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Fausto Giaccone_sito" style="margin-bottom:10px;" />17 marzo - 28 aprile 2018<br />
Sala Liguria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/Fausto-Giaccone_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Fausto Giaccone_sito" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Fotografie di Fausto Giaccone</font><br />
dal 17 marzo al <strike>22 aprile</strike><font style="color:#c20606"> prorogata fino al 28 aprile 2018</font><br />
&nbsp;<br />
Sala Liguria</h3>
<h4 style="text-align: right">Orari: da lunedì a venerdì, 10-18<br />sabato, domenica e festivi 15-18<br />Ingresso libero<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/2018_03_17-Fausto-Giaccone_A3.jpg" rel="lightbox[44839]">Guarda la locandina</a></h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
Mostra a cura di Federico Montaldo, <font style="color:#c20606">inaugurazione venerdì 16 marzo 2018, ore 18</font> con la partecipazione di <font style="color:#c20606">Roberto Francavilla</font>, docente di Letteratura portoghese e brasiliana &#8211; Dipartimento di Lingue e Culture Moderne, Università degli studi di Genova</p>
<blockquote><p>Trent&#8217;anni di storia di un villaggio del sud del Portogallo dalla stagione gloriosa della lotta per la Riforma Agraria del 1975 sino ai primi anni del nuovo secolo.</p></blockquote>
<p>Nell&#8217;agosto del 1975 Fausto Giaccone era uno dei tanti fotografi e giornalisti che seguivano la cronaca di quella estate calda, in cui si acuiva lo scontro tra gli strati della società più progressista guidati dai militari di sinistra e la reazione che cercava di smorzare la spinta della Rivoluzione dei garofani del 1974.<br />
Per sfuggire alla ritualità di quelle manifestazioni e per cercare di trovare una chiave personale nella narrazione di quella fase politica, Giaccone lascia Lisbona e si dirige al di là del Tejo, dove, già da diversi mesi, erano iniziate le occupazioni dei latifondi da parte dei braccianti senza terra.<br />
L&#8217;attenzione si concentra su di un villaggio del Ribatejo, Couço, al confine con l&#8217;Alentejo.<br />
Il 31 Agosto Giaccone sarà testimone di un ciclo trionfale di occupazioni, ma soprattutto stabilirà dei rapporti umani con alcuni dei protagonisti delle occupazioni, che proseguiranno nel corso di decenni, dando luogo ad un libro “Una storia portoghese”, nel 1987, e ad altri ritorni, pubblicazioni per numerose riviste e infine anche un documentario nel 2010.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4><font style="color:#c20606">Fausto Giaccone</font> nasce nel 1943, cresce a Palermo dove inizia gli studi di architettura che terminerà a Roma dove si trasferisce nel 1965. Gli eventi del 1968 segnano la sua scelta di dedicarsi interamente alla fotografia. Le prime collaborazioni con testate politiche romane come <em>L’Astrolabio, Vie Nuove, Noi Donne</em>, gli hanno permesso di seguire gli eventi del &#8217;68 e di realizzare diverse campagne di documentazione nel meridione, in particolare in Sicilia, Sardegna e Calabria. Ha viaggiato per lavoro nei cinque continenti ma è nei pochi libri pubblicati che oggi ritrova lo sguardo che meglio lo rappresenta. Nel 1987 esce <em>Una Storia Portoghese</em>, sull’anno caldo della rivoluzione lusitana. Nel 2008 <em>‘68 altrove</em>, ripropone i suoi primi reportage, realizzati 40 anni prima, nel 1968. Nel 2013 escono <em>Volti di Cavallino Treporti</em>, un racconto per immagini su di un comune della laguna veneta, e <em>Macondo. Il mondo di Gabriel García Márquez</em>, sui luoghi della vita e dei romanzi dello scrittore colombiano.</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/una-storia-portoghese/2018_03_17-fausto-giaccone_a3-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/2018_03_17-Fausto-Giaccone_A31-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2018_03_17 Fausto Giaccone_A3" /></a>
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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/una-storia-portoghese/couco-002-2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/Couço-0021-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Couço 002" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/una-storia-portoghese/couco_75_color-014/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/Couco_75_color-014-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="Couco_75_color 014" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/una-storia-portoghese/couco-2039/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/Couço-2039-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="Couço 2039" /></a>
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<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

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<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Negativo in positivo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2018 17:00:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/logo2.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="logo2" style="margin-bottom:10px;" />15 marzo – 1 aprile 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/logo2.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="logo2" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">15 marzo – 1 aprile 2018</font><br />
Sala Dogana<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">
progetto artistico di Fabio Tasso<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 15 marzo, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Orario: dal martedì alla domenica ore 15-20<br />
&nbsp;<br />
ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<p><i>&#8220;Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco&#8221;</i> – Confucio<br />
&nbsp;<br />
&#8220;Negativo in positivo&#8221; è l’estensione di un evento espositivo, iniziato a San Francisco nel 2017, che prende spunto proprio dal pensiero confuciano. È un momento che unisce la tradizionale mostra d’arte all’esperienza attiva che si può fare in un museo delle scienze. Saranno presenti sculture, disegni e molto altro, il tutto realizzato attraverso processi che prevedono l&#8217;utilizzo di sistemi produttivi. Durante il talk con il quale verrà inaugurata la mostra &#8211; ma anche durante il suo intero svolgimento &#8211; sarà possibile osservare e provare di prima persona i “macchinari” creati dall’artista. Chi visita questa mostra, invece di limitarsi al guardare, potrà anche comprendere ciò che è esposto attraverso la pratica. “Negativo in positivo” offre un momento di piacere a tutti, grandi e piccoli, attraverso una fruizione attiva. L’esposizione è basata sul rapporto tra pieno e vuoto ed ha indubbiamente un’impronta di tipo filosofico e orientale. Il titolo stesso “negativo in positivo”, oltre al riferimento topologico, allude ad una sfumatura psicologica. Arte, scienza, filosofia, psicologia e oriente sono gli stimoli che l&#8217;osservatore potrà ricevere. Tutti questi temi in delle opere che, non raffigurando nulla se non lo spazio stesso, sono adatte a qualsiasi tipo di pubblico.<br />
&nbsp;<br />
Il Pensiero<br />
Fabio Tasso studia la Scultura adoperando dei macchinari auto costruiti con elementi a basso costo. Ciò che li accomuna è l’utilizzo dell’aria, soffiata od aspirata. Questa, modellando una membrana, trasforma molteplici oggetti in un corpo unico.<br />
Producendo come un’industria, queste macchine lasciano nel mondo dei &#8220;residui&#8221;, le sculture. Anche se la necessità che ha portato alla creazione di questo sistema è unica, ciò che lo scultore fa potrebbe essere fatto da chiunque: non ci sono la sua “mano” e le sue emozioni. L&#8217;artista si ispira alle sculture preistoriche che, restando spesso a noi incomprensibili a causa della lontananza culturale e temporale, restano solo delle forme perfette, realizzate con il materiale, la tecnologia e la sensibilità dell’epoca. Chi sia lo scultore non è importante. Questo è quello che Tasso cerca di fare: sculture anonime ma universali, realizzate con i materiali di adesso, che studino lo spazio, la forma e il rapporto che il nostro corpo ha con questi. Per questo motivo le sue opere non hanno titoli, ma solo codici di catalogazione con celate tutte le informazioni sulla scultura. Senza di lui, unico detentore delle chiavi per leggerli, per codificarli bisognerà cercare e ipotizzare, come in un processo di indagine archeologica.<br />
&nbsp;<br />
L&#8217;Artista<br />
Fabio Tasso nasce a Savona nel 1990. Il suo percorso artistico incomincia con la frequentazione dell&#8217;artigianato ceramico ad Albisola. La svolta definitiva la compie frequentando l&#8217;Accademia di Belle Arti di Genova, dove si immerge completamente nel mondo della Scultura. Durante gli studi, nel 2012, vive ed insegna in Nepal nel monastero buddhista Neydo Tashi Choling. Lì ha modo di studiare ciò che in realtà ha scoperto essere sempre stato il centro della sua ricerca: il vuoto ed il rapporto che questo ha con il pieno, con la materia.<br />
Dopo il diploma a Genova si trasferisce a Carrara, dove completa gli studi e dove sviluppa i suoi macchinari. Vincitore di numerosi concorsi, partecipa a simposi di scultura, residenze artistiche e avvia la sua attività artistica tra Europa e Stati Uniti.<br />
Dal 2015 è stato professore presso l&#8217;Accademia Ligustica, insegnando Disegno del Nudo e Anatomia Artistica.<br />
&nbsp;<br />
info Fabio Tasso<br />
Website www.fabiotasso.com<br />
Instagram @fabiotasso_sculpture<br />
Facebook @fabiotasso_sculpture<br />
Youtube Fabio Tasso &#8211; sculpturey</p>
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/negativo-in-positivo/01-231/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/negativo-in-positivo/02-227/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/negativo-in-positivo/03-222/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="03" /></a>
</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Danza sorella</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2018 08:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/danzasor.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="danzasor" style="margin-bottom:10px;" />10 - 24 marzo 2018<br />
Spazio Aperto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/danzasor.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="danzasor" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"> <font style="color:#c20606">Danza sorella</font><br />
10 &#8211; 24 marzo 2018<br />
Spazio Aperto</h3>
<h4 style="text-align: right">
Mostra fotografica<br />
&nbsp;<br />
Orario: ore 9.30-12-30 &#8211; 14-18<br />
Ingresso libero</h4>
<p>&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>
La mostra fotografica DANZA SORELLA sarà aperta presso il Salone di Rappresentanza a Palazzo Tursi, in occasione dell&#8217;8 Marzo. L&#8217;evento invita a riflettere sulla bellezza, con un parlallelismo tra il mondo della Donna e quello del patrimonio storico del Comune di Genova. Attraverso la narrazione poetica per immagini l&#8217;artista Agnese Marchitto al fianco dei propri figli Giovanni Trompetto ( co-Fotografo e modello ) e Lucia Trompetto ( modella, attrice ), ci conduce in un viaggio simbolico all&#8217;interno di alcuni palazzi storici della città: Forte Sperone, Villa Gruber, Musei di Nervi, Forte Santa Tecla, Palazzo della Meridiana, Teatro Carlo Felice, Palazzo Tursi, Centro Storico, Chiostro San Matteo.<br />
&nbsp;<br />
L&#8217;Inaugurazione si terrà Giovedì 8 Marzo ore 16,00 Presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi Via Garibaldi 9 Genova e proseguirà con apertura al pubblico presso Palazzo Ducale Genova &#8220;Spazio Aperto&#8221; dal 10 al 25 marzo 2018 con orari 9;30/12,30 &#8211; 14,00/18,00.<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/danza_sorella.jpg" alt="danza_sorella" width="800" height="800" class="alignleft size-full wp-image-44788" /></p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<item>
		<title>Antonio Ligabue</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2018 09:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/01/ligabue_2_th.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="ligabue_2_th" style="margin-bottom:10px;" />3 marzo - 1 luglio 2018<br />
Loggia degli Abati]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/01/ligabue_2_th.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="ligabue_2_th" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/01/ligabue_2.jpg" alt="ligabue_2" width="1230" height="798" class="alignright size-full wp-image-42300" /></p>
<div class="threecol-two">
<h3>Antonio Ligabue</h3>
<h4><b>Dal 3 marzo al 1 luglio 2018</b></h4>
<h4 style="line-height:18pt">
Una mostra antologica per ripercorrere la vicenda umana e creativa di Antonio Ligabue, uno degli autori più geniali e originali del Novecento italiano.<br />
La mostra, curata da Sandro Parmiggiani e Sergio Negri, prodotta e organizzata da ViDi con la Fondazione Antonio Ligabue di Gualtieri (RE) in collaborazione con Comune di Genova e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, propone 80 opere, tra dipinti, sculture, disegni e incisioni di Ligabue.<br />
Il percorso espositivo si snoda tra i due poli principali entro i quali si sviluppa l&#8217;universo creativo di Ligabue: gli animali, selvaggi e domestici, e i ritratti di sé.<br />
Tra gli animali abitatori delle foreste e delle savane si trovano alcuni dei maggiori capolavori dell&#8217;artista, come <em>Tigre reale</em>, realizzato nel 1941 quando Ligabue era ricoverato nell&#8217;Ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia; tra quelli delle campagne, le due versioni di <em>Cani da caccia con paesaggio</em>; c&#8217;è poi l&#8217;impressionante galleria di autoritratti, come i dolenti <em>Autoritratto con berretto da motociclista</em> del 1954-55 e <em>Autoritratto </em>del 1957.<br />
Non mancano altri straordinari dipinti, dai paesaggi bucolici, alla <em>Carrozzella con cavalli e paesaggio svizzero</em> ad alcune versioni delle <em>Lotta di galli</em>, ad <em>Aquila con volpe</em> della fine degli anni quaranta, alla <em>Vedova nera con volatile</em> e alla <em>Testa di tigre</em> della metà degli anni cinquanta, fino alla <em>Crocifissione</em>.<br />
&nbsp;<br />
Ligabue rappresenta sia animali domestici, colti in un&#8217;atmosfera agreste, inseriti in paesaggi in cui giustappone le terre piatte della Bassa reggiana, dove visse dal 1919 alla morte nel 1965, e i castelli, le chiese, le guglie e le case con le bandiere al vento sui tetti ripidi della natia Svizzera, sia gli animali della foresta e del bosco &#8211; tigri, leoni, leopardi, gorilla, volpi, aquile &#8211; di cui conosceva molto bene l&#8217;anatomia, spesso colti nel momento in cui stanno per piombare sulla preda, con un&#8217;esasperazione di stampo espressionista, sia nella forma sia nel colore, e con un&#8217;attenzione quasi spasmodica per la reiterazione di elementi decorativi.<br />
&nbsp;<br />
Gli autoritratti costituiscono un filone di altissima e amarissima poesia nell&#8217;arte di Ligabue. In essi, il pittore si colloca in primo piano, quasi a occupare tutto lo spazio della scena, sullo sfondo di un paesaggio che pare quasi sempre, salvo rare eccezioni, un dettaglio del tutto ininfluente. I suoi ritratti di sé compendiano una perenne e costante condizione umana di angoscia, di desolazione e di smarrimento, un lento cammino verso l&#8217;esito finale; il suo volto esprime dolore, fatica, sgomento, male di vivere; ogni relazione con il mondo pare essere stata per sempre recisa, quasi che l&#8217;artista potesse ormai solo raccontare, per un&#8217;ultima volta, la tragedia di un volto e di uno sguardo, che non si cura di vedere le cose intorno a sé, ma che chiede, almeno per una volta, di essere guardato. </p>
<blockquote><p>Questi autoritratti &#8211; afferma Sandro Parmiggiani, curatore della mostra &#8211; dicono tutta la sofferenza dell&#8217;artista; ne sentiamo quasi il muto grido nel silenzio della natura e nella sordità delle persone che lo circondano. Quando perduta è ogni speranza, ormai fattasi cenere, il volto non può che avere questo colore scuro, fangoso, questa sorta di pietrificazione dei tratti che il dolore ha recato con sé e vi ha impresso.</p></blockquote>
<p>L&#8217;esposizione costituisce un ulteriore capitolo, dopo le rassegne di Gualtieri (2015), di Palermo e di Roma (2016), di Pavia (2017), per riportare il lavoro di Ligabue a una corretta valutazione critica e storica: un&#8217;occasione per riaffermare, al di là delle fuorvianti definizioni di naïf o di artista segnato dalla follia, il fascino di questo &#8220;espressionista tragico&#8221; di valore europeo, che fonde esasperazione visionaria e gusto decorativo.<br />
Accompagna la mostra un catalogo Skira con testi di Sandro Parmiggiani, Alberto Manguel, Luciano Manicardi ( priore della Comunità di Bose) e un&#8217;ampia sezione, ricca di immagini, dedicata alla vicenda biografica di Antonio Ligabue.</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4><font style="color:#c20606">Antonio Ligabue. Note biografiche</font><br />
La triste odissea di Antonio Ligabue ha inizio il 18 dicembre 1899 a Zurigo e si conclude il 27 maggio 1965 a Gualtieri, dove era approdato il 9 agosto 1919, espulso dalla Svizzera, dopo un&#8217;infanzia e un&#8217;adolescenza segnate dall&#8217;emarginazione (a soli nove mesi di età fu affidato dalla madre a un&#8217;altra famiglia) e dall&#8217;insofferenza verso il mondo che lo circondava &#8211; a scuola, tuttavia, già si erano rivelati la sua passione e il suo talento per il disegno. A Gualtieri la sua vita resta durissima, soprattutto nei primi anni, in cui, per riuscire a vivere, fa lo scariolante sulle rive del Po. Inizia a dipingere alla fine degli anni venti, apprezzato da rari estimatori, tra i quali Marino Mazzacurati. Nel 1955 tiene la prima mostra personale a Gonzaga, in occasione della Fiera millenaria, organizzata da Cesare Parmiggiani; nel 1961 un&#8217;esposizione a Roma, alla Galleria La Barcaccia, ne segna la consacrazione nazionale (&#8220;il caso Ligabue&#8221;), dopo un&#8217;intensa attività artistica, spesso incompresa e addirittura derisa, che nel tempo susciterà tuttavia l&#8217;ammirazione e l&#8217;interesse di collezionisti, critici e storici dell&#8217;arte. Tra le antologiche più recenti, si ricorda quella, con quasi duecento opere, tenuta nel 2005 a Palazzo Magnani di Reggio Emilia e a Palazzo Bentivoglio di Gualtieri, in occasione del quarantesimo anniversario della sua scomparsa.<br />
&nbsp;<br />
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
</div>
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><strong>Loggia degli Abati,</strong><br />
Palazzo Ducale<br />
piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606"><b>Orari</b></font><br />
da martedì a domenica, ore 10-19<br />
Lunedì chiuso<br />
La biglietteria chiude un&#8217;ora prima<br />
<strong>Aperture straordinarie</strong><br />
1 aprile, 2 aprile, 25 aprile, 30 aprile, 1 maggio, 2 giugno e 24 giugno: 10 &#8211; 19<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><b>Biglietti</b></font><br />
intero 11 €<br />
ridotto 9 €<br />
scuole 4 €<br />
audioguida compresa<br />
&nbsp;<br />
<a href="https://www.vivaticket.it/ita/event/antonio-ligabue/110262">Acquista on line </a><br />
&nbsp;<br />
Biglietto congiunto con la mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/" title="André Kertész">André Kertész</a>: 15 €<br />
&nbsp;<br />
Presentando il biglietto della mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/mexico-la-pittura-dei-grandi-muralisti-e-gli-scatti-di-vita-di-diego-rivera-e-frida-kahlo/">México. La pittura dei grandi muralisti e gli scatti di vita di Diego Rivera e Frida Kahlo</a> si ha diritto a un biglietto ridotto<br />
&nbsp;<br />
Presentando il biglietto della mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/" title="Picasso">Picasso. Capolavori dal Museo Picasso, Parigi</a> o della mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/">André Kertész. Un grande maestro della fotografia del Novecento</a> si ha diritto a un biglietto ridotto a 9€<br />
&nbsp;<br />
contatti: 0382 33676<br />
mail: ligabuegenova@gmail.com</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal    ">
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue-2/" title="Antonio Ligabue">La vita</a><br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/proposte-educative-intorno-alla-mostra-antonio-ligabue/" title="proposte educative intorno alla mostra Antonio Ligabue">Proposte educative per le scuole</a><br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
Proposte educative per le famiglie:<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/nel-week-end/">17 febbraio e 19 maggio, ore 16<br />
Amici per la pelle</a></div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/hotel-amici-delle-mostre-di-palazzo-ducale/" title="Hotel Amici delle mostre di Palazzo Ducale">Hotel Amici delle mostre di Palazzo Ducale</a><br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">I visitatori sono tenuti a lasciare all&#8217;ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all&#8217;interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a></div><br />
</div>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Inaugurazione, 2 marzo ore 18<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/1-355/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/2-357/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/3-352/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/4-330/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/5-279/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/6-217/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/7-166/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/8-149/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/9-116/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/10-194/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/11-159/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="11" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/12-135/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/12-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="12" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/13-110/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/03/13-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="13" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		</item>
		<item>
		<title>André Kertész</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/</link>
		<comments>http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Feb 2018 10:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ornella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=39288</guid>
		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/kertsez.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="kertsez" style="margin-bottom:10px;" />24 febbraio - 17 giugno 2018<br />
Sottoporticato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/kertsez.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="kertsez" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/logo_kertesz.jpg" alt="logo_kertesz" width="1230" height="704" class="alignright size-full wp-image-42515" /></p>
<h5><em>Danseuse burlesque (satyric dancer)</em>, 1926 &#8211; André Kertész &#8211; Ministère de la Culture et de la Communication / Médiathèque de l’architecture et du patrimoine / Dist Rmn © Donation André Kertész </h5>
<div class="threecol-two">
<h2>André Kertész.<br />
Un grande maestro della fotografia del Novecento<br />
<br />
<b>24 febbraio – 17 giugno  2018</b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h4>
Palazzo Ducale di Genova presenta dal 24 febbraio al 17 giugno una grande retrospettiva, curata da Denis Curti, su uno dei maggiori fotografi del XX secolo: André Kertész.<br />
Oltre 180 fotografie ripercorrono, suddivise in sezioni, l&#8217;intero percorso artistico del maestro ungherese, che in più di cinquant&#8217;anni di carriera ha sempre utilizzato la fotografia come se fosse un suo diario visivo, atto a rivelare la poesia dietro le semplici e anonime cose quotidiane, catturate attraverso prospettive uniche e rivoluzionarie.</p>
<blockquote><p>Qualsiasi cosa noi facciamo, Kertész l&#8217;ha fatto prima<br />Henri Cartier-Bresson</p></blockquote>
<p>Di Andrè Kertèsz (Budapest 1894 &#8211; New York 1985) si narra che si sia avvicinato alla fotografia nei primi anni del &#8217;900, quando nel solaio di una vecchia casa ungherese si ritrova tra le mani un manuale di fotografia. Questo fortunato incontro segna il suo destino come un&#8217;illuminazione, arricchendolo di sorprese e magici colpi di scena, nel segno di una ricerca artistica e formale che lo ha reso precursore di una nuova fotografia, simbolica e poetica.<br />
Alla sua formidabile carriera, mai disgiunta dall&#8217;esperienza biografica, la mostra <font style="color:#c20606">André Kertész. Un grande maestro della fotografia del Novecento</font>, allestita nel Palazzo Ducale di Genova, dedica un ampio e approfondito itinerario visivo, dentro il quale è possibile perdersi tra infinite suggestioni, per poi ritrovarsi sempre di fronte al piacere della bellezza e dello stupore. Lungo questo percorso si comprende che attraverso lo sguardo poliedrico di André Kertész si può esplorare la magnificenza di un&#8217;epoca cruciale per il mondo dell&#8217;arte: quella che a cavallo tra Ottocento e Novecento ha visto nascere le Avanguardie storiche insieme con la fotografia e il cinema. In questa prospettiva, aperta e consapevole, la produzione del grande autore prende forma in un intreccio di relazioni, immaginari e punti di fuga che intersecano movimenti artistici, pensieri poetici e rivoluzioni estetiche.<br />
Oltre 180 fotografie, provenienti dal Jeu De Paume di Parigi, e quattordici rare pubblicazioni dell&#8217;epoca in prestito da una collezione privata italiana, ripercorrono, suddivise in cinque sezioni temporali, l&#8217;intero percorso artistico del maestro ungherese che, in più di cinquant&#8217;anni di carriera, ha sempre utilizzato la fotografia come un suo diario visivo atto a rivelare la poesia dietro le semplici e anonime cose quotidiane.<br />
&nbsp;<br />
Nella sezione di apertura, dedicata ai primi anni da fotografo di Kertész in Ungheria, le immagini in esposizione celebrano la purezza e la semplicità della vita e dei paesaggi rurali caratterizzati da una lucidità e un&#8217;immediatezza innovativa davvero sorprendenti.<br />
La mostra prosegue indagando quello che è stata senza dubbio la fase più fortunata e florida di Kertész nella travolgente Parigi a cavallo tra le due guerre. Gli scatti del periodo francese sono ricchi di atmosfere oniriche, risultano suggestive e profondamente rivelatrici, perché in perfetta armonia con il suo carattere romantico e malinconico. In breve tempo entra a far parte del circolo degli artisti ungheresi che si riunisce al <em>Cafè du Dôme</em>, nel vivace quartiere di Montparnasse. Ed è in questo ambiente stimolante che entra in contatto con artisti e intellettuali, primi fra tutti, i connazionali Lazló Moholy-Nagy e Brassaï, i pittori Piet Mondrian, Marc Chagall e Fernand Léger. La sua ricerca artistica, iniziata in Ungheria, a Parigi si trasforma e adotta uno stile realistico e diretto ma sempre e volutamente poetico. Sono di questa fase le inquadrature geometriche, create sapientemente da linee nate dai contrasti tra luce e ombra.<br />
Le eccezionali immagini del periodo francese ci accompagnano nella sezione americana e in quelli che senza dubbio sono stati gli anni più difficili della sua carriera artistica. Nel 1936 l&#8217;agenzia fotogiornalistica Keystone di New York propone a Kertész un contratto professionale di un anno. Così, insieme a sua moglie Elizabeth si trasferisce negli Stati Uniti. Sebbene negli scatti americani di Kertész il rancore e la frustrazione, derivanti dal mancato interesse riscosso dalle sue opere, restano ai margini delle sue fotografie, un velo di disaffezione si fa strada nella sua poetica.<br />
Nel 1964 questo lungo periodo tormentato trova termine grazie al visionario curatore John Szarkowski che riabilita il suo lavoro riconoscendone la portata pioneristica e dedicandogli una mostra retrospettiva al Museum of Modern Art (MoMa) di New York. Evento di tale portata ci conduce all&#8217;interno della quarta sezione, quella dei riconoscimenti internazionali. Nel 1970 i suoi lavori vengono esposti quasi ininterrottamente nelle più grandi città del mondo come Stoccolma, Londra, Parigi, Tokyo, Melbourne e Buenos Aires, riscuotendo ovunque un gran successo. Nel 1977 la sua adorata moglie Elizabeth, e sua più grande sostenitrice, muore lasciando nel cuore di André un vuoto incolmabile.<br />
L&#8217;ultima sezione svela al pubblico alcuni scatti a colori inediti per il pubblico italiano.<br />
Per André Kertész il colore è un fatto decisamente nuovo ed è pura sperimentazione, curiosità. I toni possono essere molto caldi o molto freddi, ma i tagli, le inquadrature e i punti di vista sono, ovviamente, il prodotto di un&#8217;esperienza visiva maturata lungo una straordinaria carriera.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4><i>La mostra è organizzata dal Jeu de Paume di Parigi, in collaborazione con la Mediathèque de l&#8217;Architecture et du Patrimoine, Ministère de la Culture et de la Communication &#8211; France,  con  diChroma photography  e con la partecipazione di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura</i></h4>
</div><br />
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>Sottoporticato<br />
Palazzo Ducale<br />
piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova</h4>
</div></p>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606">Orari:</font><br />
da martedì a domenica 11-19<br />chiuso il lunedì<br />
La biglietteria chiude un&#8217;ora prima<br />
<strong>Aperture straordinarie</strong><br />
1 aprile, 2 aprile, 25 aprile, 30 aprile, 1 maggio e 2 giugno: 11 &#8211; 19<br />
&nbsp;<br />
</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606">Biglietti:</font><br />
intero 10€<br />
ridotto 8€<br />
scuole 4€<br />
&nbsp;<br />
Biglietto congiunto con la mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/" title="Picasso">Picasso. Capolavori dal Museo Picasso, Parigi</a>: intero 17€, ridotto 15€<br />
Biglietto congiunto con la mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/" title="Antonio Ligabue">Antonio Ligabue</a>: 15€<br />
&nbsp;<br />
Presentando il biglietto della mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/" title="Antonio Ligabue">Antonio Ligabue</a> o della mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/">Picasso. Capolavori del Museo Picasso, Parigi</a>, si ha diritto a un ingresso ridotto a 8€<br />
&nbsp;<br />
<a href="https://www.vivaticket.it/ita/event/andre-kertesz-un-grande-maestro-della-fotografia-del-novecento/109903">Acquista on line </a><br />
&nbsp;<br />
</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz-la-vita/" title="André Kertész. La vita"><b>La vita</b></a><br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606"><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/proposte-educative-andre-kertesz/">Proposte educative per le scuole</a></font><br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4><font style="color:#c20606"><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/hotel-amici-delle-mostre-di-palazzo-ducale/" title="Hotel Amici delle mostre di Palazzo Ducale">Hotel Amici delle mostre di Palazzo Ducale</a></font><br />
</div></p>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>I visitatori sono tenuti a lasciare all&#8217;ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all&#8217;interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a></h4>
</div><br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/1-353/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/18-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/2-355/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/28-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/3-350/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/38-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/4-328/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/48-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/5-278/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/56-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/6-216/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/62-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/7-165/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/8-148/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/9-115/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/10-193/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/11-158/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/111-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="11" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/12-134/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/121-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="12" /></a>
</p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/loghi_kr_3.jpg" alt="loghi_kr_2" width="1130" height="283" class="alignleft size-full wp-image-41425" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Rest in pieces</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Feb 2018 17:00:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[2018]]></category>
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		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/rest_in_pieces.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="rest_in_pieces" style="margin-bottom:10px;" />22 febbraio - 11 marzo 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/rest_in_pieces.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="rest_in_pieces" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">22 febbraio &#8211; 11 marzo 2018</font><br />
Sala Dogana<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">
progetto di LABADANzky<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 22 febbraio, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Orario: mar-dom, ore 15-20<br />
&nbsp;<br />
ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<p>Utensili dalle fattezze bioidi, veri e propri compendi di coscienza cinematica che vanno serenamente deambulando per le metropoli, diavolerie a trazione concettuale: tale la forma che ha di recente assunto il complesso repertorio espressivo (riconducibile alla Street Art tanto quanto a dinamiche del Relazionale) recante la firma LABADANzky.<br />
Questa volta, esercitando una metonimia tra lo spazio di Sala Dogana e la città medesima, ci si deve rappresentare l’ambiente espositivo in questione come il luogo dove tutto ebbe inizio: punto d&#8217;origine dell’utopia meccanica LABADANzky, sorta di luddismo rovesciato in adiecto. Asilo appartato in cui stremati pionieri meccanici si ritirano in cerca di conforto, concedendosi vizi ed amenità normalmente non riservate agli oggetti; inestimabile limbo di ristoro per automi bellicosi e nondimeno malinconici, giusto il tempo che la mostra in quanto tale si dipani – appena prima di correre a immolarsi nel nome di nuova, incomprensibile causa.<br />
&nbsp;<br />
*LABADANzky &#8211; feb.2018 &#8211; Courtesy of Aboutness Gallery</p>
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/02/rest_in_pieces1.jpg" alt="rest_in_pieces" width="800" height="533" class="alignleft size-full wp-image-44379" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Corporea</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Feb 2018 17:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
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		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/01/corporea.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="corporea" style="margin-bottom:10px;" />1 - 18 febbraio 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/01/corporea.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="corporea" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">1 &#8211; 18 febbraio 2018</font><br />
Sala Dogana<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">
progetto di Ludovica Virginia Roncallo<br />
a cura di Elena Guarnieri<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 1 febbraio, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Orario: mar-dom, ore 15-20<br />
&nbsp;<br />
ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<p>Giovedì 1 febbraio alle ore 18 in Sala Dogana a Palazzo Ducale inaugura la mostra CORPOREA, progetto espositivo di Ludovica Virginia Roncallo a cura di Elena Guarnieri.<br />
Corporea è un viaggio attraverso la memoria, la traccia di corpi che hanno indicato un’azione, un passaggio, un tempo passato che ci viene restituito e del quale resta un segno sbiadito. È la traccia del nostro motus perpetuo, della metamorfosi e della lotta affermazione-negazione.<br />
Dei corpi che hanno solcato quel luogo e quella materia, restano pochi segni nascosti, che solo la nostra mente può ricostruire, tassello dopo tassello. È la memoria di una presenza che si fa lentamente assenza, è la materia che col tempo si deteriora fino a smaterializzarsi in una macchia: l’impronta.<br />
Le opere proposte sono la restituzione di un processo connesso ai luoghi, alla memoria e al legame indissolubile che unisce un corpo ad un luogo e al tempo.<br />
Attraverso l’impiego di materiali di recupero e industriali e all’utilizzo di svariate tecniche che vanno dalla fotografia all’incisione, passando per la pittura, ci si addentra in un insieme di immagini, frutto del deterioramento di corpi, che si rivelano ai nostri occhi attraverso l’indagine e la percezione intima di chi li osserva. In una sorta di trasfigurazione che da concreta e tangibile muta in una forma più astratta e impalpabile.<br />
Alla radice di tale ricerca si colloca l’esperienza infantile dell’artista, legata alla costante presenza dell’acqua e del fiume, quale luogo di perpetui mutamenti. Ed è proprio questo elemento terrestre che ci accoglie, attraverso la sua forza generatrice di vita, di distruzione e di continue trasformazioni, dove i corpi divengono presenza, assenza o traccia.<br />
In questo frangente le opere ci forniscono elementi di ricostruzione e di memoria prima della totale cancellazione.<br />
&nbsp;<br />
Ludovica Virginia Roncallo _ artista/artist<br />
Classe 1982, dopo il conseguimento della maturità artistica si diploma in pittura presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, e consegue successivamente una specializzazione in didattica dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Cultrice di pedagogia e antropologia focalizza la propria ricerca sul corpo residuo, ponendo l’attenzione alla relazione corpo-spazio-tempo. I soggetti analizzati si deteriorano, mutano e si dissolvono, come sottoposti ad una scansione, e lentamente la materia lascia spazio all’impronta, testimonianza unica di una presenza divenuta assenza. Gli elementi e i “corpi” utilizzati sono molteplici, a partire dal corpo stesso dell’artista fino ai solchi del terreno o agli oggetti “smarriti”. I supporti e le tecniche variano dalla pittura all’incisione, dall’installazione alla fotografia istantanea. Dopo aver compiuto diversi viaggi e progetti artistici internazionali, collaborando con associazioni ed enti statali nazionali ed internazionali, da circa tre anni vive e lavora a Genova.<br />
<i>She was born in 1982 and after obtaining a high school diploma in Arts she graduated in Painting at the Accademia Ligustica di Belle Arti in Genoa, and at a later time she specialized in Didactics of Art at the Accademia di Belle Arti di Brera in Milan. As a lover of pedagogy and anthropology she focused her studies on the residual body, paying close attention to the body-space-time relationship.<br />
The analysed objects deteriorate, change and dissolve, as if they were scanned, and slowly the matter gives space to the imprint, the only proof of a presence which became absence.<br />
The elements and “bodies” she used are several, from her own body to the furrows of the soil or “lost” objects.<br />
The means and techniques vary from painting to engraving, from installation to snapshot.<br />
After travelling and working on international projects, collaborating with associations, national and international public institutions, she’s been living and working in Genoa for about three years.</i><br />
&nbsp;<br />
Elena Guarnieri_curatrice/curator<br />
Classe 1980, consegue la maturità artistica al liceo Paul Klee e successivamente il diploma di pittura presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti a cui fa seguito un master in progettazione dei costumi teatrali. Terminati gli studi, parallelamente al lavoro nel laboratorio di un noto atelier di moda genovese, inizia la sua lunga collaborazione con la galleria Il Basilisco dove, oltre al lavoro con il pubblico, cura alcune mostre, tra cui le personali di Matteo Cocci, Angelo Ibba e Salvatore Masciullo, esposizioni e fiere nazionali ed internazionali. Vive e lavora a Genova.<br />
<i>She was born in 1980, obtained a high school diploma at Liceo Paul Klee and at a later time she graduated in Painting at the Accademia Ligustica di Belle Arti, followed by a Master degree as a costume designer.<br />
After finishing her studies, and at the same time working at a famous fashion house in Genoa, she started collaborating with the Gallery Il Basilisco, where in addition to her public relations, she curated several solo exhibitions, such as Matteo Cocci’s, Angelo Ibba’s and Salvatore Masciullo’s ones, national and international fairs and shows. She’s been living and working in Genoa.</i></p>
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Molloy</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/morroy/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Jan 2018 17:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/12/molloy.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="molloy" style="margin-bottom:10px;" />11 - 28 gennaio 2018<br />
Sala Dogana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/12/molloy.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="molloy" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">11 &#8211; 28 gennaio 2018</font><br />
Sala Dogana<br />
</h3>
<h4 style="text-align: right">
Progetto di Giorgio Musinu<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 11 gennaio, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Orario: mar-dom, ore 15-20<br />
&nbsp;<br />
ingresso libero<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
Giovedì 11 gennaio alle ore 18 in Sala Dogana a Palazzo Ducale inaugura la mostra MOLLOY, progetto fotografico di Giorgio Musinu.<br />
&nbsp;<br />
“Molloy” è una storia senza Storia in cui l&#8217;osservatore è lasciato con un indizio nell&#8217;opacità del nostro mondo.<br />
Molloy è la ricerca di un mistero, l&#8217;inseguimento di un&#8217;ossessione.<br />
Molloy prende spunto dall&#8217;omonimo romanzo di Samuel Beckett. Di quel romanzo questo lavoro riprende le atmosfere e la sospensione del senso proprio della nostra epoca. Il dramma si svolge in una tensione congelata e destinata a divenire memoria di un evento che non avrà mai luogo.<br />
Molloy consiste di un filmato in Super8 e una serie di autoscatti con l&#8217;ausilio di telecomandi e temporizzatori, realizzati in svariate location fatiscenti e in stato di abbandono totale. Lo spettatore è invitato a inoltrarsi in questo &#8220;mondo&#8221; surreale ed estraneo alla vita di tutti i giorni, in compagnia del medesimo personaggio e della sua cinepresa.<br />
&nbsp;<br />
&#8220;Molloy&#8221; is a story without Narration in wich the observer is left with a hint in the opaqueness of our world. Molloy is the research of a mystery, pursuit of an obsession. Molloy is inspired by the homonym novel of Samuel Beckett. From this novel it gets the atmospheres and the<br />
suspension of the real meaning of our days. The drama takes place in a chilled strain, doom to become memory of an event that will never happen.<br />
Molloy consists in a shoot on a Super8 film and a series of selfportraits made using remote controls and timers in many abandoned and ruined places. The audience is invited to come in and follow this surreal world, so different from everyday life, along with the same character and his videocamera.<br />
&nbsp;<br />
<b>Giorgio Musinu Genova, 1990</b><br />
Inizia il suo percorso fotografico studiando fotografia a Genova e frequentando attualmente il master di alta formazione sull’immagine contemporanea di Fondazione Fotografia Modena.<br />
Le sue opere non fanno riferimento a una forma riconoscibile ma si avvicinano a una vasta scala di argomenti su più livelli. Con il rifiuto di una verità oggettiva e narrazioni culturali globali, l’interpretazione diviene personale, poliedrica e metaforica. L’autore crea opere in cui l’evento reale deve ancora avere luogo o semplicemente è terminato: momenti suggestivi di<br />
atmosfera con il dramma che si svolge in una tensione congelata destinata a divenire memoria di un evento che non avrà mai luogo.<br />
&nbsp;<br />
<b>Giorgio Musinu was born in Genoa (Italy) in 1990</b><br />
His works do not refer to a recognizable form but approach a wide range of topics on multiple levels. By refusing an objective truth and global cultural narratives, the interpretation becomes personal, multifaceted, and metaphorical. Evocative moments of atmosphere with the drama that takes place in a cold tension destined to become a memory of an event that will never happen.</p>
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/morroy/01-216/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/01/01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/morroy/02-213/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/01/02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/morroy/03-209/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/01/03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="03" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		</item>
		<item>
		<title>proposte educative intorno alla mostra Antonio Ligabue</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/proposte-educative-intorno-alla-mostra-antonio-ligabue/</link>
		<comments>http://www1.palazzoducale.genova.it/proposte-educative-intorno-alla-mostra-antonio-ligabue/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2018 11:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=42470</guid>
		<description><![CDATA[Proposte educative intorno alla mostra Antonio Ligabue]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/img/cdidattico/logo_scuolafamiglia2.jpg" alt="Scuola e famiglia" width="1250" /></p>
<h2><font style="color: #808080">Proposte educative intorno alla mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/" title="Antonio Ligabue">Antonio Ligabue</a></h2>
<p></font><br />
<div class="fourcol-three">
<div class="threecol-two"></div><div class="tmnf-sc-box normal    ">
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/08/laboratori_1.jpg" rel="lightbox[42470]"><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/08/laboratori_1.jpg" alt="laboratori_1" width="211" height="237" class="alignleft size-full wp-image-39737" /></a></p>
<h3><font style="color: #c20606">Piume, pelami e pellicce</span></h3>
<h4>Attraverso tecniche, motivi, effetti e colore impariamo a disegnare il pelame, la pelliccia degli animali e il piumaggio degli uccelli che popolano l&#8217;immaginario pittorico di Antonio Ligabue, cercando di riprodurre la ricca varietà esistente in natura.<br />
<font style="color: #808080">Secondo ciclo scuola primaria e secondaria di I grado<br />
Durata: 1h30&#8242;<br />
Prezzo: 4,50€ a studente<br />
Ingresso in mostra: 4€ a studente</font></h4>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal    ">
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/08/perc.jpg" rel="lightbox[42470]"><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/08/perc-211x300.jpg" alt="perc" width="211" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-39693" /></a></p>
<h3><font style="color: #c20606">A fior di pelle</span></h3>
<h4>Prendendo spunto dalle opere viste in mostra, dall&#8217;attenzione ai particolari e dall&#8217;uso squillante del colore, tipico della tecnica pittorica di Ligabue, si realizzano su carta o su tessuti delle <em>texture</em> ispirati alla pelle o e ai piumaggi degli animali per creare un ricco bestiario.<br />
<font style="color: #808080">Scuola Infanzia, primaria e secondaria di I grado<br /></font></p>
<h3><font style="color: #c20606">Voci dalla giungla</span></h3>
<h4>Ligabue era solito dar voce agli animali mentre li dipingeva. A ogni alunno viene assegnato un animale e si esorta a fare lo stesso, ovvero a dare voce alle proprie emozioni quali rabbia, paura, eccitazione&#8230; attraverso la scelta di un colore e di un particolare segno grafico.<br />
<font style="color: #808080">Scuola Infanzia e primaria di I grado</font><br />
&nbsp;<br />
<font style="color: #808080">In programma dal mercoledì al venerdì<br />
Durata: 1h30&#8242;<br />
Costo: 6€+ingresso in mostra (4€ a studente)</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal    ">
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/08/visg.jpg" rel="lightbox[42470]"><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/08/visg-211x300.jpg" alt="visg" width="211" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-39696" /></a></p>
<h4><span style="color: #c20606">Visite alla mostra</span><br />
Percorsi in mostra, articolati per rispondere alle esigenze delle diverse età dei partecipanti sono realizzati in modo da consegnare agli studenti le corrette chiavi di lettura della mostra.<span style="color: #808080">Durata 1h<br />Costo 80€ a classe (max 25 partecipanti) + ingresso in mostra (4€ a studente)<br />
Scuole di ogni ordine e grado</span><br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #c20606">Visite alla mostra in lingua</span><br />
Le visite guidate alla mostra possono essere e ettuate anche in lingua, per sviluppare negli studenti, oltre a conoscenze storico artistiche, anche competenze linguistiche e comunicative.<br />
La proposta va incontro all’attuazione della metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning).<br /><span style="color: #808080">Durata 1h<br />Costo 95€ + ingresso in mostra (4€ a studente)<br />
Scuola secondaria di I e II grado</span></h4>
</div><div class="tmnf-sc-box normal    ">
<h4><font style="color: #c20606">Visite alla mostra+Torre Grimaldina</font><br />
A richiesta è possibile unire alla visita guidata della mostra anche la visita alla storica Torre Grimaldina e alle Carceri di Palazzo Ducale.<br />
<font style="color: #808080">Durata complessiva 1h45&#8242;<br />Costo 110€ (max 25 studenti) + ingresso in mostra (4€ a studente) + ingresso alla Torre (3€ a studente)<br />
Scuole di ogni ordine e grado</font><br />
&nbsp;<br />
<font style="color: #c20606">Visita alla mostra+percorso in città</font><br />
La proposta è dedicata in particolare alle scuole secondarie e articolata in due percorsi a scelta per conoscere Genova, la sua storia e i suoi tesori artistici e architettonici: Genova medioevale, da San Lorenzo a San Matteo; Genova e il sistema dei Palazzi dei Rolli, Patrimonio dell’Umanità Unesco.<br />
<font style="color: #808080">Durata complessiva 2h30&#8242;<br />Costo 140€ (max 25 studenti) + ingresso in mostra (4€ a studente)Scuola primaria e secondaria di I e II grado</font></h4>
</div><div class="threecol-two"></div></div><br />
<div class="fourcol-one last"><div class="tmnf-sc-box normal    ">
<h4>Info e Prenotazioni<br />
Tel: 0108171604<br />
email: <a href="mailto:prenotazioniscuole@palazzoducale.genova.it">prenotazioniscuole@<br />
palazzoducale.genova.it</a><br />
fb: <a href="https://www.facebook.com/didattica.genovapalazzoducale/">Didattica Genova Palazzo Ducale</a></h4>
</div><div class="tmnf-sc-box normal    ">
<h4><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/prova-menu-didattica-2/" title="menu didattica">Torna al menu Proposte educative</a></h4>
</div><div class="tmnf-sc-box normal    ">
<h4><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/" title="Antonio Ligabue">Torna alla mostra</a></h4>
</div><div class="tmnf-sc-box normal    ">
<img class="alignnone  wp-image-24528" src="http://www.palazzoducale.genova.it/img/cdidattico/logo_impararte2017.jpg" alt="" width="219" /><br />
<a title="Impararte 2017-18" href="http://www.palazzoducale.genova.it/pubblicazioni-pdf/">Impararte 2017-18</a><br />
</div></div><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Segrete. Tracce di memoria</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 13:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi - Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/segrete.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="segrete" style="margin-bottom:10px;" />19 gennaio - 3 febbraio 2018<br />
Torre Grimaldina e Carceri]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/segrete.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="segrete" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"> <font style="color:#c20606">Artisti alleati in memoria della Shoah<br />
X edizione 2018</font><br />
dal 19 gennaio al 3 febbraio 2018</h3>
<h4 style="text-align: right">Orari:<br />
da martedì a domenica, ore 14.30 – 18.30<br /><font style="color:#c20606">sabato 27 gennaio apertura<br />
straordinaria 10.00 – 18.30</font><br />per scolaresche e gruppi al mattino su prenotazione</h4>
<h4 style="text-align: right"><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/01/pieghevole-A5-Segrete-101.pdf">Scopri qui il programma completo</a></h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>A Genova, nelle antiche carceri della Torre Grimaldina di Palazzo Ducale, giovedì 18 gennaio 2018 alle ore 18.00, sarà inaugurata la decima edizione della rassegna d&#8217;arte contemporanea &#8220;SEGRETE Tracce di Memoria” Alleanza di Artisti in Memoria della Shoah, aperta al pubblico fino al 3 febbraio.<br />
&nbsp;<br />
La rassegna di respiro internazionale, ideata e curata da Virginia Monteverde, promossa dall&#8217;Associazione Art Commission in collaborazione con Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e ILSREC, è nata con lo scopo di ricordare la Shoah, attraverso un percorso artistico di forte impatto emozionale. La mostra, fin dalla prima edizione, è<br />
allestita nelle celle delle antiche carceri della Torre Grimaldina, un luogo già di per sé evocativo che ben si presta ad ospitare le installazioni <em>site specific</em> degli artisti.<br />
A proporre le proprie riflessioni sul tema della Memoria saranno gli artisti: Andreas Blank, Andreas Burger, Jan Kuck, Federica Marangoni, Giuseppe Negro, Silvano Repetto, Daniele Sigalot.<br />
Introduce la rassegna Luca Borzani. Presentazione critica a cura di Viana Conti<br />
&nbsp;<br />
Come per le edizioni precedenti, nell&#8217;ambito di SEGRETE, un gruppo di giovani artisti parteciperà al progetto Peace Project, quest&#8217;anno curato da Martina Campese. Artisti: Valeria Dardano, Cri Eco e il Collettivo DAMP (Luisa de Donato, Alessandro Armento, Viviana Marchiò, Adriano Ponte) con Mauro Campagnaro<br />
&nbsp;<br />
Altri eventi in programma di questa decima edizione sono: Rompere l&#8217;indifferenza, incontro con le scuole e mostra fotografica organizzata in collaborazione con Manuela Composti direttivo ANPI Borghetto Lodigiano 167 B.ta Garibaldi F.lli Biancardi. All&#8217;incontro dedicato alle scuole intervengono insieme ad Alessandra Jarach, membro direttivo<br />
del Memoriale della Shoah di Milano (Binario 21) il presidente dell&#8217;ILSREC Mino Ronzitti e il presidente della Comunità Ebraica Ariel Dello Strologo. Sempre al Binario 21 è dedicata la mostra fotografica di Roberto Menardo installata nella Torre Grimaldina.<br />
&nbsp;<br />
La rassegna vedrà inoltre due performance teatrali: &#8220;Lezioni elementari. Monologo sul maestro Gabriele Minardi&#8221; di e con Roberto Mussapi (sabato 20 gennaio), e “Scalpicii sotto i Platani – L&#8217;eccidio di Sant&#8217;Anna di Stazzema” di e con Elisabetta Salvatori con Matteo Ceramelli al violino (giovedì 1 febbraio).<br />
Il reading di poesia curato da Claudio Pozzani direttore del Festival Internazionale di Poesia di Genova chiuderà il programma della X edizione di SEGRETE Tracce di Memoria.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
<blockquote><p>Secondo Adorno dopo Auschwitz nessuna forma di poesia ed arte è più possibile. L’orrore del genocidio ebraico, le dimensioni di uno sterminio accuratamente progettato su scala europea e messo in atto con sistematico zelo facendo ricorso alle risorse e agli strumenti della modernità tecnologica, renderebbero impossibile e vana, a suo giudizio, ogni espressione artistica in merito all’evento più spaventoso della storia del Novecento. Solo il silenzio, l’attonito sgomento e la muta rimembranza sembrerebbero essere i possibili atteggiamenti al cospetto di una realtà che, nel suo abisso di tenebra, sembra sottrarsi ad ogni razionalizzazione e rappresentazione.<br />
A dispetto del monito del filosofo della Scuola di Francoforte, l’arte non si è piegata all’intransigente interdetto e, pur nella consapevolezza di una soglia che mai potrà<br />
essere oltrepassata e di un dolore che nessuna forma umana sarà mai in grado di cogliere e compiutamente esprimere, accetta di misurarsi con l’inesprimibile, di accostarsi, con umiltà e pietas, all’evento indicato con approssimazione come Shoah od Olocausto.<br />
L’arte non si pone l’obiettivo di riprodurre il reale, né di ricostruire e spiegare il passato; l’arte mira ad evocare, emozionare, suggestionare, turbare, alludere. L’opera d’arte, se è veramente tale, sa scuotere profondamente, interpellandoci e trasportandoci in una dimensione altra che trascende le coordinate dello spazio e del<br />
tempo, del consueto e del rassicurante, dell’usuale e del noto. Esperienza straniante, la contemplazione dell’opera artistica ci coinvolge e ci sollecita, imprimendo un segno sul nostro animo.[...]</p></blockquote>
<p>Giacomo Ronzitti, presidente ILSREC, dal testo per il catalogo Segrete.Tracce di Memoria IX ed. 2017<br />
(edizioni De Ferrari)<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4><font style="color:#c20606">Info e prenotazioni</font>: 346 7336012 &#8211; artcommissionevents@gmail.com</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Mappe dell&#8217;immaginario</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2018 10:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/01/per-sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="x-default" style="margin-bottom:10px;" />Rappresentazioni di mondi (im)possibili]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2018/01/per-sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="x-default" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"> <font style="color:#c20606">Rappresentazioni di mondi (im)possibili</font><br />
11-28 gennaio 2018<br />
Ducale Spazio Aperto, Cortile Maggiore</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right">lunedì &#8211; venerdì 11-13 e 15-19;<br />
Sabato e domenica 11-18<br />Ingresso libero</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Julia Sisi, <em>Hidden Way</em>, 2017</h5>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>Sabato 27 gennaio 2018, ore 18 presentazione del catalogo della mostra, a cura di Linda Kaiser, Limax edizioni </h4>
</div></p>
<h4>Il tema della mostra, curata da Linda Kaiser, riguarda la delimitazione o l’eliminazione dei confini, che rappresentano la sopravvivenza della nostra civiltà.<br />
Attraverso le opere visionarie di artisti outsider, marginali e autodidatti, forse ancora poco noti e valorizzati rispetto al loro talento, ma attentamente selezionati sulla scena internazionale, viene presentata al pubblico una riflessione su insider e outsider, integrazione ed esclusione nell’arte, specchio della nostra società.<br />
Le opere di artisti come Kuffjca Cozma (Moldavia), Margot, Izabella Ortiz, Evelyne Postic (Francia), Davide Mansueto Raggio (Italia), Joskin Siljan (Serbia) e Julia Sisi (Argentina) possono rappresentare oggi quelle nuove visioni dell’immaginario che si districano attraverso i meandri della mente, veri e propri passaggi di senso “altro”, canali che valicano ogni confine prestabilito.<br />
Le mappe di mondi labirintici esposte nell’occasione tracciano percorsi originali, guidando lo spettatore a una lettura lenta e riflessiva dell’arte, intesa sia come pratica formale che come pensiero astratto.<br />
&nbsp;<br />
Per <font style="color:#c20606">Kuffjca Cozma</font> (Moldavia, 1962), nella stanza in cui è costretta a vivere dopo un grave incidente sul lavoro, il disegno è un soffio di libertà, in una costruzione sedimentata di forme astratte in continua evoluzione.<br />
<font style="color:#c20606">Margot</font> (Francia, 1982) delinea a inchiostro le sue architetture minuziose, che parlano di un mondo dimenticato, di santuari in cui il tempo si è fermato, protetti da guardiani misteriosi che ne posseggono le chiavi.<br />
<font style="color:#c20606">Izabella Ortiz</font> (Francia, 1964) trascende attraverso il sogno ciò che cattura e assorbe dalla vita, distilla quanto la materia le sussurra e lo rivolge sulla carta con raffinate pennellate, sottili come ombre.<br />
<font style="color:#c20606">Evelyne Postic</font> (Francia, 1951) comunica, con tutti gli atomi di cui siamo composti, l’infinita varietà che la affascina di forme dei mondi marini, terrestri e invisibili, trasformandole e confondendole l’una nell’altra.<br />
<font style="color:#c20606">Davide Mansueto Raggio</font> (Italia, 1926-2002) esorcizza le sofferenze interiori in sembianze distorte, forme zoomorfe e umanoidi, creature fantastiche di legno, paglia e cartone, che popolano un bosco immaginario, specchio di un perduto paradiso terrestre.<br />
<font style="color:#c20606">Joskin Siljan</font> (Serbia, 1953) crea un grande “Book of Faces”, serie di ritratti su fogli di giornale dell’ex Yugoslavia, volti disegnati di getto con uno stile particolare, che vivono dentro di noi come segni sull’invisibile.<br />
<font style="color:#c20606">Julia Sisi</font> (Argentina, 1957) riporta a inchiostro e acrilico su sfondo nero la sua esperienza ipnagogica, appartenente allo stato di transizione tra veglia e sonno, pensieri lucidi e allucinati, disegnati con la luce<br />
&nbsp;<br />
In collaborazione con Limax &#8211; Slow Thinking, Genova; Association Polysémie Contemporaine, Marsiglia, Francia; Istituto per le Materie e le Forme Inconsapevoli (IMFI), Genova-Quarto; Museo dell’Arte Naïf e Marginale (MNMA), Jagodina (Belgrado), Serbia e con la consulenza organizzativa di M Gallery, Genova</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Professione reporter di Oscar Saccorotti</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/professione-reporter-e-marina-cvetaeva/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 10:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eiovino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[L'universo artistico di Oscar Saccorotti]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar Saccorotti]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/img013.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="img013" style="margin-bottom:10px;" />1 dicembre 2017 - 30 settembre 2018<br />
Wolfsoniana - Genova Nervi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/img013.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="img013" style="margin-bottom:10px;" /><h4 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">Professione reporter</font><br />I pannelli di Oscar Saccorotti per &#8220;Il Lavoro&#8221; di Genova</font><br />
&nbsp;<br />
1 dicembre 2017 &#8211; 30 settembre 2018<br />
Wolfsoniana Musei di Nervi</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal    ">
<h3><font style="color:#c20606">Professione reporter<br />I pannelli di Oscar Saccorotti per &#8220;Il Lavoro&#8221; di Genova</font></h3>
<p><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/img017.jpg" rel="lightbox[41612]"><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/img017-300x219.jpg" alt="img017" width="300" height="219" class="alignleft size-medium wp-image-41616" /></a><br />
<h4>Nel 1933, in occasione del trentennale dalla sua fondazione avvenuta a Genova il 7 giugno 1903 per iniziativa degli scaricatori di carbone del porto, il quotidiano genovese di orientamento socialista “Il Lavoro” commissionò al pittore Oscar Saccorotti sei grandi tele raffiguranti scene della <em>Vita da inviato speciale</em>. Realizzati per il salone al primo piano del giornale, che aveva sede in un ex convento in salita Di Negro, i sei pannelli erano stati richiesti nel 1932 all’artista – che, nato a Roma nel 1898, si era trasferito a Genova nel 1914 dopo aver trascorso l’infanzia a Udine – per sostituire il ciclo decorativo sulla Scoperta dell’America, distrutto durante le devastazioni fasciste del 1926.<br />
Saccorotti, impegnato in quel periodo in una fase cruciale della sua ricerca artistica (come attestato dalle prestigiose partecipazioni alle Biennali di Venezia e all’esposizione di Vienna organizzata nel 1933 dal Sindacato Nazionale Fascista Belle Arti), affrontò il tema con grande ironia, proponendo una caleidoscopica rappresentazione dell’avventurosa vita professionale di un reporter sempre pronto – in giro per il mondo tra guerre, rivoluzioni, safari e scoperte archeologiche – a riportare al pubblico notizie fresche di stampa. In questo suo frenetico viaggio da un estremo all’altro del globo terraqueo, il reporter è raffigurato come il testimone diretto dei grandi avvenimenti storici, ma anche delle tendenze artistiche e di costume allora in voga (tra il mosaico di immagini spunta il ballo sfrenato di Josephine Baker), dei più clamorosi casi giudiziari o di strani e bizzarri episodi di cronaca, come ad esempio lo spiaggiamento di una balena in un paese di mare della Liguria.<br />
Concesso in comodato dal Gruppo Editoriale “L’Espresso”, il ciclo decorativo – due pannelli del quale sono stati restaurati dal laboratorio di restauro della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio della Liguria – è qui presentato per la prima volta nella sua interezza insieme ad alcune opere e documenti della Wolfsoniana che, in un dialogo evocativo con le immagini di Saccorotti, contribuiscono a restituire l’intramontabile fascino della professione reporter.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Il progetto dell’esposizione <font style="color:#c20606">Professione reporter</font> ha presso avvio con la mostra <font style="color:#c20606">Sandro Pertini direttore de &#8220;Il Lavoro&#8221;</font> realizzata a Palazzo Ducale nel 2016, curata da Maria Teresa Orengo e promossa dalla Regione Liguria che, in tale occasione, provvide, attraverso il suo Laboratorio di restauro, a un intervento conservativo su alcuni dei pannelli di Oscar Saccorotti.<br />
A seguito di tale mostra, il Gruppo Editoriale “L’Espresso” ha deciso di concedere in comodato alla Wolfsoniana &#8211; Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura le sei opere dell’artista, due delle quali sono state restaurate dal Laboratorio di restauro della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona. Per la fondamentale collaborazione alla realizzazione della mostra, si ringraziano: Luca Parodi e Maria Teresa Orengo della Struttura Cultura e Spettacolo della Regione Liguria; Elena Bolognesi, Maria Giovanna Merello, Ornella Viano, Maria Cristina Zaninetta del Laboratorio di restauro della Regione Liguria; Franco Monteverde del  Gruppo Editoriale “L’Espresso”; Vincenzo Tinè, Franco Boggero, Stefano Vassallo e Gianni Ziglioli della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona.</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal    ">
<h4><font style="color:#c20606">Info e orari</font>: Wolfsoniana-Musei di Nervi, via Serra Gropallo 4, 16167 Genova Nervi<br />
tel: 010 32313329 &#8211; www.wolfsoniana.it<br />
orario invernale (da novembre a marzo): martedì-domenica 11-17; lunedì chiuso<br />
orario estivo (da aprile a ottobre): martedì-venerdì 11-18; sabato e domenica 12-19; lunedì chiuso<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606">Ingressi</font>: € 5 intero; € 4 ridotto; € 3 scuole</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Picasso</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 08:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ornella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2018]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=38771</guid>
		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/picasso_hp.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="picasso_hp" style="margin-bottom:10px;" />10 novembre 2017 - 6 maggio 2018<br />
Appartamento del Doge]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/picasso_hp.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="picasso_hp" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/pica.jpg" alt="pica" width="1250" height="678" class="alignleft size-full wp-image-41230" /></p>
<div class="threecol-two">
<h3>PICASSO<br />
Capolavori del Museo Picasso, Parigi</h3>
<p></p>
<h4><b>10 novembre 2017 &#8211; 6 maggio 2018</b></h4>
<h4 style="line-height:18pt">
<p>Geniale, ribelle, passionale, ludico, ironico: Pablo Picasso è tutto questo e molto di più.<br />
È l’artista che più profondamente ha segnato l’arte del Novecento, rivoluzionandone il metodo e i canoni estetici. Lui, che ancora adolescente possedeva già una eccezionale maestria tecnica, nella sua lunga e instancabile ricerca artistica giunse ad abbandonare i virtuosismi, in favore di un’arte diretta, energica e vitale.</p>
<p>La mostra presenta una selezione di opere provenienti dal Musée Picasso di Parigi, suddivise in sezioni tematiche, che permettono di ripercorrere la straordinaria avventura umana e creativa dell’artista.<br />
Da quelle d’ispirazione africana dei primissimi anni del Novecento sino alle più mediterranee bagnanti e ai celebri ritratti di donna degli anni Trenta e Cinquanta: la mostra fa emergere la poetica di Picasso in tutta la sua travolgente bellezza.<br />
Si tratta in particolare di opere che Picasso ha sempre tenuto con sé nel corso degli anni e dei suoi trasferimenti, che lo hanno accompagnato: tracce evidenti del profondo legame arte-vita che lo ha contraddistinto. In esposizione anche numerose fotografie, che lo ritraggono accanto alle opere nei suoi diversi atélier, che furono in realtà delle vere e proprie officine creative, dagli esordi parigini del Bateau-Lavoir fino alle mas, le grandi case nella campagna provenzale in cui decise di trascorrere gli ultimi anni.<br />
Una mostra articolata che mette in luce le radici mediterranee e la profonda vitalità della sua arte, per scoprire il suo sguardo sulla realtà, passionale, mai banale, mai uguale a sé stesso.<br />
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<h4>Picasso-Méditerranée : Un&#8217;iniziativa del Musée national Picasso-Paris <br />
«Picasso-Mediterraneo» è un evento culturale internazionale che ha luogo dalla primavera 2017 alla primavera 2019. Più di sessanta istituzioni hanno immaginato una serie de mostre sull’opera «ostinatamente mediterranea» di Pablo Picasso. Su iniziativa del Musée national Picasso-Paris, questo percorso nel lavoro dell’artista e nei luoghi che l’hanno ispirato presenta una nuova esperienza culturale, dedicata a rinsaldare i legami da entrambe le parti del Mediterraneo.</h4>
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<h3>PICASSO<br />
Masterpieces from the Musée Picasso, Paris<br /></h3>
<h4><b>10 November 2017 – 6 May 2018</b></h4>
<h4 style="line-height:17pt;text-align:justify">
Brilliant, rebellious, passionate, playful, ironic – Pablo Picasso was all of these things and much more.<br />
He was the artist who left the deepest mark on twentieth-century art, revolutionizing its methods and aesthetic canons. Even as an adolescent he already possessed an exceptional mastery of technique. Then in his long and tireless artistic quest he left mere virtuosity behind, seeking instead to create art that was direct, energetic and dynamic.<br />
The exhibition presents a selection of works from Paris’s Musée Picasso that have been divided into thematic sections, thus allowing the visitor to retrace the artist&#8217;s extraordinary artistic and human adventure.<br />
Ranging from his early nineteenth-century African-inspired works to his more Mediterranean bathers and the celebrated portraits of women he made in the thirties and fifties, the exhibition reveals Picasso&#8217;s poetics in all its overwhelming beauty.<br />
In particular, these are works that Picasso always kept with him over the years as he moved constantly from place to place. They were part of his everyday life, tangible signs of the deep-seated connection between art and life that was his hallmark. The exhibition also displays numerous photographs depicting him alongside his works. We see him in some of his many ateliers, which were in actual fact more like creative workshops, from his Parisian beginnings in the Bateau-Lavoir to the various mas, the large farmhouses so typical of the Provençal countryside where he chose to spend the last years of his life.<br />
This organically structured exhibition highlights the Mediterranean roots and profound vitality of Picasso’s art, giving an insight into his way of looking at reality – passionate, never banal and constantly breaking new ground.<br />
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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/1-318/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/16-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/2-319/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/3-315/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/31-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/4-294/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/41-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/5-257/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/51-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/6-204/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/7-160/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/8-143/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/9-111/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/10-186/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/101-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/11-155/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/111-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="11" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/12-131/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/121-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="12" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/13-109/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/131-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="13" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/14-93/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/141-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="14" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/pablo-picasso/15-81/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/151-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="15" /></a>
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</div><br />
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<strong>Appartamento del doge,</strong></p>
<h4>Palazzo Ducale<br />
piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova</h4>
</div><br />
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<h4><font style="color:#c20606"><strong>Orari </strong></font><br />
Lunedì: 11:30 &#8211; 19:30<br />
Da Martedì a Giovedì: 9:30 &#8211; 19:30<br />
Venerdì: 9:30 &#8211; 22:00<br />
Sabato e Domenica: 9:30 &#8211; 19:30<br />
La biglietteria chiude un&#8217;ora prima<br />
<strong>25 dicembre chiusa</strong><br />
<strong>Aperture straordinarie</strong><br />
1 novembre, 8 dicembre, 26 dicembre, 1 gennaio, 6 gennaio, 1 aprile, 2 aprile, 25 aprile, 1 maggio: dalle 9.30 alle 19.30<br />
31 dicembre dalle 09.30 alle 2 (ultimo ingresso ore 1)<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606">6 maggio: dalle 9.30 alle 24 &#8211; la biglietteria chiude alle 23 </font><br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><strong>Biglietteria</strong></font><br />
Intero con audioguida 13 €<br />
Ridotto con audioguida 11 €<br />
Gruppi (sabato e domenica) 13 €<br />
Gruppi (dal lunedì al venerdì) 11 €<br />
Scuole (inclusa prevendita) 6 €<br />
Ridotto giovani fino ai 26 anni(ogni venerdì dalle 14 alle 21) 5€<br />
Congiunto con mostra &#8220;<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/" title="André Kertész">André Kertész</a>&#8220;: intero 17 € &#8211; ridotto 15 €<br />
&nbsp;<br />
Presentando il biglietto della mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/antonio-ligabue/" title="Antonio Ligabue">Antonio Ligabue</a> o della mostra <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/andre-kertesz/">André Kertész. Un grande maestro della fotografia del Novecento</a>, si ha diritto a un ingresso ridotto a 11€<br />
&nbsp;<br />
<strong>Acquista online</strong><br />
<a href="https://www.vivaticket.it/ita/tour/picasso-capolavori-dal-museo-picasso-parigi/1985">Acquista on line </a><br />
&nbsp;<br />
<strong>Diritti di prenotazioni e prevendita </strong><br />
Singoli 3 € Gruppi 3 € (a persona)<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><strong>Info e prenotazioni</strong></font><br />
tel +39 0109280010<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><strong>Prenotazioni scuole </strong></font><br />
tel +39 0108171604<br />
prenotazioniscuole@palazzoducale.genova.it<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><strong>Opening Hours</strong></font><br />
Monday: 11.30 am &#8211; 7.30 pm<br />
Tuesday to Thursday: 9.30 am &#8211; 7.30 pm<br />
Friday: 9.30 am &#8211; 10.00 pm<br />
Saturday and Sunday: 9.30 &#8211; 7.30 pm<br />
Last admission one hour before closing time<br />
&nbsp;<br />
<font style="color:#c20606"><strong>Admission</strong></font><br />
Adults with audioguide 13 €<br />
Concessions with audioguide 11 €<br />
Groups (Saturday and Sunday) 13 €<br />
Groups (Tuesday to Thursday) 11 €<br />
School Groups (including presale) 6 €<br />
Visitors up to 26 years old(Friday from 2 to 9 pm) 5€<br />
&nbsp;<br />
<strong>Presale fee</strong><br />
Individual 3 €Groups 3 € (per person)<br />
&nbsp;<br />
<strong>Info and booking</strong><br />
tel +39 0109280010<br />
&nbsp;<br />
<strong>School reservations</strong><br />
tel +39 0108171604<br />
prenotazioniscuole@palazzoducale.genova.it<br />
&nbsp;</h4>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a></h4>
</div></p>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<h4>
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/intorno-a-picasso/">Intorno a Picasso</a><br />
<i>Una serie di incontri dedicati a temi e artisti della mostra, a cura di Anna Orlando</i><br />
&nbsp;<br />
11 dicembre 2017<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/marco-di-capua-2/" title="">Guernica Picasso tra arte e impegno civile</a><br />
27 novembre 2017<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/francesca-castellani-2/" title="">Les Demoiselles d&#8217;Avignon. Picasso verso le avanguardie</a><br />
20 novembre 2017<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/anna-orlando-3/" title="">Le déjeuner sur l&#8217;herbe. Picasso tra passato, presente e futuro</a></p>
</h4>
</div>
</div></p>
<p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2017/11/loghipicasso.jpg" alt="picasso_top" width="1250" class="aligncenter size-full wp-image-41108" /></p>
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