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	<title>Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura &#187; Morire di classe</title>
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		<title>Morire di classe</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2015 13:00:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Morire di classe]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/06/morire.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="morire" style="margin-bottom:10px;" />28 giugno - 5 luglio 2015]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/06/morire.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="morire" style="margin-bottom:10px;" /><div class="threecol-two">
<h3>Morire di classe</h3>
<p><b>28 giugno &#8211; 5 luglio 2015<br />
Ducale Spazio Aperto</b><br />
&nbsp;<br />
<b>Inaugurazione: 27 giugno ore 19.30</b><br />
&nbsp;<br />
<i>Nessuna teoria può svilupparsi senza incontrare una specie di muro ed è necessaria la pratica per sfondarlo.</i><br />
Gilles Deleuze, conversazione con Michel Foucault &#8211; Gli intellettuali e il potere, 1972<br />
&nbsp;<br />
Anno 1968.<br />
Franco Basaglia già dal 1961 aveva iniziato, a Gorizia, la sua opera di smantellamento dall’interno dell’istituzione psichiatrica. Il suo lavoro iniziava a conseguire i primi risultati nonostante fosse pesantemente osteggiato dalla comunità terapeutica tradizionale e da una parte della società stessa.<br />
Franco Basaglia, Antonio Slavich e un piccolo, almeno inizialmente, gruppo di operatori del settore avevano iniziato a scardinare la realtà manicomiale sostituendo la prassi dell’isolamento con quella della libertà  e del rispetto, ma la società del tempo poco ne sapeva e ancora meno ne voleva sapere.<br />
Nacque così l’idea di “Morire di classe”, progetto voluto da Franco e Franca Basaglia, appoggiato da Einaudi e Bollati e che coinvolse due grandi fotografi, Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin, i quali furono invitati, non senza difficoltà, a recarsi all’interno di alcuni manicomi per fotografare, per la prima volta, i pazienti internati.<br />
Come loro stessi testimoniarono in seguito, l’esperienza fu terribile dal punto di vista umano ed emozionale ma la loro abilità e professionalità permise di creare un documento straordinario che con forza spalancava gli occhi a una società che, da quel momento, non poté più rimanere indifferente. Solo partendo da queste immagini si poteva cogliere la durezza e la difficoltà della battaglia intrapresa contro un’istituzione che la psichiatria tradizionale avallava e contro una società che ne richiedeva l’esistenza per mantenere l’ordine. Le norme basate sul controllo e sull’esclusione degli elementi di disturbo e di scarto avevano generato mostri monolitici all’interno dei quali si perpetrava un vergognoso e continuo annullamento dell’uomo.<br />
Le atrocità del nazismo bruciavano ancora sulla pelle e nelle menti degli uomini ma queste torri d’avorio, incredibilmente, continuavano a grondare sangue e dolore. Furono queste fotografie a mostrare chiaramente una situazione che non fu più possibile ignorare contribuendo, nel frattempo, alla crescita di quel movimento di opinione che si propose la chiusura dei manicomi e che condusse alla legge 180 del 1978.<br />
Uomini e donne trasformati in fantasmi iniziarono così, lentamente, a ritornare esseri umani.<br />
Lo scopo di questo libro denuncia era stato ottenuto: una parte della storia italiana che da troppo tempo copriva un intollerabile stato di cose era finalmente emersa ed era sotto gli occhi di tutti; non si poteva più fare finta di non sapere né, tantomeno, girarsi dall’altra parte anche se qualcuno, vergognosamente, continuò a farlo.<br />
&nbsp;<br />
Le immagini della Cerati e di Berengo Gardin rafforzarono le parole e le azioni di Basaglia e dei suoi collaboratori; il muro era stato squarciato e ora si trattava di abbatterlo definitivamente.<br />
&nbsp;<br />
Anno 2015.<br />
Riproporre queste testimonianze è particolarmente importante sia per raccontare il passato a chi non lo ha vissuto, sia per riflettere su come la storia a volte, purtroppo, si ripeta anche se mutando volto e obiettivi.<br />
Soltanto continuando a lottare contro istituzioni corrotte o troppo interessate, contro stupidi pregiudizi e contro quella parte di società che si disinteressa degli accadimenti ingiusti e negativi o, peggio ancora, gli avvalla, potremo riportare altri fantasmi alla condizione di esseri umani.<br />
&nbsp;<br />
Vorrei cogliere quest’occasione per ricordare con grande affetto il professor Antonio Slavich il quale, dopo aver lottato insieme a Franco Basaglia, giunse a Genova nel 1978 per dirigere l’ex Ospedale psichiatrico di Quarto portando al suo interno, non senza difficoltà, quel rinnovamento democratico che  molti, tuttavia, anche in ambito genovese continuavano a osteggiare. Figura controversa, spigoloso e determinato nelle azioni ma affabile e generoso nell’aiutare il prossimo, Slavich  ha lasciato a Quarto un ricordo indelebile in tutte le persone oneste che ebbero la fortuna e il privilegio di conoscerlo.<br />
Fabrizio Boggiano</p>
</div>
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
Orario: aperta tutti i giorni dalle 15 alle 19<br />
Ingresso libero<br />
</div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/06/morire2.jpg" alt="morire2" width="345" height="240" class="alignleft size-full wp-image-23998" /><br />
&nbsp;<br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/06/topmarket.gif" alt="topmarket" width="160" height="38" class="alignleft size-full wp-image-24043" /><br />
</div>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Morire di Classe</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2015 19:00:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Eventi 2015]]></category>
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		<category><![CDATA[Quarto Pianeta]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/06/morire_di_classe.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="morire_di_classe" style="margin-bottom:10px;" />In occasione di Quarto Pianeta 2015, Sabato 27 giugno, alle ore 21.00, presso la Sala del Minor consiglio di Palazzo Ducale, un appuntamento più unico che raro: Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin insieme per parlare di “Morire di Classe”. Gli autori del fondamentale libro-denuncia sugli istituti psichiatrici, voluto da Franco Basaglia e sua moglie Franca &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/06/morire_di_classe.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="morire_di_classe" style="margin-bottom:10px;" /><p>In occasione di Quarto Pianeta 2015, Sabato 27 giugno, alle ore 21.00, presso la Sala del Minor consiglio di Palazzo Ducale, un appuntamento più unico che raro: <strong>Carla Cerati</strong> e <strong>Gianni Berengo Gardin</strong> insieme per parlare di “Morire di Classe”.</p>
<p>Gli autori del fondamentale libro-denuncia sugli istituti psichiatrici, voluto da Franco Basaglia e sua moglie Franca Ongaro, parleranno delle immagini storiche, dall’elevato impatto sociale che all’epoca contribuirono al consolidarsi di quel movimento di opinione che condusse, nel 1978, alla ormai famosa legge 180, meglio conosciuta come legge Basaglia.<br />
Riproporre queste testimonianze è particolarmente importante sia per raccontare il passato a chi non lo ha vissuto, sia per riflettere su come la storia a volte, purtroppo, si ripeta anche se mutando volto e obiettivi.</p>
<p>A seguire, per gentile concessione dell’archivio Fuori Orario/Rai, verrà proiettato il documentario di Sergio Zavoli del 1968 I giardini di Abele, che raccontò, per la prima volta in assoluto, l’eccezionale esperienza terapeutica condotta dallo psichiatra Franco Basaglia nel manicomio di Gorizia a partire dal 1961. Altra testimonianza fondamentale, suscitò enorme scalpore contribuendo a rinforzare la base della nuova psichiatria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ducale Spazio Aperto</strong> ospita in questa occasione una <strong>mostra di venti </strong><strong>fotografie tratte da “Morire di Classe”</strong>, libro fotografico di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin, ed.Contrasto.<br />
L’evento è a cura di Fabrizio Boggiano. Partecipano Roberto Boccalon, psichiatra e Arteterapeuta, Ferrara e Luigi Maccioni, psichiatra, Genova.</p>
<p><strong><br />
Inaugurazione: sabato 27 giugno, ore 19.30.<br />
Morire di classe</strong>, Ducale Spazio Aperto<br />
Dal 28 giugno al 5 luglio 2015<br />
Orari: da martedì a domenica 15-19, ingresso libero</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Quarto Pianeta 2015</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 09:01:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/06/quarto_pianeta.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="quarto_pianeta" style="margin-bottom:10px;" />dal 19 giugno al 4 luglio 2015 Di nuovo Quarto Pianeta perchè siamo consapevoli che l’accordo di programma tra comune, arte, regione liguria e aSl3, che ha sancito che i due terzi del complesso ottocentesco rimarranno a funzione pubblica, rappresenta solo il punto di partenza per ripensare lo spazio dell’ex oP di Quarto. Siamo consapevoli &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/06/quarto_pianeta.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="quarto_pianeta" style="margin-bottom:10px;" /><p>dal 19 giugno al 4 luglio 2015</p>
<p>Di nuovo Quarto Pianeta perchè siamo consapevoli che l’accordo di programma tra comune, arte, regione liguria e aSl3, che ha sancito che i due terzi del complesso ottocentesco rimarranno a funzione pubblica, rappresenta solo il punto di partenza per ripensare lo spazio dell’ex oP di Quarto. Siamo consapevoli che il processo amministrativo e istituzionale intrapreso con questo accordo necessita di un’azione costante di pressione pubblica attraverso un lavoro di cittadinanza attiva e che la rigenerazione di questo luogo richiede tempo, impegno, capacità di lavorare insieme e di mediazione, soprattutto oggi, dove le poche risorse a disposizione devono essere usate in modo puntuale e sinergico. auspichiamo che tale processo rigenerativo possa diventare un punto di eccellenza e di riferimento per contribuire a presidiare un discorso pubblico sulla differenza, affinché la dimensione delle relazioni tra le persone, partendo da quelle più fragili, possa davvero preservare e cambiare in meglio la nostra cultura, la nostra convivenza, la nostra democrazia. Invitiamo la cittadinanza attiva e sensibile a partecipare alle diverse serate in programma, sarà un modo semplice e concreto per dare forza a quello che solo tre anni fa sembrava impossibile e che oggi comincia a farsi concretamente progetto. il coordinamento per Quarto.</p>
<p><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/pdf/2015/quarto2015.pdf" target="_blank">Scarica il pdf del programma</a></p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Mostre</h4>
<p>19 giugno_4 luglio &gt; Museo delle materie e delle forme inconsapevoli e Centro Sociale<br />
<strong><br />
Il Living Theatre nei Manicomi genovesi nel ’76</strong> mostra fotografica di Guido Fiandra il Living Theatre venne a Genova ai primi di ottobre del 1976. Stavo sperimentando le grandi potenzialità espressive della fotogra- fia di teatro e fotografai tutto con entusiasmo e passione. è stata una gioia tirare fuori dall’archivio le foto fatte quarant’anni fa e ripensare a quell’epoca di progetti e speranze, che vivemmo con gli amici massimo e nello e tutto il circolo culturale del levante. Grazie per questo regalo.<br />
<strong><br />
Immagini di Quarto</strong> mostra di Giorgio Bergami e Gianfranco Fassina tra il 1972 e il 1973 Giorgio bergami realizzò un servizio sulle condizioni dei degenti del manicomio di Quarto, le sue immagini crude sollecitarono la pubblicazione del Libro bianco sui manicomi. nel 1979 Gianfranco Fassina documenta alcuni giocosi momenti di socializzazione coi degenti e lo stato di abbandono di parti della struttura.</p>
<p><strong>Immagini ritrovate per parole smarrite</strong> mostra di Patrizia Traverso Patrizia traverso interpreta e documenta la bellezza architettonica della parte ottocentesca dell’ex oP di Quarto coniugandola con le poesie dei pazienti delle strutture di salute mentale raccolte nel libro curato dall’istituto per le materie e le Forme inconsapevoli.</p>
<p>settembre &gt; Palazzo Ducale<br />
<strong>Totem e Tabù</strong> mostra di Claudio Costa nel suo work in regress dal presente al primordiale, nel tentativo di decifrare l’origine dell’uomo, claudio costa si è sempre confrontato con la ricerca antropologica e la psicanalisi. Totem e Tabù, il libro in copia unica realizzato dall’artista nel 1988 per antonio Slavich attraversa l’omonimo testo di Freud, incentrato sulle dinamiche delle società primitive, con una sequenza di straordinaria forza immaginale</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Eventi</h4>
<p><strong>VENERDÌ 19 giugno<br />
</strong><strong>ORE 16</strong> &gt; IMFI Performance di pittura con Outsiders e laboratorio di pittura di San marcellino con Sandro Ricaldone e Giuliano Galletta<br />
<strong>ORE 20</strong> &gt; Centro Sociale APERICENA _in giro per il Mediterraneo ORE 21 &gt; Cortile Alzheimer Proiezione Il viaggio di Marco Cavallo con Peppe Dell’Acqua e Stefano Cecconi</p>
<p><strong>SABATO 20 giugno<br />
</strong><strong>ORE 18.15</strong> &gt; Biblioteca Il sogno degli alberi video su Quarto di Gianni Scimone a seguire 120 anni di “Manicomio” e altro incontro con Luca Borzani, Massimo Quaini, Antonio Gibelli, Paolo Peloso, conduce Natale Calderaro<br />
<strong>ORE 20 &gt;</strong> Centro Sociale APERICENA _in giro per il Mediterraneo<br />
<strong>ORE 21.15</strong> &gt; Cortile Alzheimer incontro con il musicista Pietro Leveratto, autore del libro Con la musica ed. Sellerio. Presenta Roberto Iovino . in collaborazione con il conservatorio n. Paganini</p>
<p><strong>VENERDÌ 26 giugno</strong><br />
<strong>ORE 18.45</strong> &gt; Biblioteca incontro con Bruno Morchio e Il testamento del greco con l’autore partecipa Luca Borzani<br />
<strong>ORE 20</strong> &gt; Centro Sociale APERICENA _in giro per il Mediterraneo<br />
<strong>ORE 21.15</strong> &gt; Cortile Alzheimer Vorrei che mi venissero a trovare i miei fratelli Cesare e Roberto Spettacolo teatrale con Buby Senarega, Cristina Campanile, Bruno Costa e Dino Repetto</p>
<p><strong>SABATO 27 giugno</strong><br />
<strong>ORE 21</strong> &gt; Palazzo Ducale Quarto Pianeta al Ducale mostra fotografica Morire di Classe con Gianni Berengo Gardin e Carla Cerati insieme per parlare di “Morire di Classe”,  a seguire proiezione dei Giardini di Abele di Sergio Zavoli [<a title="Morire di Classe" href="http://www.palazzoducale.genova.it/morire-di-classe-2/">approfondimento</a>]</p>
<p><strong>GIOVEDÌ 2 luglio</strong><br />
<strong>ORE 14/18.30</strong> &gt; Palazzo Tursi, Salone di Rappresentanza Meeting Nazionale Rete Città Sane_vuoti urbani? rigenerazione delle aree pubbliche come opportunità di salute</p>
<p><strong>VENERDÌ 3 luglio</strong><br />
<strong>ORE 9.30/15.30</strong> &gt; Quarto, Biblioteca Meeting Nazionale Rete Città Sane_vuoti urbani? rigenerazione delle aree pubbliche come opportunità di salute<br />
<strong>ORE 18</strong> &gt; Cortile Centro Sociale Saggio del Gruppo danzaterapia allegramente Persi nel bosco<br />
<strong>ORE 19</strong> &gt; Cortile Centro Sociale coro Canto Libero<br />
<strong>ORE 20</strong> &gt; Centro Sociale APERICENA _in giro per il Mediterraneo<br />
<strong>ORE 21.15</strong> &gt; Cortile Alzheimer Per vivere un grande amore canzoni e bossanova con Michela Centanaro voce, chitarre, basso e percussioni</p>
<p><strong>SABATO 4 luglio</strong><br />
<strong>ORE 18.30</strong> &gt; Biblioteca Concorso nazionale Quarto Pianeta<br />
<strong>ORE 20</strong> &gt; Centro Sociale APERICENA _in giro per il Mediterraneo<br />
<strong>ORE 21.15</strong> &gt; Cortile Alzheimer Time machine_Loredana D’Anghera voce, Alter Echo String Quartet, Massimiliano Damerini, pianoforte</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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