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	<title>Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura &#187; Mostre 2016</title>
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	<description>Palazzo Ducale Genova</description>
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		<title>QuartoArte</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2016 15:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Quarto Pianeta]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/quarto_arte_b.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="quarto_arte_b" style="margin-bottom:10px;" />19 dicembre - 15 gennaio 2017<br />
Sala Liguria<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/quarto_arte_b.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="quarto_arte_b" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">19 dicembre 2016 &#8211; 15 gennaio 2017</font><br />
Sala Liguria</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right">Inaugurazione 18 dicembre, ore 16</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right">orari: da lunedì a venerdì 9-19<br />sabato e domenica 10.30-18.30<br />Ingresso libero</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Dall’I.M.F.I., Istituto per le materie e forme inconsapevoli, fondato nel 1988 presso l’ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, sulla scia dell’interesse suscitato dal Laboratorio di ArteTerapia attivato da Claudio Costa in consonanza con gli intenti del direttore, lo psichiatra Antonio Slavich, nasceva quattro anni più tardi il “Museo attivo delle forme inconsapevoli”.<br />A differenza di altre fondamentali esperienze nel campo – come il Museu de imagens do inconsciente creato nel 1946 a Rio de Janeiro da Nise de Silveira e il lavoro svolto a partire dagli anni ’50 da Leo Navratil presso la Clinica per malattie nervose Maria Gugging di Klosterneuburg – l’idea portante del Museo si basava &#8220;sul presupposto che l’arte può vivere la sua libera avventura nel mondo, al di fuori di schemi precostituiti o di classificazioni definite e che esiste come supporto creativo per una rinnovata socializzazione&#8221;.<br />
L’ordinamento affiancava perciò, senza distinzione, le opere degli artisti affermati a quelle elaborate dai pazienti artisti nell’ambito dell’Atelier interno alla struttura, scelta che non mancò all’epoca di sollevare vibranti polemiche. Il Museo venne chiamato “attivo” perché si poneva “oltre che come Centro pilota per la raccolta di opere difficilmente visibili provenienti da ateliers di Tecniche espressive italiani, stranieri ed interni al Presidio di Quarto, come spazio aperto per assemblee, convegni, incontri sulle funzioni riabilitative della creatività&#8230; come luogo di feconda invenzione, in grado di veicolare idee atte a spezzare la sorda parete del silenzio che spesso si crea attorno alle disabilità mentali”. <br /> All’impegno assunto allora sotto l’impulso di Claudio Costa e dei cofondatori, il Museo attivo e l’I.M.F.I. hanno tenuto fede promuovendo, nel tempo, laboratori di pittura e disegno, ceramica, incisione, acquarello e danza (ora aperti a persone con disagio e a partecipanti esterni),<br />
convegni (da “Luoghi, percorsi e voci: La creatività nell’espressione terapeutica” del 1993 al recente “Totem e Tabù”, 2015), ospitando manifestazioni teatrali (fra le più recenti il progetto “Case Matte. Un viaggio attraverso gli ex-manicomi italiani” di Teatro periferico in collaborazione con Chille de la Balanza, legato a sua volta a La Tinaia di San Salvi), pubblicando volumi di poesie raccolte fra le carte degli ospiti della Residenza protetta (“Parola smarrita, parola ritrovata”, a cura del Gruppo per la poesia del Coordinamento Riabilitazione USL 3), collaborando con il circolo cinematografico<br />
Lamaca gioconda e la Compagnia de La Zanzottereide alla produzione di “Uargh”, film di Maria Lodovica Marini dedicato ad Antonio Slavich.<br />
Fra i risultati di maggior rilievo va segnalata la scoperta e la diffusione dell’opera di Davide Mansueto Raggio, a lungo ospite dell’O.P. di Quarto, autore di straordinaria forza inventiva. Durante i venticinque anni della sua esistenza il Museo attivo è stato animato e accompagnato da artisti di generazioni diverse, in prevalenza &#8211; per ovvie ragioni logistiche &#8211; attivi sul territorio, impegnati nei laboratori o presenti con mostre, performances, interventi e significative donazioni. Al loro essenziale apporto la mostra, realizzata nel quadro delle iniziative del Coordinamento Quarto Pianeta, vuole rendere omaggio, presentando una scelta di lavori prestati o creati per l’occasione che testimonia la qualità delle collaborazioni instaurate e, di riflesso, l’importanza del patrimonio museale custodito a Quarto.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Per tutto il periodo della mostra sono in programma diversi eventi collaterali.<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/pieghevole_quartoarte.pdf"> Per il calendario completo clicca qui.</a><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/quarto-arte/01-174/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/015-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/quarto-arte/02-171/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/025-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>IndiviDuality</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 14:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/indiviDuality.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="individuality" style="margin-bottom:10px;" />16 dicembre - 7 gennaio 2017<br />
mostra fotografica<br />
Ducale Spazio Aperto<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/indiviDuality.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="individuality" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">16 dicembre 2016 &#8211; 6 gennaio 2017</font><br />
Ducale Spazio Aperto</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: right">Inaugurazione 16 dicembre, ore 15.30</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right">orari: dal lunedì al venerdì 15-19<br />sabato e domenica 10-19<br />ingresso libero</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Le pagine dei giornali illustrano l’emergenza profughi con foto che documentano esempi di situazioni spesso conflittuali e poco di integrazione. La mostra intende restituire a queste persone una individualità, allontanando lo spettatore dalle immagini stereotipate e suggerendo una visione meno frettolosa e lontana dai comuni pregiudizi.<br />Protagonisti della mostra sono i ragazzi ospitati dal CEIS Genova di Campo Ligure, ai quali sono stati dedicati due scatti fotografici: un primo piano ravvicinato, che ponga lo sguardo al centro dell&#8217;attenzione, i loro occhi che sognano  il futuro, e un secondo scatto che rappresenti questo futuro, come se fosse già presente. Un ritratto cioè di quello che vorrebbero diventare una volta integrati in Italia, alle prese col lavoro che desidererebbero svolgere: sarto, giardiniere, tecnico computer e così via.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Realizzata da Studio New Light Lab, la mostra presenta per ciascun doppio-ritratto le didascalie di Matteo Serlenga, giornalista de &#8220;L&#8217;inchiostro fresco&#8221;. Affiancare una storia alle immagini serve a rafforzare il concetto di individualità, che rappresenta lo scopo della mostra</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/individualita/1-228/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/17-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/individualita/2-227/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/27-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/individualita/3-226/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/37-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/individualita/4-218/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/46-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>La Genova dei Cantunè</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 17:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/cantune.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="cantune" style="margin-bottom:10px;" />12 - 20 dicembre 2016<br />
Porticato<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/cantune.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="cantune" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">12 &#8211; 20 dicembre 2016<br />
mostra fotografica<br />
Porticato<br />
</font><br />
&nbsp;<br />
presentazione della mostra,<br />
lunedì 12 dicembre, Sala Camino, ore 11<br />
&nbsp;<br />
</h3>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
Questa mostra è una testimonianza della vita quotidiana della città durante la seconda guerra mondiale, delle difficoltà e degli eroismi quotidiani compiuti dai Genovesi nella città distrutta dalle bombe. Immagini dei quartieri colpiti dalle bombe, scattate da alcuni tra i maggiori fotografi genovesi dell’epoca, e i rapporti dei Vigili Urbani che partecipavano alle operazioni di soccorso: documenti inediti che ci raccontano i giorni e le notti dei Genovesi di allora, la fermezza d’animo e la tenacia con cui un giorno dopo l’altro quei nostri concittadini rivendicavano la normalità della vita quotidiana contro  la follia della guerra.<br />
Con queste immagini è stato pubblicato un CALENDARIO che è un segno di affetto per la città e un gesto di amore verso i piccoli ospiti dell’ISTITUTO GIANNINA GASLINI a cui vengono devoluti i fondi raccolti.<br />
La GASLINI ONLUS sarà la destinataria della devoluzione e si occuperà della gestione dei proventi che destinerà all&#8217;Istituto per assicurare l&#8217;eccellenza della cura in un contesto umanamente accogliente per i bambini e per le loro famiglie, a favore dei progetti “PRIME NECESSITA’ del GASLINI “ e “SOSTEGNO al CENTRO per la PREVENZIONE del MALTRATTAMENTO e l’ABUSO”.<br />
Il progetto è reso possibile grazie alla sensibilità degli Sponsor che aderiscono all’iniziativa e viene impreziosito dalle immagini dell’Archivio Storico del Comune,  dell’Archivio della Polizia Municipale e dello Studio Fotografico Leoni di Genova.<br />
ll Calendario verrà distribuito presso i Distretti di Polizia Municipale, la sede della Società di Mutuo Soccorso della Polizia Municipale di Genova e presso il Mentelocale Bar Bristot a Palazzo Ducale.</p>
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/cantune1.jpg" alt="cantune" width="800" height="600" class="alignleft size-full wp-image-35131" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Anatomia Artistica Animata</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/anatomia-artistica-animata/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2016 14:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/anatomia_artistica_animata.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="anatomia_artistica_animata" style="margin-bottom:10px;" />10 - 31 dicembre 2016<br />
Sala Dogana<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/anatomia_artistica_animata.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="anatomia_artistica_animata" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">dal 10 al 31 dicembre 2016</font><br />
Sala Dogana<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione<br />venerdì 9 dicembre 18.00</h3>
<h4 style="text-align: right">A cura di Sabrina Marzagalli e Paolo Bonfiglio<br />
<br />Orari<br />martedì-domenica ore 15-20<br />chiuso il 25 e il 26 dicembre<br />ingresso libero</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Parole chiave del percorso di mostra sono CORPO+MOVIMENTO. Le opere e le animazioni esposte rappresentano la fisicità e la corporeità delle tracce di un&#8217;azione nello spazio e nel tempo, il legame organico tra ciò che si fissa, si vede, si sente, si sa, si immagina.<br />
&nbsp;<br />
Sette temi, sette archetipi permanenti della rappresentazione della figura umana (dall&#8217;autoritratto alla morte) sorpravvivono e si combinano nelle interpretazioni disegnate. <br />Sette azioni vitali, arrestate nell&#8217;immagine figurativa fissa, riscattano il loro movimento sprigionandolo nelle animazioni. Il tesoro del passato è un&#8217;eredità che contagia la creatività del presente.</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Progetto di Accademia Ligustica di Belle Arti, a cura di Sabrina Marzagalli e Paolo Bonfiglio<br />
con gli studenti<br />
- del Laboratorio di Animazione d&#8217;Artista, i cui lavori compariranno &#8220;fisicamente&#8221; alle pareti e nella proiezione<br />
Akrad Sadaf, Arigirò Andrea, Asborno Greta, Bacchin Lorenzo, Bassi Monica, Cipolletta Marco, De Cesari Elisa, Fanzio Sophie Mariso, Gabbrini Mattia, Gallesio Martina, Riccò Jacopo, Serra Paola, Skvaza Antonio, Spanu Martina, Tedeschi Elena, Vernetti Elisabetta<br />
&nbsp;<br />
- Sonoristi compositori ed esecutori delle colonne sonore<br />
Bartolena Alessandro, Del Torto Luca, Essomba Mebenga Jesus Nicolas, Junyent Mercades Marina, Mantovani Davide, Peker Ceren, Tagliamacco Claudio<br />
&nbsp;<br />
- Seminario e video-documentari<br />
Akrad Sadaf, Arigirò Andrea, Asborno Greta, Bacchin Lorenzo, Bassi Monica, Bignardi Rodolfo, Briganti Stefano, Camera Simone, Canale Bianca, Castania Monica, Chen Kun Min, Cherubini Marika, Cipolletta Marco, De Cesari Elisa, Fanzio Sophie Mariso, Gabbrini Mattia, Gallesio Martina, Li Ningning, Magi Valeria, Musinu Massimo, Nervi Elena, Pagano Paola, Parodi Dennis, Parodi Erica, Rebora Chiara, Riccò Jacopo, Robles Bueno Guillermo Andre, Sierra Paola, Skvaza Antonio, Spanu Martina, Tavano Irene, Tedeschi Elena, Tolomeo Anna, Vernetti Elisabetta, Wengler Anna<br />
&nbsp;<br />
Immagine di cartolina realizzata da Marco Cipolletta</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ettore Veruggio, professione: creativo</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/ettore-veruggio/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2016 09:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/EttoreVeruggio_345x240.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="ettoreveruggio_345x240" style="margin-bottom:10px;" />3 dicembre 2016 - 15 gennaio 2017<br />
Loggia degli Abati<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/EttoreVeruggio_345x240.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="ettoreveruggio_345x240" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">3 dicembre 2016 &#8211; 15 gennaio 2017</font><br />
Loggia degli Abati</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: right">Inaugurazione 2 dicembre, ore 18</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right">orari: dal lunedì al venerdì 15-19<br />sabato e domenica 10-19<br />
Sabato 24 e 31 dicembre: 10-16<br />
25/12 e 1/01:  chiuso<br />
6/01 orario: 10-19<br />
<br />ingresso libero</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
Figlio di cotonieri in Voltri, viene inizialmente destinato al controllo costi della ditta paterna.<br />
Con l’appoggio di un&#8217;eccentrica pittrice, trova il coraggio di chiedere al padre l’esonero dall’incarico per potersi dedicare alla sua vera passione: disegnare. Inizia così la storia professionale e creativa di un genovese curioso e mite che, partendo dalle copie di quadri del Sodoma e dalle caricature degli amici, diventa ecletticamente grafico, arredatore, un po&#8217; pittore e anche un po&#8217; scrittore.<br />
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Col patrocinio di:<br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/veruggio_sponsor.jpg" alt="veruggio_sponsor" width="480" height="56" class="alignleft size-full wp-image-34672" /><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
Sponsor:<br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/veruggio_sponsor2.jpg" alt="veruggio_sponsor2" width="133" height="56" class="alignleft size-full wp-image-34673" /><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
Sponsor tecnico:<br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/veruggio_sponsor_tec.jpg" alt="veruggio_sponsor_tec" width="64" height="58" class="alignleft size-full wp-image-34675" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/ettore-veruggio/1-221/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/ettore-veruggio/2-220/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/ettore-veruggio/3-219/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/ettore-veruggio/4-212/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/ettore-veruggio/5-196/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/12/5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
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<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Stream of extemporany</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2016 17:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/stream.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="stream" style="margin-bottom:10px;" />20 - 26 novembre 2016<br />
Sala Dogana<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/stream.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="stream" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>20 &#8211; 26 novembre<br />
Sala Dogana</b><br />
&nbsp;<br />
di Matteo Forli e Stefano Bertoli<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione: sabato 19 novembre ore 18.30<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
KHN’SHS Stefano Bertoli<br />
ANALYSIS Matteo Forli<br />
&nbsp;<br />
Performance sonore, foto, audio video dal 19 al 26 novembre 2016<br />
&nbsp;<br />
L&#8217;Uomo, un tempo assiso al trono della propria City, creatore e titano, vive una battaglia costante per evitare di essere divorato dalla propria creatura.<br />
La Città, nel suo profondo delirio di erigersi a unica entità senziente, si espande ad infinito, fagocitando anche se stessa.<br />
Stream of Extemporary è un&#8217; Aktion, dove i contendenti mutano forma costantemente per sopravvivere e prendere il sopravvento.<br />
&nbsp;<br />
Man, once enthroned in the heart of his own city, master and creator, fight a steady battle to avoid being eaten by his own creature.<br />
City, in its deep dream to rise as a sentient being, spread itself to the limits, even wrapped into itself.<br />
Stream of Extemporary is an Aktion, where contenders constantly evolve themselves to survive and dominate.</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Onirica. Grafie di luce. I volti di Staglieno</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2016 08:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/mostra_staglieno.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mostra_staglieno" style="margin-bottom:10px;" />19 novembre – 4 dicembre 2016<br />
Ducale Spazio Aperto<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/mostra_staglieno.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mostra_staglieno" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">19 novembre &#8211; 4 dicembre 2016<br />
mostra<br />
Ducale Spazio Aperto<br />
</font><br />
&nbsp;<br />
Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 19<br />
&nbsp;<br />
</h3>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>
Le immagini in bianco e nero di Corradino colgono le sculture del cimitero di Staglieno in un contesto particolare di luce, tanto da farle apparire reali. Arte scultorea che si rinnova nella fotografia.<br />
&nbsp;<br />
All&#8217;incirca fino alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, un fotografo genovese, sul muro esterno del palazzo dove aveva il laboratorio, esponeva dentro una vetrinetta &#8211; una bacheca metallica coperta da un vetro sempre tirato a lucido &#8211; delle ben inconsuete fotografie. La stranezza non consisteva nei primi piani dei personaggi, normalissimi uomini e donne di età diverse, ma dal fatto che i ritratti erano stampati su ovali di ceramica, tali e quali come quelli presenti sulle lapidi mortuarie. Per anni ho transitato in quella strada, meravigliandomi ad ogni passaggio che qualcuno avesse dato il proprio consenso affinché il fotografo si facesse pubblicità con il ritratto del marito estinto o della zia defunta. Un giorno un mio amico che lo conosceva mi risolse il busillis. Il fotografo, specializzato in fotografia cimiteriale, per propagandare il suo prodotto, non potendo – oggi si direbbe per diritto di privacy ma anche per un moto di sensibilità e deontologia professionale – mostrare le foto di quelli che erano diventati suoi involontari clienti, ovvero persone realmente decedute, aveva stampato sulle ceramiche le istantanee di famigliari, amici, conoscenti e persino la propria. Aveva cioè fatto diventare virtualmente morte delle persone ancora in vita.<br />
Ecco, Roberto Corradino, in questa sua straordinaria rassegna fotografica, mi sembra abbia fatto esattamente il contrario, che sia riuscito cioè nell&#8217;operazione opposta.<br />
Gli innumerevoli personaggi che popolano le gallerie e i cosiddetti boschetti della necropoli di Staglieno, raffiguranti i titolari delle tombe, i parenti del defunto in straziante disperazione, i famigliari affranti nei grandi gruppi marmorei, si ravvivano, prendono vita; un respiro di esistenza sembra sorgere sulle loro labbra, sui volti, negli sguardi. Grazie alle sue originalissime inquadrature, essi acquistano quella vita che lo scultore ha originariamente cercato di infondere alle proprie creature. Il dolore eternato nel marmo o, meno frequentemente, in altro materiale modellabile, diventa così &#8211; seppur sempre grave, durevole e angustiante &#8211; proprio come succede nella realtà, un fatto passeggero, temporaneo. La massa levigata assume miracolosamente le tonalità dell&#8217;epidermide, la luce trasfigura i corpi, li rimodella, li ammorbidisce, conferisce loro quel calore che il marmo, per sua natura, gli aveva negato. E Corradino ha il potere misterioso di far sgorgare questa vita, questo anelito di esistenza non solo negli uomini, nelle donne e nei fanciulli protagonisti di questo immobile teatro del lutto, ma anche nelle figure immaginarie e fantastiche che affollano il camposanto genovese, rendendo percettibili persino quegli esseri del mondo invisibile presenti in quasi tutte le tradizioni religiose. Gli angeli, con la loro ambiguità &#8211; siano essi putti aggraziati, giovinetti efebici o avvenenti fanciulle &#8211; sono accanto agli esseri viventi nel momento dell&#8217;estremo dolore o del trapasso, consolandoli, condividendone la tristezza e compiangendone la sorte. E sopra di loro si manifesta anche il Consolatore per eccellenza, il Salvatore, il Cristo che rifulge nella sua luce ultraterrena in più di una apparizione miracolosa.<br />
Sono però le figure femminili ad essere favorite in questa raffinata operazione estetica con la sensualità dei loro corpi, in cui spesso il fascino del femminino è al suo zenit e l&#8217;erotismo è più che manifesto. Lo scultore, evidenziandolo, pare abbia voluto contrastare, secondo la ben nota dicotomia di eros e thanatos, la rappresentazione della morte che gli era stata richiesta per adornare il monumento funebre.<br />
Proprio per questo si potrebbe dire che Corradino, attraverso le sue immagini, si sia servito della stessa facoltà posseduta e utilizzata da Afrodite – secondo la tradizione mitologica classica &#8211; in un&#8217;occasione particolare. La dea della bellezza infatti esaudì il desiderio di Pigmalione, che a lei si era rivolto, di rendere viva la statua della bellissima Galatea che egli stesso aveva scolpito e di cui si era perdutamente innamorato. Aveva cioè fatto il dono di una vita propria alla bellezza.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
Aldo Padovano<br />
</h4>
<h4>
La realtà è piena di suggerimenti per il cervello. Partire da una realtà, poi questa realtà la trasformi in un linguaggio che appartiene solo a te. Alla tua sensibilità, alla tua cultura, alla tua esperienza di vita. E viene anche condizionata dallo stato d&#8217;animo, dall&#8217;umore. Nella fotografia ci sono le tue idee, le tue emozioni. È come trasmettere la tua sensibilità all&#8217;altro che guarda le foto.<br />
Il fotografo sa di avere uno spazio, e sa che questo spazio è fatto di aria e di luce.<br />
Scrivere con la luce, lasciare un segno. Il bianco della luce e il nero dell&#8217;ombra.<br />
È stata quasi una visione, trasformare la realtà in immagini, forse sognate, oniriche, appunto.<br />
In quel luogo c&#8217;era e c&#8217;è: sacralità, magia, la forza del passato, dell&#8217;arte. La vita e la forza delle persone defunte e la vita e la forza degli artisti scultori.<br />
Tu inquadri il viso della “Venditrice di noccioline”, per esempio, e quel viso si trasforma veramente in qualcosa di vivo. Inquadri le sue rughe, gli occhi e lo sguardo. E con quello sguardo, comincia a interagire, a colloquiare e in quel momento inizia un dialogo, un rapporto quasi intimo.<br />
Questo è quello che senti quando scatti. Poi devi pensare alla tecnica e alla composizione.<br />
Poi, ho guardato quella luce, così forte, così intensa, che veniva dall&#8217;alto, da dietro.<br />
Che si proiettava sulle statue, e dava questa, con le ombre che si allungavano, una visione quasi sovrannaturale.<br />
Era come muoversi in una dimensione fuori dallo spazio e dal tempo.<br />
E bisogna fare tutto in pochi secondi, perché la luce si sposta e tutto si trasforma e quell&#8217;immagine che avevi negli occhi e nel cuore, scompare.<br />
Per cui in pochi secondi bisogna mettere assieme, tecnica, composizione, sensazioni e ricomporre il tutto in un&#8217;immagine.<br />
&nbsp;<br />
La scelta del bianco e nero.<br />
Perché va all&#8217;essenza delle cose. Vengono evidenziati solo gli elementi per me importanti. Evita che lo sguardo venga distratto.<br />
Essenziale quindi più vero.<br />
Ed è il linguaggio con cui volevo che le sensazioni di questo progetto venissero trasmesse.<br />
La visione, il tempo, la polvere. I segni della pietra e del marmo meglio si rappresentavano col bianco e nero.<br />
È per questo che ho deciso di stampare in Fine Art e soprattutto ai pigmenti di carbone, perché il bianco e nero si trasformasse, quasi in un disegno, un segno grafico.<br />
&nbsp;<br />
Entrare in contatto, parlare con loro.<br />
Oramai le statue le conosco una a una, e con ognuna ho iniziato un dialogo e un rapporto che va avanti nel tempo, ma sempre si rifà all&#8217;esperienza e alla sensazione avuta al primo contatto.<br />
Voglio dire che, con ognuno dei personaggi ritratti, la sensazione provata la prima volta ha condizionato il mio animo. Cioè ogni statua mi trasmetteva una sensazione diversa. Con ognuno di loro ho intrapreso un dialogo, un rapporto o approccio diverso che si è trasmesso ed è rimasto lo stesso per tutte le volte che sono andato a fotografarli.<br />
Ogni statua emanava una personalità diversa, che io percepivo e con cui iniziavo a dialogare. E appunto, questo rapporto è continuato e continua.<br />
C&#8217;è chi mi trasmette forza e soggezione, chi rispetto, chi simpatia, chi dolcezza.<br />
E queste statue, o meglio queste persone, ho finito con l&#8217;amarle.<br />
Quando le fotografo, mi ritaglio il mio spazio di libertà, entrando in una dimensione fuori dallo spazio e dal tempo. Lontano dalle ansie e dai problemi della vita quotidiana. Libero.<br />
In una parola quando fotografo sono felice.<br />
&nbsp;<br />
Roberto Corradino</p>
<p>&nbsp;</p>
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>

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<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

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</p>
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		<title>Associazione gli altri</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 08:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/benzi2.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="benzi2" style="margin-bottom:10px;" />18 – 20 novembre 2016<br />
Atrio<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/benzi2.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="benzi2" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right">mostra fotografica<br />
<font style="color:#b01114"><em> Associazione gli altri</em></font><br />
&nbsp;<br />
18 &#8211; 20 novembre 2016,<br />
Atrio Palazzo Ducale</h3>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>
La mostra fotografica ripercorrerà la vita e illustrerà l&#8217;impegno etico-civile della donna-coraggio <b>Rosanna Benzi</b> che trascorse trent&#8217;anni nel polmone d&#8217;acciaio presso l&#8217; ospedale San Martino di Genova.<br />
&nbsp;<br />
Nel 1976 fondò l&#8217;associazione &#8220;<em>Gli Altri</em>&#8221; ed iniziò la pubblicazione dell&#8217;omonima rivista dalle cui pagine lanciò, insieme ai suoi collaboratori, campagne di sensibilizzazione sui temi dell&#8217;handicap e dell&#8217;emarginazione sociale che produrranno profondi cambiamenti a livello culturale e legislativo.<br />
&nbsp;<br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Novecento italiano oltre il Pop</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 16:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Novecento italiano oltre il Pop]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/novecento-oltre-il-pop.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Layout 1" style="margin-bottom:10px;" />16 novembre – 11 dicembre 2016<br />
Sala Liguria<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/novecento-oltre-il-pop.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Layout 1" style="margin-bottom:10px;" /><h4 style="text-align: right"><font style="color:#c20606">16 novembre &#8211; 12 dicembre 2016<br />
mostra a cura di Anna Orlando<br />
con la collaborazione di Sergio Casoli</font><br />
&nbsp;<br />
Sala Liguria<br />
&nbsp;<br />
Orari: in settimana ore 9 &#8211; 19<br />sabato e domenica ore 10 &#8211; 19<br />
&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right"><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/novecento-italiano-oltre-il-pop/" title="Novecento italiano oltre il Pop">la mostra è un evento collaterale al ciclo di incontri Novecento italiano oltre il Pop. Qui il programma completo</a></h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Cosa succede in Italia mentre al di là dell’Oceano Andy Warhol mette a punto un’innovativa ricetta artistica?<br />
&nbsp;<br />
In parallelo con la grande mostra su Andy Warhol che indaga l’avvento della Pop Society con baricentro propulsivo New York e più in generale l’America, il ciclo <i>Novecento italiano oltre il Pop </i>propone approfondi- menti critici su quanto accade nel variegato palcoscenico dell’arte in Italia.<br />
&nbsp;<br />
Gli anni Sessanta e Settanta sono per l’Europa, come per gli Stati Uniti, un momento di grande fermento e forti contrasti: sogni e proteste, boom economico e poi austerity, ottimismo, ma anche duri scontri sociali.<br />
&nbsp;<br />
Alla Biennale di Venezia del‘64 il Leone d’Oro va a Robert Rauschenberg e l’arte americana s’impone prepotentemente come qualcosa di più vicino con cui corre l’obbligo di confrontarsi.<br />
Questa piccola selezione di opere e i quattro incontri del ciclo propongono momenti di riﬂessione su questo tema, attraverso la ﬁgura di altrettanti artisti, tra i più importanti ed emblematici per la storia dell’arte italiana del Novecento.<br />
&nbsp;<br />
Dalla provocazione di Piero Manzoni nella Milano dei primi anni Sessanta con la sua “Merda d’artista” (un esemplare qui esposto), alle nuove ricerche con gli strappi e i tagli di Lucio Fontana (qui in mostra un lavoro del ‘58), alla Roma di Mimmo Rotella che strappando i manifesti dai musei delle strade (esposto uno strappo del‘63, un anno dopo la prima celebre MariIyn di Warhol) mette in discussione la natura stessa dell’opera d’arte, per concludere con Alighiero Boetti che si inserisce nel dibattito della serialità, ripetitività e paternità dell’opera d’arte con un suoi celebri “arazzi” (uno in mostra).<br />
&nbsp;<br />
Per la prima volta, rispetto alle serie di incontri organizzati in occasione delle precedenti mostre ma sempre gratuito e aperto alla città, il ciclo aﬃanca le relazioni degli esperti all’esposizione di alcune opere provenienti da un’importante collezione privata milanese: in questa sala, dal 16 novembre all’11 dicembre, una selezione di lavori di Manzoni, Fontana, Rotella e Boetti oﬀrono lo spunto ai relatori per raccontare al pubblico il ruolo di questi maestri nell’Italia del Dopoguerra, del boom economico e del consumismo, con voci talvolta molto diverse dalla parlata Pop.<br />
</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/novecento-italiano-oltre-il-pop-2/7-132/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/novecento-italiano-oltre-il-pop-2/8-121/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/novecento-italiano-oltre-il-pop-2/9-94/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/novecento-italiano-oltre-il-pop-2/10-170/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/11/10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Warhol. Pop Society</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 08:00:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/warhol21.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="warhol2" style="margin-bottom:10px;" />21 ottobre – 26 febbraio 2017
Appartamento del Doge]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/warhol21.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="warhol2" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/war_top.jpg" alt="war_top" width="1812" height="888" class="aligncenter size-full wp-image-33268" oncontextmenu="alert('Immagine non scaricabile');return false" oncopy="alert('Immagine non scaricabile');return false"/></p>
<p>Copyright Immagine: Andy Warhol, Marilyn, 1967, serigrafia su carta, cm 91,4&#215;91,4.<br />
Collezione privata, Eugenio Falcioni, &copy; The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2016<br />
&nbsp;</p>
<div class="threecol-two">
<h1>Warhol. Pop Society</h1>
<p><b>21 ottobre &#8211; 26 febbraio 2017<br />
Appartamento del Doge</b><br />
&nbsp;</p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<p>A cura di Luca Beatrice<br />
&nbsp;<br />
A trent’anni esatti dalla scomparsa del grande artista americano, Palazzo Ducale di Genova dedica una grande retrospettiva ad Andy Warhol (Pittsurgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987).<br />
Curata da Luca Beatrice e prodotta e organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova e da 24 ORE Cultura &#8211; Gruppo 24 Ore, la mostra presenta circa 170 opere tra tele, prints, disegni, polaroid, sculture, oggetti, provenienti da collezioni private, musei e fondazioni pubbliche e private italiane e straniere.<br />
Il percorso tematico si sviluppa intorno a sei linee conduttrici: il disegno, le icone, le polaroid, i ritratti, Andy Warhol e l’Italia, e infine il cinema e copre l’intero arco dell’attività dell’artista più famoso e popolare del secolo scorso. Con lui si apre l’epoca dell’arte contemporanea, così come ancora la intendiamo oggi. Se nel calendario della musica pop c’è un ante e un post Beatles, l’unico fenomeno culturale e mediatico degli anni Sessanta in grado di rivaleggiare con Warhol, allo stesso modo in quello dell’arte dobbiamo parlare di un “Before Andy” e di un “After Andy”. Soprattutto, Andy Warhol è stato capace di intuire e anticipare i profondi cambiamenti che la società contemporanea avrebbe attraversato a partire dall’era pop, da quando cioè l’opera d’arte comincia a relazionarsi quotidianamente con la società dei massmedia, delle merci e del consumo. Nella Factory, a New York, non solo si producevano dipinti e serigrafie: si faceva cinema, musica rock, editoria, si attraversavano nuovi linguaggi sperimentali in una costante ricerca d’avanguardia. Anche nei confronti della televisione, il nuovo medium per eccellenza, Warhol manifesta una curiosità straordinaria e, probabilmente, se fosse vissuto nei nostri tempi, non avrebbe esitato a usare i social network e la comunicazione in rete.<br />
In mostra alcuni straordinari disegni preparatori che anticipano dipinti famosi come il Dollaro o il Mao; le celeberrime icone di Marilyn, qui presente sia nella serigrafia del 1967 sia nella tela Four Marilyn, della Campbell Soup e delle Brillo Boxes; i ritratti di volti noti come Man Ray, Liza Minnelli, Mick Jagger, Miguel Bosè e di alcuni importanti personaggi italiani: Gianni Agnelli, Giorgio Armani e Sandro Chia. Un’intera sezione è poi dedicata alle polaroid, tanto importante e utilizzata da Andy Warhol per immortalare celebrities, amici, star e starlett e di cui si presentano oltre 90 pezzi.<br />
Completa la mostra un video in cui il curatore Luca Beatrice racconta al pubblico la vita e le opere di Andy Warhol.<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Conferenza Stampa:<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/1-209/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/112-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/2-209/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/211-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/3-209/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/310-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/4-202/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/410-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Inaugurazione:<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/1-210/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/113-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/2-210/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/212-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/3-210/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/311-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/4-203/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/411-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/5-190/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/511-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/6-160/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/610-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/7-131/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/78-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/8-120/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/86-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/9-93/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/92-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/andy-warhol-e-linvenzione-della-pop-society/10-169/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/103-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
</div>
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>CAPODANNO FRA ARTE E BOLLICINE</strong><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/a-palazzo-ducale-capodanno-tra-arte-e-bollicine/">Il 31 dicembre apertura straordinaria fino alle 2 di notte</a><br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Date</strong><br />
21 ottobre &#8211; 26 febbraio 2017<br />
<strong>Sede</strong><br />
Palazzo Ducale – Appartamento del Doge<br />
Piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova<br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<b>Informazioni e prenotazioni</b><br />
010/9868057<br />
<a href="http://www.warholgenova.it">www.warholgenova.it/</a><br />
<a href="http://www.ticket24ore.it/ita/tour/andy-warhol-pop-society/122">www.ticket24ore.it/warholgenova</a><br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<b>Orari</b><br />
lunedì 14.30 – 19<br />
martedì, mercoledì, giovedì, sabato, domenica 9–19<br />
venerdì 9–22<br />
<b>venerdì 3 febbraio 9-19.30</b><br />
La biglietteria chiude un&#8217;ora prima (ultimo ingresso)<br />
&nbsp;<br />
<b>Aperture straordinarie</b><br />
lunedì 31 ottobre 9-02<br />
martedì 1 novembre 9-19<br />
giovedì 8 dicembre 9-19<br />
sabato 24 dicembre  9-16<br />
domenica 25 dicembre chiuso<br />
lunedì 26 dicembre  9-19<br />
sabato 31 dicembre 9-02<br />
domenica 1 gennaio 9-19<br />
lunedì 2 gennaio  9-19<br />
venerdì 6 gennaio  9-22<br />
&nbsp;<br />
<b>Biglietti</b><br />
INGRESSO SINGOLO INTERO<br />
Audioguida gratuita<br />
13,00 €<br />
&nbsp;<br />
INGRESSO SINGOLO RIDOTTO<br />
Audioguida gratuita<br />
11,00 €<br />
Visitatori dai 14 ai 26 anni con documento e/o tesserino universitario, portatori di handicap, insegnanti, soci Touring Club con tessera, abbonati Teatro Carlo Felice e Teatro Stabile di Genova, Amici dei Musei e di Palazzo Ducale, possessori Tosse Card, possessori biglietto d’ingresso alla mostra Helmut Newton a Palazzo Ducale &#8211; nel periodo dal 21 ottobre al 22 gennaio, possessori Card Musei Genova, dipendenti IREN con accompagnatore, possessori cartoline sconto albergatori genovesi, abbonati annuali AMT, soci Fondazione Ansaldo, Associati Arci se muniti di coupon, Partecipanti Grandi Convegni muniti di badge nominativo<br />
&nbsp;<br />
INGRESSO SINGOLO RIDOTTO SPECIALE<br />
Audioguida gratuita<br />
6,00 €<br />
Dipendenti Gruppo 24 ORE (eventuale accompagnatore al seguito € 11,00), volontari Servizio Civile muniti di tesserino, giornalisti con tesserino ODG non accreditati<br />
&nbsp;<br />
INGRESSO SPECIALE GIOVANI / VENERDÌ POMERIGGIO<br />
Audioguida gratuita<br />
5, 00 €<br />
Giovani (studenti e non) fino a 27 anni; valido solo il venerdì pomeriggio dalle 14.30<br />
&nbsp;<br />
INGRESSO SINGOLO RIDOTTO BAMBINI<br />
Audioguida gratuita<br />
4,00 €<br />
Bambini dai 6 ai 13 anni<br />
&nbsp;<br />
OMAGGIO<br />
Audioguida gratuita<br />
Minori fino ai 6 anni non compiuti, un accompagnatore per disabile che presenti necessità, giornalisti con tesserino ODG per servizio (previo accredito – non si procede con l’accreditare la stampa sabato, domenica e nei giorni festivi), tesserati ICOM, guide turistiche munite di tesserino di abilitazione, possessori Coupon omaggio<br />
&nbsp;<br />
SPECIALE FAMIGLIA<br />
Audioguida gratuita<br />
€ 11,00 adulto (1 o 2 adulti)<br />
€ 4,00 per bambino dai 6 ai 13 anni<br />
&nbsp;<br />
SPECIALE SECONDO LUNEDÌ DEL MESE<br />
Audioguida gratuita<br />
€ 5,00 per tutti (prenotazione non consentita)<br />
Lunedì 14 novembre, lunedì 13 dicembre, lunedì 9 gennaio, lunedì 13 febbraio<br />
&nbsp;<br />
SPECIALE TESSERATI CUS<br />
Audioguida gratuita<br />
€ 5,00 tutti i pomeriggi feriali (a partire dalle 14:30), eccetto Festività (prenotazione non consentita)<br />
&nbsp;<br />
SPECIALE 2X1 FRECCE TRENITALIA<br />
Esibendo la Cartafreccia e il biglietto, in formato digitale o cartaceo, con cui si è raggiunta Genova (in una data antecedente al massimo tre giorni da quella della visita) e pagando un ingresso intero, si avrà diritto ad un omaggio per un accompagnatore, valido per l’ingresso immediato in mostra.<br />
&nbsp;<br />
BIGLIETTO OPEN<br />
Audioguida gratuita<br />
€ 16,50 (prevendita obbligatoria inclusa)<br />
Biglietto a data aperta, valido dal giorno successivo all’acquisto, consente l’accesso diretto alla cassa prenotati. Disponibilità limitate.<br />
&nbsp;<br />
GRUPPI<br />
€ 11,00 Gruppi da 15 a 25 persone<br />
Gratuità 1 accompagnatore per ogni gruppo<br />
&nbsp;<br />
SCUOLE<br />
€ 4,00 Gruppi di studenti di ogni ordine e grado<br />
Gratuità 2 accompagnatori per ogni gruppo scolastico<br />
&nbsp;<br />
PREVENDITA<br />
€ 1,50 visitatori individuali e gruppi<br />
€ 1,00 scuole<br />
Per garantire una regolare programmazione delle visite, la prenotazione con prepagamento è obbligatoria nel caso di scolaresche e gruppi, sia quando è richiesto l’ausilio di una guida sia nei casi in cui tale servizio non sia richiesto.</p>
</div></p>
</div>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/loghi_war.gif" alt="loghi_war" width="950" height="473" class="alignleft size-full wp-image-33963" /></p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Nino Bernocco. Il labirinto dell&#8217;immagine</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2016 15:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/bernocco_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="bernocco_sito" style="margin-bottom:10px;" />7 ottobre - 6 novembre 2016<br />
Sala Liguria<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/bernocco_sito.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="bernocco_sito" style="margin-bottom:10px;" /><h3 style="text-align: right">8 ottobre &#8211; 6 novembre 2016</h3>
<h3 style="text-align: right">Sala Liguria</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: right;color:#b01114">Inaugurazione il 7 ottobre 2016, ore 17.30</h4>
<h4 style="text-align: right;color:#b01114">Sala del Minor Consiglio</h4>
<h4 style="text-align: right;color:#b01114">Philippe Daverio e Silvio Ferrari presentano la mostra</h4>
<p>&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<h4>Il pittore Nino Bernocco festeggia i suoi cinquant&#8217;anni di attività con una mostra a Palazzo Ducale. I dipinti esposti, dalle opere storiche ai più recenti lavori, ben rappresentano il percorso dell&#8217;artista, sviluppato nella costante ricerca del rapporto luce/spazio e confermano la raggiunta maturità espressiva, in cui tutte le passate esperienze, astratte e figurative, hanno trovato equilibrio in una personale rappresentazione.<br />
La mostra, accompagnata da un ricco catalogo, con i contributi critici di Philippe Daverio, Silvio Ferrari, Gianfranco Bruno, edito dalla Fondazione De Ferrari, è l&#8217;occasione per riconoscere l&#8217;opera di un artista che, con dedizione e coerenza, ha percorso e partecipato alla storia recente della pittura ligure.</h4>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/nino-bernocco/1-203/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/15-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/nino-bernocco/2-203/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/25-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/nino-bernocco/5-184/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/55-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/nino-bernocco/6-154/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/64-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/nino-bernocco/7-127/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/74-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/nino-bernocco/8-117/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/83-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/nino-bernocco/10-168/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/102-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/nino-bernocco/11-145/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/111-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="11" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/nino-bernocco/12-121/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/121-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="12" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/nino-bernocco/13-101/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/10/131-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="13" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Farhad Ostovani, SUITE N°1 Homage to Yves Bonnefoy</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/farhad-ostovani-suite-n1-homage-to-yves-bonnefoy/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 15:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=33365</guid>
		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/otsovani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="otsovani" style="margin-bottom:10px;" />1 ottobre - 1 novembre 2016<br />
Wolfsoniana di Nervi<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/otsovani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="otsovani" style="margin-bottom:10px;" /><p>&nbsp;<br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/otsovani.jpg" alt="otsovani" width="345" height="240" class="size-full wp-image-33366" /><br />
&nbsp;</p>
<h3>Farhad Ostovani, SUITE N°1 Homage to Yves Bonnefoy</h3>
<h4>1 ottobre &#8211; 1 novembre 2016<br />
Wolfsoniana di Nervi<br />
via Serra Gropallo, 4 &#8211; 16167 &#8211; Genova</h4>
<p>&nbsp;<br />
Orario: da martedì a venerdì dalle 11-18<br />
sabato e domenica dalle 12-19<br />
<b>Inaugurazione 30 settembre, ore 17</b><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<p>Nell’ambito delle celebrazioni per i venti anni di attività la Fondazione Bogliasco è lieta di presentare, in collaborazione con la Wolfsoniana di Nervi, una serie di opere ispirate alle Suites per violoncello di Bach realizzate dall’artista iraniano Farhad Ostovani.<br />
&nbsp;<br />
Nel 2013, in occasione della sua seconda residenza presso il Centro Studi della Fondazione Bogliasco, Farhad Ostovani ha risolto un ciclo di lavori dedicati alla SUITE N° 1 di Bach -su esecuzione di Janos Starker- portando a compimento un progetto iniziato nel 2008 in occasione della sua prima residenza a Bogliasco in qualità di Fellow in Visual Arts.<br />
Nel testo di presentazione pubblicato sul catalogo che riproduce detti 30 studi per la SUITE N° 1 – risolti su carta in tecnica mista &#8211; , Farhad racconta il suo “primo” incontro con la musica di Bach, all’età di 18 anni nel Cinematografo di Teheran. É il 1969 e durante la proiezione dell’ultimo film di Ingmar Bergman le immagini della conversazione sull’esistenza di Dio e la musica della Sarabanda (dalla VI Suite per Cello di Bach) destano in lui un forte fascino. Tutte le emozioni provate allora assumeranno con il trascorrere del tempo diversa connotazione che si rifletterà nella sua arte.<br />
A distanza di anni quella musica e quelle immagini tornano a proporsi nella sua vita e nella sua ricerca artistica, grazie all’incontro nel 1994 a Parigi con Jerome Robbins, coreografo americano chiamato a Venezia per lavorare ad un pezzo per Baryshnikov basato sulle suite di Bach.  Dopo circa un anno Ostovani ha la possibilità di assistere all’assolo di Baryshnikov, A Suite of Dances, restando impressionato dalla semplicità, dal raggiungimento dell’essenziale in danza. Questa ricerca dell’essenziale modifica in Farhad l’ascolto e lo studio della musica di Bach negli anni a seguire e ispira parte della sua produzione. Dal 1996 per circa quindici anni lavora ad un ciclo di 40 studi dedicati alle Variazioni Goldberg, raccolti in riproduzione nel catalogo presentato da Yves Bonnefoy nel 2009.<br />
&nbsp;<br />
“Nel 2008, dopo anni di riflessioni su questa musica, ho cominciato a lavorare alla Suite N 1 al Centro Studi Bogliasco in Italia. Non sapevo bene come procedere, nessuna idea precisa, ma ascoltavo la musica in continuazione raccogliendo erbe e fronde di ulivo dal giardino del Centro Studi come strumenti. Quell’anno feci un disegno di nove metri di lunghezza, lo arrotolai e misi in un tubo, ove restò per cinque anni, fino al 2013, quando ritornai a Bogliasco una seconda volta con l’intenzione di aprire quel tubo e continuare a lavorare, ma con la certezza quasi matematica che il lavoro fatto nel 2008 non mi sarebbe più piaciuto.<br />
Aprendo quel tubo ho trovato un lavoro schietto, spontaneo, anche se non completamente strutturato tecnicamente, mi piaceva, a differenza di ciò che mi aspettavo. Dunque il lavoro del 2013 si è basato praticamente su questo disegno del 2008, molto è stato cambiato, ma la versione originale era ancora distinguibile, dando una connotazione al nuovo lavoro: questa volta avevo usato solo elementi naturali: erbe, rami di uva, foglie d’ulivo.”<br />
&nbsp;<br />
Nel 2013 Ostovani, durante la sua residenza al Centro Studi, ha inoltre risolto alcune opere dedicate agli Ulivi di Bogliasco, alberi che per l’artista richiamano fortemente emozioni legate alle sue memorie di gioventu’, alla sua famiglia, alla sua terra d’origine – che cosi’ racconta:<br />
La prima volta che vidi degli ulivi, fu quando mia madre me li mostrò a Roudbar, in Iran. Non ci siamo mai fermati in quel luogo, non ho mai camminato sotto quegli ulivi. Passavamo sempre con l’autobus sulla strada alta e stretta nelle montagne,  guardando in basso la valle piena di ulivi di colore grigio-verde.<br />
Durante il mio primo soggiorno a Bogliasco nel 2008, mi sono nuovamente trovato circondato d’ulivi. Non li ho disegnati ne’ dipinti, ma ho camminato sotto questi alberi, li ho incontrati, addomesticati, e loro hanno addomesticato me!<br />
In realtà, la loro serenità e la loro tranquillità mi hanno aiutato a concentrarmi sul mio progetto, Le Suites per Violoncello di Bach, e a cominciare a lavorare sui primi schizzi.<br />
Ed è lì, a Bogliasco, che questi ulivi, questi uliveti hanno toccato la mia memoria e mi hanno proiettato verso la mia infanzia e i tragitti verso il nord.<br />
Nel 2013, sono tornato al Centro Studi Ligure a Bogliasco per continuare il mio lavoro sulle suites per violoncello. La prima mattina del mio soggiorno, quando ho aperto la finestra , sembrava che una folla di olivi fosse lì ad aspettarmi per darmi il benvenuto&#8230; Ci conoscevamo bene ormai&#8230;”<br />
&nbsp;<br />
In mostra verranno esposti alcuni di questi disegni a tecnica mista tratti dal ciclo degli “Ulivi  a Bogliasco” e tre lavori dedicati al “Fauno di Villa Luxoro”- immagine quest’ultima ispirata da una scultura del giardino del museo Luxoro di Nervi .<br />
L’esposizione vuole essere anche un omaggio, come precisa Beppe Manzitti nel testo di presentazione, al “sommo poeta-pensatore francese Yves Bonnefoy (Tours, 1923 – Parigi, 2016), con il quale Farhad Ostovani, in un fitto ininterrotto dialogo su suoi testi (sovente inediti), animato da una profonda amicizia e condivisione spirituale, ha dato alle stampe una serie di libri preziosi, veri gioielli d’arte tipografica ispirati da un comune sentire artistico – letterario.”</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Little shadow tales</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2016 16:00:14 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[2016]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/littletales.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="littletales" style="margin-bottom:10px;" />29 settembre - 16 ottobre 2016<br />
Sala Dogana<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/littletales.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="littletales" style="margin-bottom:10px;" /><p>&nbsp;<br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/littletales.jpg" alt="Little shadow tales" /><br />
<b>29 settembre – 16 ottobre 2016<br />
Sala Dogana</b><br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 29 settembre 2016, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Ingresso libero<br />
Orario: dal martedì alla domenica ore 15-20<br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
LE FOTO ASTRATTE DI ANA FERIAS RE-INTREPRETATE DA MELKIO IN IMMAGINI E IN BREVI RACCONTI, IN UN ESERCIZIO D’IMMAGINAZIONE.<br />
&nbsp;<br />
Siamo stati tutti bambini.<br />
E da bambini, osservando le nuvole in cielo, abbiamo trovato dragoni alati che sputano fuoco, tartarughe lentissime, giganti buoni, zucchero filato a bizzeffe. Insomma, abbiamo immaginato un<br />
sacco di cose.<br />
Melkio, vedendo le realizzazioni di Ana su Instagram, ha fatto questo,ha immaginato. Le stoffe posizionate in modo apparentemente casuale hanno preso vita, giochi di ombre diventano una ballerina, San Giorgio che doma il drago etc…, ognuno con la propria storia, esposta nelle didascalie. E’ nata così l’idea per questo progetto, dall’incontro di due artisti distanti fra loro ma legati dalla capacità immaginativa propria dei bambini che, crescendo, Melkio e Ana, hanno mantenuto viva.<br />
Piccole storie di ombre, anche per adulti.<br />
&nbsp;<br />
<b>Melkio</b><br />
Luca Melchionda, classe 1984 è da sempre e per tutti Melkio.<br />
Lo stile, sia nel disegno che nella scrittura, è riconoscibile: pochi dettagli, oggetti semplici, sintesi e un immaginario magico, riflessivo ma con chiari accenti al mondo infantile.<br />
Nel 2015 pubblica un libro “Il mondo immaginifico di Melkio“<br />
(erga edizioni): una raccolta di 18 racconti e 20 disegni presi dal suo sito. Il libro ad ora ha venduto centinaia di copie ed è presente nel circuito de La Feltrinelli.<br />
Nel 2016 inizia a collaborare con Maceo Plex (uno dei dj più famosi del mondo) disegnando le copertine per i dischi della sua etichetta (Ellum)<br />
&nbsp;<br />
www.melkio.com<br />
fb: melkiowebsite<br />
ig: m3lkio<br />
&nbsp;<br />
<b>Ana Férias</b><br />
Ana Férias è un artista portoghese, attualmente vive e lavora a Setúbal. Ha una laurea in Belle Arti della Scuola di Arte e Design, Caldas da Rainha.<br />
Dal 2003 partecipa a mostre collettive e individuali.<br />
Il suo lavoro esplora la relazione tra l&#8217;interno e l&#8217;esterno della forma e dello sfondo. Esiste un confine molto sottile tra di essi. Questo limite è costruito di livelli, trasparenze, le linee e le texture che vengono aggiunti gli uni agli altri e suggeriscono racconti.<br />
L&#8217;osservatore è il costruttore principale di questi racconti.<br />
Le immagini sono modellate in plastica trasparente e poi fotografati.<br />
&nbsp;<br />
www.anaferias.com<br />
ig: ana_ferias<br />
&nbsp;<br />
dice Melkio:<br />
<i>&#8216;Io e Ana ci siamo “conosciuti” su Instagram. Lei è una fotografa portoghese minimalista, io un cantastorie che ama scarabocchiare. Uno follower dell’altro, dopo tanti “like” e tanti “wow” abbiamo<br />
per caso iniziato a scriverci. Così è nata l’idea di ‘Little Shadow Tales’ e in poco tempo il progetto è diventato realtà.<br />
Lst è stato presentato lo scorso Giugno al Tuscania Festival di Peccioli riscontrando ottimi feedback. Dopo sala Dogana, dal 29 settembre al 16 ottobre, sarà a Lucca e Sebutal (Lisbona&#8217;</i><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/little-shadow-tales/lst0/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/lst0-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="lst0" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/little-shadow-tales/lst2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/lst2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="lst2" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Sandro Pertini</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 15:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/pertini_web1.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="pertini_web" style="margin-bottom:10px;" />23 settembre - 2 ottobre<br />
Sala Liguria<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/pertini_web1.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="pertini_web" style="margin-bottom:10px;" /><p>23 settembre – 4 ottobre, Sala Liguria<br />
Orario: dal lunedì al venerdì: 9-19, sabato e domenica: 10-19<br />
&nbsp;<br />
mostra organizzata dalla Regione Liguria e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura a cura di <strong>Maria Teresa Orengo</strong><br />
&nbsp;<br />
<strong>Inaugurazione: 23 settembre 2016, ore 17</strong><br />
&nbsp;</p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Palazzo Ducale, dal 23 settembre al 4  ottobre, ospiterà un’esposizione dedicata alla figura di Sandro Pertini nel ruolo di direttore del quotidiano “Il Lavoro”.<br />
Un omaggio a Sandro Pertini e alla sua attività di giornalista, attività che risulterà essere strettamente connessa agli aspetti biografici della sua vita: da antifascista impegnato a protagonista nella guerra di liberazione nazionale per proseguire con una lunghissima attività parlamentare che è culminata con l’elezione a Presidente della Repubblica.<br />
Pertini nella sua attività di giornalista si è occupato principalmente di temi politici come la politica estera, l&#8217;unificazione socialdemocratica e l&#8217;impegno antifascista.<br />
Fu direttore presso il quotidiano “Il Lavoro” dal 6 giugno 1947 al 25 giugno 1968, ma il periodo in cui scrisse con cadenza regolare va dal 1947 al 1950, periodo caratterizzato da scontri politici cruenti che, a livello “internazionale”, sono contrassegnati da quella che fu definita la “Guerra Fredda” mentre, sul fronte nazionale, il dibattito verteva tra il polo politico di Fronte Popolare e il polo che ruotava intorno alla DC e ai suoi alleati: PSDI PRI e PLI.<br />
L’esposizione, che rientra nell’ambito del programma per i festeggiamenti realizzati dalla Regione Liguria per i 120 anni dalla nascita di Sandro Pertini, esporrà edizioni originali del quotidiano “Il Lavoro” con articoli di Sandro Pertini, alcune sue lettere su carta intestata de “Il Lavoro”, arredi della tipografia e il polittico dal titolo “Vita da un inviato speciale” realizzato da Oscar Saccorotti nel 1933 in occasione dei 30 anni del quotidiano.<br />
&nbsp;</p>
<h4>Arredi della tipografia</h4>
<p>Tastiera linotype, macchina per la composizione a caldo<br />
Bancone tipografico<br />
Compositorio<br />
conservati presso il Deposito dell’Archivio Museo della Stampa, Raccolta Francesco Pirella &#8211; Palazzo Verde, Via del Molo Genova.<br />
&nbsp;</p>
<h4>Articoli scelti da esporre in originale:</h4>
<p>• <strong>Il Lavoro 8 febbraio 1948 “Viva I giovani”: Pertini saluta i giovani del partito socialista intervenuti al Congresso e li invita a lottare per la ricostruzione del paese.</strong><br />
• <strong>Il Lavoro 19 settembre 1948 “Un preciso dovere”: Pertini parla della protesta dei dipendenti statali e si schiera a favore degli insegnanti, dei dipendenti degli ospedali, dei ferrotranvieri ecc. &#8230; “I plausi e gli encomi non danno pane”</strong>.<br />
• <strong>Il Lavoro 1 settembre 1948 “Pericolosa Illusione”: Articolo di Pertini in merito alla costituzione del Parlamento Europeo “Noi socialisti &#8211; strenui difensori della pace, tenaci avversari della guerra &#8211; abbiamo sempre pensato che il pericolo dei conflitti tra nazioni possa essere tenuto lontano solo unendo i popoli d’Europa con un legame di vera e fattiva solidarietà”</strong>.<br />
• <strong>Il Lavoro 24 novembre 1963 “La pace è stata colpita” articolo di Pertini sull’assassinio di J.F. Kennedy”</strong><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<h4>Lettere manoscritte di Pertini dedicate al giornale “Il Lavoro”</h4>
<p>• <strong>Lettera di Pertini proveniente da: “Stabilimenti Penali di Pianosa” 28 aprile 1935:<br />
Pertini ricorda di aver letto su “Il Lavoro” la Traduzione in dialetto savonese della poesia di Goethe “La Strega”</strong>.<br />
• <strong>Roma 13 aprile 1963 su carta intesta del Il Lavoro. Il direttore Pertini chiede l’opinione dell’avvocato Isetta su alcuni nuovi candidati nelle liste del Partito Socialista</strong>.<br />
• <strong>Roma 22 aprile 1963 su carta intestata del “Il Lavoro”. Il direttore Pertini risponde e approva l’intransigenza di Isetta verso i nuovi candidati nelle liste del Partito Socialista</strong>.<br />
• <strong>Roma 5 dicembre 1964 su carta intesta del Il Lavoro. Il direttore Pertini ricorda il Processo di Savona</strong>.<br />
• <strong>Roma 10 novembre 1964: “4: Lei naturalmente, caro amico, avrà già preso visione dei numeri 12 settembre 1927 de “Il Lavoro” nei quali è riportato con una certa ampiezza (dati i tempi!) il processo di Savona”</strong>.<br />
• <strong>Lettera di Pertini Roma 22 febbraio 1969:<br />
“Carcere di Pianosa. Su Il Lavoro di Genova – allora ci concedevano di abbonarci a un quotidiano, poi la concessione fu abolita – lessi un pomeriggio l’annuncio della morte di Filippo Turati, ch’io avevo sempre amato con cuore di figlio. Mi turbò l’annuncio a tal punto che, senza consumare il rancio, mi misi a letto, copersi il volto con le lenzuola e piansi sommessamente. Come quando, fanciullo in collegio, mi comunicarono la morte di mio padre …. I comunisti (tutti i comunisti) miei compagni di cella, quella sera parlarono sottovoce. Volevano rispettare il mio dolore nonostante l’aspra, implacabile lotta che allora (adesso sono rose!&#8230;) imperversava tra socialisti e comunisti.”</strong>.<br />
• <strong>Lettera di Pertini su carta intestata del “Il Lavoro” del 13 marzo 1965. La lettera riguarda la richiesta del Comune di Pavia a mettere in scena il “Processo di Savona”.<br />
&nbsp;<br />
<b>Polittico di Oscar Saccorotti dal titolo: “Vita da inviato speciale” 1933, pannelli realizzati per la sede de “Il Lavoro” nel 30° anniversario della fondazione.</b><br />
In questo grande polittico Oscar Saccorotti dà la dimostrazione della sua abilità nel saper operare nella realizzazione di opere di grandi dimensioni. Questa capacità, frutto del suo apprendistato come decoratore murale a Genova alle dipendenze di Coppedé, sarà un importante tassello nella sua formazione artistica.<br />
&nbsp;<br />
Materiale fotografico: fotografie di Sandro Pertini direttore de “Il Lavoro”</strong>.<br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
L&#8217;inaugurazione, 23 settembre 2016, ore 17<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sandro-pertini/3-198/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/36-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sandro-pertini/2-197/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/26-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sandro-pertini/1-197/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/16-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sandro-pertini/9-90/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/92-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sandro-pertini/5-178/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/53-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sandro-pertini/4-191/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/46-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Helmut Newton</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2016 08:31:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre - Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/newton-nw.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="newton-nw" style="margin-bottom:10px;" />14 settembre - 22  gennaio 2017
Sottoporticato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/newton-nw.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="newton-nw" style="margin-bottom:10px;" /><h1>Helmut Newton <br /></h1>
<h2>WHITE WOMEN | SLEEPLESS NIGHTS | BIG NUDES </h2>
<p>14 settembre &#8211; 22  gennaio 2017<br />
Sottoporticato</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
<div class="threecol-two">
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/1_Helmut_Newton_Sie_kommen_Paris_19811.jpg" alt="1_Helmut_Newton_Sie_kommen_Paris_1981" width="1231" height="1061" class="aligncenter size-full wp-image-32351" /></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>La mostra “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes” presenta, per la prima volta a Genova, oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei fotografi più importanti e celebrati del Novecento.<br />
Curata da Matthias Harder e Denis Curti e organizzata dalla Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale Genova in collaborazione con Civita e la Fondazione Helmut Newton di Berlino, l’esposizione è frutto di un progetto, nato nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del grande fotografo.<br />
La rassegna raccoglie le immagini di White Women, Sleepless Nights e Big Nudes, i primi tre libri di Newton pubblicati alla fine degli anni ‘70, volumi oggi considerati leggendari e gli unici curati dallo stesso Newton.<br />
Nel selezionare le fotografie, Newton mette in sequenza, l’uno accanto all’altro, gli scatti compiuti per committenza con quelli realizzati liberamente per se stesso, costruendo una narrazione in cui la ricerca dello stile e la scoperta del gesto elegante sottendono l’esistenza di una realtà ulteriore, di una vicenda che sta allo spettatore interpretare.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;<br />
Copyright immagine: Sie kommen &#8211; from the series Big Nudes &#8211; Paris 1981 © Helmut Newton Estate</p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p><b>Conferenza Stampa</b></p>

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/1-191/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/2-191/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/3-192/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/4-185/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/5-175/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>

<p><b>Inaugurazione</b></p>
<p>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/10-164/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/9-88/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/8-111/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/7-120/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/6-147/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/5-176/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/51-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/4-186/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/41-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/3-193/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/31-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/2-192/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/helmut-newton/1-192/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<br />
</div></p>
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>CAPODANNO FRA ARTE E BOLLICINE</strong><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/a-palazzo-ducale-capodanno-tra-arte-e-bollicine/">Il 31 dicembre apertura straordinaria fino alle 2 di notte</a><br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Date</strong><br />
14 settembre 2016 &#8211; 22 gennaio 2017<br />
<strong>Sede</strong><br />
Sottoporticato<br />
Piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova<br />
&nbsp;&nbsp;<br />
orari: lunedì 14-19, da martedì a domenica 10-19, la biglietteria chiude un ora prima della chiusura<br />
&nbsp;<br />
Sabato 24 Dicembre 2016 dalle 10 alle 16<br />
Domenica 25 Dicembre 2016 chiuso<br />
Lunedì 26 Dicembre 2016 aperto dalle 10 alle 19<br />
Sabato 31 Dicembre 2016 dalle 10 alle 02 (del 1 gennaio)<br />
Domenica 1 Gennaio 2017 regolare apertura<br />
&nbsp;<br />
<b>Biglietti</b><br />
(comprensivi di audioguida)<br />
€ 11,00 intero;<br />
€ 9,00 ridotto: disabili, insegnanti, giovani dai 19 fino a 27 anni compiuti con documento e/o tesserino universitario, gruppi da 15 a 25 persone, possessori del biglietto della mostra “Andy Warhol. Pop Society” Convenzionati: Touring Club Italiano, ACI, ARCI, FAI, dipendenti BNL, tessera Feltrinelli, abbonati Teatro Carlo Felice e Teatro Stabile, Amici dei Musei e di Palazzo Ducale, Tosse Card, possessori della card Musei di Strada Nuova, abbonati annuali AMT, Festival della Scienza, Dipendenti Iren con un familiare, Fondazione Ansaldo, Italia Nostra.<br />
€ 4,00 ridotto speciale scuole e bambini dai 6 ai 14 anni e ogni venerdì giovani sino a 27 anni, tesserati CUS (tutti i pomeriggi feriali dalle h. 14)<br />
Gratuito minori di 6 anni, accompagnatori di portatori di handicap, giornalisti e guide turistiche, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, membri ICOM<br />
&nbsp;<br />
<b>Diritto di prenotazione</b><br />
€ 1,50 per i biglietti: intero, ridotto, gruppi<br />
€ 1,00 per i biglietti: ridotto speciale scuole, minori 14 anni, ogni venerdì giovani sino a 27 anni<br />
&nbsp;<br />
<b>Visite guidate</b><br />
€ 100,00 gruppi<br />
€ 70,00 scuole<br />
€ 120,00 in lingua<br />
&nbsp;<br />
<strong>Ticket on line</strong><br />
<a href="http://www.tosc.it/helmut-newton-fotografie-Biglietti.html?affiliate=T2C&#038;fun=erdetail&#038;doc=erdetaila&#038;erid=1733125&#038;sort_by=event_datum&#038;sort_direction=asc&#038;xtcr=1&#038;xtmc=newton&#038;xtnp=1">Acquista on line</a><br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal    ">
<a href="http://www.newtongenova.it/" title="http://www.newtongenova.it/">http://www.newtongenova.it/</a><br />
</div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/newton_laterale_cop.jpg" alt="newton_laterale_cop" width="300" height="446" class="aligncenter size-full wp-image-32816" /><br />
</div>
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		<title>Davide Merello</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2016 16:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/merello.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="merello" style="margin-bottom:10px;" />9 - 25 settembre 2016<br />
Sala Dogana<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/merello.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="merello" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>9 &#8211; 25 settembre 2016<br />
Sala Dogana</b><br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 9 settembre, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Ingresso libero<br />
Orario: dal martedì alla domenica ore 15-20<br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<i>&#8216;Non cercate, vi prego la bellezza in questi quadri.<br />
Rinunciate alle regole, ai virtuosismi e agli artefatti strutturali.<br />
Coglietene le stonature, gli screzi, la disarmonia, le dissonanze.<br />
Lasciatevi proiettare in un mondo fatto di materia, sola e soltanto materia, residuo di una coscienza sociale interdetta.<br />
Intrappolata e congelata all’interno dei dipinti come mosche dentro una ragnatela.<br />
Vi vediamo con lo stesso istinto di fuga, di vibrante desiderio di liberarsi accompagnato dall’impotenza racchiusa nell’avere le ali tarpate da un mondo che rifiuta gli ideali.&#8217;</i><br />
&nbsp;<br />
Così l’autore ci proietta con la forza e il colore accecante di un colpo di frusta all’interno della sua più estesa visione sul mondo.<br />
E come la natura propone alla vita i tentativi più bizzarri, così questi quadri tentano di ricreare vita e armonia partendo dalla situazione di folle caos e incompatibilità di cui l’autore sente essere impregnata l’esistenza umana.<br />
C’è “qualcosa di sbagliato” in loro poiché c’è qualcosa di sbagliato nel mondo intorno a loro, e non riescono o non possono ancora aspirare alla libertà.<br />
Guardate questi quadri e non fermatevi a pensare. Non hanno senso e non vogliono averne.<br />
Non più di quanto ne abbia un gesto improvviso di frustrazione o rabbia di un uomo in trappola.<br />
Ma non c&#8217;è disprezzo o intolleranza nell&#8217;occhio del pittore. Il suo è lo sguardo dolce e paziente della madre che si ritrovi a dover crescere un figlio difficile da gestire.<br />
Non v&#8217;è traccia di rassegnazione o delusione ma si legge se mai desiderio sincero di comprensione e forte e umile di speranza per quest&#8217;umanità così dura di comprendonio. Nel tentativo di mostrare al mondo un modo diverso di progredire, spogliato da false convinzioni e liberato dalla materia che lo trattiene schiavo e verso la scoperta di un linguaggio di coscienza più alto e intriso di armonia.<br />
La disarmonia può essere risolta solo attraverso la disarmonia e la ragione di ciò sta nel fatto che le intonazioni di una bellissima armonica sono troppo rarefatte per raggiungere quelle<br />
relativamente rozze di tutto quanto appartiene invece ad un piano assai più basso e reale.<br />
Conseguire l&#8217;unità e l&#8217;armonia infrangendo le regole convenzionali dell&#8217;unità e dell&#8217;armonia è la chiave di lettura di questo progetto, in cui tutto appartiene ad un&#8217;apparente arbitrarietà, una deliberata inosservanza delle regole, una scandalosa &#8220;libertà&#8221;.<br />
&nbsp;<br />
<b>DAVIDE MERELLO</b><br />
Nasce a Genova il 30 ottobre 1986, si diploma nel 2005 al Liceo Artistico Nicolò Barabino, successivamente nell’anno 2009 all’Accademia Ligustica di Belle Arti, per poi entrare nel programma Erasmus a Madrid della durata di 9 mesi.<br />
Durante questi anni ha avuto diverse esperienze artistiche, principalmente nell’ambito della pittura, tra le quali esposizioni personali e collettive.<br />
Da sempre interessato all’arte audiovisiva e al cinema, si iscrive nel 2013 al corso in cinema di animazione del Centro Sperimentale di Cinematografia a Torino, diplomandosi nel 2015.<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Genova dal basso</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2016 16:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/genova_dal_basso.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="genova_dal_basso" style="margin-bottom:10px;" />dal 9 al 18 settembre 2016, Ducale Spazio Aperto &#8211; Palazzo Ducale (cortile maggiore) Mostra Fotografica orario 11-18 Ingresso libero &#160; realizzata dagli amici del &#8220;Gruppo di Fotografia&#8221; In ricordo di Mauro Giuliano &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/genova_dal_basso.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="genova_dal_basso" style="margin-bottom:10px;" /><p>dal 9 al 18 settembre 2016, Ducale Spazio Aperto &#8211; Palazzo Ducale (cortile maggiore)<br />
Mostra Fotografica<br />
orario 11-18<br />
Ingresso libero<br />
&nbsp;<br />
realizzata dagli amici del &#8220;Gruppo di Fotografia&#8221;<br />
In ricordo di Mauro Giuliano<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/unitre.jpg" rel="lightbox[32909]"><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/09/unitre.jpg" alt="unitre" width="200" height="84" class="alignleft size-full wp-image-32911" /></a><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Massimiliano Verdino Typhos</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2016 07:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/verdino.png" class="attachment-small wp-post-image" alt="verdino" style="margin-bottom:10px;" />30 luglio - 28 agosto<br />
Sala Liguria<br />
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/verdino.png" class="attachment-small wp-post-image" alt="verdino" style="margin-bottom:10px;" /><p>30 luglio_28 agosto 2016<br />
Sala Liguria<br />
Inaugurazione 29 luglio, ore 18</p>
<p><b>Orario</b>: da lunedì a venerdì 9/19, sabato e domenica chiuso,<br />
ingresso libero<br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #FF0000;"><b>Apertura straordinaria lunedì 15 agosto ore 10-19</b></span><br />
&nbsp;<br />
Il racconto per immagini di tanti anni trascorsi a ritrarre i tifosi di calcio nel loro universo autentico e nella spontaneità delle loro emozioni: tristezza, allegria e una forma di sacralità rituale.<br />
Lo sguardo del fotografo Massimiliano Verdino propone una personale interpretazione di una realtà spesso vissuta solo attraverso lo stereotipo fenomenologico, costruito dai media.<br />
A cura di Katia Stefanucci<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/massimiliano-verdino-typhos/01-159/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/011-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/massimiliano-verdino-typhos/02-156/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/021-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/massimiliano-verdino-typhos/03-156/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/031-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="03" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/massimiliano-verdino-typhos/04-151/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/041-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="04" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/massimiliano-verdino-typhos/05-145/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/051-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="05" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/massimiliano-verdino-typhos/06-132/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/06-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="06" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/massimiliano-verdino-typhos/07-119/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/07-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="07" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Gramsci I quaderni del carcere ed echi in Guttuso</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/gramsci-i-quaderni-del-carcere-ed-echi-in-guttuso/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 08:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[gramsci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=32067</guid>
		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/gramsci.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="gramsci" style="margin-bottom:10px;" />29 luglio - 11 settembre<br />
Sala del Minor Consiglio<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/gramsci.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="gramsci" style="margin-bottom:10px;" /><p><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/gramsci-top.png" rel="lightbox[32067]"><img class="aligncenter size-full wp-image-32073" src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/gramsci-top.png" alt="gramsci-top" width="1231" height="422" /></a><br />
<div class="threecol-two">
<h1>Gramsci</p>
<p>I quaderni del carcere ed echi in Guttuso</h1>
<p>29 luglio &#8211; 11 settembre<br />
29 July to 11 September<br />
Sala del Minor Consiglio<br />
Inaugurazione 28 luglio, ore 18<br />
&nbsp;&nbsp;<br />
<div class="twocol-one">
Un’occasione rara per ammirare gli originali dei quaderni gramsciani collocati in apposite teche in grado di garantire il rispetto dei parametri relativi a temperatura, grado di umidità, ed esposizione alla luce stabiliti dall’Istituto Centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario. Due schermi touch screen permettono la visualizzazione dell’intero contenuto dei quaderni in alta risoluzione e forniscono al visitatore molte informazioni e immagini. In esposizione anche due dipinti di <strong>Renato Guttuso</strong>, <em>La Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio</em> e <em>I Funerali di Togliatti</em>, conservati alle GAM di Roma e di Bologna, che testimoniano la lezione gramsciana e la visione dell’arte come impegno civile. Antonio Gramsci fu arrestato a Roma l’8 novembre 1926; nel giugno del ’28 fu condannato a 20 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione. Detenuto a Turi, iniziò a scrivere note di vario argomento, dedicando al contempo quattro quaderni ad «esercizi di traduzione» dal tedesco, dal russo e dall’inglese e, dall’aprile del ‘32, avviò la stesura dei «quaderni speciali»: <em>La filosofia di Benedetto Croce, Il Risorgimento italiano, Noterelle sulla politica del Machiavelli, Americanismo e fordismi</em> che furono pubblicati da Togliatti tra il ‘48 e il ’51.<br />
A cura della Fondazione Istituto Antonio Gramsci<br />
Iniziativa promossa dalla Fondazione Gramsci Onlus e dall’Associazione Enrico Berlinguer, in collaborazione con la Fondazione Diesse<br />
</div> <div class="twocol-one last">
A rare opportunity to view the originals of Gramsci&#8217;s notebooks on display in special conservation-friendly showcases. Two touch screens allow visitors to see the entire contents of the notebooks in high resolution, providing them with much information and many images.<br />
The exhibit also includes two paintings by <strong>Renato Guttuso</strong>, <em>The Battle of Admiral Bridge</em> and <em>Togliatti’s Funeral</em>, kept in the Modern Art Galleries of Rome and Bologna, as testament to Gramsci&#8217;s teachings and his vision of art as civic engagement.<br />
Curated by the Antonio Gramsci Institute Foundation</p>
</div></p>
</div></p>
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Dal 21 luglio</strong><br />
con un solo biglietto a 15 Euro puoi vedere le mostre, i saloni, la torre Grimaldina e le carceri storiche<br />
Il biglietto è utilizzabile anche in giorni diversi<br />
&nbsp;&nbsp;<br />
<strong>From 21 July </strong><br />
With just one ticket (15 €) you can visit the exhibitions, the Palace and the Grimaldina Tower with its old prison cells.<br />
The ticket can also be used on different days</p>
</div>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<p><b>Orario</b>:</p>
<p>lunedì 14.30/19; da martedì a domenica 10/19</p>
<p><b>Ingresso</b></p>
<p>intero € 5,00, ridotto € 4,00</p>
<p>&nbsp;&nbsp;<br />
<span style="color: #800000;"><b>Opening times</b> Monday 2.30pm to 7pm; Tuesday</span><br />
<span style="color: #800000;"> to Sunday, 10am to 7pm.</span><br />
<span style="color: #800000;"> Full price € 5.00, concessions € 4.00</span><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #FF0000;"><b>Apertura straordinaria lunedì 15 agosto ore 10-19</b></span><br />
</div><br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Inaugurazione<br />

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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gramsci-i-quaderni-del-carcere-ed-echi-in-guttuso/if-429/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9570-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gramsci-i-quaderni-del-carcere-ed-echi-in-guttuso/if-430/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9571-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gramsci-i-quaderni-del-carcere-ed-echi-in-guttuso/if-431/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9572-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gramsci-i-quaderni-del-carcere-ed-echi-in-guttuso/if-433/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9574-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/loghi_gramsci.gif" alt="loghi_gramsci" width="620" height="94" class="aligncenter size-full wp-image-32464" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Visioni per Genova</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 08:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/visioni-per-genova.png" class="attachment-small wp-post-image" alt="visioni-per-genova" style="margin-bottom:10px;" />23 luglio - 11 settembre<br />
Munizioniere<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/visioni-per-genova.png" class="attachment-small wp-post-image" alt="visioni-per-genova" style="margin-bottom:10px;" /><p>23 luglio_11 settembre 2016<br />
Munizioniere<br />
Inaugurazione 22 luglio, ore 18<br />
<b>Orario:</b><br /> da martedì a domenica dalle ore 15 alle 19, chiuso il lunedì, <br />ingresso libero<br />
&nbsp;<br />
Genova è città asimmetrica, ma con un equilibrio di forze e di pesi che la rendono armonica.<br />
Da questa immagine prende spunto l’idea della mostra che riunisce progetti che si sono avvicendati nel tempo, seguendo percorsi e formulando ipotesi differenti, talvolta addirittura opposte. Una riflessione sulle possibilità che il progetto e il disegno di Architettura prefigurano per quello spazio della vita collettiva che è la città.<br />
A cura di Luca Sturolo; ideazione di Luca Sturolo e Alba Guerrera.<br />
&nbsp;<br />
L’esposizione, promossa dall’ Associazione Culturale Artrè Bruna Solinas e curata dall&#8217; architetto Luca Sturolo, riunisce più di 100 progetti di architetti di fama nazionale e internazionale che si sono avvicendati nel corso di due secoli, dall’inizio dell’800 agli anni 2000 (da Carlo Barabino a Gino Coppedè, da Carlo Scarpa ad Aldo Rossi, da Stefano Boeri al gruppo OMA a Unstudio, da Ignazio Gardella a Bruno Gabrielli, alla cui memoria è dedicata la mostra ). Disegni e progetti che hanno fatto di Genova un importante crocevia della cultura architettonica e che si sono sviluppati seguendo percorsi differenti e formulando ipotesi stimolanti ed eterogenee.<br />
&nbsp;<br />
Prospettive immaginarie come tracce del disegno di uno spazio urbano in continua trasformazione, sempre alimentato da quella forza di percepire e trasmettere in forme e segni l’architettura della città; forme e segni che si traducono, come recita il titolo, in “visioni” per Genova, luogo morfologicamente caratterizzato da infinite possibilità di percezione, come dal dono di saper disporre i punti di vista, riportando, in un quadro di armonia, asprezze e dissonanze.<br />
&nbsp;<br />
Uno sguardo complessivo su ciò che potrebbe essere e non è ( o non è ancora ), ma anche una riflessione sulle potenzialità che il progetto e il disegno di architettura prefigurano per quello spazio della vita collettiva che è la città.<br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/visioni-per-genova-progetti-di-grandi-architetti/ponte-parodi_boeri-studiooma-14/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/Ponte-Parodi_Boeri-studio+OMA-14-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Ponte Parodi_Boeri studio+OMA 14" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/visioni-per-genova-progetti-di-grandi-architetti/padiglione-marina-militare-corazzata-bozzetto/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/Padiglione-marina-militare-Corazzata-Bozzetto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Padiglione marina militare - Corazzata - Bozzetto" /></a>
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<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Inaugurazione<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/visioni-per-genova-progetti-di-grandi-architetti/if-389/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9396-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
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<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>L’ultimo spenga la luce</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2016 08:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/nazzaretto.png" class="attachment-small wp-post-image" alt="nazzaretto" style="margin-bottom:10px;" />21 luglio - 28 agosto<br />
Salone del Maggior Consiglio<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/nazzaretto.png" class="attachment-small wp-post-image" alt="nazzaretto" style="margin-bottom:10px;" /><p><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/nazzaretto-top.png" rel="lightbox[32088]"><img class="aligncenter size-full wp-image-32089" src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/nazzaretto-top.png" alt="nazzaretto-top" width="1231" height="643" /></a><br />
<div class="threecol-two">
<h1>L’ultimo spenga la luce</h1>
<p>Bassorilievi e installazioni</p>
<p>di Maurizio Nazzaretto</p>
<p>21 luglio_28 agosto<br />
Salone del Maggior Consiglio</p>
<p>Inaugurazione 20 luglio, ore 18.<br />
A seguire concerto di Pentarte Ensemble<br />
diretto da Albino Taggeo<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<div class="twocol-one">
Una ventina di opere tra bassorilievi in legno di grandi dimensioni e installazioni ambientali costituiscono l’ennesima ironica e disincantata metafora della condizione umana proposta da Nazzaretto, che a questo tema si dedica da sempre. All’inizio del percorso sono collocate tre grandi &#8220;mappe urbane&#8221;: Tu sei qui; Cosa ci faccio qui e Dove sei?; che propongono anche nei titoli un evidente ribaltamento di senso che mette in evidenza una dimensione di spaesamento e di irriconoscibilità spazio-temporale.<br />
Mappe che, lungi dall’orientare chi le consulta, producono l’effetto contrario, minando le coordinate essenziali dell’esistenza.<br />
A cura di Sandra Solimano</p>
</div> <div class="twocol-one last">
Some twenty works including large-scale wooden bas-reliefs and environmental installations constitute yet another ironic and disenchanted metaphor for the human condition as proposed by Nazzaretto, who has dedicated his life’s work to this theme. At the beginning of the exhibition stand three large &#8220;urban maps&#8221;: You are here; What am I doing here and Where are you?. The titles alone suggest a clear reversal of direction that highlights a dimension of disorientation and the unrecognizable nature of space and time. Far from orientating those who consult them, these maps produce the opposite effect, undermining the essential coordinates of existence.<br />
Curated by Sandra Solimano</p>
</div><br />
</div></p>
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Dal 21 luglio</strong><br />
con un solo biglietto a 15 Euro puoi vedere le mostre, i saloni, la torre Grimaldina e le carceri storiche<br />
Il biglietto è utilizzabile anche in giorni diversi<br />
&nbsp;&nbsp;<br />
<strong>From 21 July </strong><br />
With just one ticket (15 €) you can visit the exhibitions, the Palace and the Grimaldina Tower with its old prison cells.<br />
The ticket can also be used ondifferent days</p>
</div>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<b>Orario:</b><br />
lunedì 14.30/19; da martedì a domenica 10/19.</p>
<p><b>Ingresso</b><br />
intero € 5,00, ridotto € 4,00<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #800000;"><b>Opening times</b><br />
Monday 2.30 pm to 7pm;</span><br />
<span style="color: #800000;"> Tuesday to Sunday, 10am to 7pm.</span><br />
<span style="color: #800000;"> Full price € 5.00, concessions € 4.00</span><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #FF0000;"><b>Apertura straordinaria lunedì 15 agosto ore 10-19</b></span><br />
</div><br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-369/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9369-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-370/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9370-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-371/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9371-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-372/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9372-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-373/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9373-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-374/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9374-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-375/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9377-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-376/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9378-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-377/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9381-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-378/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9382-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-379/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9383-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-380/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9385-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-381/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9386-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-382/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9387-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-383/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9388-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-384/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9389-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-385/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9390-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-386/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9392-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-387/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9393-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/if-388/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9394-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lultimo-spenga-la-luce/tn_dscn9395/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9395-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tn_DSCN9395" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Cercare</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 16:00:27 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[2016]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/cercare.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="cercare" style="margin-bottom:10px;" />15-31 luglio 2016<br />
Sala Dogana<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/cercare.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="cercare" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>15-31 luglio 2016<br />
Sala Dogana</b><br />
&nbsp;<br />
a cura di Valentina Marra<br />
&nbsp;<br />
Ingresso libero<br />
&nbsp;<br />
Orario mostra: dal martedì alla domenica ore 15-20<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 15 luglio 2016, ore 18<br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
La nuova pratica di arte performativa dell&#8217;artista Valentina Marra continua a svelarsi in questa sua quarta mostra personale. Venerdì 15 luglio, giorno dell&#8217;inaugurazione, alle ore 18,00 al centro di Piazza Matteotti il pubblico assisterà alla nascita di un&#8217;opera d&#8217;arte fatta con la sua tecnica di &#8220;pittura col corpo&#8221;. Il percorso espositivo, con più di 40 opere pittoriche, permette di comprendere la loro evoluzione. E&#8217; possibile scoprire come l&#8217;artista sia partita utilizzando solo le dita ed arrivata all&#8217;utilizzo del corpo intero. I dipinti esposti si presentano come suggestive esplosioni di colore. L&#8217;intreccio plastico pare protendersi verso lo spazio reale e quasi toccare lo spettatore. Il titolo &#8220;Cercare&#8221; é unico per quasi tutte le opere e cambia solo nella numerazione progressiva.<br />
I dipinti nascono dal desiderio di trasporre nella pratica artistica una ricerca interiore. La loro genesi performativa si traduce in questi termini come una sorta di danza liberatoria. A testimoniare le performance svolte fino ad oggi rimangono i video filmati presenti alla mostra insieme alle relative opere. La forza di questa pratica risiede nel coinvolgere immediatamente lo spettatore, suscitandone l&#8217;immediata empatia e questo già a partire dalla visione su schermo. In esposizione video ed opere inedite, tra cui la tela lunga 10 metri realizzata nella performance del 10 luglio 2015 in via San Lorenzo a Genova.<br />
&nbsp;<br />
Il progetto completo è consultabile anche sul sito: <a href="http://www.valpittrice.altervista.it">www.valpittrice.altervista.it</a><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cercare/if-352/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9338-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cercare/if-353/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9339-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cercare/if-354/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9340-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cercare/if-355/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9341-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cercare/tn_dscn9343/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_Dscn9343-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tn_Dscn9343" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cercare/if-357/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9344-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cercare/if-358/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9345-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cercare/if-359/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9346-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/cercare/if-360/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9347-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Flashback</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 09:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/flashback.png" class="attachment-small wp-post-image" alt="flashback" style="margin-bottom:10px;" />15 luglio - 28 agosto<br />
Sottoporticato<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/flashback.png" class="attachment-small wp-post-image" alt="flashback" style="margin-bottom:10px;" /><p><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/flashback-top.png" rel="lightbox[32077]"><img class="aligncenter size-full wp-image-32079" src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/flashback-top.png" alt="flashback-top" width="1231" height="464" /></a></p>
<div class="threecol-two">
<h1>Flashback</h1>
<p>Fotografia italiana di sperimentazione 1960-2016</p>
<p><b>15 luglio &#8211; 28 agosto 2016<br />
15 July to 28 August, 2016<br />
Sottoporticato</b></p>
<p>Inaugurazione 14 luglio, ore 18<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<div class="twocol-one">
50 anni di fotografia, 50 anni di cambiamenti, di innovazione tecnica ma soprattutto di evoluzione e consolidamento di un linguaggio che mai come ora è diventato universale.<br />
Una mostra diacronica dove il tempo coesiste, si confronta, pone dubbi e domande. Gli autori si affiancano per temi, non per successione temporale, la modernità e l’innovazione sono prerogative senza tempo, perché il tempo è fermato e manipolato dalla fotografia in un racconto di un momento reso incorruttibile alla perdita di sostanza e chiarezza che è tipico della memoria. Da Mario Giacomelli agli anni 2000 attraverso le fotografie di Nino Migliori, Mario de Biasi, Ugo Mulas, Gabriele Basilico, Fulvio Roiter, Luigi Ghirri, Oliviero Toscani e molti altri.<br />
A cura Sabrina Raffaghello e Roberto Mutti</p>
</div> <div class="twocol-one last">
50 years of photography, 50 years of changes and technical innovation, but above all 50 years of evolution and consolidation of a language that has now become universal as never before. This is a diachronic exhibition where time coexists, enters into dialogue, and poses doubts and questions.<br />
The photographers are grouped together not according to chronology but around themes: modernity and innovation are timeless prerogatives, because time has been stopped and is manipulated by photography in the story of a moment that is immune to the loss of substance and clarity that is typical of memory. From Mario Giacomelli to the early 2000s through the photographs of Nino Migliori, Mario de Biasi, Ugo Mulas, Gabriele Basilico, Fulvio Roiter, Luigi Ghirri, Oliviero Toscani and many others.<br />
Curated by Sabrina Raffaghello and Roberto Mutti</p>
</div><br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Un percorso nella fotografia italiana degli ultimi 50 anni raccontata attraverso le opere di autori che hanno sperimentato la fotografia contribuendo all’evoluzione di un linguaggio divenuto oggi parte essenziale del nostro sistema di comunicazione.</p>
<p><b>GLI ANNI SESSANTA</b></p>
<p>Non si può prescindere, iniziando il nostro percorso, dagli autori che negli anni precedenti hanno lavorato con coerenza e lungimiranza così da stabilire un ponte fra passato e futuro che abbiamo voluto sintetizzare nell’immagine simbolo del “Tuffatore” Nino Migliori proteso nel suo slancio. Ecco perché qui appaiono per un verso fotografi che hanno conferito al reportage i segni di un nuovo ritmo narrativo, per l’altro autori che si sono dedicati al paesaggio con una visione moderna figlia del rapporto con la fotografia americana e con le suggestioni dell’arte informale. Uno spazio ulteriore lo occupano poi quanti hanno operato in modo specifico sul linguaggio sia ribadendo il legame con la pittura e la grafica sia dando vita a colti percorsi originali tutti giocati sul metalinguaggio che avrebbero aperto una nuova strada indicando le linee di una ricerca di grandi potenzialità espressive e concettuali.</p>
<p><b>GLI ANNI SETTANTA</b></p>
<p>Se il passaggio dagli anni Sessanta ai Settanta è stato caratterizzato da un acceso dibattito sulla fotografia “concerned” tutto vissuto, però, all’interno del mondo del fotoreportage, sono gli autori d’avanguardia (questo era il termine allora prevalentemente usato) a incarnare davvero l’impegno. Pur lavorando su un orizzonte espressivo rivolto a un élite intellettuale, hanno avuto la capacità di rivolgersi a un pubblico più ampio, quello formatosi grazie alla vivacità culturale del periodo, al nuovo ruolo giocato dai giovani e alla stagione dell’università di massa che avvicina l’Italia ai livelli formativi di altri paesi: alla fine degli anni Settanta gli iscritti sono un milione (il doppio rispetto al decennio precedente) di cui quasi la metà donne. La rivisitazione della fotografia classica sia nella sua chiave di linearità che riconosce il valore espressivo del lavoro professionale su commissione, sia in quella della sua valenza poetica immessa in atmosfere poetiche, si accompagna ad altri e altrettanto audaci percorsi. Sono quelli della scoperta delle potenzialità del supporto Polaroid su cui molti operano con estro creativo e dell’utilizzo dell’immagine in ambiti come quello della poesia visiva, dell’installazione, del rapporto sempre più stretto di creazioni artistiche di cui la fotografia non è più soltanto testimonianza ma elemento fondamentale che si fonde con le opere fino a diventarne elemento costitutivo.</p>
<p><b>GLI ANNI OTTANTA</b></p>
<p>Ora le atmosfere cambiano, nuove immagini attraversano un’epoca caratterizzata dallo sviluppo del consumismo e dell’importanza dell’apparire. In campo fotografico predomina il colore,<br />
che caratterizza ogni tipo di comunicazione – bisognerebbe ricordare al proposito l’importanza della cartellonistica che nuove tecniche di stampa rendono più imponente e l’avvento della televisione a colori – da quella pubblicitaria a quella della moda che può contare su autori fortemente inventivi come è stato sempre in evitabile in un settore in costante ricerca di innovazione. Sono caratteristiche che animano il migliore fotoreportage e che si ritrovano nelle ricerche sulla luce che animano una intera generazione di autori non giovanissimi e forse per questo pronti a una riflessione di grande spessore. L’oggetto è il paesaggio, uno dei grandi temi su cui si sono misurati i fotografi del passato finendo per fornirne un’immagine stereotipata e, talvolta, retorica. La necessità di rileggerlo in una chiave contemporanea ha portato a esiti di grande interesse che si sono distinti nettamente sia dalla Nuova Oggettività di matrice tedesca sia dal Dialectical Lanscape americano (dai quali peraltro sono stante talvolta espunte suggestioni), per far emergere uno stile personale marcatamente mediterraneo.</p>
<p><b>GLI ANNI NOVANTA</b></p>
<p>Se all&#8217;inizio del nostro percorso avevamo affermato la necessità di legare come imprescindibili gli anni Sessanta al decennio precedente dove già si trovavano i prodromi di quanto si sarebbe poi sviluppato, un discorso non dissimile va fatto ora che ci avviciniamo alla contemporaneità. In questa fase, infatti, il segno più evidente è costituito dalla scelta di finalizzare la fotografia a progetti decisamente vicini alle ricerche concettuali: non ci si accontenta più dell’aspetto più tradizionale di questo linguaggio (che pure continua a svilupparsi e con esiti più che positivi in altri campi lontani dalla ricerca) ma se ne fa emergere con più forza la valenza artistica. Lo si fa utilizzando le immagini in progetti inediti che sviluppano le potenzialità delle carte pronte a diventare sculture o a inserirsi come elementi importanti di installazioni, e delle pellicole (il recupero di vecchie stampe da accostare alle nuove, il mosaico Polaroid come rapporto fra immediatezza e progettualità) alla ricerca di un nuovo ruolo di fronte all’avanzata, sempre più travolgente, di quella che è stata giustamente definita la rivoluzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>I FOTOGRAFI</b><br />
<div class="twocol-one">
<p><b>ANNI SESSANTA</b></p>
<p>Mario De Biasi<br />
Mario Giacomelli<br />
Nino Migliori<br />
Aldo Tagliaferro<br />
Elio Ciol<br />
Franco Grignani<br />
Luigi Veronesi<br />
Mario Lasalandra<br />
Fulvio Roiter<br />
<b>ANNI SETTANTA</b></p>
<p>Maurizio Osti<br />
Gianni Colosimo<br />
Sarernco<br />
Michele Zaza<br />
Ballo &amp; Ballo<br />
Ugo Mulas<br />
Davide Mosconi<br />
Mario Cresci<br />
<b>ANNI OTTANTA</b></p>
<p>Franco Fontana<br />
Oliviero Toscani<br />
Luigi Ghirri<br />
Giorgio Lotti<br />
Vettor Pisani<br />
Cosimo di Leo Ricatto</p>
<p><b>ANNI NOVANTA</b></p>
<p>Pietro Privitera<br />
Giannetto Bravi<br />
</div> <div class="twocol-one last">
<p>Maurizio Galimberti<br />
Barbara La Ragione<br />
Rossella Roli<br />
Enrico Cattaneo<br />
Franco Donaggio</p>
<p><b> DUEMILA</b></p>
<p>Alessandra Baldoni<br />
Grace Zanotto<br />
Piepaolo Koss<br />
Luciano Bobba<br />
Giancarlo Marcali<br />
Oriella Montin<br />
Giovanni Sesia<br />
Gianluca Chiodi<br />
Ivan Piano<br />
Luciano Romano<br />
Christian Zanotto<br />
Andrea Boyer<br />
Paolo Novelli<br />
Luigi Erba<br />
Occhiomagico<br />
Matteo Ferrari<br />
Gianluca Giordano<br />
Edoardo Romagnoli<br />
Stefania Ricci<br />
Luca Campigotto<br />
Marian Ballo Charmet<br />
Fabio Zonta<br />
Pina Inferrera<br />
Roberto Cotroneo</p>
</div></p>
</div>
<div class="threecol-one last">
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<p><b>Orario:</b><br />
da martedì a venerdì 11/13 e 15/19; sabato e domenica 11/19;<br />
chiuso lunedì.<br />
Aperture straordinarie<br />
15 agosto: ore 10-19<br />
<b>Ingresso</b><br />
intero € 5,00, ridotto € 4,00<br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #ff0000;"><b>Opening times</b>: Tuesday to Friday 11am to 1pm</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> and 3pm to 7pm; Saturday and Sunday, 11am to 7pm; closed Mondays.</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> Full price € 5.00, concessions € 4.00</span><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #FF0000;"><b>Apertura straordinaria lunedì 15 agosto ore 10-19</b></span><br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Dal 21 luglio</strong><br />
con un solo biglietto a 15 Euro puoi vedere le mostre, i saloni, la torre Grimaldina e le carceri storiche<br />
Il biglietto è utilizzabile anche in giorni diversi<br />
&nbsp;&nbsp;<br />
<strong>From 21 July </strong><br />
With just one ticket (15 €) you can visit the exhibitions, the Palace and the Grimaldina Tower with its old prison cells.<br />
The ticket can also be used ondifferent days</p>
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<b>Ideazione</b>: SR Arte Contemporanea,<br />
info[at]sabrinaraffaghello.com, ebonfanti[at]palazzoducale.genova.it<br />
<b>Catalogo</b>: S.Raffaghello R.Mutti<br />
<i>FlashBack fotografia italiana di sperimentazione 1960-2016</i><br />
</div><br />
</div>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Conferenza Stampa<br />

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<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/flashback/if-333/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9313-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/flashback/if-340/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9322-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/flashback/if-341/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9323-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/flashback/if-342/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9324-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/flashback/if-344/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9327-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/flashback/if-345/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9328-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/flashback/if-346/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9329-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/flashback/if-347/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9331-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/flashback/if-348/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9332-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/flashback/if-349/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9334-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/flashback/if-350/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9335-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/flashback/if-351/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9337-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Peggy Guggenheim. La valigia dell’arte</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/peggy-guggenheim-la-valigia-dellarte/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 08:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="279" height="200" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/peggy_prorogata3.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="peggy_prorogata3" style="margin-bottom:10px;" />7 luglio - 18 settembre 2016<br />
Loggia degli Abati<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="279" height="200" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/peggy_prorogata3.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="peggy_prorogata3" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>8 luglio &#8211; <s>4</s> <span style="color: #FF0000;">prorogata al 18</span> settembre 2016<br />
Loggia degli Abati</b><br />
&nbsp;<br />
a cura di Alberto Rizzerio e Danièle Sulewic<br />
&nbsp;<br />
<strong>inaugurazione 7 luglio ore 17.30</strong><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #FF0000;"><b>Apertura straordinaria lunedì 15 agosto orario:11/13 e 15/19</b></span><br />
&nbsp;<br />
<b>Orario:</b><br /> <br />
da martedì a venerdì 11/13 e 15/19, sabato e domenica 11/19, chiuso il lunedì<br />
<b>ingresso libero</b><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/ccg3.jpg" rel="lightbox[31719]"><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/ccg3.jpg" alt="ccg3" width="120" height="130" class="alignleft size-full wp-image-32206" /></a><b>proiezioni speciali in collaborazione con Circuito Cinema Genova</b><br />
PEGGY GUGGENHEIM. ART ADDICT<br />
Sala Filmclub Cinema Sivori 7, 8, 9 e 10 luglio 2016 ore 19,00<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
&nbsp;&nbsp;<br />
<div class="twocol-one">
Peggy Guggenheim (1898/1979) è stata una signora dell’arte. L’ultima sua residenza, Palazzo Venier dei Leoni affacciato sul Canal Grande a Venezia, è diventata un museo. È un edificio a un piano, affacciato su un giardino da un lato e sul Canal Grande dall’altro. Custodisce opere di Picasso, Calder, Pollock, Mondrian, Kandinsky, Mirò, Giacometti, tra gli altri, collezionate durante tutta la vita. Attraverso fotografie e video, la mostra traccia un racconto della sua biografia legata in maniera inestricabile alle avanguardie di cui si rendeva ambasciatrice negli spostamenti tra Stati Uniti ed Europa.<br />
Curata da Alberto Rizzerio e Danièle Sulewic, l’esposizione è organizzata dal Centro culturale Primo Levi e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, con il contributo della Regione Liguria<br />
Si ringrazia Regione Liguria e La Collezione Peggy Guggenheim</p>
</div> <div class="twocol-one last">
Peggy Guggenheim (1898/1979) was a great lady of art. Through photographs and videos, the exhibition traces her life story, which is inextricably linked to the avant-gardes for which she was an ambassador as she moved constantly between the US and Europe.<br />
Curated by Alberto Rizzerio and Danièle Sulewic</p>
</div><br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/peggy_loghi2.jpg" rel="lightbox[31719]"><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/peggy_loghi2-1024x130.jpg" alt="peggy_loghi2" width="960" height="121" class="aligncenter size-large wp-image-32199" /></a><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Inaugurazione<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/peggy-guggenheim-la-valigia-dellarte/if-307/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9236-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/peggy-guggenheim-la-valigia-dellarte/if-308/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9237-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/peggy-guggenheim-la-valigia-dellarte/if-309/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9238-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/peggy-guggenheim-la-valigia-dellarte/if-310/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9239-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/peggy-guggenheim-la-valigia-dellarte/if-311/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9240-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/peggy-guggenheim-la-valigia-dellarte/if-312/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9241-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/peggy-guggenheim-la-valigia-dellarte/if-313/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/07/tn_DSCN9245-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IF" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Lessico Famigliare</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 16:00:13 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[2016]]></category>
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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/lessico_famigliare.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="lessico_famigliare" style="margin-bottom:10px;" />24 giugno – 10 luglio 2016<br />
Sala Dogana<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/lessico_famigliare.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="lessico_famigliare" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>24 giugno &#8211; 10 luglio 2016<br />
Sala Dogana</b><br />
a cura di Laura M. Baldo e Maura Ghiselli<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 23 giugno, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Orario: da martedì a domenica ore 15-20<br />
Ingresso libero<br />
&nbsp;<br />
<img src="/img/icoacrobat.gif">&nbsp;<a href="/pdf/saladogana/lessico_famigliare.pdf">Scarica il depliant</a><br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
LESSICO FAMIGLIARE<br />
&nbsp;<br />
L&#8217;analisi e la rappresentazione iconologica della memoria famigliare, metabolizzate dalla riscoperta di oggetti e ricordi del passato e della loro riproduzione fotografica, sono il filo rosso che lega il progetto in progress che stiamo portando avanti.<br />
&nbsp;<br />
<i>The analysis and the inconological representation of our family memory, metabolized by the research / rediscovery of objects and memories of the past and of their photographic reproduction, and the thread that ties the ongoing project than we are carrying on.</i></p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Inaugura giovedì 23 giugno la mostra “Lessico Famigliare”, un lavoro a due mani, ideato e realizzato dalle fotografe genovesi Maura Ghiselli e Laura Baldo.<br />
Un progetto iniziato un paio d’anni fa, o più, messo diverse volte nel cassetto a riposare, rivisto, riadattato, rivalutato sino alla sua stesura finale, in occasione della mostra a Sala Dogana.<br />
Una serie fotografica, composta da 45 scatti, che si sviluppa con l’obbiettivo di fermare frammenti di memoria trasformandoli da semplici sensazioni personali in immagini vere e proprie.<br />
La premessa è quella di analizzare la maniera in cui l’utilizzo del sentimento permette di mostrare il soggetto in funzione al legame emotivo vincolato a quello stesso sentimento/ricordo personale.<br />
Lessico familiare si definisce in maniera concreta e coerente durante la partecipazione al workshop &#8220;La Memoria in Tasca&#8221;, nato da un&#8217;iniziativa di CreArt e Luca Vitone e tenutosi al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, a Genova.<br />
Il lavoro di ricerca svolto durante quest’esperienza e i differenti spunti/ispirazioni che l’hanno caratterizzata sono serviti per riprendere in mano il lavoro in progress più consapevolmente e a delinearlo sino al suo definitivo compimento.<br />
Questa intima raccolta è il frutto della rielaborazione dell’idea del tempo e dello spazio, attraverso la riproduzione fotografica di luoghi e oggetti che, pur essendo parte di una situazione attuale, conservano e portano i segni di storie precedenti, suggerendocene una possibile nuova interpretazione.<br />
Il processo utilizzato per sviluppare questa serie di immagini è stato quello di re-interpretare il concetto di Postproduzione.<br />
&nbsp;<br />
Il materiale manipolato dalla postproduzione non è più primario: non si tratta di elaborare un concetto o un’immagine sulla base di materiale<br />
+ grezzo, ma di lavorare con oggetti, spazi, luoghi e idee già esistenti, utilizzando tutte le informazioni possibili per raccontare la loro storia, reinterpretando forme e itinerari pre-esistenti.<br />
La codificazione iconografica di una situazione con un passato e una memoria è una continua ricerca/utilizzo di tutte le forme della vita quotidiana, nelle quali è sedimentata l’Idea di un’altra possibile percezione del momento Presente.<br />
&nbsp;<br />
Il progetto completo è consultabile anche sul sito:<br />
<a href="http://lessicofamigliare.wix.com/progettoespositivo">lessicofamigliare.wix.com/progettoespositivo</a></p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lessico-famigliare/sin-nombre-8/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/sin-nombre-8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="sin nombre (8)" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lessico-famigliare/sin-nombre-4/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/sin-nombre-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="sin nombre (4)" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lessico-famigliare/13x18-1/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/13x18-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="13x18 (1)" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lessico-famigliare/9x13-18/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/9x13-18-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9x13 (18)" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lessico-famigliare/9x13-17/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/9x13-17-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9x13 (17)" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lessico-famigliare/9x13-7/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/9x13-7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9x13 (7)" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lessico-famigliare/9x13-6/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/9x13-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9x13 (6)" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/lessico-famigliare/9x13-5/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/9x13-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9x13 (5)" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Hydropolis &#8211; Mechanical Fishes</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 08:00:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/hydropolis.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="hydropolis" style="margin-bottom:10px;" />23 giugno – 3 luglio 2016<br />
Ducale Spazio Aperto<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/hydropolis.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="hydropolis" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>23 giugno &#8211; 3 luglio 2016<br />
Ducale Spazio Aperto</b><br />
&nbsp;<br />
opere di Paolo Ceccon, a cura di AMIU</p>
<p>&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Plastiche, legni, metalli, pezzi di stoviglie, lampade, ganci e pennelli, chiodi e maniglie, pettini e spazzole, tastiere di computer, di tutto e di più: assemblati con folle creatività danno vita a spettacolari creature ittiche un po’ bizzarre. Questo è Mechanical Fishes ovvero “Pesci Meccanici” di Hydropolis a cura dell’artista Paolo Ceccon.<br />
Il 90% dei materiali utilizzati, riproposti in forma nuova nelle sue opere, sono recuperati dall’artista dopo le mareggiate. Quello che resta della civiltà dei consumi, per Paolo Ceccon diventa elemento fondante di un affascinante e talvolta anche inquietante mondo sottomarino: trasformato e trasfigurato di volta in volta in squame, denti, occhi, pinne, code.<br />
I suoi “pesci”, accuratamente assemblati, sono un vivente messaggio di come la spazzatura gettata in mare, prende vita in nuove forme, con lo scopo di mostrare come, anche dai rifiuti, si è in grado di ricreare la bellezza.<br />
Hydropolis, nato dopo un viaggio in Grecia, è un vero progetto creativo realizzato con l’obiettivo di far riflettere sui grandi temi dell’ambiente e del rispetto della natura.<br />
Quello che resta della civiltà dei consumi, per l’artista ligure diventa di volta in volta un affascinante viaggio nel mondo sottomarino sorprendendo l’occhio e la mente del visitatore.<br />
Vedere le sue opere è un’occasione per “fare una nuotata – come dice, scherzando, l’autore – all’interno di un acquario molto particolare”.<br />
&nbsp;<br />
<b>Paolo Ceccon</b>, nato quarant’anni fa ad Albenga si diploma all’istituto d’arte di Imperia. Subito dopo il Master in Belle Arti rivolge la sua ricerca artistica ai miti del mare, alle sue forme, alle sfumature dei suoi colori.<br />
Artista eclettico e sognatore, ama descrivere il suo lavoro come: “Frammenti lasciati dal mare che si ricompongono in creature marine multicolore, dove poesia e natura si fondono dando vita a nuovi corpi”.<br />
Info: <a href="http://hydropolis1@gmail.com">hydropolis1@gmail.com</a><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Latte+Ghiaccio</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/gelati-fanzine-festival/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 16:00:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/gelati.gif" class="attachment-small wp-post-image" alt="gelati" style="margin-bottom:10px;" />10 - 19 giugno 2016<br />
Sala Dogana<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/gelati.gif" class="attachment-small wp-post-image" alt="gelati" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>10 &#8211; 19 giugno 2016<br />
Sala Dogana</b><br />
&nbsp;<br />
Mostra ufficiale GELATI FANZINE FESTIVAL<br />
a cura di Associazione Culturale Gossypium<br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 10 giugno, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Orario: da martedì a domenica ore 15-20<br />
&nbsp;<br />
<img src="/img/icoacrobat.gif">&nbsp;<a href="/pdf/saladogana/gelati.pdf">Scarica il depliant</a><br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
GELATI FANZINE FESTIVAL TORNA A GENOVA PER LA SUA QUARTA EDIZIONE<br />
&nbsp;<br />
Nato nel 2013, Gelati Fanzine Festival è il primo festival genovese dedicato all&#8217;editoria indipendente e all&#8217;illustrazione.<br />
Gelati si prefigge il duplice obiettivo di facilitare l’incontro fra i protagonisti del settore e il grande pubblico e di essere terreno fertile per il confronto professionale, lo scambio di visioni e idee e la crescita culturale.<br />
La manifestazione, riconosciuta dal Comune di Genova, ha acquisito con gli anni una portata sempre più internazionale.<br />
Da sempre itinerante e gratuito, per la sua quarta edizione GFF2016 potrà contare su due spazi espositivi di grande prestigio: Sala Dogana di Palazzo Ducale per l&#8217;allestimento della mostra principale “LATTE+GHIACCIO” e la Commenda di Prè per la Mostra Mercato.<br />
Ma non è finita qui!<br />
Nell’universo Gelati ruota tutta una serie di eventi sinergici quali esposizioni, presentazioni e laboratori artistici, che si dislocheranno all&#8217;interno di spazi pubblici e privati del centro storico di Genova.<br />
Primo fra tutti Tiger Spot al primo piano di Via S. Vincenzo 53, che ospiterà due mostre collaterali e due workshop gratuiti per ragazzi; gli store Fabriek e Marie Beyle, le librerie L&#8217;albero delle Lettere, Bookowski e Falso Demetrio, Papè e Jalapeño sono gli altri co-protagonisti di questa dieci giorni di festival.<br />
Le opere della mostra principale “LATTE+GHIACCIO” faranno riferimento alla creazione di una nuova comunicazione pubblicitaria del Gelato, rivisitato come una nuova scoperta contemporanea.<br />
L’installazione ambientale pensata da Silvia Giuseppone e Pietro Pizzorni accompagna le opere in mostra, articolandosi sugli ingredienti-base sviluppati dagli artisti; poster, installazioni e texture appagheranno la vostra vista.<br />
&nbsp;<br />
Il Vernissage di venerdì 10 giugno prevederà un rinfresco e un live del duo berlinese ItacaPOP.<br />
&nbsp;<br />
Alla Mostra Mercato, che si svolgerà sabato 18 e domenica 19 giugno dalle 10 alle 18, parteciperà una selezione delle principali realtà dell’editoria indipendente italiana e internazionale. Banchetti colmi di stampe, libri e fanzine saranno testimoni del grande fermento culturale internazionale che ha contagiato anche Genova.<br />
&nbsp;<br />
Gelati Fanzine Festival è organizzato dall’Associazione Culturale no-profit Gossypium e da LÖK ZINE.<br />
Gossypium nasce a Genova nel 2015 ed è composta da menti e mani grafiche, illustratrici, musicali. Otto personalità e professionalità eterogenee accomunate da due passioni: quella per l&#8217;arte e quella per Genova.<br />
Attraverso l&#8217;organizzazione di eventi e manifestazioni a ingresso gratuito, l&#8217;obiettivo di Gossypium è quello di offrire una cultura fruibile a tutti, affinché essa possa diffondersi e svilupparsi.<br />
LÖK ZINE, rivista italiana con sede a Bologna e di tiratura internazionale, dal 2011 pubblica libri, riviste e fanzine di fumetto e illustrazione.<br />
&nbsp;<br />
Per informazioni e prenotazioni: http://gelatifanzinefestival.com || gelatizine@gmail.com<br />
&nbsp;<br />
Per seguire il festival è possibile scaricare gratuitamente l’APP UFFICIALE “GFF &#8211; Gelati Fanzine Festival”, al momento disponibile su Play Store<br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gelati-fanzine-festival/gelatipiante_14/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/GELATI+PIANTE_14-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="GELATI+PIANTE_14" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gelati-fanzine-festival/gff_13/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/GFF_13-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="GFF_13" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gelati-fanzine-festival/gff_15/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/GFF_15-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="GFF_15" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Serge Lido.  Danza con me</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/serge-lido-danza-con-me/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 16:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/05/lido.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="lido" style="margin-bottom:10px;" />11 giugno - 24 luglio 2016<br />
Sala Liguria<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/05/lido.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="lido" style="margin-bottom:10px;" /><div class="threecol-two">
<p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/lido_big.jpg" alt="lido_big" width="800" height="580" class="alignleft size-full wp-image-31619" /></p>
<h2>Serge Lido.  Danza con me</h2>
<p><b>11 giugno &#8211; 24 luglio 2016<br />
Sala Liguria</b><br />
&nbsp;<br />
A cura di Sabrina Raffaghello<br />
&nbsp;<br />
40 Fotografie vintage &#8211; Stampe alla gelatina e Sali d&#8217;argento &#8211; sul tema della danza dai primi anni 40 ai primi anni 80.<br />
25 libri fotografici realizzati da Serge Lido<br />
&nbsp;<br />
<b>Serge Lido</b><br />
Nasce a Mosca il 28 gennaio 1906 e muore a Parigi il 6 marzo 1984.<br />
Di origine russa, studia scienze politiche a Parigi. Si sposa con Irene Lidova, giovane giornalista e critica d’arte di origine russa che lo spinge  a  lavorare come fotografo.<br />
Inizia a fotografare i personaggi del mondo dell’arte, dello spettacolo e della danza che gravitano in ambiente parigino. Inizia a lavorare per la rivista <i>Vu</i>.<br />
Nel 1976 è insignito dell&#8217;onorificenza francese <i>Chevalier des Artes et des Lettres</i>.<br />
&nbsp;<br />
<b>Cinema</b><br />
Dopo la Seconda Guerra Mondiale Lido diventa il fotografo di scena di alcuni films, tra cui <i>La bella e la Bestia</i> di Jacques Cocteau, di cui diventa amico fraterno. Il successo del film e la qualità delle sue fotografie gli permettono di lasciare  un segno nella storia della fotografia del cinema.<br />
&nbsp;<br />
<b>Il fotografo</b><br />
Serge Lido è  riconosciuto come uno dei grandi fotografi che hanno immortalato il mondo della danza nel XX secolo. Insieme alla moglie creò una sinergia per cui lui scattava le foto e lei scriveva i testi critici. La passione della Lidova per il mondo della danza, ballerini, corografie e balletti, di cui divenne promotrice e produttrice, gli permisero di entrare in confidenza e stabilire un rapporto unico con quel mondo,  conferendo una riconoscibilità mondiale alle sue fotografie. Nel 1947 aprì uno studio fotografico  sull’Ile  Saint Louis  che sarà per lungo tempo un luogo di creazione artistica, passaggio obbligato per i più grandi artisti  della danza internazionale. Lido  ha spesso preferito fotografare  questi artisti fuori dal palcoscenico &#8211; nella loro realtà, nei camerini, nei loro appartamenti, per la strada.<br />
Nel 1948 pubblica  il suo primo libro  di foto consacrato alla danza  con la prefazione di Jean Cocteau,  diventato uno dei suoi più cari amici ed estimatore; altri 24 saranno i libri  pubblicati interamente dedicati alla danza, uno dei principali temi della sua ricerca artistica che lo renderà famoso nel mondo del balletto. Una collezione unica di fotografie di danzatori, tra cui Serge Lifar, Alicia Markova, Milorad Miskovitch, Galina Ulanova, Tamara Taumanova, Carla Fracci, Anton Dolin, Margot Fonteyn, Rudolf Nureyev, Erik Bruhn, Yvette Chauvirè, Janine Charrat, Martha Graham, José Limon, Maurice Béjart, Vladimir Vasiliev, Pina Bausch.<br />
Sono altrettanto  uniche le sue foto di vari  artisti della  vita parigina, come  Pablo Picasso,  Giorgio De  Chirico, Leonor Fini, Antoni Clavé, Jean Cocteau, Jean Genet,  Colette, Edith Piaf, Mstislav Rostropovic, Herbert Von Karajan, Igor Stravinskij, Maria Callas, Zizi Jeanmaire, Pierre Cardin.<br />
Un patrimonio di immagini a cui il tempo è riuscito a dare  un fascino misterioso, che si pone di fronte a noi come il simbolo stesso  di una ricerca  instancabile  della bellezza, a cui  l’intera opera di Lido tende. L’importanza del  lavoro fotografico  nel mondo dell’arte di Lido  è  ormai parte integrante della storia  stessa  del secolo scorso.<br />
Riformato per problemi di salute allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, continua la sua attività come reporter per la rivista Vedettes des stars, per cui fotografa Jean Marais, Maria Casarès e Gérard Philippe e di cui è inviato speciale al Festival di Cannes dal 1942 al 1972. I suoi reportages sono pubblicati anche da L’Officiel de Monde.<br />
È autore di diversi libri fotografici: <i>La Danse</i> (1947), <i>Les Etoiles de la Danse dans le Monde</i> (1975).</p>
<p>&nbsp;<br />
<b>La Mostra</b><br />
La mostra illustra uno spaccato del mondo della danza attraverso i suoi artisti, le coreografie  e i costumi. Un repertorio unico e irripetibile frutto di un grande artista che unisce al talento nella fotografia la caratteristica di avere rapporti personali di conoscenza e amicizia con la maggior parte degli artisti immortalati. Lido vive in prima persona  il clima culturale francese dagli inizi degli anni ‘40 agli inizi degli anni ’80, raccontando soprattutto Parigi attraverso i suoi personaggi, i cambiamenti storici e i diversi momenti sociali. Come fotografo ufficiale dell’Opera di Parigi  ci regala pagine immortali  di storia della danza.</p>
<p>&nbsp;<br />
<b>Contesto culturale</b><br />
Sul finire dell’anno 1945, nei popoli che avevano subito la tragedia e gli orrori di una guerra cruenta e spietata crebbe la volontà di ritornare alla vita normale, e con essa alle attività intellettive ed artistiche. In questo crogiuolo di idee nacque l’interesse politico-economico di superare le incertezze sull’avvenire dei popoli per aprire le proprie speranze in un’Europa che puntava all’esperienza delle Unioni.<br />
In questo contesto si erano svegliate una nuova voglia di vivere e diversi movimenti culturali, e in particolare si raccontava delle passioni che animavano un gruppo di intellettuali nei dintorni del &#8216;Quartiere Latino&#8217;, e di una certa spregiudicatezza nei costumi e nelle mode dei gruppi di avanguardia che si riunivano al suono di sfrenate musiche jazz in cantine buie e fatiscenti attorno al crocevia di Saint Germani-des-Prés.<br />
Era noto che la Francia sin dal 1935 aveva accolto oltre trentamila rifugiati politici, in maggior parte artisti e intellettuali. Parigi, la città dei diritti dell’uomo, godeva di una reputazione di generosità nell’accoglienza, e molti artisti vi avevano soggiornato già qualche anno prima, all’epoca del ruolo celebrativo di Montparnasse. Molti dei profughi trovarono conforto e comprensione all’angoscia del domani da Gide in rue Vaneau e da Malraux in rue du Bac. Già si sapeva che gli intellettuali, i pittori, gli artisti frequentavano assiduamente Saint-Germain-des-Prés e che lì elaboravano le opere di cui parlava il mondo intero .<br />
Da non dimenticare che Parigi alla vigilia degli anni Trenta è stata la capitale mondiale di tutte le arti: impressionismo, cubismo, simbolismo, surrealismo e che le avanguardie sono state tra Montmartre e Montparnasse. C’erano stati Paulbot, Utrillo, gli immigrati del ‘Bateau-Lavoir’, i buontemponi del ‘Lapin Agile’, i poeti della ‘Closerie des Lilas’ con i loro abiti a volte stravaganti, le loro feste incredibili, le provocazioni ai ‘borghesi’, le risse e, ancora, la Ruche e l’Ecole de Paris, le cravatte di legno di Vlaminck, i cappelli di Braque, le tute blu di Picasso e di altri spagnoli. In quel periodo, “gli Americani ritrovano in Europa la gioia di vivere di cui il probizionismo li ha privati. I Russi applaudono Diaghilev e i suoi fasti”. Artisti di tutte le nazioni riempiono i marciapiedi. S’incontrano Picasso, Joan Mirò, Salvador Dalì, Manuel Angelo Ortiz, Juan Gris, Luis Buňuel, Magritte, Paul Eluard, André Gide, il signore di Vaneau che suona al piano Bach e Schumann e Philippe Soupault e solo più tardi verranno Sartre, Camus e quelli della ‘Banda Prévert’. In particolare al Bateau-Lavoir, la vecchia fabbrica di pianoforti trasformata in colonia per artisti in miseria, Picasso aveva scritto sul suo atelier ‘Au rendez-vouz des poètes’. Vissero o passarono di lì i geni dell’arte, pittori e poeti insieme; artisti festaioli e creativi: Guillaume Apollinaire, Max Jacob, André Salmon, George Braque, André Derain, Van Dongen, il doganiere Rousseau, Erik Satie,  Jean Cocteau e tanti altri.<br />
Serge Lido e sua moglie Irene Lidova vivono appieno il fervente clima culturale e raccontano per immagini e articoli quel periodo unico e d irripetibile.<br />
Percorso che è diventato storia, racconto per immagini di una storia sociale, artistica e culturale.</p>
</div>
<div class="threecol-one last">
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<p><b>Sede</b><br />
Palazzo Ducale, Sala Liguria<br />
Piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova</p>
<p>&nbsp;<br />
<b>Date</b><br />
dall&#8217;11 giugno al 24 luglio 2016</p>
<p>&nbsp;<br />
inaugurazione 10 giugno, ore 18</p>
<p>&nbsp;<br />
<b>Orari</b><br />
da lunedì a venerdì 9-19, sabato e domenica 10–19<br />
&nbsp;<br />
Ingresso libero<br />
&nbsp;<br />
Catalogo: ed. Gli Alberi<br />
&nbsp;<br />
Mostra nell&#8217;ambito del <i>Festival Internazionale di Danza – Genova Outsider Dancer</i><br />
<img src="/img/icoacrobat.gif">&nbsp;<a href="/pdf/2016/festival_danza_2016.pdf">Consulta il programma completo</a><br />
&nbsp;<br />
</div></p>
</div>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/serge-lido-danza-con-me/american-ballet-theater-edimburgo/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/American-Ballet-theater-Edimburgo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="American Ballet theater Edimburgo" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/serge-lido-danza-con-me/american-ballett-theatre-mary-ocoellen-moylan-edimburgo-1952/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/American-Ballett-Theatre-Mary-ÔÇôEllen-Moylan-Edimburgo-1952-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="American Ballett Theatre   Mary ÔÇôEllen  Moylan   Edimburgo  1952" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/serge-lido-danza-con-me/natalia-makarova/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/Natalia-Makarova--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Natalia Makarova" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/serge-lido-danza-con-me/rudolf-noureev/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/Rudolf-Noureev--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rudolf Noureev" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/serge-lido-danza-con-me/yuri-soloviev/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/Yuri-Soloviev-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Yuri Soloviev" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/serge-lido-danza-con-me/zizi-janmarie/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/Zizi-Janmarie--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Zizi Janmarie" /></a>

<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Inaugurazione</h4>
<p>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/serge-lido-danza-con-me/1-185/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/13-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/serge-lido-danza-con-me/2-186/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/23-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/serge-lido-danza-con-me/3-186/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/33-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/serge-lido-danza-con-me/4-180/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/43-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/serge-lido-danza-con-me/5-172/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/52-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/serge-lido-danza-con-me/6-144/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/06/62-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>&#8220;Bordolesi di Albisola&#8221;, personale di Albert Barreda</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2016 06:00:44 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/05/bordolesi.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="bordolesi" style="margin-bottom:10px;" />20 maggio - 5 giugno 2016<br />
Sala Liguria<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/05/bordolesi.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="bordolesi" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>20 maggio &#8211; 5 giugno 2016<br />
Sala Liguria</b><br />
&nbsp;<br />
Esposizione collettiva di ceramiche d&#8217;artista<br />
&nbsp;<br />
A cura del circolo degli artisti di albisola<br />
&nbsp;<br />
orario: 8/19 giorni feriali, 9/19 sabato, domenica e festivi.<br />
Ingresso libero<br />
&nbsp;<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/pdf/2016/bordolesi.pdf">Scarica la brochure</a><br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
La formazione artistica di Albert Barreda inizia a Barcellona presso la scuola Comunale delle Arti Decorative Massana, poi all’Accademia di Belle Arti e Mestieri della città. Nel 1976 inizia l’attività espositiva. L’interesse per la ricerca pedagogica lo porta a condurre corsi di educazione all’immagine per bambini e adulti prima in Spagna, poi in Italia, dove vive dal 1985.<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Monitoraggi 4</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2016 16:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/Monitoraggi4.gif" class="attachment-small wp-post-image" alt="Monitoraggi4" style="margin-bottom:10px;" />7 - 22 maggio 2016<br />
Sala Dogana<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/Monitoraggi4.gif" class="attachment-small wp-post-image" alt="Monitoraggi4" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>7 &#8211; 22 maggio 2016<br />
Sala Dogana</b><br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione venerdì 6 maggio, ore 18.00<br />
Opening friday 6 may, 6.00 pm<br />
&nbsp;<br />
Orario di apertura dal martedì alla domenica, ore 15.00-20.00<br />
Opening time /tuesday-sunday, 3.00-8.00 pm<br />
&nbsp;<br />
Sabato 21 maggio ‘Notte dei Musei’ la mostra resterà aperta fino alle 22<br />
&nbsp;<br />
Ingresso libero<br />
Free entry<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
Venerdì 6 maggio alle ore 18 a Sala Dogana a Palazzo Ducale inaugura Monitoraggi 4.<br />
Il progetto espositivo del Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell&#8217;Arte dell&#8217;Accademia Ligustica, rivolto a mettere in luce le opere più interessanti fra quelle proposte dagli studenti e dagli<br />
specializzandi, arrivato alla sua quarta edizione, si sposta a Sala Dogana, declinando la sua formula aperta in dialogo con lo spazio che a Genova ospita la giovane creatività.<br />
Otto progetti, selezionati fra i molti presentati dai giovani artisti, abitano questi ambienti. Studiati site-specific, offrono uno sguardo non usuale sulla contemporaneità.<br />
Sono installazioni nelle quali convivono disegni, fotografie, video, spesso il suono, frutto di ricerche magari partite dalla memoria e sviluppatesi nel tempo, di sperimentazioni sui media che ne rivelano la padronanza. Restituiscono suggestioni, ricordi, indagini sul mondo, introdotti da una breve traccia di parole dei professori, che con i giovani hanno sviluppato le idee e la mostra.<br />
&nbsp;<br />
Alessandro Bartolena, Carlos Lalvay Estrada, Elisa Marengo, Francesca Migone, Paola Pedemonte, Paola Pietronave, Alessia Tezza, Adele Zunino presentano i più recenti esiti del loro lavoro, accompagnati ed introdotti dai testi di Simona Barbera, Alessandro Fabbris, Alessandra Gagliano Candela, Emilia Marasco, Cesare Viel.<br />
Per alcuni punto di arrivo di un percorso pluriennale e nuovo punto di partenza per il futuro, per altri il ripetersi di un&#8217;opportunità che attesta il valore della loro ricerca artistica, “Monitoraggi 4” testimonia una collaborazione tra l&#8217;Accademia e Sala Dogana, che ci si augura ricca di sviluppi.<br />
Accompagnata da un pieghevole progettato da due studenti del corso di Progettazione Artistica per l&#8217;Impresa dell&#8217;Accademia, Stefano Ferrando e Veronica Prili, la mostra resterà aperta fino al 22 maggio.<br />
&nbsp;<br />
Info <a href="http://www.genovacreativa.it">www.genovacreativa.it</a><br />
telefono Sala Dogana 010 5573975 | 74806<br />
&nbsp;<br />
Monitoraggi, the exhibition project of the Communication and Art Didactics Department , moves to Sala Dogana by bending its open formula to the rooms of the venue which hosts the young creativity. Monitoraggi 4 will be even more devoted to research and innovation.<br />
&nbsp;<br />
progetto di/by Accademia Ligustica di Belle Arti<br />
a cura di/ by Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte<br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/alfons-mucha-e-le-atmosfere-art-nouveau/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 07:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mucha]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/mucha3.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mucha" style="margin-bottom:10px;" />30 aprile - 18 settembre 2016<br />
Appartamento del Doge<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="541" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/mucha3.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mucha" style="margin-bottom:10px;" /><p><img class="aligncenter wp-image-30152 size-full" src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/mucha.png" alt="" /><br />
<div class="threecol-two">
<h1>Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau</h1>
<p><b>30 aprile &#8211; 18 settembre 2016<br />
30 April to 18 September 2016<br />
Palazzo Ducale, Appartamento del Doge</b></p>
<p>&nbsp;<br />
<div class="twocol-one">
La mostra, con oltre 220 opere, propone al pubblico un percorso variegato e complesso che ricostruisce il gusto elegante, prezioso e sensuale dell’epoca attraverso le creazioni di Alfons Mucha, gli arredi e le opere d’arte decorativa di artisti e manifatture europei, attivi nello stesso periodo storico. L’artista ceco è stato uno dei più significativi interpreti dell’Art Nouveau, divenendo ben presto il “promotore” di un nuovo linguaggio comunicativo, di un’arte visiva innovativa e potente: le immagini femminili dei suoi manifesti erano molto diffuse e popolari in tutti i campi della società del suo tempo e ancora oggi si può facilmente individuare la sua inconfondibile cifra stilistica, che lo ha reso eterno simbolo dell’Art Nouveau.<br />
A cura di Stefania Cretella e Karel Srp<br />
</div> <div class="twocol-one last">
Comprising over 220 works, the exhibition takes visitors through a varied and complex reconstruction of an era marked by elegant, precious and sensual taste.<br />
It features creations by Alfons Mucha as well as furnishings and decorative artwork by European artists and manufacturers who were active during that period. The Czech artist was one of the leading exponents of Art Nouveau and became the &#8220;promoter&#8221; of a new communicative language, an innovative and powerful visual art. The images of women in his posters were widely popular in all spheres of society and even today traces of the unmistakable signature style that has made him into an eternal symbol of Art Nouveau are easy to find.<br />
Curated by Stefania Cretella and Karel Srp<br />
</div></p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p>Dal 30 aprile Palazzo Ducale di Genova ospita le opere di Alfons Mucha e propone al pubblico un percorso variegato e complesso che ricostruisce il gusto elegante, prezioso e sensuale dell&#8217;epoca attraverso le creazioni, gli arredi e le opere d&#8217;arte decorativa di artisti e manifatture europei, attivi nello stesso periodo storico.<br />
Il nucleo principale della mostra è costituito da 120 opere tra affiches e pannelli decorativi di Alfons Mucha (1860-1939), provenienti dalla Richard Fuxa Foundation. L&#8217;artista ceco è stato uno dei più significativi interpreti dell&#8217;Art Nouveau, divenendo ben presto il &#8220;promotore&#8221; di un nuovo linguaggio comunicativo, di un&#8217;arte visiva innovativa e potente: le immagini femminili dei suoi manifesti erano molto diffuse e popolari in tutti i campi della società del suo tempo e ancora oggi si può facilmente individuare la sua inconfondibile cifra stilistica, che lo ha reso eterno simbolo dell&#8217;Art Nouveau.<br />
Lo &#8220;Stile Mucha&#8221;, unico e riconoscibile, si è dimostrato adatto per essere applicato ad una grande varietà di contesti: poster, decorazione d&#8217;interni, pubblicità per qualsiasi tipo di prodotto, illustrazioni e addirittura produzioni teatrali, design di gioielli e opere architettoniche. Mantenendo come perno centrale la figura di Mucha, le opere dell&#8217;artista sono affiancate in mostra da una serie di ceramiche, mobili, ferri battuti, vetri, sculture e disegni di artisti e manifatture europei affini a quella medesima sensibilità squisitamente floreale e sinuosa che caratterizzava un certo filone del modernismo internazionale, tipico soprattutto dell&#8217;area francese, belga e, almeno in parte, italiana. Scopo della mostra è dunque quello di restituire appieno l&#8217;idea di un&#8217;epoca ricca e sfaccettata, facendo dialogare le invenzioni di Mucha con gli ambienti e le decorazioni contemporanee così da ricostruire il clima magico e sfavillante della Belle Epoque.<br />
I temi delle diverse sezioni sono: il teatro, la vita quotidiana, la figura femminile, il giapponismo, il mondo animale, i materiali preziosi, il tempo e l&#8217;immaginario floreale.Chiude la mostra una selezione di abiti di sartorie italiane e francesi, che testimoniano l&#8217;evoluzione del gusto in direzione modernista anche nel campo della moda.</p>
<p>Nello stesso periodo, sarà possibile approfondire ulteriormente la figura dell&#8217;artista attraverso un percorso interamente dedicato ai suoi manifesti pubblicitari grazie alla mostra <a href="http://www.wolfsoniana.it/mostramucha.html"><i>Mucha: alle origini della pubblicità</i></a> ospitata presso la Wolfsoniana di Genova Nervi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Per chi viene da fuori Genova, offerte speciali negli hotel convenzionati<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/hotel-amici-di-mucha/">Consulta l’elenco completo degli Hotel Amici di Mucha</a></h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Inaugurazione:</h4>

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/alfons-mucha-e-le-atmosfere-art-nouveau/1-166/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/16-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/alfons-mucha-e-le-atmosfere-art-nouveau/2-167/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/25-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/alfons-mucha-e-le-atmosfere-art-nouveau/3-167/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/35-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/alfons-mucha-e-le-atmosfere-art-nouveau/4-163/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/45-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/alfons-mucha-e-le-atmosfere-art-nouveau/5-156/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/55-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/alfons-mucha-e-le-atmosfere-art-nouveau/6-136/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/63-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/alfons-mucha-e-le-atmosfere-art-nouveau/7-116/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/71-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/alfons-mucha-e-le-atmosfere-art-nouveau/8-107/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/81-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/alfons-mucha-e-le-atmosfere-art-nouveau/9-84/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/91-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/alfons-mucha-e-le-atmosfere-art-nouveau/10-160/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/101-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>

</div></p>
<div class="threecol-one last">
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Dal 21 luglio</strong><br />
con un solo biglietto a 15 Euro puoi vedere le mostre, i saloni, la torre Grimaldina e le carceri storiche<br />
Il biglietto è utilizzabile anche in giorni diversi<br />
&nbsp;&nbsp;<br />
<strong>From 21 July </strong><br />
With just one ticket (15 €) you can visit the exhibitions, the Palace and the Grimaldina Tower with its old prison cells.<br />
The ticket can also be used ondifferent days</p>
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/alfons-mucha-alle-origine-della-pubblicita/">Alfons Mucha: alle origine della pubblicità</a><br />
sede: Wolfsoniana &#8211; Genova Nervi<br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Date</strong><br />
30 aprile &#8211; 18 settembre 2016<br />
<strong>Sede</strong><br />
Palazzo Ducale – Appartamento del Doge<br />
Piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova<br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<b>Orari</b><br />
Lunedì 14.30-19.30<br />
dal martedì al giovedì e domenica: 9.30-19.30<br />
venerdì e sabato: 9.30-22<br />
La biglietteria chiude un&#8217;ora prima<br />
<b>Aperture straordinarie</b><br />
1 maggio: 9.30-19.30<br />
2 giugno: 9.30-19.30<br />
24 giugno: 9.30-22.00<br />
15 agosto: 9.30-19.30<br />
<b>Biglietti</b><br />
Intero: 13 €<br />
Ridotto: 11 €<br />
<i>Visitatori dai 14 ai 26 anni con documento e/o tesserino universitario, portatori di handicap, insegnanti, soci Touring Club con tessera, abbonati Teatro Carlo Felice e Teatro Stabile di Genova, Amici dei Musei e di Palazzo Ducale, possessori Tosse Card, possessori biglietto d’ingresso ai Musei di Strada Nuova, possessori biglietto d’ingresso alla mostra Salgado a Palazzo Ducale, possessori biglietto d’ingresso al Museo MITA di Genova, possessori biglietto d’ingresso alla Galleria d’Arte Moderna di Genova Nervi e del Museo dell’Accademia Ligustica, possessori biglietto d’ingresso alla Wolfsoniana, possessori Card Musei, abbonati annuali AMT </i><br />
Ridotto speciale: 6 €<br />
Gruppi: 11 €<br />
Scuole: 4 €<br />
Famiglia: ADULTO 1O € &#8211; BAMBINI 5 €<br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #ff0000;"><b>Opening times</b><br />
Monday 2.30pm to 7.30pm; Tuesday, Wednesday, Thursday and Sunday 9.30am to 7.30pm; Friday and Saturday 9.30am to 10pm.</span><br />
<span style="color: #ff0000;">Full price € 13.00, concessions € 11.00.</span><br />
<span style="color: #ff0000;">Information and bookings tel. 010 9868057 &#8211; www.mostramucha.it</span></p>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
I possessori del biglietto potranno visitare la mostra<br />
<b>Mucha: alle origini della pubblicità</b><br />
presso la Wolfsoniana di Genova Nervi, via Serra Gropallo 4. orario:11/18 da martedì a venerdì, 12/19 sabato e domenica, chiuso il lunedì, <b>al prezzo ridotto di 3 €</b>.<br />
www.wolfsoniana.it<br />
&nbsp;<br />
<span style="color: #ff0000;">At the Wolfsoniana in Nervi, Via Serra Gropallo 4, until 18 September 2016 Mucha: alle origini della pubblicità Opening times: Tue-Fri 11am to 6pm</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> Sat &amp; Sun 12am to7pm, closed Mondays;</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> reduced admission for holders of tickets for the Mucha exhibition at the Palazzo Ducale.</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> www.wolfsoniana.it</span></p>
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<b>Informazioni</b><br />
Infoline 010 9868057<br />
<a title="ticket24ore.it/muchagenova" href="http://ticket24ore.it/muchagenova">ticket24ore.it/muchagenova</a><br />
<a title="www.mostramucha.it" href="http://www.mostramucha.it">www.mostramucha.it</a><br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a><br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/hotel-amici-di-mucha/">Alberghi amici della mostra</a><br />
</div></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Alfons Mucha: alle origine della pubblicità</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mucha]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/mucha_nervi_th.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mucha_nervi_th" style="margin-bottom:10px;" />30 aprile - 18 settembre 2016<br />
Wolfsoniana - Genova Nervi<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/mucha_nervi_th.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mucha_nervi_th" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/mucha_nervi1.jpg" alt="mucha_nervi" width="1230" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-31094" /></p>
<div class="threecol-two">
<h1>Alfons Mucha: alle origine della pubblicità</h1>
<p><b>30 aprile – 18 settembre 2016<br />
Wolfsoniana, Genova Nervi</b><br />
&nbsp;<br />
In occasione dell&#8217;inaugurazione a Palazzo Ducale della mostra Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau, apre alla Wolfsoniana di Genova Nervi l’esposizione <a href="http://www.wolfsoniana.it/mostramucha.html"><i>Mucha: alle origini della pubblicità</i></a>, focalizzata sulla grafica pubblicitaria del grande artista ceco.<br />
Divenuto celebre con i manifesti teatrali per Sarah Bernhardt, realizzati tra il 1895 e il 1904 con un’impostazione grafica verticale che rappresentò la sua principale cifra stilistica, Mucha fu anche autore di numerosi manifesti pubblicitari relativi a un’ampia gamma di prodotti: dall’industria alimentare (cioccolato, biscotti, bevande) a beni di consumo (profumi, detersivi, cartine per sigarette, dentifrici), dalla promozione di eventi culturali (mostre e concerti) a quella di località di interesse turistico.<br />
Anche in questi manifesti, come in tutta la sua produzione grafica, la figura femminile appare sempre dominante come incarnazione simbolica del prodotto reclamizzato. In questo ambito Mucha giunse pure a collegare la grafica pubblicitaria di un prodotto alimentare con l’icona più celebre del suo repertorio di immagini femminili: Sarah Bernhardt.<br />
Nei manifesti promozionali realizzati dopo il 1910, data del suo ritorno in patria dagli Stati Uniti, Mucha iniziò a declinare attraverso il proprio stile grafico temi nazionalistici, corrispondenti al suo crescente interesse per l’identità della cultura slava e ai modelli iconografici del suo monumentale ciclo dell’<i>Epopea Slava</i>. A partire dagli anni venti si dedicò quindi solo saltuariamente alla creazione di manifesti pubblicitari e il più delle volte per scopi benefici.<br />
All’interno della mostra presso la Wolfsoniana, la produzione grafica di Mucha è integrata da alcune opere (piccoli bronzi e terrecotte dipinte), volumi, cataloghi e altro materiale a stampa, provenienti dalle collezioni della Wolfsoniana, nei quali l’immagine femminile proposta dall’artista ceco trova un significativo confronto con le illustrazioni e le forme espressive delle coeve ricerche italiane e internazionali.<br />
Le suggestioni delle atmosfere Art Nouveau proposte dalla mostra si arricchiscono infine, all’interno del percorso espositivo permanente, attraverso la visita della sezione dedicata dal museo alle diverse manifestazioni artistiche del nuovo stile in Italia e all’estero: la ricostruzione del salotto di Luigi Fontana &#038; C. dialoga infatti al primo piano con i mobili dell’ungherese Ödön Faragò, degli austriaci Joseph Maria Olbrich e Leopold Bauer, del catalano Gaspar Homar e con il tondo in vetro piombato di Giovanni Buffa e Guido Zuccaro per le Vetrate Artistiche G. Beltrami di Milano, raffigurante la testa di <i>Medusa</i>, modello di quella donna demoniaca e mutante che, nella sua inquietante corrispondenza fisiognomica con il mondo animale, stava prendendo all’epoca il sopravvento sul tradizionale ritratto femminile angelico e idealizzato.<br />
La mostra è realizzata in collaborazione con 24Ore Cultura e Richard Fuxa Foundation, Praga.</p>
</div>
<div class="threecol-one last">
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/alfons-mucha-e-le-atmosfere-art-nouveau/">Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau</a><br />
sede: Palazzo Ducale<br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Date</strong><br />
30 aprile &#8211; 18 settembre 2016<br />
<strong>Sede</strong><br />
Wolfsoniana<br />
via Serra Gropallo 4, Genova Nervi<br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<b>Orari</b><br />
orari: martedì-venerdì 11.00-18.00, sabato e domenica 12.00-19.00, lunedì chiuso<br />
<b>Biglietti</b><br />
€ 5 intero; € 4 ridotto; € 3 scuole e visitatori che si presentano con il biglietto della mostra &#8220;Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau&#8221; in corso a Palazzo Ducale<br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<b>Informazioni</b><br />
tel. 0103231329, <a href="mailto:info@wolfsoniana.it">info@wolfsoniana.it</a><br />
<a href="http://www.wolfsoniana.it">www.wolfsoniana.it</a><br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/hotel-amici-di-mucha/">Alberghi amici della mostra</a><br />
</div></p>
</div>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>X Premio Sergio Fedriani 2016 &#8211; La vita è sogno</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/x-premio-sergio-fedriani-2016/</link>
		<comments>http://www1.palazzoducale.genova.it/x-premio-sergio-fedriani-2016/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 16:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=30882</guid>
		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/fedriani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="fedriani" style="margin-bottom:10px;" />30 aprile - 15 maggio 2016<br />
Sala Ducale Spazio Aperto<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/fedriani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="fedriani" style="margin-bottom:10px;" /><p>dal 30 aprile al 15 maggio 2016, Ducale Spazio Aperto<br />
La premiazione avverrà, in concomitanza con l’inaugurazione della mostra, venerdì 29 aprile 2016 alle ore 18 nello stesso spazio<br />
&nbsp;<br />
<i>Per ricordare il pittore, illustratore, incisore, scenografo e umorista genovese Sergio Fedriani (1949-2006), illustre esponente della figurazione poetica e surreale, l’Associazione culturale a lui intitolata propone annualmente un concorso per giovani artisti, volto a segnalare personalità emergenti nei campi della produzione figurativa fantastica.</i><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Il concorso di opere figurative per giovani artisti “La vita è sogno”, decima edizione del Premio “Sergio Fedriani”, organizzato dall’omonima Associazione in collaborazione con Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e con i patrocini del Comune di Genova e dell’Associazione Autori di Immagini, si è concluso dopo lo spoglio degli elaborati inviati da tutta Italia.<br />
&#038;nbsp:<br />
La Giuria, presieduta dal giornalista e critico Luca Raffaelli e composta dall’illustratrice Alessandra Scandella, dal gallerista editore Eduardo Simone, dalla funzionaria dell’Ufficio Cultura e Città del Comune di Genova Gianna Caviglia, dal Presidente dell’associazione Chiara Fedriani e dai soci Gigio Curto e Cristina Ivaldi, con segretario senza diritto di voto Ferruccio Giromini, esaminando le opere selezionate (40 per 32 autori finalisti), ha così deliberato l’assegnazione dei riconoscimenti:<br />
1° Premio (Euro 1500) a FRANCESCA ZANOTTO di Cervesina (PV) con l’opera “Trasloco”<br />
2° Premio (Euro 1000) a MARCO DI PRISCO di Ururi (CB) con l’opera “Dentro un’amicizia (3)”<br />
3° Premio (Euro 500) a GIACOMO BONINO di Genova con l’opera “With a little help from my friends”<br />
&nbsp;<br />
I premi in denaro sono messi a disposizione dall’Associazione culturale “Sergio Fedriani”.<br />
&nbsp;<br />
La Giuria ha inoltre ritenuto di segnalare con tre menzioni d’onore le opere: “Sconfinati al di là dei muri” di MATTEO BALLOSTRO da Genova, “Concerto per le stelle” di MARINA DE SANTIS da Santa Flavia (PA), “The dreamers II” di GIUDITTA RUSTICA da Berlino.<br />
&nbsp;<br />
In mostra e in catalogo saranno presenti le opere di Sergio Fedriani, dei premiati, dei segnalati e dei finalisti Giacomo ALIPRANDI, Rossella BENEVENTO, Giulia BOSCHETTO, Alessandra CARLONI, Francesca CERUTTI, Alessandro COPPOLA, Arianna CROVETTO, Iacopo DENTICE, Mattia DISTASO, Pietro FACHINI, Luisa FALETTI, Elena GHIRARDO, Rosanna LAMA, Pierluigi LANZILLOTTA, Serena MABILIA, Stefano MAESTRELLI, Gianluca MESSINA &#038; Cristina PERUZZI, Fausto MONTANARI, Kevin NIGGELER, Jacopo OLIVERI, Giulia PAIOLETTI, Martina RIZZELLO, Francesco ROSSI, Mattia SANSEVERINO, Maria Irene ZANIN.<br />
&nbsp;<br />
<b>La Premiazione avverrà, in concomitanza con l’inaugurazione della mostra, venerdì 29 aprile 2016 alle ore 18 nella Sala Ducale Spazio Aperto di Palazzo Ducale in Genova.<br />
&nbsp;<br />
La mostra, a ingresso gratuito, resterà aperta dal 30 aprile al 15 maggio, lunedì esclusi, dalle ore 16.00 alle 19.00.</b><br />
&nbsp;<br />
Catalogo in mostra.<br />
&nbsp;<br />
<a href="http://www.sergiofedriani.com">www.sergiofedriani.com</a><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/x-premio-sergio-fedriani-2016/01-151/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/012-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="01" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/x-premio-sergio-fedriani-2016/02-148/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/022-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="02" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/x-premio-sergio-fedriani-2016/03-148/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/032-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="03" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/fedriani_big.jpg" alt="fedriani_big" width="750" height="1066" class="alignleft size-full wp-image-30885" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gilberto Govi</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 15:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=30978</guid>
		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/govi.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="govi" style="margin-bottom:10px;" />29 aprile - 26 giugno 2016<br />
Loggia della Mercanzia in Piazza Banchi<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/govi.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="govi" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/04/GoviInvitoMostra.jpg" alt="GoviInvitoMostra" width="1250" height="506" class="aligncenter size-full wp-image-30980" /></p>
<h3>dal 29 aprile al 26 giugno 2016, Loggia della Mercanzia in Piazza Banchi</h3>
<p><strong>Inaugurazione:</strong> 28 aprile, ore 17<br />
<div class="threecol-two">
&nbsp;<br />
La mostra, curata dal Prof. Eugenio Buonaccorsi, avrà luogo presso la suggestiva e spettacolare Loggia della Mercanzia in Piazza Banchi dal 28 aprile al 26 giugno, con prosecuzione al Museo Biblioteca dell’Attore sito nel Palazzo di via del Seminario a partire da ottobre.<br />
&nbsp;<br />
La mostra non sarà una fredda esposizione di documenti ma un viaggio intensamente spettacolarizzato da un allestimento di forte impatto scenografico nella vita di un artista e di una città con l’obiettivo di emozionare e sorprendere in continuazione il visitatore.<br />
&nbsp;<br />
Le sezioni della mostra:<br />
&nbsp;<br />
1. Dalle filodrammatiche in lingua al professionismo in dialetto<br />
2. Nascita di un repertorio<br />
3. Le tournées all’estero<br />
4. I tipi e la maschera<br />
5. Un irregolare in scena<br />
6. Vita di borghese<br />
7. Avventure nel cinema, in TV e altrove<br />
8. Il mito di Genova<br />
Il dopo Govi<br />
</div><br />
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
dal 29 aprile al 26 giugno 2016, Loggia della Mercanzia in Piazza Banchi<br />
<strong>Orari:</strong> <br />
dal lunedì al sabato, 10 &#8211; 18<br />
la domenica, 14 &#8211; 18<br />
&nbsp;<br />
Visite guidate su prenotazione<br />
Il martedì dalle 10 alle 12 e il mercoledì dalle 15 alle 17<br />
prenotazioni tel. 010 5576085<br />
<a style="color: black;" href="mailto:segreteria@cmba.it">segreteria@cmba.it</a><br />
&nbsp;<br />
</div><br />
</div><br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Stories About Autisme</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/stories-about-autisme/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 14:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=29715</guid>
		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/autismo.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="autismo" style="margin-bottom:10px;" />25 marzo - 3 aprile 2016<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/autismo.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="autismo" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>25 marzo &#8211; 3 aprile 2016<br />
Porticato</b><br />
&nbsp;<br />
Mostra fotografica in occasione della Giornata Mondiale Consapevolezza dell&#8217;Autismo (2 aprile). A cura di Giulia Molinari<br />
&nbsp;<br />
Il 2 aprile si celebra la Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo, proclamata nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con l’obiettivo di richiamare l’attenzione del mondo sull&#8217;autismo, un disturbo pervasivo dello sviluppo che colpisce decine di milioni di persone.<br />
La nostra Associazione, sezione regionale dell&#8217;ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) si fa promotrice, da diversi anni, di eventi per sensibilizzare la cittadinanza, organizzando in questa giornata iniziative su tutto il territorio. Lo scorso 2 aprile, in occasione dei trent’anni di Angsa, siamo stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Mattarella che ha auspicato un significativo cambiamento da parte delle Istituzioni nella considerazione dell&#8217;Autismo.</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tessuti d’artista. Arte e design nella produzione della MITA 1926-1976</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/</link>
		<comments>http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="614" height="490" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/mita-th2.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mita-th2" style="margin-bottom:10px;" />25 marzo - 19 giugno 2016<br />
Loggia degli Abati<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="614" height="490" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/mita-th2.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mita-th2" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/mita2.jpg" alt="mita2" width="982" height="956" class="aligncenter size-full wp-image-30045" /></p>
<div class="threecol-two">
<h3>Depero Gio Ponti Paolucci Pomodoro Scanavino Carmi Luzzati Costantini<br />
Tessuti d’artista. Design e moda nella produzione della MITA 1926-1976</h3>
<p><b>25 marzo &#8211; 19 giugno 2016<br />
Loggia degli Abati</b><br />
&nbsp;<br />
Mostra a cura di Matteo Fochessati e Gianni Franzone<br />
&nbsp;<br />
<img src="/img/icoacrobat.gif">&nbsp;<a href="/pdf/2016/pannelli_eng-v1.pdf">Download leaflet</a><br />
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La mostra ricostruisce la storia della MITA, la Manifattura Italiana Tappeti Artistici fondata a Genova Nervi da Mario Alberto Ponis nel 1926 e attiva fino ai primi anni Settanta.<br />
Figura originale e dalle spiccate capacità imprenditoriali, Ponis aprì a Nervi un laboratorio per la produzione di tappeti in lana annodata che ben presto si specializzò anche in arazzi e successivamente in tessuti d’arredamento. A collaborare alla sua impresa chiamò alcuni tra gli artisti più importanti del periodo: Fortunato Depero, Arturo Martini, Gustavo Pulitzer, Gio Ponti e gli architetti del Novecento milanese (Tomaso Buzzi, Paolo Buffa, Emilio Lancia, Gigiotti Zanini) e poi Mario Sironi, Oscar e Fausto Saccorotti, Emanuele Rambaldi, Eugenio Carmi, Flavio Costantini, Emanuele Luzzati, Enrico Paulucci, Arnaldo Pomodoro, Emilio Scanavino, Ettore Sottsass Jr. e Luigi Vietti.<br />
La mostra intende dare conto della complessiva attività della manifattura: dai tappeti degli anni trenta agli arazzi e ai tessuti del dopoguerra, spesso utilizzati per l’arredamento dei grandi transatlantici ma anche per la loro promozione commerciale, dal Conte Biancamano all’Andrea Doria sino alle ammiraglie della flotta Costa.<br />
La MITA, inoltre, partecipò a molte delle principali esposizioni internazionali del periodo, dalle Triennali di Milano all’Expo di Parigi del 1937. Oltre alle tute per gli aviatori italiani durante la seconda guerra mondiale, Ponis brevettò anche un’imbarcazione a pedali e una piccola roulotte con apertura a cannocchiale. Infine, a progettare la nuova sede della manifattura, chiamò nel 1940 l’architetto razionalista genovese Luigi Carlo Daneri.<br />
L’esposizione sarà accompagnata da un volume che ripercorre l’intera parabola creativa della MITA. </p>
<p>La mostra, curata da Matteo Fochessati e Gianni Franzone, è promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Comune di Genova e Regione Liguria.<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<div class="twocol-one">
<b>La MITA 1926-1976</b><br />
La MITA &#8211; Manifattura Italiana Tappeti Artistici (acronimo che si trasformerà in seguito in Manifattura Italiana Tessuti Artistici) fu fondata nell’ottobre del 1926 da Mario Alberto Ponis “con lo scopo di utilizzare dei nuovi ritrovati meccanici nella fabbricazione dei tappeti classici annodati a mano”. Dopo un’iniziale fase produttiva dedicata alla realizzazione di tappeti con disegni e decori non originali d’ispirazione orientale (uno dei modelli più richiesto era definito Smirne), Ponis iniziò a stringere rapporti di collaborazione con artisti e architetti, sperimentando attraverso il loro contributo innovativi temi stilistici e iconografici. Al di là dei significativi contatti intrattenuti con importanti esponenti futuristi &#8211; documentati in mostra dai bozzetti di Fortunato Depero, ma attestati anche dal suo legame d’amicizia con Fedele Azari o dalla vendita di tappeti MITA a Filippo Tommaso Marinetti e a Giacomo Balla &#8211; fondamentali risultarono, negli anni tra le due guerre, le sue collaborazioni con gli architetti milanesi: non solo Gio Ponti, che spesso frequentò la manifattura di Nervi promuovendone l’attività sulle pagine di “Domus”, ma anche Tomaso Buzzi, Paolo Buffa, Emilio Lancia e Gigiotti Zanini. Decisivo, in tale ambito, fu pure il rapporto instauratosi, a cavallo tra gli anni venti e trenta, con l’architetto genovese Mario Labò e con la DIANA (Decorazioni Industrie Artistiche Nuovi Arredamenti); ma altrettanto rilevante fu l’incontro con lo scultore Arturo Martini, di cui Mario Alberto Ponis conservava diverse opere in gesso e terracotta nella sua collezione d’arte privata.<br />
Dopo la guerra &#8211; periodo in cui la MITA fu impegnata nella fabbricazione di tute e accessori per l’aeronautica militare &#8211; la manifattura nerviese si aprì, attraverso nuove collaborazioni, ad una più ampia fase produttiva. Con il graduale abbandono della tessitura dei tappeti, la MITA si specializzò infatti nella produzione di tessuti e di arazzi, eseguiti in particolare per conto di compagnie di navigazione o su commissioni pubbliche, come nel caso dell’arazzo di Aldo Bosco, realizzato tra il 1967 e il 1968 per la sala riunioni della nuova sede RAI di Genova.<br />
Verso la fine degli anni cinquanta Ponis, che lungo tutto il suo intenso percorso imprenditoriale non smise mai di sperimentare nuove strade di ricerca artistica, lanciò &#8211; grazie ai contratti stipulati in quest’epoca con artisti come Enrico Paulucci, Emanuele Rambaldi, Oscar Saccorotti, Emanuele Luzzati, Leo Lionni, Eugenio Carmi, Emilio Scanavino e Arnaldo Pomodoro &#8211; diverse edizioni di pannelli a tiratura limitata che, stampati su canapa e lino, si presentavano come veri e propri multipli d’autore. Alla metà degli anni sessanta la peculiare vocazione della manifattura a diversificare continuamente la propria produzione fu infine documentata dalla realizzazione, sugli stessi motivi decorativi dei tessuti, di pannelli laminati per navi, vetture ferroviarie e arredi civili.<br />
Tutte le opere, laddove non sia diversamente indicato, provengono dall’Archivio MITA – Nervi di M.A. Ponis, in comodato presso Wolfsoniana &#8211; Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Genova<br />
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<b>La MITA in viaggio</b><br />
Nell’ambito dell’ampia e diversificata produzione tessile della MITA, un posto di assoluto rilievo, merita la collaborazione con le principali compagnie di navigazione italiane e straniere. I primi interventi in questo campo risalgono agli anni tra le due guerre, quando la manifattura di Nervi eseguì diversi modelli di tappeti per la Navigazione Generale Italiana e la Sitmar.<br />
La svolta in tale contesto produttivo avvenne tuttavia nel dopoguerra, in concomitanza con l’inizio della lunga e intensa collaborazione con i due principali progettisti italiani di interni navali: Gustavo Pulitzer Finali e Giovanni “Nino” Zoncada che, tra il 1947 e il 1948, si erano entrambi trasferiti a Genova. La partecipazione della MITA ai loro allestimenti ha inizio all’epoca della ristrutturazione e del riallestimento, per conto dell’Italia Società di Navigazione, del Conte Biancamano (1949). Per questo transatlantico la manifattura di Ponis eseguì infatti, su disegno di Mario Sironi, il grande arazzo a filo lungo di lana collocato sulla parete di fondo della sala di soggiorno di prima classe, progettata da Pulitzer. La MITA realizzò successivamente, su progetto dell’architetto triestino, l’arazzo di Michael Rachlis per la sala di lettura di prima classe della turbonave Andrea Doria, partita per il suo viaggio inaugurale verso New York il 14 gennaio 1953 e tragicamente affondata nell’Atlantico il 26 luglio 1956. Un altro importante arazzo di Enrico Ciuti fu quindi eseguito, sempre per Pulitzer, per la sala di soggiorno di prima classe del transatlantico Cristoforo Colombo, varato nel 1953.<br />
Attraverso Zoncada, la MITA contribuì invece, in maniera determinante, all’affermazione dello stile Costa, collaborando agli apparati decorativi e all’interior design delle principali unità della flotta genovese: oltre alle tende in mistolino Mosca 58 di Emanuele Luzzati per la motonave Anna C. (1948); ai tessuti d’arredo Rosemarie di Oscar Saccorotti e Ginevra di Lele Luzzati per la motonave Franca C. (1965) e Cordoba di Enrico Paulucci per la Federico C. (1961), bisogna qui ricordare i due grandi arazzi Composizione astratta di Paulucci e Flauto magico di Luzzati per la Eugenio C. (1965-1966). Nel 1968, un anno dopo il suo celebre allestimento scenico per l’opera di Rossini al Maggio Musicale Fiorentino, Luzzati realizzò anche  l’arazzo La gazza ladra per la Carla C. L’artista genovese, come altri collaboratori della MITA, fu infine autore dei disegni per i foulard ricordo commissionati dalle compagnie di navigazione e consegnati alle signore al termine delle crociere. Tra essi si ricordano in particolare quelli per le motonavi spagnole Cabo San Roque e Cabo San Vicente della società Ybarra y Cia di Siviglia (1960), i cui interni furono nuovamente progettati da Pulitzer.<br />
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<b>Mario Alberto Ponis.<br />
Imprenditore, inventore e collezionista</b><br />
Uomo dai molti interessi e dai numerosi talenti, Mario Alberto Ponis (Firenze 1893 – Genova 1970) non fu solo l’abile imprenditore della MITA ma, seguendo la tradizione familiare &#8211; il padre Crescentino, impiegato alle ferrovie, coltivò la passione per la meccanica e le invenzioni, tra cui un chirotipografo e un idrociclo -,  mise a punto una serie di brevetti assai eterogenei.<br />
Oltre a ideare i modelli dei telai che vennero utilizzati nella manifattura, nel 1954 progettò la roulotte Chiocciola, “vettura letto a rimorchio di auto con tetto abbassabile”, che nello stesso anno venne presentata al XXXVI Salone internazionale dell’automobile di Torino.<br />
Entusiasmatosi per il volo aereo fin da piccolo, da quando, in una sera di giugno del 1908, con il padre aveva assistito, sulla vecchia piazza d’armi di Torino, alle acrobazie dell’aviatore francese Ferdinand Marie Léon Delagrange, nel 1914 Mario Alberto superò il corso per allievi ufficiali piloti di complemento e, come aviatore, fu impegnato su vari fronti durante il primo conflitto mondiale. Nella seconda metà degli anni trenta, memore di tali esperienze e sfruttando il bellicistico clima politico nazionale, avviò una collaborazione con l’Aeronautica militare italiana, per cui brevettò e fece produrre dalla MITA tute da volo riscaldate, paracadute, sacchi viveri d’emergenza, salvagenti speciali e, con l’aiuto di Luigi Vietti, un particolare “elmetto metallico munito di mezzi di protezione contro il freddo e il caldo e di mimetizzazione”, che fecero la sua fortuna economica.<br />
La sua collezione personale di opere d’arte, ancora in parte presso gli eredi, testimonia i rapporti e le amicizie che egli instaurò durante la sua lunga attività imprenditoriale. Dipinti di Oscar Saccorotti, Emanuele Rambaldi, Enrico Paulucci, Emilio Scanavino, Emanuele Luzzati, che disegnarono i modelli per i tessuti della MITA nel secondo dopoguerra, si affiancano alle opere di artisti vicini a Mario Labò con cui Ponis aveva stretto un legame professionale piuttosto movimentato agli inizi della sua avventura. Fu per il tramite di Labò che Ponis entrò in contatto con Arturo Martini nella seconda metà degli anni venti e proprio a quel periodo risalgono il pannello in gesso La tempesta (1926 circa) e la terracotta Le bagnanti (1927) che venne poi messa in produzione dalla ILCA (Industria Ligure Ceramiche Artistiche) &#8211; fondata a Nervi da Labò nel 1928 &#8211;  e di cui un esemplare fece a lungo parte della collezione di Arturo Ottolenghi, la cui moglie tedesca, Herta Wedekind, disegnò bozzetti per tappeti della MITA.<br />
Nel 1940, quando Ponis decise il trasferimento della ditta in un immobile più ampio e funzionale, affidò l’incarico a Luigi C. Daneri, che, nel panorama genovese, era il portatore delle istanze più moderne e aggiornate. L’edifico in via Santa Maria Assunta a Nervi, ancora oggi esistente, rivela infatti da parte dell’architetto l’adesione ai dettami del razionalismo italiano e del funzionalismo internazionale: volumi netti e puliti; colori chiari e materiali d’avanguardia, come il vetrocemento; finestre a nastro che svuotano le pareti perimetrali e permettono alla luce di inondare gli spazi di lavoro degli operai.<br />
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<b>I tappeti della MITA</b><br />
La Manifattura Italiana Tappeti Artistici venne aperta nell’ottobre del 1926 nei locali di via Campostano 3 a Genova Nervi. L’obiettivo di Ponis era chiaro fin dall’inizio: avviare una produzione meccanizzata dei tappeti annodati a mano per “… portarne così il prezzo di costo ad un indice ben più basso di quello sinora imposto dalle altre lavorazioni o dall’importazione, pur conseguendo, come ben precisato nel nome e seguito nelle direttive, un intento vivamente artistico”, come egli stesso scrisse il 2 dicembre 1927 al Comitato piccole industrie della Provincia di Genova. In quel momento l’azienda disponeva di sette telai utilizzati da altrettante operaie ma, già nel marzo successivo, Ponis la trasformò in società anonima, raddoppiando il capitale sociale e facendovi entrare alcuni soci “per acquisire maggiore impulso ed aumentare la produzione”.<br />
I primi manufatti della MITA furono tappeti “orientali” di tipo tradizionale ma ben presto Ponis, fiutando la domanda del mercato, decise di affiancare a tale produzione anche modelli “moderni”. Fu precoce il suo rapporto di collaborazione con il futurista Fortunato Depero che, con la moglie Rosetta Amadori, aveva aperto nel 1919 a Rovereto la sua Casa d’Arte, da cui uscirono anche i famosi arazzi in tarsie di panno colorato, alcuni dei quali furono presentati con successo alla Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes di Parigi del 1925 e alla XV Biennale veneziana dell’anno successivo. Il legame con Depero è confermato dai bozzetti per tappeti esposti in questa sezione e da alcune testimonianze della corrispondenza epistolare tra loro intercorsa, ma anche dalla copia del celebre libro “imbullonato” che l’artista trentino stampò nel 1927 e donò a Ponis con dedica autografa.<br />
Per uno come Ponis che voleva rinnovare l’arte del tappeto era inevitabile entrare in contatto a Genova con l’architetto Mario Labò, impegnato in quegli anni in un interessante tentativo di ammodernamento della produzione locale nell’ambito delle arti decorative, come dimostra l’apertura della DIANA (Decorazioni Industrie Artistiche Nuovi Arredamenti) e della ILCA (Industria Ligure Ceramiche Artistiche), entrambe costituite nel 1928. Fu la MITA, non a caso, ad eseguire alcuni dei tappeti che Labò, attraverso la DIANA, presentò alla IV  Triennale d’arte decorativa e industriale moderna di Monza del 1930. Deve risalire alla fine del decennio anche il  contatto con Gio Ponti: ne nacque un sodalizio artistico fondamentale per gli sviluppi futuri della MITA e pure una sincera amicizia che si protrasse ben oltre la collaborazione professionale, come testimoniano la corrispondenza e i molti biglietti di auguri ancora presso gli eredi Ponis. L’architetto milanese non solo creò disegni e modelli decorativi per i tappeti della MITA, ma promosse la produzione della manifattura nerviese dalle pagine della rivista “Domus” che aveva fondato nel 1928. Inoltre fu Ponti il tramite di Ponis con gli altri architetti del Novecento milanese: Paolo Buffa, Tomaso Buzzi, Emilio Lancia, Gigiotti Zanini. Fu invece Labò il collegamento con Arturo Martini che, sempre sul finire degli anni venti, eseguì alcuni disegni per i prodotti della MITA, di cui rimangono nell’archivio i bozzetti esecutivi.<br />
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<b>I tessuti della MITA</b><br />
Terminata la fase di riconversione produttiva che aveva contraddistinto il periodo bellico, la MITA sin dal primo dopoguerra riprese la propria attività nello stabilimento di Nervi, integrando la fabbricazione di tappeti di lana annodata con quella di arazzi e tessuti. In questa nuova fase operativa Ponis mirò ben presto ad ampliare la cerchia delle proprie relazioni professionali, ma allo stesso tempo mantenne vive alcune collaborazioni già avviate negli anni tra le due guerre (come quelle con Emanuele Rambaldi e i fratelli Oscar e Fausto Saccorotti), oltre a rinsaldare il suo stretto sodalizio con Ponti e il gruppo di architetti e designer che gravitavano all’epoca intorno alla rivista “Domus”: si pensi ad esempio alla svizzera Corina Steinrisser, autrice del disegno per le tende di un appartamento milanese progettato nel 1953 da Alberto Rosselli, o al triestino Giorgio Host Ivessich che nel medesimo anno curò a Santa Margherita l’interior design delle camere del Grand Hotel Miramare e del bar Barracuda, utilizzando tessuti della MITA, realizzati su suo disegno e di Mario Alberto Ponis.<br />
In questi anni gli arredi di un altro locale alla moda furono contrassegnati dal marchio MITA: le poltroncine e i divanetti del ristorante La Gritta di Portofino furono infatti rivestiti con il tessuto Ormeggio di Enrico Paulucci, autore anche, nella stessa epoca, di diversi arazzi per la manifattura genovese e protagonista alla fine degli anni cinquanta &#8211; insieme a Carmi, Luzzati, Rambaldi, Saccorotti e Scanavino &#8211; di una nuova linea di produzione di pannelli artistici, che fu esposta a Genova, Firenze e Caracas.<br />
Con grande intuito artistico Ponis scelse di collaborare con gli esponenti delle più innovative tendenze espressive del periodo: da un lato instaurò infatti un solido legame con Eugenio Carmi (art director dell’Italsider e tra i principali animatori della Galleria del Deposito di Boccadasse) e con il gruppo di artisti che orbitava intorno allo studio di grafica genovese Firma (Flavio Costantini, Dario Bernazzoli, Lele Luzzati, Marco Biassoni e sua moglie Franca Luccardi); dall’altro intercettò le più sperimentali tendenze linguistiche allora emergenti. L’astrazione geometrica e concretista di Gillo Dorfles e Rocco Borella &#8211; affiancata dalle riprese neocubiste di Edoardo Alfieri e dal realismo esistenziale di Aurelio Caminati &#8211; si intrecciò quindi nella produzione della MITA, a cavallo degli anni cinquanta e sessanta, con le ricerche segniche di matrice informale di Emilio Scanavino e dei fratelli Gio e Arnaldo Pomodoro.<br />
Le tensioni espressive del contemporaneo dibattito artistico furono dunque puntualmente documentate da un variegato mosaico di collaborazioni e contatti, di cui si trova riscontro, all’interno del complesso percorso artistico della manifattura di Ponis, nell’intensa attività  espositiva e nelle importanti commissioni pubbliche e private nel campo dell’interior design e della decorazione di interni.<br />
</p>
<p><b>La MITA in mostra</b><br />
Durante la sua attività durata cinquant’anni, numerose furono le mostre di livello nazionale e internazionale cui la MITA prese parte, come attestano anche i diplomi conservati nell’archivio.<br />
Sebbene non testimoniato dalle fonti documentarie d’epoca, in occasione della IV Triennale di Monza del 1930 furono tessuti da Ponis i tappeti esposti negli ambienti presentati dalla DIANA, il laboratorio genovese di arti decorative fondato da Mario Labò due anni prima: nella Sala da pranzo e nel Salotto da signora, progettati rispettivamente dallo stesso Labò e da Oscar Saccorotti. Uscirono dai telai della MITA anche i tappeti che, alla medesima rassegna monzese, arredavano lo Studio della ditta Pennati di Cesano Maderno, ordinata dagli architetti Paolo Buffa e Antonio Cassi Ramelli, e la Sala da soggiorno dalla ditta Meroni e Fossati di Lissone, ordinata dall’architetto Vittorio Cabiati, che, nel catalogo ufficiale, compaiono entrambi come prodotti dalla DIANA. Si può quindi ipotizzare che, nei primi anni di attività della manifattura, la collaborazione tra Labò e Ponis avesse assunto i caratteri del rapporto tra ideatore ed esecutore, anche se la situazione pare evolversi assai velocemente, poiché risalgono ai primissimi anni trenta gli articoli di “Domus” in cui vengono citati esplicitamente la MITA e Ponis. Sono stati inoltre rintracciati nell’archivio il bozzetto per il tappeto I Lottatori che il pittore palermitano Alberto Bevilacqua ideò per la Sala degli atleti, sempre alla Triennale del 1930, così come i disegni di Francesco Di Cocco, qui esposti nella sezione I tappeti della MITA, mostrano evidenti analogie linguistiche e compositive con l’arazzo I leoni di mare che l’artista romano presentò alla medesima rassegna, come confermato da Lidia Morelli nel suo articolo comparso nel numero di gennaio del 1931 di “La casa bella”.<br />
Negli anni Trenta le partecipazioni della MITA alle Triennali milanesi si susseguirono con regolarità. La manifattura nerviese ritornò nel Palazzo dell’Arte di Giovanni Muzio nel 1933, nel 1936 e nel 1940, l’ultima edizione prima che scoppiasse il secondo conflitto mondiale. Sempre in quel decennio la MITA intervenne anche alle esposizioni universali di Bruxelles del 1935 e di Parigi del 1937, aggiudicandosi in entrambi i casi la medaglia d’argento.<br />
Finita la guerra, l’azienda di Ponis riprese a essere presente a Milano: partecipò alla prima Triennale del dopoguerra, quella del 1947, che ospitò anche il Concorso di disegni per tappeti della MITA cui parteciparono, tra gli altri, Antonia Campi, Ettore Sottsass Jr. e Lyda Levi, per proseguire con le edizioni del 1951 e del 1954. In quell’occasione espose il grande arazzo La favola di Luzzati, che ritornò successivamente all’edizione del 1973, quando Ponis era già morto e dell’attività della ditta si occupava la moglie, Teresa Maddalena Pascocci, da sempre insostituibile collaboratrice del marito. </p>
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<i><b>MITA 1926-1976</b><br />
The acronym MITA comes from the company’s original name – Manifattura Italiana Tappeti Artistici (Italian Artistic Carpets Manufactory) – changed later to Manifattura Italiana Tessuti Artistici (Italian Artistic Fabrics Manufactory). It was founded in October 1926 by Mario Alberto Ponis “with the aim of using new mechanical inventions in the manufacture of classic hand-knotted carpets”. After an initial phase of manufacturing carpets with non-original oriental designs and decorations (one of the most popular models bore the name Smirne, the ancient name for Izmir), Ponis began to collaborate with artists and architects who helped him try out innovative stylistic and iconographic themes. Apart from the important contacts he maintained with leading exponents of the futurist movement – documented in the exhibition by sketches by Fortunato Depero, but also attested by his bond of friendship with Fedele Azari and by the sale of MITA carpets to Filippo Tommaso Marinetti and Giacomo Balla – what turned out to be crucial in the years between the wars were his collaborations with Milanese architects – not only Gio Ponti, a frequent visitor to the factory at Nervi and promoter of its activities on the pages of “Domus”, but also Tomaso Buzzi, Paolo Buffa, Emilio Lancia and Gigiotti Zanini. Decisive in this context was also the relationship he established at the turn of the 1930s with the Genoese architect Mario Labò and with DIANA (Decorazioni Industrie Artistiche Nuovi Arredamenti – New Furniture Artistic<br />
Decoration Manufactories). But equally important was his encounter with the sculptor Arturo Martini, several of whose plaster and terracotta works Mario Alberto Ponis kept in his private art collection.<br />
After the war – during which MITA manufactured suits and accessories for the Italian Air Force – the Nervi manufactory began to expand its production range by entering into new partnerships. As it gradually moved away from carpet weaving, MITA began to specialize in the production of fabrics and tapestries, made primarily for shipping companies or on public commissions, as in the case of the Aldo Bosco’s tapestry for the meeting room in the new RAI headquarters in Genoa made between 1967 and 1968.<br />
Throughout his active entrepreneurial career Ponis never stopped experimenting with new avenues of artistic research, and in the late 1950s, thanks to contracts drawn up with artists<br />
such as Enrico Paulucci, Emanuele Rambaldi, Oscar Saccorotti, Emanuele Luzzati, Leo Lionni, Eugenio Carmi, Emilio Scanavino and Arnaldo Pomodoro, he launched various limited-run editions of panels, printed on hemp and linen, which were presented as genuine designer multiples. In the mid-sixties, evidence of the factory’s mission to keep diversifying its production came in the making of laminated panels for ships, railway carriages and residential furnishings using the same decorative motifs as for fabrics.<br />
Unless otherwise indicated, all the works come from the M.A. Ponis MITA (Nervi) Archive and are on loan to the Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Genova<br />
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<i><b>MITA SETS OUT TO THE SEA</b><br />
MITA produced a wide range of textiles in a variety of sectors. However, its collaboration with the leading Italian and foreign shipping companies deserves special mention. Its first involvement in this sphere dates back to the years between the wars, when the Nervi-based manufactory produced several models of carpets for the shipping lines Navigazione Generale Italiana and Sitmar.<br />
The real turning point in this context came after the war, and coincided with the beginning of the company’s long period of intensive collaboration with Italy’s two leading naval interior designers: Gustavo Pulitzer Finali and Giovanni “Nino” Zoncada, both of whom moved to Genoa around 1947-1948.<br />
MITA became involved with their design and decoration projects at the time when the Conte Biancamano (1949) was being restructured and re-furbished for the Italia Società di Navigazione. It was for this ocean liner that Ponis’s factory made the long-thread wool tapestry designed by Mario Sironi that hung on the back wall of Pulitzer’s first-class lounge.<br />
Later MITA made a tapestry designed by Michael Rachlis for the first-class reading room on the steam-turbine propelled ship Andrea Doria, which set off on her maiden voyage to New York on January 14, 1953 and tragically sank in the Atlantic on 26 July 1956. Another important tapestry by Enrico Ciuti was then made, again for Pulitzer, for the first-class lounge on the ocean liner Cristoforo Colombo, launched in 1953.<br />
MITA also made a decisive contribution to the success of the Costa style, thanks to the work of Zoncada, who collaborated on the decorations and interior design of the principal liners<br />
that made up the Genoese fleet. Worthy of note: the Mosca 58 curtains in mixed linen by Emanuele Luzzati for the motor vessel Anna C. (1948); the Rosemarie soft furnishings by Oscar Saccorotti and Ginevra by Lele Luzzati for the motor vessel Franca C. (1965); and Cordoba by Enrico Paulucci for Federico C. (1961). Also worthy of mention are the two large tapestries Composizione astratta (Abstract Composition) by Paulucci and Il Flauto magico (The Magic Flute) by Luzzati for the Eugenio C. (1965-1966). In 1968, a year after his famous stage sets for the Rossini opera at Florence’s Maggio Musicale, Luzzati also created the tapestry La gazza ladra (The Thieving Magpie) for the Carla C. As a final example, the Genoese artist Luzzati, like others who worked for MITA, was responsible for designing the souvenir scarves the shipping companies had specially made and which were then presented to the female voyagers at the end of the cruise. Worthy of particular mention are the ones made for the Spanish motor vessels Cabo San Roque and Cabo San Vicente belonging to the Seville company Ybarra y Cia (1960), whose interiors were again designed by Pulitzer.<br />
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<i><b>MARIO ALBERTO PONIS.<br />
ENTREPRENEUR, INVENTOR AND COLLECTOR</b><br />
A man of many interests and numerous talents, Mario Alberto Ponis (Florence 1893 – Genoa 1970) was not only the capable businessman who ran MITA but, following in the family tradition – his father Crescentino was a railway employee who had a passionate interest in mechanics and produced numerous inventions, including a hand-printer and a hydro-cycle – he developed a wide range of highly varied patents.<br />
In addition to designing loom models that were used in manufacturing, in 1954 he designed the caravan known as the Chiocciola (Snail) – “a towed motor vehicle for sleeping in, with a lowerable roof” – which was presented that same year at the 36th Turin International Motor Show.<br />
He had been an air enthusiast since his boyhood; it all started one evening in June 1908 when together with his father he had watched, from the old parade ground in Turin, stunts performed by the French aviator Ferdinand Marie Léon Delagrange. In 1914, Mario Alberto passed the course for pilot officers and saw action as an aviator on several fronts during the First World War. In the second half of the 1930s, mindful of these experiences and taking advantage of the war-mongering national political climate, he began to collaborate with the Italian Air Force. For them he patented – and had specially made by MITA – heated flying suits, parachutes, emergency food bags, special life jackets and, with the help of Luigi Vietti, a particular “metal helmet<br />
equipped with a means of protection against the cold and the heat and which also served camouflage purposes”; these were to make his fortune.<br />
His personal collection of works of art, many of which are still in the possession of his heirs, testifies to the relationships and friendships he nurtured during his long career as a<br />
businessman. In addition to paintings by Oscar Saccorotti, Emanuele Rambaldi, Enrico Paulucci, Emilio Scanavino and Emanuele Luzzati, who designed the patterns for MITA fabrics<br />
after the Second World War, Ponis also collected works by artists close to Mario Labò with whom he had formed a somewhat lively professional connection in the early days of his adventure. It was through Labò that Ponis came into contact with Arturo Martini in the second half of the 1920s; and from that period date the plaster panel La tempesta (The Tempest; c. 1926) and the terracotta Le bagnanti (The Bathers; 1927), which was later put into production by ILCA (Industria Ligure Ceramiche Artistiche – Ligurian Artistic Ceramics Factory) – founded by Labò in Nervi in 1928 – and a copy of which was for a long time part of the collection kept by Arturo Ottolenghi, whose German wife, Herta Wedekind, made designs for MITA carpets.<br />
In 1940, when Ponis decided to move the company into a larger, more functional building, he appointed Luigi C. Daneri as the architect. At the time, Daneri embodied the most modern and up-to-date trends on the scene in Genoa. The building, which still stands in Via Santa Maria Assunta in Nervi, reflects the architect’s allegiance to the dictates of Italian rationalism and international functionalism: clean, clear volumes; light colours and cutting-edge materials, such as concrete-framed glass blocks; and ribbon windows that free up the perimeter walls and allow light to flood the building’s working areas.<br />
</i><br />
<br />
<i><b>MITA CARPETS</b><br />
The Manifattura Italiana Tappeti Artistici (Italian Artistic Carpets Manufactory) was opened in October 1926 in premises on Via Campostano 3 in the Nervi district of Genoa. Ponis’s goal was clear from the start: he wanted to launch the mechanized production of hand-knotted carpets in order to “&#8230; bring down the cost price to a level much lower than the one hitherto imposed by other processes or by imports, while achieving a highly artistic intent that is clearly reflected in the name and followed in the directives,” as he himself put it on December 2, 1927, when writing to the Board of Small-scale Manufacturers of the Province of Genoa. At the time the company had seven looms operated by as many workers but, as early as the following March, Ponis transformed it into a public company, doubling its share capital and bringing in partners “so as to gain more momentum and to increase production”.<br />
The first MITA artefacts were traditional “oriental” rugs but soon Ponis sensed the direction of market demand and decided to add “modern” models. His relationship with the futurist<br />
Fortunato Depero put him ahead of his time. Depero, who in 1919, together with his wife Rosetta Amadori, had opened the Casa d’arte in Rovereto, from which also came the famous tapestries in marquetry of coloured cloth, some of which were presented with great success at the Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes in Paris in 1925 and the following year at the 15th Venice Biennale. The link with Depero is confirmed by the design sketches for carpets on display in this section and some examples of their correspondence, but also by the copy of the famous “bolted” book which the Trentino artist printed in 1927 and gave to Ponis with a signed dedication. Ponis was someone who wanted to renew the art of carpet-making and so it was inevitable that he should come into contact in Genoa with the architect Mario Labò, who at the time was engaged in an interesting attempt to modernize local production in the field of the decorative arts, as shown by the opening of DIANA (Decorazioni Industrie Artistiche Nuovi Arredamenti – New Furniture Artistic Decoration Manufactories) and ILCA (Industria Ligure Ceramiche Artistiche – Ligurian Artistic Ceramics Factory), both established in 1928. It was no wonder that MITA was responsible for some of the rugs made by the DIANA that Labò presented at the 4th Triennale of Modern Decorative and Industrial Art held in Monza in 1930. His contact with Gio Ponti must have begun around the same time: this led to an artistic partnership that proved fundamental to the future development of MITA and to a sincere friendship that outlasted their professional collaboration, as is clear from the correspondence and many greeting cards still in the possession of the Ponis heirs. The Milanese architect not only created designs and decorative  patterns for MITA carpets but also promoted the production of the Nervi manufactory from the pages of “Domus”, the magazine he had founded in 1928. Ponti was also the conduit that joined Ponis with other architects of the “Novecento Milanese”: Paolo Buffa, Tomaso Buzzi, Emilio Lancia, Gigiotti Zanini. It was Labò, however, who formed the link with Arturo Martini, who, also at the end of the 1920s, executed some designs for MITA products, the sketches for which are still kept<br />
in the archive.<br />
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<br />
<i><b>MITA FABRICS</b><br />
After the phase of production conversion during wartime, once the war was over MITA resumed its activities at the factory in Nervi, expanding from the manufacture of tapestries and knotted woollen carpets to included textiles. In this new phase Ponis soon sought to expand his circle of professional relationships, at the same time as keeping alive some existing collaborations that had begun in the interwar years (such as those with Emanuele Rambaldi and the brothers Oscar and Fausto Saccorotti), as well as reinforcing his close partnership with Ponti and the group of architects and designers who at the time revolved around the magazine “Domus”: one need only think, for example, of Corina Steinrisser, the Swiss designer of the curtains for a Milan apartment designed in 1953 by Alberto Rosselli, or Giorgio Host Ivessich from Trieste, who that same year oversaw the interior design of the bedrooms and the Barracuda bar at Santa Margherita’s Grand<br />
Hotel Miramare, using MITA fabrics, made to designs by himself and Mario Alberto Ponis.<br />
During that period the furnishings for another fashionable restaurant bore the MITA brand: armchairs and sofas in the restaurant La Gritta in Portofino were covered with the Ormeggio fabric by Enrico Paulucci who, in the same period, was also responsible for several tapestries manufactured in Genoa and was the leading figure at the end of the 1950s – together with Carmi, Luzzati, Rambaldi, Saccorotti and Scanavino – in a new production line of artistic panels which was exhibited in Genoa, Florence and Caracas.<br />
With his outstanding artistic instinct Ponis chose to work with representatives of the most innovative expressive trends of the period: on the one hand, he established a firm link with Eugenio Carmi (art director at Italsider and one of the leading figures involved with the Galleria del Deposito in Boccadasse) and the group of artists who revolved around the Genoese graphic studio Firma (Flavio Costantini, Dario Bernazzoli, Lele Luzzati, Marco Biassoni and his wife Franca Luccardi); on the other, he interpreted the more experimental stylistic trends emerging at the time. The geometric and concretist abstraction of Gillo Dorfles and Rocco Borella – accompanied by neo-cubist films by Edoardo Alfieri and the existential realism of Aurelio Caminati – intertwined in MITA’s production at the turn of the sixties with the informal research by Emilio Scanavino and the brothers Gio and Arnaldo Pomodoro.<br />
What we see here are the expressive tendencies of the contemporary artistic debate duly documented by a varied mosaic of partnerships and contacts as reflected in the complex artistic development of Ponis’s manufactory, in its frequent presence at exhibitions and in numerous important public and private commissions in interior design and decoration.<br />
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<i><b>MITA ON SHOW</b><br />
During its fifty years of activity, MITA took part in numerous national and international exhibitions, a fact also reflected in the many diplomas to be found in the archive. Although not attested by the period documentary sources, on the occasion of the Fourth Monza Triennale in 1930 Ponis was responsible for the carpets on display presented by DIANA, the laboratory of decorative arts Mario Labò had founded in Genoa two years earlier, one for the dining room and the other for the ladies’ salon, designed respectively by Labò and Oscar Saccorotti. Also made on MITA looms were further carpets also exhibited at Monza: one furnished the professional studio of the Pennati company in Cesano Maderno, designed by the architects Paolo Buffa and Antonio Cassi Ramelli, while the other, for the living room of the Meroni &#038; Fossati furnishing company in Lissone, designed by the architect Vittorio Cabiati.<br />
In the official catalogue both appear as made by DIANA. It can therefore be assumed that, in the early years of manufacturing, Labò and Ponis were working together in a kind of creator-executor relationship. However, the situation seems to have developed very quickly, since in the early 1930s articles appeared in “Domus” which explicitly mentioned MITA and Ponis. The archive has also turned up the design sketch for the carpet I Lottatori (The Wrestlers) by the Palermo painter Alberto Bevilacqua for the Athletes’ room, again at the 1930 Triennale. Also found were designs by Francesco Di Cocco, on display here in the section dedicated to MITA carpets, which show clear similarities in style and composition with the tapestry I leoni di mare (The sea lions) that the Roman artist presented at the same exhibition, as confirmed by Lidia Morelli in an article that appeared in the January 1931 issue of “La casa bella”.<br />
In the 1930s, MITA participation at the Milan Triennials continued regularly. The Nervi-based manufactory returned to the Giovanni Muzio Palazzo dell&#8217;Arte in 1933, 1936 and 1940, the last one before Italy’s intervention the Second World. MITA also took part in two Universal Exhibitions, the first in Brussels in 1935 and then in Paris in 1937, winning the silver medal in both cases.<br />
After the war, the company returned to Milan and participated in the first post-war Triennale in 1947, which also included a MITA carpet design competition involving, among others, Antonia Campi, Ettore Sottsass Jr. and Lyda Levi; further editions followed in 1951 and 1954. On that occasion MITA exhibited the tapestry La favola (The Fairy Tale) by Luzzati, who later returned in 1973; by this time Ponis had already passed away and his wife, Teresa Maddalena Pascocci, who had always been her husband’s irreplaceable collaborator, was in charge of the company.<br />
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<strong>Sede</strong><br />
Palazzo Ducale, Loggia degli Abati<br />
Piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova<br />
<strong>Date</strong><br />
dal 25 marzo al 19 giugno 2016<br />
</div></p>
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<strong>Orari</strong><br />
martedì al venerdì 15 – 19<br />
sabato e domenica 10 – 19<br />
<em>La biglietteria chiude un’ora prima</em></p>
<p>Aperture straordinarie<br />
28 marzo, 7, 8, 25 aprile e 2 giugno: orario 10-19<br />
</div>
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<strong>Biglietti</strong><br />
<b>Intero</b> € 5,00 singoli e gruppi, da 15 a 25 persone (solo sabato, domenica e festivi)<br />
<b>Ridotto</b> € 4,00 Touring Club Italiano, Tesserati Feltrinelli, Abbonati Teatro Carlo Felice e Teatro Stabile, Amici dei Musei e di Palazzo Ducale, Tosse Card, Possessori Card Musei, Abbonati annuali AMT, Disabili, Insegnanti, under 27 anni compiuti con documento e/ o tesserino universitario, Gruppi da 15 a 25 persone con ingresso nei giorni dal lunedì al venerdì (ad eccezione dei festivi), possessori del biglietto Wolfsoniana di Nervi e delle mostre in corso a Palazzo Ducale &#8220;Dagli Impressionisti a Picasso&#8221; e &#8220;Alfons Mucha&#8221;<br />
Gratuito per minori di 6 anni, accompagnatori di portatori di handicap, giornalisti e guide turistiche, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe<br />
<b>Biglietto Open con la mostra &#8220;Sebastião Salgado. Genesi&#8221;</b> € 12,00<br />
<b>Ingresso gratuito alla Wolfsoniana di Nervi</b> conservando e presentando alla biglietteria il tagliando di ingresso della mostra &#8220;Tessuti d’artista. Arte e design nella produzione della MITA 1926-1976&#8243;<br />
</div>
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I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a><br />
</div><br />
</div></p>
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<h4>Conferenza Stampa:</h4>

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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/1-160/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/140-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/2-161/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/220-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/3-161/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/320-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/4-157/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/419-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/5-150/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/519-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>

<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h4>Inaugurazione:</h4>

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/5-149/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/518-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/6-131/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/617-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/7-113/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/714-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/8-104/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/813-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/9-81/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/99-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/10-157/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/109-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/11-139/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/1115-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="11" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/12-118/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/1211-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="12" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/13-98/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/138-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="13" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/14-84/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/142-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="14" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/15-74/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/152-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="15" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/16-65/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/162-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="16" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/17-55/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/172-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="17" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/18-47/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/182-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="18" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/19-46/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/192-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="19" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/1-159/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/139-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/2-160/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/219-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/3-160/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/319-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/4-156/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/418-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>

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		<title>Bruno Cattani The memory box</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 17:00:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/cattani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="cattani" style="margin-bottom:10px;" />12 marzo - 3 aprile<br />
Sala Liguria<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/cattani.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="cattani" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>12 marzo &#8211; 3 aprile 2016<br />
Sala Liguria</b><br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione 11 marzo, ore 18<br />
&nbsp;<br />
A cura di Clelia Belgrado<br />
&nbsp;<br />
Orario: da lunedì a domenica, ore 10-19<br />
Domenica di Pasqua 27.3 chiusa, lunedì 28.3 aperta<br />
&nbsp;<br />
Ingresso libero</p>
<p>&nbsp;<br />
La fotografia è strumento di registrazione delle memorie individuali e collettive: nel momento stesso in cui premiamo l’otturatore, le abbiamo consegnato un frammento della nostra vita.</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Symbols</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 17:00:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/symbols.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="symbols" style="margin-bottom:10px;" />4 - 26 marzo 2016<br />
Sala Dogana<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/symbols.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="symbols" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>4 &#8211; 26 marzo 2016<br />
Sala Dogana</b><br />
&nbsp;<br />
Inaugurazione venerdì 4 marzo, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Orario: mar-dom ore 15-20<br />
&nbsp;<br />
Ingresso libero<br />
&nbsp;<br />
<img src="/img/icoacrobat.gif">&nbsp;<a href="/pdf/saladogana/cartolina_symbols.pdf">Scarica la cartolina</a><br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
La prima mostra del progetto europeo Symbols approda a Genova a partire dal 4 marzo.<br />
Per la prima volta verranno esposte presso Sala Dogana a Palazzo Ducale le opere realizzate durante le residenze artistiche di Avilès (Spagna) e Dundee (Scozia) tenutesi rispettivamente ad Aprile e a Ottobre 2015 nell’ambito del progetto &#8220;Symbols: Culture of death &#038; Cultural life&#8221;.<br />
Le opere sono state realizzate dagli incisori sulla base delle sollecitazioni date loro dai simboli presenti nei monumenti funebri all’interno dei cimiteri delle città partner. A Genova i simboli sono stati individuati dagli studenti del Liceo Klee Barabino che guidati dal prof. Fabrizio Dieci e sotto la paziente supervisione della dott.ssa Caterina Olcese della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Liguria hanno redatto un database con immagini e descrizioni iconografiche.<br />
Gli artisti hanno riletto i simboli secondo un approccio innovativo alla iconografia tradizionale. Sebbene siano presenti richiami ai simboli più comuni come angeli, croci o teschi essi sono rivisti con approcci differenti come differenti sono le tecniche usate: dalla litografia alla serigrafia, alla fotografia, alla stampa su porcellana.<br />
Successivamente, durante la residenza di Dundee musicisti, coreografi e danzatrici hanno prodotto  musiche e coreografie a partire dalle suggestioni date dalle incisioni. Ogni coreografia è collegata ad un opera da un QR code disponibile nelle didascalie e nel catalogo attraverso il quale è possibile vedere il video della danza corrispondente.<br />
Le opere saranno successivamente esposte ad Avilés, Dublino, Dundee, Limerick, Maribor e in Corsica nel corso del 2016.<br />
La mostra sarà visitabile in Sala Dogana fino al 26 marzo dal martedì alla domenica dalle ore 15.00 alle ore 20.00 con ingresso libero.<br />
&nbsp;<br />
Nell’occasione si potrà assistere a una performance live di Guendalina Di Marco e Valeria Chiara Puppo.<br />
In occasione dell’inaugurazione della mostra tutti i rappresentanti delle città partner si incontreranno a Genova per discutere sugli sviluppi e sulle prossime attività del progetto.<br />
&nbsp;<br />
<b>Gli artisti</b><br />
Gli artisti che hanno preso parte alle residenze sono:<br />
Daniele Lasalandra, Francesca Dainotto, Guendalina Di Marco, Valeria Chiara Puppo – Italia<br />
Angélica García, Carlos Suárez, Fernanda Álvarez, Irene Álvarez Coto, Pablo García Reyes, Ramón Rodríguez, Tomás Alonso Alvarado – Spagna<br />
Eleanor Thomson-Begg, Ian Ritchie, Trudi McVey – Scozia<br />
Elisa Pinelli, Mélissa Epaminondi, Olivia Sanciu – Francia<br />
Gemma Dardis, Hannah Fahey, Jennifer de Brún, Mary O’Dea – Irlanda<br />
Laura Koder, Tamara Hršak – Slovenia<br />
Sylvie de Meerleer – Belgio<br />
&nbsp;<br />
Daniele Lasalandra: Genova, 1982. Pittore contemporaneo. Laureato all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. La sua opera, ispirata da Gerhard Richter e David Hockney, esplora la relazione tra oggetto e immagine. E’ artista professionista dal 2006 e ha preso parte a mostre a livello nazionale e internazionale. Alcune sue opere sono entrate a far parte di collezioni private di tutto il mondo.<br />
Francesca Dainotto: Genova, 1979. E’ un’artista, illustratrice e incisore. Laureata in Arte e Comunicazione Multimediale presso l’Accademia di Brera a Milano. Dal 2012 frequenta il corso d’incisione tenuto dal maestro Moreno Chiodini presso la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco. Dal 2013 sperimenta diverse tecniche incisorie applicandole ai suoi progetti d’illustrazione e libri d’arte.<br />
Guendalina Di Marco: Genova, 1982. Laureata in Danza Contemporanea presso la Scuola di Danza Contemporanea THE PLACE di Londra. Ha danzato per compagnie di danza internazionali come Les Gens d’Uterpan (FR) e Balletto Civile (IT).<br />
Valeria Chiara Puppo: Genova, 1984. Diplomata come danzatrice presso Accademia DanceHaus Susanna Beltrami di Milano e laureata in Pedagogia presso l’Università di Genova. Dal 2011 lavora come danzatrice e coreografa, creando performance site-specific e sviluppando progetti di ricerca sul movimento in rapporto con lo spazio, l’architettura e il corpo.<br />
&nbsp;<br />
<b>Cosa è Symbols</b><br />
Symbols è un progetto biennale finanziato dal programma Creative Europe il cui obiettivo è quello di rafforzare la conoscenza e la  consapevolezza del pubblico rispetto ai cimiteri e alle arti funerarie come parte importante del patrimonio e della memoria culturale europea e di aumentare la circolazione  transnazionale di opere e di operatori culturali e creativi, anche attraverso l’organizzazione di mostre itineranti e residenze d’artista. Gli obiettivi a breve termine sono di aumentare attivamente la consapevolezza del pubblico sul valore di tali monumenti, di coinvolgere nuovi pubblici, di condividerne i risultati attraverso il lavoro con le scuole e con le persone portatrici di disabilità, di generare nuove attività culturali e artistiche legate ai cimiteri.<br />
La rete del progetto Symbols è costituita oltre che da Genova, dalla città di Avilés (Spagna), dal Cimitero di Maribor (Slovenia), dal Dundee &#038; Angus College (Scozia), dal Limerick School of Art and Design – LIT (Irlanda) e dalla Comunità dei Comuni di Nebbiu (Francia).<br />
&nbsp;<br />
Info: <a href="http://www.symbolsproject.eu">www.symbolsproject.eu</a>; <a href="mailto:ftenore@comune.genova.it">ftenore@comune.genova.it</a></p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/symbols/symbols1/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/symbols1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="symbols1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/symbols/symbols2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/symbols2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="symbols2" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<item>
		<title>Sull&#8217;orlo del mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[festival limes 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/limes.gif" class="attachment-small wp-post-image" alt="limes" style="margin-bottom:10px;" />4 - 6 marzo 2016<br />
Sala Liguria<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/03/limes.gif" class="attachment-small wp-post-image" alt="limes" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>dal 4 al 6 marzo 2016<br />
Sala Liguria</b><br />
&nbsp;<br />
Orari: venerdì 4 marzo ore 9-19, sabato 5 e domenica 6 ore 10-19<br />
&nbsp;<br />
A cura di Laura Canali<br />
&nbsp;<br />
Un tema molto difficile da rappresentare su carta, anche perché molte sono le crisi che ci toccano da vicino. Noi le vediamo sfociare nel Mediterraneo, sotto forma di migranti provenienti in massa dall’Africa subsahariana e dal Vicino Oriente. Qui i profughi difficilmente trovano un’assistenza dignitosa: ognuno cerca semmai di allontanarli, di scaricare quelle donne, quegli uomini e quei bambini sul paese vicino, come fossero merci indesiderate. Nelle guerre di Siria e d’Iraq, di Libia o dell’Afghanistan, sono coinvolte direttamente o indirettamente tutte le grandi potenze, dagli Usa alla Russia, dalla Turchia all’Iran, dall’Arabia Saudita alla Francia. E in minor misura anche l’Italia. Nelle nostre carte proviamo a visualizzare gli scenari di crisi e di guerra, per potere meglio analizzarli e se possibile aiutare a ragionare su come risolverli. Perché ognuno di noi ha il suo briciolo di responsabilità. E ha la sua piccola pietra da portare per contribuire a pacificare il mondo. Oggi non c’è più differenza tra chi parla e chi ascolta. Siamo sullo stesso palco: la Terra.</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<item>
		<title>SEBASTIÃO SALGADO</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2016 10:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[salgado]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="614" height="490" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/salgado_41.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="salgado_4" style="margin-bottom:10px;" />27 febbraio - 26 giugno 2016<br />
Sottoporticato<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="614" height="490" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/salgado_41.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="salgado_4" style="margin-bottom:10px;" /><p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/salgado_3.jpg" alt="salgado_3" width="1000" height="731" class="aligncenter size-full wp-image-29237" /></p>
<div class="threecol-two">
<h3>Sebastião Salgado</h3>
<h3>Genesi</h3>
<h3></h3>
<p>&nbsp;<br />
a cura di Lélia Wanick Salgado<br />
&nbsp;<br />
Genesi è l’ultimo grande lavoro di Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentarista del nostro tempo.<br />
Uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.<br />
Il mondo come era, il mondo come è. La terra come risorsa magnifica da contemplare, conoscere, amare. Questo è lo scopo e il valore dell’ultimo straordinario progetto di Sebastião Salgado.<br />
In mostra oltre duecento fotografie eccezionali: dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia.<br />
Genesi è un viaggio fotografico nei cinque continenti per documentare, con immagini in un bianco e nero di grande incanto, la rara bellezza del nostro principale patrimonio, unico e prezioso: il nostro pianeta.<br />
&nbsp;<br />
Progetto di Contrasto e Amazonas, organizzazione Civita.<br />
&nbsp;<br />
<b>Scopri di più su <a href="http://www.salgadogenova.it">www.salgadogenova.it</a></b></p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<h3>Appuntamento collaterale al Cinema Sivori</h3>
<h4>
<p>Fino al 27 aprile, in occasione della mostra, sarà proiettato al Cinema Sivori (Salita Santa Caterina 12) il film Il sale della Terra. In viaggio con Sebastião Salgado.<br />
Ingresso al cinema € 5. Presentando il biglietto della mostra Salgado. Genesi: ingresso ridotto a € 4.<br />
Presentando il biglietto del Cinema Sivori per il film “Il sale della Terra” alla biglietteria della mostra Salgado. Genesi, si otterrà la riduzione sul biglietto d’ingresso (9 euro anziché 11).</p>
<p>Per informazioni: <a href="http://www.circuitocinemagenova.com">www.circuitocinemagenova.com</a> – tel. 010583261<br />
<img src="/img/icoacrobat.gif">&nbsp;<a href="/pdf/2016/il_sale_della_terra.pdf">Scheda del film</a><br />
</h4>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/11-127/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/1111-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Arizona, USA, 2010" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/12-111/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/1211-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Penisola di Yamal, Siberia, 2011" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/10-147/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/1011-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Sud del Djanet, Algeria, 2009" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/9-71/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/910-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Isola di Siberut, Sumatra, Indonesia, 2008" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/8-90/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/815-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Penisola di Valdés, Argentina. 2004" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/7-98/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/714-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Etiopia, 2007" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/6-113/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/615-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Kafue National Park, Zambia, 2010" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/5-130/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/516-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Isole South Sandwich, 2009" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/4-137/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/415-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Brasile, 2009" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/3-140/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/317-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Brasile, 2005" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/2-140/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/216-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Penisola Antartica, 2005" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/1-139/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/130-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Galápagos, Ecuador, 2004" /></a>

</div><br />
<div class="threecol-one last">
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Sede</strong><br />
Palazzo Ducale, Sottoporticato<br />
Piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova<br />
<strong>Date</strong><br />
dal 27 febbraio al 26 giugno 2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
Orari<br />
</strong>lunedì 14 – 19<br />
da martedì a domenica 10 – 19<br />
<em>La biglietteria chiude un’ora prima</em><br />
<strong>Aperture straordinarie:<br />
1 giugno: fino ore 21<br />
28 marzo, 25 aprile: dalle 10 alle 19</strong><br />
</div></p>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Biglietti</strong><br />
Intero con audioguida 11 €<br />
Ridotto con audioguida 9 €<br />
Disabili, insegnanti, giovani dai 14 fino ai 27 anni compiuti con documento e/o tesserino universitario, gruppi da 15 a 25 persone con ingresso nei giorni dal lunedì al venerdì (ad eccezione dei festivi) e apposite convenzioni*<br />
Ridotto giovani € 5,00 fino a 27 anni compiuti, con ingresso il venerdì (ad eccezione dei festivi)<br />
Ridotto speciale € 4,00 scuole e bambini dai 6 ai 14 anni<br />
*Touring Club Italiano. tessera Feltrinelli, abbonati Teatro Carlo Felice e Teatro Stabile, Amici dei Musei e di Palazzo Ducale, Tosse Card, Possessori Card dei Musei, Possessori del biglietto di ingresso ai Musei di Strada Nuova, abbonati annuali AMT<br />
&nbsp;</p>
<p><a href="
http://www.tosc.it/sebastiao-salgado-genesi-Biglietti.html?affiliate=T2C&#038;fun=erdetail&#038;doc=erdetaila&#038;erid=1601025&#038;sort_by=event_datum&#038;sort_direction=asc&#038;xtcr=1&#038;xtmc=salgado&#038;xtnp=1">Acquista il biglietto on-line </a><br />
</div>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Informazioni e prenotazioni</strong><br />
Tel. 199 15 11 21*<br />
Dall&#8217;estero +39 02 89096942 </p>
<p>*Attivo lunedì-venerdì, ore 9-18. Sabato, ore 9-12. Non attivo domenica e festivi<br />
</div>
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a><br />
</div>
<p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/11/logo_civita.jpg" alt="logo_civita" width="127" height="136"/>&nbsp;<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/11/amazonas.jpg" alt="amazonas" width="127" height="60" /></p>
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
L&#8217;inaugurazione<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/1-138/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/129-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/2-139/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/215-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/3-139/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/316-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/4-136/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/414-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/5-129/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/515-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/6-112/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/614-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/7-97/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/713-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/8-89/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/814-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/9-70/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/99-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/10-146/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/1010-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/11-129/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/1113-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="11" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/12-110/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/1210-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="12" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/13-91/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/134-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="13" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/14-80/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/142-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="14" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/15-70/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/151-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="15" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/16-61/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/161-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="16" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/17-51/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/171-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="17" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/18-43/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/181-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="18" /></a>
</p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p>La conferenza stampa<br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/1-137/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/128-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/2-138/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/214-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/3-138/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/315-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/4-135/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/413-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/5-128/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/514-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/6-111/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/613-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/7-96/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/712-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/8-88/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/813-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/9-69/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/98-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/10-145/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/109-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/sebastiao-salgado/11-128/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/1112-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="11" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/loghisalgado.gif" alt="loghisalgado" width="740" height="191" class="alignleft size-full wp-image-29713" /><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Gli occhi della speranza. Impressioni da Haiti</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2016 17:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/haiti.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="haiti" style="margin-bottom:10px;" />12 - 28 febbraio 2016<br />
Sala Dogana<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/haiti.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="haiti" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>12 &#8211; 28 febbraio 2016<br />
Sala Dogana</b><br />
&nbsp;<br />
Progetto di <b>Alessio Ursida</b><br />
A cura di Samsung Italia<br />
&nbsp;<br />
inaugurazione venerdì 12 febbraio, ore 18<br />
&nbsp;<br />
Orario: mar-dom, ore 15-20<br />
&nbsp;<br />
ingresso libero<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<b>Alessio Ursida</b> espone in Sala Dogana – Giovani idee in transito &#8211; la mostra sulla realtà di Haiti attraverso immagini che raccontano volti, luoghi ed emozioni di una terra ancora speranzosa. Un viaggio unico che svela attraverso la macchina fotografica un’esperienza allo scoperta di una situazione umanitaria al limite dove i bambini sanno ancora sorridere e sperare nel proprio futuro.<br />
Giovanissimo talento, si è distinto  durante il programma SCATTASTORIE NX GENERATION, il primo format televisivo dedicato al mondo della fotografia ideato da Samsung Electronics e YAM112003 che ha poi curato e prodotto per Discovery Italia, andato in onda su REAL TIME. Il vincitore di SCATTASTORIE NX GENERATION si è infatti aggiudicato un meraviglioso premio, ovvero l’opportunità di partire insieme a Stefano Guindani, famoso fotografo di eventi, moda e celebrities, per un viaggio alla scoperta di Haiti per svelare, attraverso la fotografia, quanto svolto quotidianamente dall’associazione N.P.H. – Nuestros Pequenos Hermanos (organizzazione umanitaria internazionale rappresentata in Italia dalla Fondazione Francesca Rava) nell’aiutare i bambini che vivono una condizione di povertà e disagio.<br />
Il viaggio fotografico ad Haiti rappresenta un&#8217;opportunità che grazie alla Fondazione Rava, ha offerto a Ursida di coltivare le proprie passioni, vivendo un&#8217;esperienza unica.<br />
Il percorso della mostra racconta con altissima espressività e forte realismo emotivo l’impegno della Fondazione Rava, di Padre Rick e dei suoi 1600 volontari nell’offrire la possibilità di una vita migliore agli abitanti, prosegue con i villaggi, le piantagioni di canna da zucchero e le macerie dove le persone vivono e lavorano in condizioni disagiate e si chiude sugli occhi, le mani e i volti di bambini e famiglie che cercano, chiedono, sperano ancora in un futuro in mezzo a morte, fame, violenza.<br />
In occasione del 60° anniversario alcuni scatti di Ursida e di Guindani sono stati utilizzati per realizzare un libro fotografico a testimonianza del lavoro di Padre Wasson fondatore di NPH. Il ricavato  verrà utilizzato a supporto dei progetti della Fondazione Francesca Rava &#8211; NPH Italia Onlus.<br />
&nbsp;<br />
<i>&#8220;Il viaggio ad Haiti è stato per me un punto di partenza, un nuovo inizio, dove ho vissuto la vera essenza dell’essere in un paese del quarto mondo dove miseria e morte si uniscono alla più alta espressione dei sentimenti e della speranza, andando al di là di ogni parola e giudizio. Documentare questo mondo, dove i bambini giocano su cumuli di detriti, le donne trasportano cibo su strade non asfaltate, la vita di tutti i giorni si svolge tra container trasformati in negozi e bancarelle di merce riciclata, ha lasciato in me una crepa, la coscienza di una differenza incolmabile, che dalle mie foto vorrei trasferire a tutti coloro che visiteranno la mostra e che potranno avere maggior consapevolezza della realtà di questa popolazione&#8221;</i><br />
Alessio Ursida.<br />
&nbsp;<br />
Note biografiche:<br />
<a href="http://www.alessioursida.com/bio">www.alessioursida.com/bio</a><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gli-occhi-della-speranza-impressioni-da-haiti/1-128/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/115-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gli-occhi-della-speranza-impressioni-da-haiti/3-129/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/36-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gli-occhi-della-speranza-impressioni-da-haiti/5-119/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/55-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/gli-occhi-della-speranza-impressioni-da-haiti/8-80/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/85-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
</p>
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		<title>Corpus Sapiens</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/corpus-sapiens/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 16:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/doga.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="doga" style="margin-bottom:10px;" />5 - 20 febbraio 2016<br />
Ducale Spazio Aperto<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/doga.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="doga" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>5 &#8211; 20 febbraio 2016<br />
Ducale Spazio Aperto</b><br />
&nbsp;<br />
un progetto di Accademia Ligustica di Belle Arti<br />
&nbsp;<br />
a cura di Antonino Cerda, Massimo Chiappetta, Alessandra Gagliano Candela, Sabrina Marzagalli, Pietro Millefiore, Cesare Viel<br />
&nbsp;<br />
inaugurazione 5 febbraio 2016, ore 17.30<br />
&nbsp;<br />
ingresso libero<br />
&nbsp;<br />
Orario: 15-19<br />
&nbsp;<br />
<img src="/img/icoacrobat.gif">&nbsp;<a href="/pdf/saladogana/corpus_sapiens.pdf">Scarica il depliant</a><br />
&nbsp;<br />
Venerdì 5 febbraio 2016 alle ore 17.30 nella sala “Ducale Spazio Aperto” si inaugura la mostra “CORPUS SAPIENS”, che presenta  opere dei giovani artisti dell&#8217;Accademia Ligustica di Belle Arti che hanno come tema il corpo umano. La mostra anticipa l’ esposizione “BODY WORLDS”, della quale costituisce, per così dire, il controcanto.<br />
Soggetto/oggetto della ricerca e dello studio accademico, il corpo si propone in “CORPUS SAPIENS” in un&#8217;ottica ampia e per molti versi inusuale. Dal disegno alla fotografia, al video, alla scultura, alla performance torsi, figure intere ferme o in movimento, parti del corpo umano , gesti, azioni, espressioni offrono punti di vista sempre diversi.<br />
I lavori di Federica  Benvenuto, Serena Loprevite, Valentina Marra,Caterina Piccardo, Stefano Pieri Vincentelli, Ciro Piscitelli,  Enrica Scimone Carbone, Alessandra Stanga,Alessia Tezza testimoniano la vitalità di un&#8217;indagine  che si rinnova continuamente, generando lavori che presentano il corpo nella sua molteplice essenza, dalla presenza fisica al simulacro. Un percorso che l&#8217;opera collettiva composta da disegni di particolari  anatomici ben testimonia.<br />
Curata da Antonino Cerda, Massimo Chiappetta, Alessandra Gagliano Candela, Sabrina Marzagalli, Pietro Millefiore, Cesare Viel, la mostra prevede alcune azioni performative, che avranno luogo durante il periodo di apertura in un dialogo aperto con le opere esposte, alcune delle quali sono a loro volta frutto di una performance.<br />
&#8220;CORPUS SAPIENS&#8221; propone quindi il corpo “accademico” attraverso il filtro della sensibilità delle nuove generazioni. Uno sguardo artistico che comprende e supera il dato anatomico, presentato nella sua complessità dalla mostra &#8220;BODY WORLDS&#8221; dal 18 febbraio 2016 &#8211; Magazzini del Cotone – Porto Antico<br />
&nbsp;<br />
<a href="http://www.genovacreativa.it">www.genovacreativa.it</a><br />
<a href="http://www.genova.bodyworlds.it">www.genova.bodyworlds.it</a><br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/corpus-sapiens/1-124/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/12-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/corpus-sapiens/2-126/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/22-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/corpus-sapiens/3-125/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/02/32-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Segrete. Tracce di Memoria. Artisti alleati in memoria della Shoah</title>
		<link>http://www1.palazzoducale.genova.it/segrete-tracce-di-memoria-artisti-alleati-in-memoria-della-shoah/</link>
		<comments>http://www1.palazzoducale.genova.it/segrete-tracce-di-memoria-artisti-alleati-in-memoria-della-shoah/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2016 17:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palazzoducale.genova.it/?p=28251</guid>
		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/segrete.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="segrete" style="margin-bottom:10px;" />23 gennaio - 7 febbraio 2016<br />
Torre Grimaldina<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/segrete.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="segrete" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>24 gennaio – 7 febbraio 2016<br />
Antiche carceri della Torre Grimaldina di Palazzo Ducale<br />
piazza Matteotti, Genova</b><br />
&nbsp;<br />
VIII Edizione<br />
a cura di Virginia Monteverde<br />
&nbsp;<br />
Orario: mar-dom 15-18<br />
ingresso intero 5 euro, ridotto 4 euro<br />
il 27 gennaio aperta gratis, ore 10-18<br />
&nbsp;<br />
<i>Segrete &#8211; Tracce di Memoria</i> è una rassegna d&#8217;arte contemporanea ideata e curata da Virginia Monteverde, che nasce nel 2009 per ricordare la Shoah e sensibilizzare soprattutto le giovani generazioni, attraverso l&#8217;arte, sulla più grande tragedia del secolo scorso. Grazie alla collaborazione di Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, gli artisti hanno a disposizioni le suggestive celle delle antiche carceri della Torre Grimaldina di Palazzo Ducale. In questo luogo, di per sé evocativo di drammatici eventi, gli artisti, attraverso installazioni site specific, offrono letture diverse e riflessioni sulla Memoria, creando un percorso artistico di forte impatto emozionale ed evocativo.<br />
&nbsp;<br />
<b>EDIZIONE 2016</b><br />
L&#8217;edizione 2016 sarà inaugurata sabato <u>23 gennaio alle 18.00</u> e vedrà la partecipazione di un gruppo di artisti contemporanei di livello internazionale: <b>Federica Barcellona</b>, <b>Armida Gandini</b>, <b>Giancarlo Marcali</b>, <b>Erik Mittasch</b>, <b>Angelo Pretolani</b>, <b>Alex Pinna</b>, <b>Silvano Tessarollo</b>, <b>Christian Zanotto</b>.<br />
&nbsp;<br />
Importante anche la colaborazione delle gallerie che hanno segnalato gli artisti: MAG &#8211; Marsiglione Art Gallery (Como), Mact/Cact Museo d&#8217;arte contemporanea Ticino (Bellinzona), Galerìa ARTwindow (Barcelona), Red Stamp Art Gallery (Amsterdam), Fondazione Rocco Guglielmo (Catanzaro), Guidi&#038;Schoen Arte Contemporanea (Genova) Galleria Michela Rizzo (Venezia).<br />
&nbsp;<br />
Anche quest&#8217;anno al piano superiore della torre, per il progetto “Peace Project”, sarà allestita un&#8217;installazione collettiva dei giovani artisti: Leardo Sciacoviello, Marco Illuminato, Christian Masuero, Behnoosh Taheri, Giorgia Ghione (coordinatrice del gruppo).<br />
&nbsp;<br />
PROGRAMMA<br />
&nbsp;<br />
Sabato 23 gennaio, ore 18<br />
<b>Inaugurazione mostra</b><br />
Intervengono: Luca Borzani, presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Mino Ronzitti, presidente dell&#8217;Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell&#8217;Età Contemporanea.<br />
&nbsp;<br />
Mercoledì 27 gennaio  (Giorno della Memoria), dalle 17 alle 18<br />
Azione poetica<br />
<b>Non dimenticarmi</b><br />
di e con Franca Fioravanti<br />
elaborazione drammaturgica di Marco Romei<br />
Teatro delle Nuvole<br />
&nbsp;<br />
Sabato 30 gennaio, ore 17.30<br />
Install-Azione<br />
<b>Sapere Stare</b><br />
di Adriano Engelbrecht<br />
con la collaborazione di Davide Francesca<br />
&nbsp;<br />
Giovedì 4 febbraio, ore 17.30<br />
<b>Poesia e Memoria</b><br />
Reading di poesia a cura di Claudio Pozzani con<br />
Claudio Pozzani, Mauro Macario, Barbara Garassino, Marco Ercolani, Gianni Priano<br />
(Festival Internazionale di Poesia di Genova)<br />
&nbsp;<br />
Info organizzazione: Art Commission <a href="mailto:artcommission.genova@gmail.com">artcommission.genova@gmail.com</a> &#8211; cell. 3467336012<br />
Info Palazzo Ducale biglietteria: 010 8171663<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ferdinando Maria Perrone e i destini dell’Ansaldo &#8211; Mostra</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 16:00:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/mostra_ansaldo.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mostra_ansaldo" style="margin-bottom:10px;" />23 gennaio - 21 febbraio 2016<br />
Sala Liguria<br />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/mostra_ansaldo.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="mostra_ansaldo" style="margin-bottom:10px;" /><p>Mostra dal 23 gennaio al 21 febbraio, Sala Liguria<br />
organizzata dalla Fondazione Ansaldo<br />
&nbsp;<br />
a cura di Claudia Cerioli e Chiara Rosati<br />
&nbsp;<br />
Inaugura il 22 gennaio alle ore 17<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/ferdinando-maria-perrone-e-i-destini-dellansaldo-mostra/3-118/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/37-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
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<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/ferdinando-maria-perrone-e-i-destini-dellansaldo-mostra/1-117/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/19-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/sponsor_mostra_ansaldo.jpg" alt="sponsor_mostra_ansaldo" width="836" height="87" class="aligncenter size-full wp-image-28347" /></p>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
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		<title>Diritti e pregiudizi &#8211; ieri e oggi</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 14:00:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Dogana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/dirittidogana.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="dirittidogana" style="margin-bottom:10px;" />21 gennaio - 7 febbraio 2016<br />
Sala Dogana<br />
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="345" height="240" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/dirittidogana.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="dirittidogana" style="margin-bottom:10px;" /><p><b>21 gennaio – 7 febbraio 2016<br />
Sala Dogana<br />
&nbsp;<br />
un progetto di Alice Merlo e Valentina Marzi</b><br />
&nbsp;<br />
ingresso libero<br />
orario: martedì alla domenica, dalle 15 alle 20<br />
&nbsp;<br />
<img src="/img/icoacrobat.gif">&nbsp;<a href="/pdf/saladogana/diritti_pregiudizi.pdf">Scarica la cartolina</a><br />
&nbsp;<br />
Giovedì 21 gennaio 2016, alle ore 18, inaugura in Sala Dogana la mostra Diritti e pregiudizi &#8211; ieri e oggi a cura di Alice Merlo e Valentina Marzi, realizzata con la collaborazione artistica di Martina Spanu e il sostegno di Arcigay Genova &#8211; Comitato Approdo Ostilia Mulas.<br />
L’evento inaugurale vedrà la partecipazione delle curatrici, delle artiste e di Claudio Tosi presidente di Arcigay Genova.<br />
Le opere di illustrazione, fotografia e video presentate in ‘Diritti e pregiudizi &#8211; ieri e oggi’ mettono in parallelo i fatti storici riguardanti le persecuzioni avvenute durante la Seconda Guerra Mondiale e le minoranze discriminate ancora oggi: Donne, Omosessuali, Disabili, Ebrei e minoranze religiose, Rom e Sinti.<br />
La mostra vuole costituire un momento di ricordo e riflessione in occasione della Giornata della Memoria, che non può e non deve ridursi a un momento commemorativo, ma sensibilizzare su quelle che sono problematiche contemporanee. “Affrontando le disuguaglianze, le persecuzioni e le ingiustizie passate ci siamo ritrovate a riflettere su quella che è la nostra società e sulle sue problematiche. Speriamo che anche il visitatore sia spronato a fare altrettanto” è la dichiarazione della co-curatrice Alice Merlo.<br />
&nbsp;<br />
<b>Alice Merlo</b> è responsabile del comitato Politiche di Genere di Left Lab Genova.<br />
<b>Valentina Marzi</b> è illustratrice, fumettista e fotografa freelance.<br />
<b>Martina Spanu</b> è studentessa in Pittura presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.<br />
&nbsp;<br />
La mostra ha ottenuto i patrocini di ANED &#8211; Associazione Nazionale Ex Deportati e di Arcigay Genova, ed è parte del programma di eventi che ogni anno il Comune di Genova organizza e promuove per la Giornata della Memoria.<br />
&nbsp;<br />
Info<br />
Comune di Genova &#8211; Assessorato Cultura e Turismo<br />
Progetto Sala Dogana. Giovani Idee in Transito<br />
<a href="mailto:saladogana@comune.genova.it">saladogana@comune.genova.it</a><br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<p>010 5573975 | 74806<br />
<a href="http://www.genovacreativa.it">www.genovacreativa.it</a>; www.palazzoducale.genova.it<br />
FB Sala Dogana Genova<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />

<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/diritti-e-pregiudizi-ieri-e-oggi/dog3/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/dog3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="dog3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/diritti-e-pregiudizi-ieri-e-oggi/dog2/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/dog2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="dog2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/diritti-e-pregiudizi-ieri-e-oggi/dog1/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2016/01/dog1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="dog1" /></a>
<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
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		<title>Dagli Impressionisti a Picasso</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2015 16:00:47 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2015]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Dagli Impressionisti a Picasso]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="614" height="490" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/detroit.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Dagli Impressionisti a picasso" style="margin-bottom:10px;" />25 settembre 2015 - 10 aprile 2016]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="614" height="490" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/detroit.jpg" class="attachment-small wp-post-image" alt="Dagli Impressionisti a picasso" style="margin-bottom:10px;" /><p><img class="size-full wp-image-24367 aligncenter" src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/impressionisti.jpg" alt="impressionisti" width="1250" height="815" /></p>
<div class="threecol-two">
<h1>Dagli Impressionisti a Picasso<br />
<i>From the Impressionists to Picasso</i></h1>
<h2>I capolavori del Detroit Institute of Arts</h2>
<h3>Van Gogh, Gauguin, Monet, Cézanne, Degas, Renoir, Matisse, Modigliani, Kandinsky, Picasso</h3>
<p><b>25 settembre 2015 &#8211; 10 aprile 2016</b><br />
<i>September 25th &#8211; April 10th, 2016</i><br />
<b>Appartamento del Doge</b><br />
&nbsp;<br />
<img src="/img/icoacrobat.gif">&nbsp;<a href="/pdf/2015/impressionismo.pdf">Scarica il depliant</a><br />
&nbsp;<br />
<div class="twocol-one">
Nel 1880, uno dei fondatori del Metropolitan Museum spronava i suoi connazionali americani a “convertire la carne di maiale in porcellane, il grano e i derivati in ceramiche preziose, le pietre grezze in sculture in marmo, le partecipazioni alle linee ferroviarie e i proventi dell’industria estrattiva nelle gloriose tele dei maestri più importanti del mondo”.<br />
Nasce la straordinaria avventura culturale e imprenditoriale del collezionismo statunitense: un inimitabile scambio tra pubblico e privato, uno scenario del tutto nuovo per il mercato dell’arte internazionale, che porta alla creazione e al rapido sviluppo di grandi musei, considerati strategici per la crescita culturale dell’interna nazione.<br />
Con tipico spirito americano, nel giro di pochi decenni, a cavallo del Novecento, si assiste a una vera e propria competizione per la formazione delle raccolte più complete, per l’acquisizione di opere-chiave, per la scoperta e la valorizzazione di artisti antichi e moderni. La scintillante Parigi della Belle Époque è il punto di riferimento principale, ma i collezionisti, i galleristi, gli antiquari, le case d’aste, i direttori dei musei americani sono impegnati in una continua corsa sostenuta non solo da ingenti risorse economiche, ma anche da un gusto aperto, libero da pregiudizi. &Egrave; noto, ad esempio, che pittori come gli impressionisti o lo stesso Matisse sono stati apprezzati e acquistati prima da collezionisti americani (e russi), e solo in seguito apprezzati anche in Europa!<br />
&nbsp;<br />
</div></p>
<p><div class="twocol-one last">
<i><b>Representative of the prestigious collection of the Detroit Institute of Arts, fifty-two masterpieces of European art are making, for the first time, the journey from the United States back to the old continent.</b><br />
&nbsp;<br />
About thirty years separate the birth of Impressionism from Picasso’s first Cubist works – the crucial years in which everything changed in Europe: art, history, society. It was an extraordinary era, which experienced new modes of expression and new cultural impulses that were to become the foundations of our own modernity. The fifty-two masterpieces from the Detroit<br />
Institute of Arts, exhibited here for the first time in Italy, belong to that period and constitute a magnificent summary of it. The exhibition allows visitors to trace the history of European<br />
art at the end of the nineteenth century and the beginning of the twentieth, from Impressionism, Van Gogh, Cézanne, and the Ecole de Paris to the historical avant-gardes, Kandinsky’s thrusts towards abstraction, and the exceptional artistic parabola of Picasso, providing a rare opportunity to observe up close the great masters who revolutionize the culture of the entire world.<br />
At the same time, the exhibition highlights the amazing adventure of American art collecting, which went hand in hand with the rapid growth of capitalism in the industrialized West.</i></p>
</div></p>
<p>&nbsp;&nbsp;<br />
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/ny-7CZO1uV4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
&nbsp;&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
<div class="twocol-one">
Detroit è una delle capitali economiche degli Stati Uniti, storico centro dell’industria automobilistica, tanto da essere soprannominata “Motor City”: il Detroit Institute of Arts, fondato nel 1885 e più volte ampliato e rinnovato nel corso dei suoi 130 anni di storia, è da sempre l’epicentro della gloria cittadina, in particolare quando, negli anni del boom economico, le fabbriche cittadine rappresentavano la locomotiva dell’industria americana. Già nei primi decenni del ‘900 il museo di Detroit era considerato l’avamposto e la principale via di accesso delle avanguardie europee negli Stati Uniti.<br />
Oltre a poter contare sulle solide basi del mecenatismo degli industriali, il museo ha potuto contare su una risorsa che lo contraddistingue rispetto ai musei sorti in altre città degli Stati Uniti. Per oltre vent’anni (1924-1945), il Detroit Institute of Arts è stato diretto dallo storico dell’arte tedesco William Valentiner. Grazie a lui, il museo si è aperto a nuovi orizzonti: il gusto e l’esperienza di Valentiner porta a Detroit i primi Van Gogh e Matisse esposti nei musei americani, e la competenza specifica sull’espressionismo tedesco, perfino l’amicizia personale con alcuni artisti, consente scelte di altissimo livello anche in questo campo. Sotto la direzione di Valentiner, il museo ha radicalmente rinnovato la propria sede, e, nel 1937, è stato anche decorato in modo superbo da un ciclo di dipinti murali di Diego Rivera. Un’altra figura di straordinaria importanza è quella di Robert H. Tannahill, che ha lasciato numerose opere d’arte (metà dei dipinti esposti in mostra appartengono alla sua donazione) e un ingente fondo per il costante accrescimento delle collezioni. Grazie alla convergenza tra il mecenatismo dei privati, fra cui va ricordata anche la famiglia Ford, e la lungimirante direzione, il Detroit Institute of Arts è dunque saldamente collocato tra i massimi musei degli Stati Uniti.<br />
&nbsp;<br />
</div></p>
<p><div class="twocol-one last">
<i>In effect, the great entrepreneurs created a kind of patronage that enabled the birth of a new cultural imagination, nourished by stimuli from the European avant-gardes, whose works were being acquired and exhibited by the Detroit Institute of Arts in those very same years.<br />
This great exhibition in the magnificent rooms of Palazzo Ducale presents to the public an extraordinary collection which will not be displayed anywhere else in Europe. Curated by Salvador Salort-Pons and Stefano Zuffi, the exhibition is organized by the Detroit Institute of Arts, produced by Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in cooperation with MondoMostre Skira, and promoted by the Municipality of Genoa, with the patronage of the Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, the Diplomatic Mission of the United States of America in Italy, and the American Chamber of Commerce in Italy.</i><br />
</div></p>
<p>&nbsp;&nbsp;<br />
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/2wKDrmafPKg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
&nbsp;&nbsp;<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div></p>
<p>Le opere che saranno a lungo esposte nello splendido Appartamento del Doge ripercorrono il tragitto all’inverso che da Detroit porta al Vecchio Continente. La ricchezza della collezione di arte europea tra XIXX e XX secolo è data dalla sua completezza e dalla molteplicità dei linguaggi: un dialogo che coinvolge Van Gogh, Matisse, Monet, Modigliani, Degas, Monet, Manet, Courbet, Otto Dix, Degas, Picasso, Gauguin, Kandinsky, Cézanne, Renoir. Per la presenza di tutti i protagonisti, e per l’importanza delle opere, è possibile tracciare l’intera vicenda dell’arte europea dall’impressionismo alle avanguardie.<br />
Il percorso della mostra è costantemente accompagnato da supporti didattici che inseriscono dipinti, artisti e movimenti nella dinamica storica di cinquanta anni densi di capolavori, organizzati secondo un criterio cronologico.</p>
<p>Si comincia con la grande sala in cui si racconta la nascita del movimento, dell’idea che ha cambiato per sempre la storia della pittura: l’impressionismo.<br />
La volontà di aprirsi alla luce libera della natura è una conquista che passa attraverso il realismo intenso di Courbet (Bagnante addormentata presso un ruscello) e le opere piacevolmente narrative di pittori “alla moda” come Gervex e Carolus-Durand, per approdare alla gloria del colore di un capolavoro di Monet, i radiosi Gladioli databili intorno al 1876. Altrettanto significativo è il luminoso Sentiero di Camille Pissarro, che costituisce un autonomo, libero sviluppo dell’impressionismo, riflesso in un ampio paesaggio di campagna. Significativa è la presenza di tre opere affascinanti di Renoir, a cominciare dalla Donna in poltrona che coincide con la prima mostra dell’Impressionismo (1874), per giungere a due opere della tarda maturità, ormai dopo la svolta dell’anno 1900.</p>
<p>Uno spazio autonomo, quasi una vera “mostra nella mostra”, è dedicato alla figura di Edgar Degas, di cui sono presenti cinque tele, in cui sono sviluppati tutti i temi fondamentali del grande pittore parigino: il ritratto, i cavalli, le inconfondibili ballerine. In ciascuna di queste tele si riconosce la grande perspicacia del disegno, con cui Degas fissa espressioni, gesti, sentimenti, con un percorso che è parallelo a quello degli impressionisti, ma anche di una grande, nobile autonomia.</p>
<p>Segue, subito dopo, un altro spazio monografico, quello che raccoglie quattro straordinari dipinti di Paul Cézanne. Anche in questo caso, le collezioni del museo di Detroit comprendono tutti i campi di ricerca del pittore: la figura umana, il paesaggio provenzale nei dintorni di Aix (con una delle ultime versioni della prediletta Montagna Sainte Victoire), la natura morta, le Bagnanti nel bosco. All’opposto di Van Gogh, Cézanne non si lascia travolgere dai sentimenti, ma ritorna più volte sugli stessi soggetti, indagandone con pazienza la forma, e combinando il colore luminoso degli impressionisti con una rigorosa logica geometrica ben radicata nella tradizione.</p>
<p>La sala più grande della mostra affronta uno dei temi più delicati e significativo dell’arte di fine Ottocento: il superamento dell’impressionismo, e l’aprirsi di nuovi orizzonti. La figura-chiave è quella di Vincent Van Gogh, che trasferendosi in Francia “scopre” la luce, e rispecchia una vicenda umana esaltante ma terribilmente sofferta in pennellate cariche di materia e di espressione. La Riva della Oise ad Auvers, del 1890, è un capolavoro che si impone per la esplosiva carica del colore, ma anche per le dimensioni significative. Indimenticabile è poi l’Autoritratto con il cappello di paglia (1887), un’esplosione di colore e di emozione, ma anche un primato assoluto: questa è la prima opera di Van Gogh esposta in un museo degli Stati Uniti. Immediato e molto intenso è il confronto con l’Autoritratto di Paul Gauguin (1893), meditabondo e un po’ sornione.<br />
Alle dinamiche del postimpressionismo partecipano Pierre Bonnard, con l’incantevole Donna con un cane, e l’originalissimo Odilon Redon, la cui Evocazione di farfalle è uno dei dipinti più suggestivi e sorprendenti di tutta la mostra.</p>
<p>All’aprirsi del Novecento, Parigi si conferma il centro delle arti e della cultura. I pittori internazionali convergono sulle due leggere alture di Montmartre e di Montparnasse, alle estremità opposte rispetto al centro della Ville Lumiére. Prendono corpo gruppi e avanguardie, ma nel suo insieme si parla di una École de Paris, la “scuola parigina”. Uno dei massimi protagonisti è Henri Matisse, qui presente con tre opere memorabili, fra cui l’indimenticabile Finestra (1916), in cui un classico interno borghese viene scomposto in una serie di forme, tra la penombra e la piena luce. Appassionante è il dialogo con i tre ritratti (uno femminile e due maschili) di Amedeo Modigliani, il raffinato livornese, maestro indiscusso della linea, capace di evocare sentimenti segreti, con una intensità struggente. Le tele dei francesi Dufy e Rouault e del bielorusso Soutine confermano la spiccata internazionalità del contesto artistico parigino nei primi due decenni del XX secolo.</p>
<p>Il gruppo di capolavori delle avanguardie tedesche presenti a Detroit è senza paragoni nei musei nordamericani. Questa parte della mostra è quasi fisicamente dominata dall’Autoritratto di un ancora giovanissimo Otto Dix (1912), impressionante per la fermezza grafica e l’espressione decisa. Accanto ad artisti di spiccata autonomia, come Nolde (Girasoli) e Kokoshka (davvero spettacolari le due vedute di Dresda e di Gerusalemme), troviamo i protagonisti delle diverse tendenze in cui si articola il movimento espressionista in Germania. Il “Ponte”, con gli elettrizzanti Paesaggi di Kirchner e di Schmidt Rottluff, e le figure inquiete di Heckel e Pechstein; la “Nuova oggettività” di Beckmann; e infine la svolta geniale verso l’astrattismo, carico di colore e di emozione, impressa da Kandinsky, con il precoce Studio per quadro con forma bianca, del 1913.</p>
<p>La sala monografica dedicata a Pablo Picasso presenta sei tele, in un percorso che attraversa in pratica l’intera vicenda dell’arte del Novecento, dalla giovanile Testa di Arlecchino (1905) fino alla magmatica Donna seduta, dipinta nel 1960, quando Picasso era ormai alle soglie degli ottant’anni. Da un capolavoro all’altro, si seguono le svolte, gli scatti geniali, il continuo dinamismo mentale del grande pittore spagnolo. Si parte dal periodo blu, ancora legato alle lezioni accademiche, e con il Ritratto di Manuel Pallarés (1909) ci si ritrova sulle soglie della scomposizione cubista, una indagine sulle forme che si ispira chiaramente a Cézanne; la natura morta intitolata La bottiglia di Anìs del Mono (1915) è una evoluzione di questa ricerca, con gli oggetti disposti liberamente nello spazio, riconducibili alle sagome e alle materie essenziali. Sorprendente è il passaggio successivo, il “classicismo” dei primi anni Venti, conseguenza di un viaggio in Italia: il grande ritratto di Donna seduta in poltrona ne è un esempio di formidabile intensità e importanza. La ragazza che legge (1938) ci porta poi nel clima stilistico di Guernica (dipinta l’anno prima), con l’espressiva deformazione di visi e mani, pur senza perdere la forza intima del personaggio.<br />
<div class="tmnf-sc-hr"></div><br />
Inaugurazione</p>
<p>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/1-47/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/127-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/2-48/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/219-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/3-47/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/312-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/4-47/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/49-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/5-41/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/59-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/6-36/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/69-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/7-32/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/77-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/8-30/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/87-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/9-27/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/97-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/10-102/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/107-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/11-93/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/1112-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="11" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/12-83/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/128-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="12" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/13-72/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/137-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="13" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/14-64/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/147-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="14" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/15-58/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/157-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="15" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/16-51/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/166-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="16" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/17-42/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/175-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="17" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/18-39/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/185-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="18" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/19-39/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/196-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="19" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/20-34/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/205-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="20" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/21-31/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/2110-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="21" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/22-26/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/224-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="22" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/23-22/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/233-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="23" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/24-18/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/243-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="24" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/25-15/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/252-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="25" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/26-13/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/262-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="26" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/27-9/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/272-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="27" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/28-7/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/281-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="28" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/29-6/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/291-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="29" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/30-6/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/301-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="30" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/31-6/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/313-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="31" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/32-6/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/322-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="32" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/33-5/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/332-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="33" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/34-5/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/341-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="34" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/35-5/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/351-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="35" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/36-4/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/361-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="36" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/37-4/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/371-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="37" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/38-4/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/381-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="38" /></a>
<a rel='prettyPhoto[gallery-pretty]' href='http://www1.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso/39-3/'><img width="150" height="150" src="http://www1.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/391-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="39" /></a>
</p>
</div>
<div class="threecol-one last">
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
La mostra <i>The exhibition</i><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso-le-sezioni-della-mostra/" title="Dagli Impressionisti a Picasso - Le sezioni della mostra">Le sezioni della mostra <i>Exhibition&#8217;s sections</i></a><br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it/dagli-impressionisti-a-picasso-rassegna-stampa/" title="Dagli Impressionisti a Picasso – Rassegna stampa">Rassegna stampa</a><br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<p><strong>Sede</strong><br />
Palazzo Ducale – Appartamento del Doge<br />
Piazza Matteotti, 9<br />
16123 Genova</p>
<p>&nbsp;<br />
<strong>Date</strong><br />
25 settembre 2015 – 10 aprile 2016<br />
<i>September 25th &#8211; April 10th, 2016</i></p>
<p>&nbsp;<br />
<b>Orari</b><br />
Novità: APERTURE SERALI dal venerdì alla domenica<br />
lunedì 9.30 – 19<br />
da martedì a giovedì 9 – 19.30<br />
venerdì 9 &#8211; 22.30<br />
sabato 9.30 – 22.30<br />
domenica 9.30 – 21<br />
La biglietteria chiude un&#8217;ora prima<br />
<i><b>Opening hours</b><br />
Monday 9:30 a.m. to 7 p.m.<br />
tuesday through thursday<br />
9:00 a.m. to 7:30 p.m.<br />
friday 9:00 a.m. to 10.30 p.m.<br />
saturday  9:30 a.m. to 10.30 p.m.<br />
Sunday 9:30 a.m. to 9 p.m.<br />
the ticket office closes one hour earlier</i><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p>A partire dal 28 marzo la mostra sarà aperta anche il lunedì mattino dalle ore 9.30 alle 19</p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<strong>Aperture straordinarie</strong><br />
7 Dicembre 2015: 09.30 – 19.00<br />
8 Dicembre 2015: 09.30 – 19.30<br />
24 Dicembre 2015: 09.30 – 17.00<br />
25 Dicembre 2015: CHIUSO<br />
26 Dicembre 2015: 09.30 – 21.00<br />
31 Dicembre 2015: 09.30 – 02.00<br />
1 Gennaio 2016: 09.30 – 21.00<br />
6 Gennaio 2016: 09.30 – 21.00<br />
&nbsp;<br />
</div><br />
<div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<p>Biglietto congiunto con la mostra &#8220;<strong><em>Brassaï, pour l’amour de Paris</em></strong>&#8221;<br />
intero € 20,00;<br />
ridotto € 16,00<br />
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<strong>Biglietti</strong><br />
Intero con audioguida* 13 €<br />
Ridotto con audioguida** 11€<br />
Gruppi sabato-domenica €13<br />
Gruppi dal lunedì al venerdì 11€<br />
Scuole 6€ (inclusa prevendita)<br />
Biglietto famiglia (valido per un adulto e un ragazzo fino ai 14 anni): € 15,00<br />
Ridotto lunedì (ogni terzo lunedì del mese): € 3,00<br />
Ridotto giovani fino ai 27 anni (ogni venerdì dalle 14 alle 22.30): € 5,00<br />
Biglietto gratuito per Accompagnatore disabile, alunni portatori di handicap in gruppo scolastico, giornalisti accreditati, 1 accompagnatore per gruppo, 2 accompagnatori adulti per classe<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
* Le audioguide, incluse nel prezzo del biglietto, sono rivolte esclusivamente ai visitatori singoli.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
**L&#8217;ingresso ridotto comprende: giovani dai 14 fino a 26 anni con documento e/o tesserino universitario, gruppi di min 15 max 25 persone dal lunedì al venerdì, Musei Strada Nuova, Amici dei Musei e di Palazzo Ducale, Abbonati annuali AMT, possessori voucher hotel, possessori biglietto salone nautico, abbonati teatro Carlo Felice, disabili, insegnanti, Grandi Convegni (solo su richiesta del Comune), dipendenti e clienti delle banche Carispezia Cariparma e Friuladria.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
Conservando il biglietto della mostra <i>Sebastião Salgado. Genesi</i> è possibile acquistare il biglietto della mostra <i>Dagli impressionisti a Picasso</i> a prezzo ridotto (11 euro invece che 13)<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<strong>Diritti di prenotazione e prevendita</strong><br />
Singoli 2€<br />
Gruppi 2€ a persona<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<i><b>Admission</b><br />
Adult with audioguide 13 €<br />
Concession with audioguide 11 €<br />
Groups Saturday and Sunday 13 €<br />
Groups Monday through friday 11 €<br />
Schools 6 € (including advance sale)<br />
Visitors up to 27 years old (friday 2 to 22.30 p.m.) 5 €<br />
<b>Presale fee</b><br />
Individual 2 €<br />
Groups 2 € per person</i></p>
<p>&nbsp;<br />
<strong>Info e prevendita</strong><br />
tel +39 0109280010<br />
<i><b>Info and booking</b><br />
tel +39 0109280010</i></p>
<p>&nbsp;<br />
<a href="http://www.vivaticket.it/" rel="external">www.vivaticket.it</a></p>
<p><strong>Prenotazioni scuole</strong><br />
tel +39 0108171604<br />
<a href="mailto:prenotazionescuole@palazzoducale.genova.it">prenotazioniscuole@palazzoducale.genova.it</a><br />
<i><b>School reservations</b><br />
tel +39 0108171604<br />
<a href="mailto:prenotazioniscuole@palazzoducale.genova.it">prenotazioniscuole@palazzoducale.genova.it</a></i><br />
&nbsp;<br />
<strong><br />
Per maggiori info e foto Ufficio Stampa:<br />
</strong></p>
<p><strong>Palazzo Ducale Genova </strong>– Camilla Talfani<br />
e‐mail: ctalfani@palazzoducale.genova.it <strong><br />
MondoMostre </strong>– Federica Mariani<br />
e‐mail: federicamariani@mondomostre.it </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.impressionistipicasso.it"><strong>www.impressionistipicasso.it</strong></a></p>
<p><a href="http://www.palazzoducale.genova.it"><strong>www.palazzoducale.genova.it</strong></a></p>
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
<b>Pacchetto Mostra+Acquario di Genova</b><br />
Fino al 10 aprile si avrà la possibilità di usufruire di un’offerta speciale per chi decide di visitare sia la mostra sia l’Acquario di Genova. Un pacchetto a 29€ per gli adulti e a 15€ per i ragazzi, realizzato per vivere un’esperienza all’insegna dell’arte, del divertimento e dell’apprendimento.<br />
&nbsp;<br />
- Adulti: € 29 (anziché € 37)<br />
- Ragazzi: € 15 (anziché € 19) (4-14 anni)<br />
&nbsp;<br />
Nota: Promozione non cumulabile con altre in corso.</p>
</div></p>
<p><div class="tmnf-sc-box normal   white ">
I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.<br />
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:<br />
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;<br />
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;<br />
- fumare in tutti i locali della Fondazione;<br />
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;<br />
- consumare cibi e bevande.<br />
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza<br />
L&#8217;intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile <a href="/pdf/cartadeiservizi/carta.pdf" target="_blank">qui</a><br />
</div></p>
</div>
<div class="tmnf-sc-hr"></div>
<p><img src="http://www.palazzoducale.genova.it/wp-content/uploads/2015/09/loghiimpr2.gif" alt="loghiimpr2" class="alignleft size-full wp-image-25107" usemap="#loghi"/></p>
<map name="loghi">
<area shape="rect" coords="0000,0040,0225,0230" href="http://www.visitgenoa.it" alt="Vistit Genoa">
<area shape="rect" coords="0234,0076,0392,0182" href="http://www.comune.genova.it" alt="Comune di Genova">
<area shape="rect" coords="0413,0066,0502,0190" href="http://www.regione.liguria.it" alt="Regione Liguria">
<area shape="rect" coords="0597,0071,0757,0139" href="http://www.beniculturali.it" alt="Mibact">
<area shape="rect" coords="0776,0078,0905,0173" href="http://italian.italy.usembassy.gov/" alt="US Mission to Italy">
<area shape="rect" coords="0960,0071,1047,0139" href="http://www.amcham.it/" alt="Amercan Chamber of Commerce in Italy">
<area shape="rect" coords="0236,0237,0349,0294" href="http://www.dia.org/" alt="DIA">
<area shape="rect" coords="0385,0235,0518,0279" href="http://www.palazzoducale.genova.it" alt="Palazzo Ducale">
<area shape="rect" coords="0539,0238,0652,0296" href="http://www.impressionistipicasso.it/#" alt="MMS">
<area shape="rect" coords="0687,0240,0898,0288" href="http://www.carispezia.it/" alt="CARISPEZIA">
<area shape="rect" coords="0958,0241,1034,0301" href="http://www.costacrociere.it/" alt="Costa">
<area shape="rect" coords="0243,0361,0296,0418" href="http://www.rai.it/" alt="RAI">
<area shape="rect" coords="0419,0364,0482,0418" href="http://www.skira.net/" alt="Skira">
<area shape="rect" coords="0601,0366,0691,0399" href="http://www.compagnia.torino.it/" alt="Compagnia di San Paolo">
<area shape="rect" coords="0734,0363,0842,0400" href="http://www.fondazionecarige.it/" alt="Fondazione CARIGE">
<area shape="rect" coords="0867,0365,0961,0401" href="http://www.costaedutainment.it/" alt="Costa Ed.">
<area shape="rect" coords="1002,0365,1051,0440" href="http://www.civita.it/" alt="Civita">
<area shape="rect" coords="0236,0512,0324,0578" href="http://www.irenmercato.it/" alt="Iren">
<area shape="rect" coords="0539,0515,0642,0571" href="http://www.coop.it/" alt="Coop">
<area shape="rect" coords="0838,0496,0962,0523" href="http://www.ilsecoloxix.it/" alt="Il Secolo XIX">
<area shape="rect" coords="0839,0532,0968,0556" href="http://www.lastampa.it/" alt="La Stampa">
</map>
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